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Buone notizie per i giocatori di padel lombardi, l’Istituto superiore di sanità ha rielaborato i dati che sono stati validati dal Comitato tecnico scientifico. E per questo il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà stasera l’ordinanza che corregge i parametri e porta la Lombardia da fascia rossa ad arancione

Dal 24 gennaio dopo una settimana passata in zona rossa la Lombardia torna in arancione , per gli appassionati lombardi di padel è un ottima notizia in quanto i club all’aperto potranno riaprire i campi.

Vediamo nel dettaglio la situazione aggiornata in Italia delle zone in cui si trovano attualmente e fino al 31 gennaio le regioni :

Zona Rossa:
Sicilia e provincia di Bolzano
Non si potrà giocare a Padel salvo i casi previsti dalla lettera e) art. 1 del DPCM del 14 gennaio (in sintesi eventi agonistici di interesse nazionale).

Zona Arancione:
Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle D’Aosta, Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto
Si potrà giocare a Padel presso circoli sportivi all’aperto (e per gli indoor dotati di tensostrutture secondo le regole di quanto previsto dalla faq del Dipartimento dello Sport) ma è vietato uscire dal proprio comune salvo quanto previsto dall’art. 2 comma 4 lettera B del Dpcm relativo ad attività e servizi non disponibili nel proprio comune.

Zona Gialla:
Molise, Toscana, Sardegna, provincia di Trento, Basilicata e Campania
Si potrà giocare a Padel presso circoli sportivi all’aperto (e per gli indoor dotati di tensostrutture secondo le regole di quanto previsto dalla faq del Dipartimento dello Sport) con spostamenti liberi ma all’interno della propria regione.

ATTENZIONE

Rimane tuttora in vigore  la lettera e) dell’art. 1 del DPCM del 4 novembre in quanto riproposta anche nel DPCM del 14 gennaio  dove ”sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) – riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera e muniti di tessera agonistica, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e enti di promozione sportiva. Il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e il Comitato italiano paralimpico (CIP) vigilano sul rispetto delle disposizioni di cui alla presente lettera….”.

Buon Padel a tutti !

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Story 393964111

Uno dei marchi più famosi e di qualità nel settore delle racchette da Padel la Siux presenta ulteriori novità, dopo il lancio delle Siux Raven, per quest’anno. Arrivano le …..

Siux Diablo Revolution

Non solo l’anno inizia con il lancio delle Siux Raven, ma presto si uniranno tre nuove pale di Padel del marchio Siux, lasciando i fan di questo sport senza parole, arrivano le nuove Siux Diablo Revolution.

Questi tre nuovi modelli, Diablo Revolution, 3K, 12K e 24K sono la prossima novità e l’inizio dell’aggiornamento delle racchette più classiche del marchio con il nuovo e imponente sistema Revolution.

Cosa è il sistema Revolution?

Questo sistema innovativo consiste nell’utilizzo di un tubolare piatto nel telaio della pala, che, aggiunto al suo ponte (simile a quello del modello Trilogy), fornisce un maggiore assorbimento delle vibrazioni.
Le Diablo sono le prime a incorporare questo cambiamento e saranno seguite dalle racchette più emblematiche del marchio: Siux Pegasus, Siux Black Carbon o Siux Spyder sono alcune di loro.

Le Siux Diablo Revolution

Le Siux Diablo non includeranno solo il sistema Revolution, ma, in virtù dell’accordo siglato con ShockOut, e di cui già dispongono i modelli Raven, le pale della gamma Revolution avranno anche questo spettacolare sistema antivibrante nella zona inferiore.
I vantaggi sono l’eliminazione delle vibrazioni, un miglioramento del comfort nel gioco e la prevenzione di possibili infortuni.
Questa gamma ha 3 nuovi modelli che, sebbene mantengano l’essenza delle Siux Diablo, moltiplicano la potenza e il controllo offerti al giocatore di padel.

Principali differenze dei modelli

La principale differenza tra le tre Siux Diablo Revolution 3K, Siux Diablo Revolution 12K e Siux Diablo Revolution 24K è, come suggerisce il nome, il carbonio con cui sono stati fabbricati.
Mentre la 3K è la pala più dura, la 24K è la più morbida e la 12K è quella l’intermedia.
Anche così, tutti e tre hanno la forma a goccia rovesciata che caratterizza questo modello.
Inoltre, hanno un equilibrio medio ideale per fornire quel gioco equilibrato in campo.
D’altra parte, nonostante le differenze nel carbonio, incorporano tutti grafene, quindi sono resistenti e forniscono un tocco di durezza al tatto.
Inoltre, tutti e tre incorporano un nucleo in gomma EVA Ultra Soft High Recovery laminata, perfetta per aiutare a controllare il colpo e fornire una maggiore velocità nell’uscita della palla.
Anche questo tipo di gomma aiuta a ridurre le vibrazioni.

Le Diablo Revolution sono racchette multiuso per giocatori professionisti avanzati che cercano un equilibrio perfetto e le migliori tecnologie.

Buon padel a tutti

by Mr Padel Paddle in collaborazione con Padelnuestro

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In collaborazione con il Corriere dello Sport abbiamo intervistato le più grandi giocatrici nella storia del World padel Tour,
le Gemelas Atomikas Alayeto

“Il soprannome Gemelas Atomikas nasce da due combinazioni: la prima, quando giocavamo nella squadra di padel del Real Zaragoza Tennis Club, dove avevamo un capitano che ci inculcò i valori delle ‘formiche’… Grandi lavoratrici e senso di appartenenza al team; la seconda, quando il mio ragazzo mi disse ‘Mapi, lo sai che ci sono dei cartoni animati che si chiamano formiche atomiche?’. Da lì ci venne l’idea di chiamarci le ‘Gemelle Atomiche‘”.

Mapi e Majo Alayeto, rispettivamente numero 9 e numero 8 del ranking mondiale, in un’intervista esclusiva mettono a nudo la propria passione per il padel. Cresciute a Saragozza il 20 Giugno di quasi 37 anni fa e residenti a Madrid, sono gemelle omozigote, ma un occhio particolarmente attento può distinguerle dai due centimetri di altezza che separano Mapi (1,73) da Majo (1,75). Dopo l’esperienza nel tennis, hanno trovato nel padel la propria dimensione, diventando di fatto una delle coppie più forti della storia: approdate nel circuito professionistico nel 2009, si sono laureate campionesse del World Padel Tour per quattro stagioni (2014, 2015, 2017 e 2018), d’Europa di coppia e per nazioni (2009) e del mondo per nazioni (2010, 2014, 2016). L’una reves (Majo), l’altra drive (Mapi), hanno ottenuto il maggior numero di vittorie di un torneo WPT e vantano il record di 30 partite vinte consecutivamente nel 2017.

Gemelle Alayeto, il passaggio dal tennis al padel

Sul passaggio dal tennis al padel, Majo afferma: “A 6 anni abbiamo iniziato a giocare a tennis presso il Club di Saragozza, diventando in poco tempo due professioniste della Federazione Spagnola, per poi ritirarci a 19 anni. Non abbiamo lasciato il tennis per passare al padel, bensì siamo state costrette a smettere di giocare per dedicarci allo studio e al lavoro. Abbiamo iniziato a giocare a padel nel 2008 per caso, dato che alcuni amici ci hanno invitato a provarlo; all’inizio non ci trovavamo con le pareti e altre diff erenze, ma poi nel breve ci siamo appassionate, finché nel 2010 abbiamo deciso di trasferirci a Madrid per allenarci e tentare di diventare professioniste, guadagnandoci da vivere con questo sport che sentiamo nostro. Prima di iniziare la stagione aumentiamo sempre i nostri carichi di lavoro, dedicandoci nelle prime settimane soprattutto alla preparazione fi sica e a correggere gli errori che facciamo in campo, per poi raddoppiare le sedute un paio di settimane prima dei tornei. Durante la stagione ci concentriamo, invece, sugli aspetti tattici e sulla qualità più che sulla quantità. Dal nostro punto di vista è necessario avere un mental-coach. Noi abbiamo avuto uno psicologo nel 2013 ed è stato fondamentale sia per la parte tecnica che per quella fi sica, oltre che per fare squadra tra noi due. Tutte le migliori coppie del ranking oggi ne hanno uno. Crediamo che la tecnica sia molto importante da acquisire, soprattutto quando si inizia a giocare a padel. Tra i professionisti, dove l’aspetto tecnico è in linea di massima uguale per tutti, resta fondamentale curare la tattica che influisce in maniera determinante nelle azioni di gioco e nell’eventuale vittoria finale”.

Il 2020 delle gemelle Alayeto e il padel in Italia

“L’alta qualità influisce positivamente sul gioco, anche se poi ogni giocatore cerca determinate caratteristiche per la propria racchetta. Per quanto ci riguarda, le nostre NOX sono appunto diverse. La mia MP10 è una racchetta rotonda con il punto di equilibrio più verso il centro e abbastanza equilibrata, permettendomi un ottimo controllo nel gioco. Mentre il modello MJ10 di Majo è a forma di lacrima e ha il punto dolce più verso la punta, dettaglio che consente di eseguire dei colpi molto potenti. Il nostro 2020? Probabilmente non abbiamo ottenuto i risultati auspicati, ma non abbiamo mai abbassato la guardia e dopo ogni partita ci siamo sempre confrontate per migliorarci e questo ci permette anche oggi di essere fiduciose per aff rontare un 2021 con ancora più grinta.
Per il 2021 non vogliamo porci obiettivi legati solo al punteggio di ogni gara o alla posizione in classifica; la nostra mission sarà come sempre, energia, concentrazione e impegno, migliorando gara dopo gara il nostro gioco. Solo così arriveranno anche i risultati.
Ci sorprende molto come si stia sviluppando il padel in Italia ed è bello vedere che si iniziano anche a organizzare eventi importanti. È molto positivo vedere sempre più coppie femminili che partecipano alle varie tappe del WPT. Speriamo che tutto il sistema continui ad avere questo trend positivo”, afferma invece Mapi.

Buon Padel a tutti

di Carlo Ferrara e Marco Oddino

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Molte persone non ne sono consapevoli, ma tutti noi parliamo continuamente a noi stessi (self talk), generando un continuo brusio di fondo nella testa che influenza notevolmente il modo in cui agiamo, anche durante una partita di padel.

In un campo da padel , l’influenza del nostro dialogo interno può essere stimolante o limitante, in ogni caso è determinante per il risultato della nostra performance, per questo una parte importante del percorso di mental coaching è incentrata sul Self Talk (dialogo interno)

Il primo passaggio, è rendersi consapevoli di
• cosa ci diciamo
• come ce lo diciamo
• quando ce lo diciamo

Normalmente ragioniamo tutti per poli opposti, etichettando le cose come buone/cattive, giuste/sbagliate, positive/negative. In realtà ti invito a ragionare secondo due poli opposti differenti: utile/limitante. Esistono pochissime cose che possiamo definire giuste o sbagliate in assoluto, ed è fuorviante anche per il significato ancestrale di giusto e sbagliato, che coinvolge la nostra etica e la nostra reputazione. Utile/limitante è una dicotomia che ti permette di considerare le cose con più distacco, anche se ti riguardano o ti coinvolgono in modo diretto.

Ascoltando cosa diciamo, scopriamo che:
• giudichiamo noi stessi: Che scemo, sono proprio un cretino, ma che pippa che sono, idiota
• generalizziamo: sbaglio sempre, non ci riesco mai, ogni volta che vado a rete sbaglio, quando difendo sbaglio sempre
• rinforziamo credenze limitanti: non ce la farò mai, è impossibile, non ci riesco, non sono capace, non sono abbastanza bravo/forte/atletico

Ascoltando come ce lo diciamo, è evidente che il tono sia congruente alla frase, spesso ce lo urliamo nella testa, spesso condiamo le frasi con un numero variabile di imprecazioni, oppure abbiamo un tono sconsolato. Se poi facciamo attenzione al quando, non occorre avere grande intuito per capire che lo facciamo in momenti critici, quando sarebbe bene sentire tutt’altro genere di discorsi. Ti sei ritrovato in alcuni di questi tratti? Il Self Talk di ciascuno è differente, ci sono tratti comuni, ma siamo certi che ognuno possa arricchire il suo breve elenco con le proprie frasi tipiche. Bene, questo primo passaggio di ascolto è fondamentale, perché per andare da qualche parte prima è utile sapere dove ci troviamo e definire il percorso per arrivare alla meta. Ora molte persone credono che cambiare il Self Talk consista nel cambiare ciò che ci diciamo rendendolo l’esatto opposto, vediamolo in un esempio pratico: Sono in campo e sbaglio uno smash e mi dico “quanto sono scarso, sbaglio sempre”.

Ora immagina bene la situazione, entra in campo con la tua mente, visualizza la scena, immaginala nel dettaglio senti anche quel piccolo scarico di tensione quando ti accorgi che stai sbagliando il gesto tecnico, perché te ne accorgi prima di vedere dove finisce la pallina… ci sei? Ecco adesso cambia la frase “quanto sono scarso, sbaglio sempre” nel suo opposto, risulta una cosa del tipo “quanto sono forte, non sbaglio mai”… ti sembra credibile? A me no, al mio inconscio anche meno, sono pronta a giurare che a te sembri una grande stupidaggine e non ci crederebbe nessuno!

Ecco il vero segreto, il Self Talk deve essere

Credibile:
se ho appena sbagliato un gesto tecnico è assurdo dire a me stesso “non sbaglio mai”, l’ho appena fatto!
Motivante e impattante:
quello che mi dico deve essere motivante e allo stesso tempo impattante, deve colpirmi, deve darmi una scossa, una scarica di energia. È il motivo per cui il Self Talk è assolutamente personale, non tutti reagiamo allo stesso modo ad una frase.
Significativo:
un Self Talk davvero efficace ha un significato specifico, da indicazioni su azioni da compiere, su dove direzionare il focus, sull’atteggiamento da assumere.
In sostanza avere un buon Self Talk non significa fare il tifo per noi stessi, può esserci anche questo aspetto ma non è solo questo.

Ok, ora che è chiaro che non vogliamo prendere in giro noi stessi, come la cambiamo l’ormai famosa “quanto sono scarso, sbaglio sempre”? La frase è limitante perché non ci lascia via d’uscita: giudichiamo noi stessi e generalizziamo sostenendo che sbagliamo sempre, a quel punto converrebbe uscire dal campo non credi? Il modo migliore per contrastare questa affermazione è darsi delle indicazioni specifiche:
Che cosa dovresti fare in quella situazione? Dove dovresti dirigere il tuo focus? Che atteggiamento dovresti avere?
Ti ricordo di ragionare in termini di utilità per te, non di giusto o sbagliato.

Alcuni esempi di trasformazione di quel Self Talk possono essere:

• Una palla alla volta!
• Stai sulla palla!
• Avanza di più verso rete!
• Alza il braccio!
• Carica meglio il colpo!
• Posiziona bene i piedi!
• Sii il tuo meglio!

Tutte queste frasi hanno alcuni punti in comune:
• Invitano all’azione
• Sono relative al momento presente e non all’errore commesso o alle conseguenze future che immaginiamo
• Sono brevi e impattanti
• Richiedono un tono deciso/assertivo

Ora prenditi un istante e torna con la mente in campo, immagina di nuovo quello smash sbagliato e sostituisci la frase di prima con una di queste, meglio no?
Ora che sai tutto questo, non puoi più far finta di nulla, quindi ti invito a sfidare te stesso e soprattutto il tuo Self Talk limitante per trasformarlo nel Self Talk di un campione.

Buon padel a tutti !

in collaborazione con Cristina Molinari – Padel Mental Coach

https://www.metodosmash.com/

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L’argentino Tolito Aguirre, star dell’APT Padel Tour continua a sorprendere con le sue incredibili giocate.

Durante un’esibizione in Messico, realizza sul match point, un colpo fantastico che permette alla palla di uscire dal campo attraverso il cancello.

Presente alla Journey Padel Arena in Messico per un torneo Pro-Am, ha realizzato un match point strabiliante contro Ale Galan e il suo partner del giorno.
Un colpo difficile da spiegare se non guardiamo questo video!



Buon Padel a tutti

Fonte: padel magazine Fr

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Nito Brea, papà della giocatrice Delfi Brea, è un famoso allenatore analitico con una grande vocazione didattica, e condivide spesso la sua metodologia e le sue esperienze attraverso articoli o libri dedicati al padel.

In un estratto del suo libro “Common sense, il più comune dei sensi applicato al Padel” Brea tratta dell’argomento su come affrontare dei grandi difensori in questo sport:

“Non crederai con chi abbiamo perso “, si sente spesso nei bar di qualsiasi club. Il giocatore perdente, per giustificare un’incredibile sconfitta, dice che i rivali non hanno fatto altro che lanciare pallonetti e, pur essendo tecnicamente meno appariscenti, hanno ottenuto i punti….
È comune trovare coppie che non hanno colpi di effetto ma che si difendono molto bene. Possono anche giocare la maggior parte della partita dal fondo del campo.
In generale, hanno una buona padronanza del vetro e non rischiano le giocate vincenti ma, al contrario, si nutrono degli errori degli avversari.
Sono le tipiche partite che si possono perdere pur avendo giocato meglio e conquistato i punti.

Vediamo ora come approcciare tatticamente questa tipologia di partita nel caso in cui, volendo imporre il nostro gioco, non otteniamo buoni risultati.

  1. Riduciamo al minimo la quantità di errori non forzati.
    Considerando che i rivali si nutrono soprattutto dei nostri errori, se non ci affrettiamo e non regaliamo punti costringeremo in qualche modo i rivali ad uscire per trovare la partita, che è quello che sanno fare meno, portandoli in quel modo in un campo che sanno meno dominare.
  2. Giochiamo palle con meno margine di errore.
    A volte succede che si gioca una palla al limite, veloce, ben piazzata, con effetto, e l’avversario ci risponde con una meno rischiosa. Tra l’assunzione di un sacco di rischi e il non correre alcun rischio, scegliere questa seconda opzione.
  3. Avere pazienza.
    Ne abbiamo bisogno per mantenere l’equilibrio e battere i rivali. Prepariamoci a lavorare sodo su ogni punto.
  4. Aspettiamo il momento giusto per colpire.
    Non dobbiamo avere fretta, ma essere efficaci nel chiudere con i nostri colpi migliori. Non perdiamo la fiducia quando vogliamo chiudere su entrambi i lati del campo e commettiamo molti errori.
  5. Utilizziamo il drop shot (tocco morbido) appena sopra la rete.
    Ci aiuterà a rimuovere i rivali dal fondo (il loro habitat), disordinandoli per generare spazi e poter chiudere i punti.
  6. Se ci sentiamo a nostro agio sorprendiamoli con uno smash rapido.
    Il concetto è simile al precedente ma dopo un pallonetto del rivale.
  7. Non uccidersi per mantenere la rete.
    Penso che sia la cosa più importante. Se i nostri rivali hanno come punto di forza la difesa, non faremo molti punti dalla rete, ci stancheremo e faremo molti errori dando possibilità di contrattacco ai rivali.
    Di fronte a un pallonetto degli avversari dove potrebbero perdere il controllo della palla, scegliere di lasciarlo entrare, lasciare la rete e ricominciare da capo.
  8. Cerchiamo di vincere i punti avanti e indietro.
    Proviamo a vincere i punti giocando anche dietro il campo. Bisognerà approfittare del fatto che, se sono così bravi difensivamente, non andranno sicuramente a giocare al volo o a chiudere il punto a rete, quindi sarà conveniente attaccare da dietro in avanti abbassando la palla, entrando poi in volee o con uno smash.
  9. Non sottovalutare mai il rivale.
    Non sottovalutiamo mai quel gioco poco appariscente dei rivali per cui crediamo che sia una partita facile, poiché al contrario tendono ad essere i match più complicati
  10. Non diamoci per sconfitti abbassando la guardia e proviamo a ribaltare il gioco e la partita.

 

Questi sono alcuni suggerimenti da tenere in considerazione prima di una partita con i rivali di queste caratteristiche ma l’importante è che quando iniziamo una partita lo facciamo con quello che sappiamo far meglio, cercando di imporre il nostro stile e preservando la nostra identità  per far sì che saranno gli avversari che dovranno attenersi al nostro gioco”

Buon Padel a tutti

Mr padel Paddle

Fonte: Padel Word Press

 

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El saque (Il servizio) nel padel è il colpo di apertura del game, eppure a livello principiante e intermedio viene poco approfondita nonostante il ruolo così importante 

Esistono già tanti articoli e video molto esaustivi che spiegano tecnicamente come va effettuata la battuta, noi scegliamo di approfondire questo aspetto piò in chiave tattica/pratica che tecnica.
La nostra analisi si riferisce principalmente a tattiche utili in partite con principianti e intermedi, in livelli di partite quindi dove anche la battuta può ancora rivelarsi un colpo vincente a differenza di quando si gioca a livello avanzato dove nel Padel la battuta è meno incisiva e determinante che nel tennis .

L’obiettivo principale della battuta nel padel infatti è di mettere il più possibile in difficoltà la risposta avversaria, evitando che possa darci una risposta aggressiva.

Generalmente la direzione più sfruttata è verso il vetro laterale perché con il rimbalzo mette sempre il ricevente nell’amletico dubbio se anticiparla o aspettarla al rimbalzo a vetro. In aggiunta a questo, una volta rimbalzata a vetro difficilmente offrirà la possibilità di un colpo offensivo o di un globo a fondo campo.
La scelta di come battere quindi deve sempre essere parametrata su chi sta ricevendo il nostro colpo.

Il colpo debole

Magari puntiamo sul vetro laterale ma corrisponde al colpo migliore del nostro avversario che quindi risponde sempre al meglio delle possibilità.
Se risponde di dritto e riesce in buoni lunghi linea o con lob alti in diagonale, forse è meglio cambiare la direzione e la modalità del nostro colpo.
Stesse valutazioni se risponde di rovescio e riesce a infilarci con facilità. Conoscere il suo colpo più debole ci permette di realizzare battute ad hoc.

Velocità e potenza

Sappiamo che nel padel la potenza non sempre premia, questa regola vale anche in battuta.
Va sempre ricordato che se effettuo una battuta veloce e potente, la risposta quasi sicuramente lo sarà altrettanto, è quindi una scelta premiante se dall’altra parte trovo un avversario carente nelle risposte (mi da quindi una buona probabilità di fare punto o complicargli molto la risposta) e se è un colpo che io in partenza so gestire con sicurezza e precisione.
Se dall’altra parte troviamo ad esempio un tennista o un bravo ricevente, con ogni probabilità ci risponderà con una cannonata che ci colpirà duramente, per potenza e velocità.
Allo stesso tempo va ricordato che, una volta effettuata la battuta, il nostro compito è guadagnare la posizione sotto rete molto velocemente e in caso di colpo veloce il nostro tempo per raggiungere la posizione si riduce notevolmente.

Altezza di rimbalzo

Per mettere in difficoltà la risposta è generalmente consigliato di imparare a battere con un rimbalzo molto basso. Questa scelta rende la risposta dell’avversario conservativa, con poche chance di rispondere con aggressività. Talvolta, ai livelli intermedi e principianti, vale però anche il contrario ovvero il rimbalzo molto alto.
Ci sono delle situazioni dove anche con un rimbalzo basso ci rispondono in modo offensivo o poco comodo per noi, quando effettuiamo una battuta magari più lenta che termina con un rimbalzo alto (ben al di sopra della cintola), l’avversario fatica a scegliere la risposta.
Va anche osservato il baricentro di chi ci risponde. Quando il nostro avversario è piuttosto alto con ogni probabilità avrà maggiore difficoltà sui rimbalzi bassi. Un giocatore basso o di media altezza invece si troverà più comodo.

Lunga… o corta?

Nella battuta va rispettata la regola del quadrante diagonale ma non esistono dei vincoli di lunghezza della battuta. Certo non possiamo uscire dal limite della riga… ma possiamo anche battere ben più corto che la linea di fondo campo. Queste sono battute insidiose perché inusuali e che mettono automaticamente il ricevente a tentare un colpo molto difensivo, a volte anche da recupero estremo.
Non è un colpo che vi consigliamo di effettuare spesso ma può essere quel servizio che potete usare per conquistare un punto importante a livello psicologico, per uscire da un trend troppo negativo ad esempio.

Varietà

La varietà resta sempre l’arma più efficace e quella meno utilizzata tra i giocatori alle prime armi e intermedi.
Pur tenendo valido quanto detto prima, se insistiamo con lo stesso colpo prima o poi anche il peggior ricevente riuscirà a trovare il modo e la sua strategia per riuscire a rispondere.
Anche quindi trovato il colpo più performante, è buona regola utilizzare più battute nel corso della stessa partita. Laterali, verso il centro, rapide, lente, tagliate, piatte, lunghe, corte, a rimbalzo alto e a rimbalzo basso. Questa varietà impedisce al nostro avversario di prenderci velocemente le misure e al tempo stesso ci rende estremamente imprevedibili.

Rischio o sicurezza?

La risposta principale a questa domanda è data dal risultato: è molto diverso battere sul 40-0 piuttosto che sul 0-40.
In generale, notiamo spesso che i giocatori spingono molto la prima battuta sbagliandola, per trovarsi quindi in seconda battuta a viaggiare più in sicurezza dando un enorme vantaggio a chi risponde.
In questo caso, ci sentiamo di consigliare grandi allenamenti sulla battuta per acquisire quella competenza che ci permette di essere efficaci da subito anche con i colpi più ricercati e difficili da realizzare, prima di tentare di farli in campo perdendo così il vantaggio del servizio.
La cosa peggiore che possiamo fare da principianti e intermedi è infatti cercare il punto in battuta, andando a forzare un colpo che non è ancora nel nostro arsenale.

E voi, di che battuta siete?

Buon Padel a tutti !

by Roberta Lozza

 

 

 

 

 

 

 

 

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Story 392691154

La Federtennis ha comunicato sul proprio sito che visto il divieto di spostamento tra regioni, ha deciso di rinviare l’inizio del campionato a squadre di serie A.

Secondo il comunicato presente nel sito della FIT le nuove date saranno le seguenti:

Chiusura iscrizioni: 29 gennaio 2021
Giornate di gara: 23/30 maggio – 6/13/20 giugno – 11 luglio 2021
Fase finale: da decidere

Inoltre in vista del Campionato Europeo che si svolgerà dal 28 giugno al 4 luglio 2021 l’ultima giornata del campionato a squadre di serie B sarà 11 luglio invece che il 27 giugno 2021.

Rimangono invariate le date del campionate a squadre di serie C

Buon Padel a tutti

Mr Padel Paddle

Foto copertina. credit by Lorenzo Gallitto

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Story 392617115

Anche nella nazione più popolosa del mondo (1,4 miliardi di abitanti circa) il Padel è sbarcato nella città che è il centro finanziario di questo paese.

Infatti, sui tetti del Global Harbour Mall, un centro commerciale di 480.000 m2 con più di 100.000 visitatori al giorno, e vicino alle Global Harbor Tower (2 torri gemelle alte 245 metri), si trova da fine anno 2020 un campo che inizierà a far promuovere il padel a Shangai (24 milioni di abitanti) per poi diffonderlo in tutta la Cina.

Durante gli open day, i visitatori del centro commerciale hanno potuto testare il nostro sport.
Prestito di racchette, palline e maestro e sponsor d’eccezione come il marchio Nox, tutto è stato previsto per aumentare il numero di appassionati.
La Cina rappresenta un mercato colossale, e sarà uno dei paesi su cui puntarci per far espandere il nostro sport nel mondo.

Buon Padel a tutti

Fonte: Padel Magazine Fr – Padel X

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Story 392307667

È uscito il numero di Gennaio di Padel Club con la nostra intervista esclusiva a Marta Marrero e tanti altri articoli dedicati al nostro Sport preferito…

Il numero di Gennaio di Padel Club,  l’inserto del Magazine Sport Club , da oggi è in anteprima online per noi appassionati di Padel.

Nell’inserto troveremo tanti articoli dedicati al nostro sport preferito:
– Marta Marrero: Dal Tennis al Padel
– World padel tour : I Master Final 2020
– Cupra Fip Tour : Sardegna capitale del Padel
– Caratteristiche e materiali delle racchette da Pádel

Il focus di oggi è l’intervista esclusiva a  Marta Marrero !

MARTA MARRERO: DAL TENNIS AL PADEL 

a cura di Carlo Ferrara e Marco Oddino

La 38enne spagnola Marta Marrero è nata a Las Palmas di Gran Canaria il 16 gennaio del 1983, attualmente è residente a Barcellona. Marta ha iniziato la sua carriera sportiva con il tennis dove è diventata professionista nel 1998, dopo una buona esperienza da juniores (12 titoli tra singolo e doppio).
Nel 2000 ha raggiunto i quarti di finale al Roland Garros partendo dalle qualificazioni e nel 2004 ha vinto il doppio al torneo di Sopot, con la partner Nuria Llagostera Vives; nel 2005 ha bissato tale successo, stavolta con Antonella Serra Zanetti. Il suo miglior ranking è stato il 47esimo posto, sia nel singolare nel 2004, che in doppio nel 2005.
Si è ritirata nel 2010 in seguito a una serie di infortuni.
Nel 2013 è diventata giocatrice professionista di padel e già nel 2015 in coppia con Alejandra Salazar, diventa da subito numero 2 del ranking, alle spalle delle gemelle atomiche Alayeto, riuscendo finalmente a scavalcarle in classifica e diventando numero uno al mondo per la prima volta nel 2016.

La stagione 2016 è stata forse la migliore, infatti, oltre al numero 1 del ranking WPT, arriva anche il titolo mondiale con la Spagna sia in coppia (con Alejandra Salazar) che in squadra, oltre che il titolo europeo a squadre nell’edizione 2017. Dopo un grave infortunio nel 2017 ritorna nel 2018 in coppia con la Salazar conquistando ben 6 titoli senza conquistare per una manciata di punti il primo posto ad appannaggio delle Alayeto.
Nel 2019 in coppia con Martita Ortega ritorna n° 1 al mondo con ben 7 vittorie nel circuito. Giocatrice di sinistra nel 2020 ha ottenuto il 5° posto nel ranking Race 2020 Wpt (è stata nel 2019 al 1° posto nel ranking attualmente congelato del circuito). In questa stagione è stata prima in coppia con Paula Josemaria nelle prime 8 tappe del circuito WPT (con una vittoria nel Master inaugurale a Marbella, 2 finali,2 semifinali, 2 quarti e saltato per infortunio l’Open di Minorca) e nelle rimanenti 3 tappe è ritornata con Marta Ortega raggiungendo una finale
e due semifinali.
Nel suo palmares al World Padel Tour ha trionfato in 24 tornei e vinto 224 match su 287 (78% di vittorie).

Padel Club, l’ha incontrata per un’intervista a tutto campo…

Marta sei una delle poche giocatrici ad aver raggiunto un altissimo livello sia nel tennis che nel padel, quali pensi che siano le ragioni di questo duplice successo?
Mi ha aiutato il fatto di provenire dal tennis che è uno sport competitivo ed esigente e mi è servito per focalizzarmi sul Padel e mirare ad obiettivi che via via ho ottenuto durante la mia carriera. Tuttavia nulla
sarebbe stato possibile senza il buon lavoro fatto in questi anni, circondata da persone professionali che mi hanno guidato costantemente.

Quali sono i tuoi colpi preferiti nel tennis e nel padel?
Nel tennis era il rovescio a due mani parallelo e nel doppio avevo una buona volée di diritto. Nel Padel il rovescio a due mani dal fondo, la battuta e la volée di diritto!
Se una bambina ti chiedesse una ragione per cui scegliere di giocare a padel anzichè a tennis e viceversa… come le risponderesti?
Le consiglierei di scegliere lo sport che le piace, con lo sport le persone acquistano delle qualità importanti che sono utili per la vita, come la disciplina, lo sforzo, il lavoro di squadra…
Quali sono state le rivali più agguerrite nel padel che hai incontrato durante la tua carriera?
Le gemelle atomiche Alayeto quando erano al primo posto del ranking, quest’anno le rivali più dure sono state la coppia Gemma Triay e Lucia Sainz.

Se dovessi scommettere su una giovane coppia femminile per i prossimi anni, su chi punteresti?
Ci sono varie giocatrici giovani che hanno ancora molto da dare: Martita Ortega, Ari Sanchez , Paula Josemaria e Bea Gonzalez, hanno tutte un grande futuro davanti.
Nella categoria maschile hai un tuo preferito e altri giocatori che ami seguire?
Penso che Juan Martin Diaz e Fernando Belasteguin abbiano ottenuto
risultati straordinari e difficili da ripetere. Bela per me è un vero sportivo. Poi mi piace seguire tutti i giocatori, anche se Galan e Lebron sono davvero spettacolari.

Sei stata prima nel ranking sia nel 2016 che nel 2019, quale è stato dei due anni quello più complicato per raggiungere questo straordinario risultato?
Tutti e due gli anni sono stati molto duri. Nessuno ti regala nulla, vincere 6-7 tornei con la concorrenza che c’è da anni nel circuito femminile è molto complicato, con Martita c’era pressione perché eravamo
favorite insieme ad Ale Salazar e Ari Sanchez per essere le numero 1 e questo pesa molto. Con Alejandra le favorite erano le gemelle Alayeto e i riflettori erano puntati su di loro, penso che sia stato più difficile l’anno scorso insieme a Martita.

Cosa non ha funzionato quest’anno con la tua compagna Paula Josemaria?
Con Paula , il contesto di quest’anno non aiutava affatto a formare una coppia che comincia da zero. Il lockdown è stato un handicap. Era chiaro che dovevamo giocare molto insieme per connetterci, e non poter gareggiare o allenarci non aiutava di certo. Quando abbiamo ripreso a giocare è stato molto complicato tornare alla regolarità, alternando partite buone a meno buone. Eppure anche così fino alla tappa italiana, eravamo numero 1-2 del circuito. In Sardegna a settembre abbiamo giocato a un ottimo livello, abbiamo raggiunto la finale ma mi sono fatta male alla caviglia e abbiamo perso il torneo. Il problema alla caviglia mi ha fatta arrivare al successivo Master di Barcellona poco allenata. Vamos a por todas!! (andiamoci a prendere tutto!!). Dover rinunciare nel diventare le numero 1, è stato un momento difficile, perché credo che avessimo delle possibilità concrete di riuscirci. Ho superato anche una mononucleosi che ha intaccato ulteriormente le mie energie e non ho potuto dare di più. Si è parlato male di me, sivè detto che ho lasciato Paula a pochi tornei dalla fine della stagione.
Mi hanno fatto molto male i commenti ingiusti, non è stata comunque una mia scelta. Ci sono persone che oltretutto non tengono conto che questo è uno sport professionistico.

Quale è la caratteristica che ti piace di più della tua racchetta Black Crown?
La mia nuova racchetta del 2021 è la Piton Nakano 15k, è una racchetta che mi piace molto, con un buon equilibrio tra controllo e potenza. Ha una durezza media, cosa che noto nei miei colpi di potenza. Data la sua forma rotonda il punto dolce è più ampio e mi aiuta molto la impugnatura lunga per il mio rovescio a due mani!


Pensi di poter continuare a giocare per tanti altri anni o ti sei data un termine?
Al momento non ho nessuna data in testa, il mio obiettivo è continuare a giocare con passione per gli anni che ho davanti, voglio essere ancora molto competitiva e godermi ogni momento.
Terminata la carriera continuerai a rimanere nel mondo del padel o pensi di fare altro?
La mia vita ed il futuro saranno sempre legati al padel. Attualmente ho due Club in Catalogna (Augusta Padel Sant Cugat del Vallès e Aurial Padel Vic) ed ho in programma di aprirne altri a Barcellona, ma anche in altre città.
Prima o poi ti rivedremo a giocare in italia nella serie A?
Al Circolo Canottieri Aniene sono stata benissimo e se torno vorrei tornare lì perché mi hanno trattata molto bene.
A proposito, cosa ne pensi della crescita del movimento Padel in Italia?
Lo sviluppo di circoli in Italia è stato veloce, questo è molto positivo per la crescita del Padel e per la nascita di una vera e propria passione; è anche importante che vengano in Italia professionisti del Padel e buoni allenatori che creino scuole e insegnino lo sport. La serie A è molto ben organizzata e il livello è altissimo. Ci sono diverse giocatrici italiane che stanno venendo a giocare il Wpt e questo è ottimo!
Il prossimo anno con l’altra Marta continuerete a stupirci come nel 2019? Quali sono i vostri obiettivi?
Dobbiamo continuare a migliorare sia a livello individuale che in coppia, vogliamo creare un gioco più vivace e sorprendente in quanto i nostri obiettivi sono lottare per primeggiare ed essere competitive.
mi ha fatta arrivare al successivo Master di Barcellona poco allenata. Vamos a por todas!! (andiamoci a prendere tutto).

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Sport Club il Magazine sportivo e di lifestyle presente, da oltre 18 anni, nella maggior parte dei circoli sportivi del Lazio con una tiratura di oltre 30.000 copie e per la quale hanno scritto e scrivono numerosi personaggi dello sport e non solo.
E’ stata la prima rivista sportiva in Italia anni fa a credere nel Padel con un inserto, di oltre 20 pagine, completamente dedicato al nostro sport sia a livello professionistico che amatoriale.
Anche se nasce come una rivista locale le rubriche dedicate al Padel sono e saranno sempre di più a carattere nazionale ed internazionale.

Dal mese di giugno 2020 sono entrato a far parte anche io nella squadra di Sport Club, curando come coordinatore l’inserto Padel Club, per offrire il mio contributo con rubriche sempre più approfondite dedicate al nostro Sport preferito!

Buon Padel a tutti

Mr Padel Paddle

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