MrPadelPaddle
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La Dormilona è uno dei colpi  più spettacolari e complicati da realizzare nel padel e viene eseguita solo da giocatori di grande livello ed esperienza.

Durante la disputa di un match di alto livello vengono usati molti movimenti, tutti hanno bisogno di tanta tecnica e allenamento ad alte prestazioni.
E, all’improvviso, quando nessuno se lo aspetta, viene fuori dal nulla la Dormilona  un colpo sottile, elegante, ciò rende il pubblico muto per pochi decimi di secondo prima che inizino a gridare e ad applaudire!!!

E’ un colpo che lascia la palla morta nella rete, rendendo quasi impossibile la risposta dei rivali …
Tuttavia, per poterlo fare ci vuole tempo, piazzamento e molto sangue freddo, oltre a grande qualità e tecnica.
Ecco perché per dominare questo colpo abbiamo bisogno di molto allenamento e una dose di talento innato.
Uno dei giocatori che esegue questa impressionante colpo di più è “il mago” Juan Martín Díaz, l’ex numero 1 del mondo ma ci sono molti giocatori che a un certo punto del gioco optano per un’azione che non è conveniente abusare, in modo che non perda il suo “fattore sorpresa”.
Un altro dei grandi professionisti che vediamo solitamente eseguire e Miguel Lamperti.

In questo video del maestro Rafa Galvez vengono descritti bene i passaggi per realizzare questo colpo attraverso la maestria di Miguelito Lamperti

 



Come eseguire la Dormilona nel Padel?
Per eseguire questo colpo complicato, è necessario posizionamento corretto e molta agilità mentale …
La palla dovrebbe cadere proprio dietro la rete con un effetto retrò.
Per i tiri di maggior successo, può anche succedere che la palla esca dal campo con un effetto laterale o che la palla ritorni nel nostro campo con un enorme effetto retrò.
Per riuscire a realizzare questo punto, è importante aver ben compreso il senso di anticipo del Padel.
Quindi devi essere in grado di girare il verso della racchetta verso il cielo e fare un colpo molto tagliente usando il tuo polso con forza lanciandolo in avanti.

La verità è che La Dormilona  è una rara manovra di gioco data la sua complessità ma, allo stesso tempo, è un’ottima risorsa per risolvere i punti in modo efficace.

In questo video Alejandro “El mago” Sanz uno dei più grandi giocatori anni ’90 della storia del Padel e uno dei primi a realizzare questo colpo ci spiega come farlo

Video con alcune delle più belle Dormilona nella storia del padel :

 

Fonte dati: Worldpresspadel, Padel Magazine France, video condivisi da Youtube

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La Dormilona è uno dei colpi  più spettacolari e complicati da realizzare nel padel e viene eseguita solo da giocatori di grande livello ed esperienza.

Durante la disputa di un match di alto livello vengono usati molti movimenti, tutti hanno bisogno di tanta tecnica e allenamento ad alte prestazioni.
E, all’improvviso, quando nessuno se lo aspetta, viene fuori dal nulla la Dormilona  un colpo sottile, elegante, ciò rende il pubblico muto per pochi decimi di secondo prima che inizino a gridare e ad applaudire!!!

E’ un colpo che lascia la palla morta nella rete, rendendo quasi impossibile la risposta dei rivali …
Tuttavia, per poterlo fare ci vuole tempo, piazzamento e molto sangue freddo, oltre a grande qualità e tecnica.
Ecco perché per dominare questo colpo abbiamo bisogno di molto allenamento e una dose di talento innato.
Uno dei giocatori che esegue questa impressionante colpo di più è “il mago” Juan Martín Díaz, l’ex numero 1 del mondo ma ci sono molti giocatori che a un certo punto del gioco optano per un’azione che non è conveniente abusare, in modo che non perda il suo “fattore sorpresa”.
Un altro dei grandi professionisti che vediamo solitamente eseguire e Miguel Lamperti.

In questo video del maestro Rafa Galvez vengono descritti bene i passaggi per realizzare questo colpo attraverso la maestria di Miguelito Lamperti

 



Come eseguire la Dormilona nel Padel?
Per eseguire questo colpo complicato, è necessario posizionamento corretto e molta agilità mentale …
La palla dovrebbe cadere proprio dietro la rete con un effetto retrò.
Per i tiri di maggior successo, può anche succedere che la palla esca dal campo con un effetto laterale o che la palla ritorni nel nostro campo con un enorme effetto retrò.
Per riuscire a realizzare questo punto, è importante aver ben compreso il senso di anticipo del Padel.
Quindi devi essere in grado di girare il verso della racchetta verso il cielo e fare un colpo molto tagliente usando il tuo polso con forza lanciandolo in avanti.

La verità è che La Dormilona  è una rara manovra di gioco data la sua complessità ma, allo stesso tempo, è un’ottima risorsa per risolvere i punti in modo efficace.

In questo video Alejandro “El mago” Sanz uno dei più grandi giocatori anni ’90 della storia del Padel e uno dei primi a realizzare questo colpo ci spiega come farlo

Video con alcune delle più belle Dormilona nella storia del padel :

 

Fonte dati: Worldpresspadel, Padel Magazine France, video condivisi da Youtube

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Abbiamo già visto come il padel è uno sport che abbraccia chiunque voglia sperimentarlo, senza limiti di abilità, età e sesso e questo è uno dei suoi grandi pregi ma anche uno dei suoi limiti.

Vediamo infatti sui gruppi sempre più persone, giocatori amatoriali, alla perenne ricerca della pala perfetta, sempre più disponibili a acquisti importanti pur di imbracciare la pala da campione.

Il fatto è che il padel resta uno sport prima di ogni altra cosa e, sebbene permette di mettersi in campo senza grandi pretese e divertirsi da subito, è un errore non valutare tutti gli elementi che ci permettono di giocare e divertirci molto di più.

La pala è un elemento che compone il quadro, la nostra miglior performance la otteniamo quando ad essa abbiniamo preparazione tecnica, preparazione fisica e mentale, con la stessa strenua ricerca che facciamo per la ricerca della racchetta.

Ci sono già alcuni circoli, pochi ancora ma speriamo crescano sempre più, che uniscono tutti i servizi utili anche e soprattutto per i giocatori amatoriali, per fare in modo che la nostra esperienza nel padel possa essere la più felice e duratura nel tempo.

È infatti importante gestire con attenzione la propria alimentazione, per assicurarci che il nostro corpo abbia tutti i nutrienti e l’energia necessari per far funzionare al meglio la nostra “macchina” corpo. Si può giocare anche in sovrappeso ma è evidente che faremo più fatica, saremo meno fluidi e andremo a sovraccaricare le nostre articolazioni oltre i livelli di attenzione e dobbiamo sapere cosa stiamo facendo. Non meno importante, un’alimentazione sbagliata, aumenta la nostra infiammazione aumentando il rischio di infortuni.

Diventa quindi importante affiancarsi anche ad un buon fisioterapista sportivo, che ci aiuta a scaricare/ recuperare lo sforzo fisico, vedere le nostre criticità e suggerirci il modo migliore per preservare il nostro sistema muscolo scheletrico.
È quindi importante abbinare la giusta preparazione fisica, che allena il nostro corpo a gestire i cambi di direzione, gli scatti, il controllo del corpo, la crescita muscolare che ci serve per colpire meglio la pallina e…. per evitare infortuni e infiammazioni infinite.

Non dimentichiamo le lezioni, che ci insegnano la strategia e fondamentale, la tecnica. Perché aldilà di saper fare bene uno smash o una bandeja, il gesto corretto evita problemi fisici e infortuni che ci mettono ko per settimane quando va bene.

È utile anche approfondire l’atteggiamento mentale, con tutte le prime informazioni che ci permettono di stare in campo in modo dinamico, proattivo e specifico per trovare la nostra miglior performance. Perché come ci comportiamo in campo ci comportiamo anche nella vita
Gli amatori spesso dicono che giocano per divertirsi, non sono mica professionisti del padel e nemmeno aspirano a tanto.

È vero, ed è proprio perché non ne siamo professionisti che diventa fondamentale mettere in campo tutto quello che ci preserva da spiacevoli inconvenienti e anzi, sempre più divertimento e competizione sportiva.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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Abbiamo già visto come il padel è uno sport che abbraccia chiunque voglia sperimentarlo, senza limiti di abilità, età e sesso e questo è uno dei suoi grandi pregi ma anche uno dei suoi limiti.

Vediamo infatti sui gruppi sempre più persone, giocatori amatoriali, alla perenne ricerca della pala perfetta, sempre più disponibili a acquisti importanti pur di imbracciare la pala da campione.

Il fatto è che il padel resta uno sport prima di ogni altra cosa e, sebbene permette di mettersi in campo senza grandi pretese e divertirsi da subito, è un errore non valutare tutti gli elementi che ci permettono di giocare e divertirci molto di più.

La pala è un elemento che compone il quadro, la nostra miglior performance la otteniamo quando ad essa abbiniamo preparazione tecnica, preparazione fisica e mentale, con la stessa strenua ricerca che facciamo per la ricerca della racchetta.

Ci sono già alcuni circoli, pochi ancora ma speriamo crescano sempre più, che uniscono tutti i servizi utili anche e soprattutto per i giocatori amatoriali, per fare in modo che la nostra esperienza nel padel possa essere la più felice e duratura nel tempo.

È infatti importante gestire con attenzione la propria alimentazione, per assicurarci che il nostro corpo abbia tutti i nutrienti e l’energia necessari per far funzionare al meglio la nostra “macchina” corpo. Si può giocare anche in sovrappeso ma è evidente che faremo più fatica, saremo meno fluidi e andremo a sovraccaricare le nostre articolazioni oltre i livelli di attenzione e dobbiamo sapere cosa stiamo facendo. Non meno importante, un’alimentazione sbagliata, aumenta la nostra infiammazione aumentando il rischio di infortuni.

Diventa quindi importante affiancarsi anche ad un buon fisioterapista sportivo, che ci aiuta a scaricare/ recuperare lo sforzo fisico, vedere le nostre criticità e suggerirci il modo migliore per preservare il nostro sistema muscolo scheletrico.
È quindi importante abbinare la giusta preparazione fisica, che allena il nostro corpo a gestire i cambi di direzione, gli scatti, il controllo del corpo, la crescita muscolare che ci serve per colpire meglio la pallina e…. per evitare infortuni e infiammazioni infinite.

Non dimentichiamo le lezioni, che ci insegnano la strategia e fondamentale, la tecnica. Perché aldilà di saper fare bene uno smash o una bandeja, il gesto corretto evita problemi fisici e infortuni che ci mettono ko per settimane quando va bene.

È utile anche approfondire l’atteggiamento mentale, con tutte le prime informazioni che ci permettono di stare in campo in modo dinamico, proattivo e specifico per trovare la nostra miglior performance. Perché come ci comportiamo in campo ci comportiamo anche nella vita
Gli amatori spesso dicono che giocano per divertirsi, non sono mica professionisti del padel e nemmeno aspirano a tanto.

È vero, ed è proprio perché non ne siamo professionisti che diventa fondamentale mettere in campo tutto quello che ci preserva da spiacevoli inconvenienti e anzi, sempre più divertimento e competizione sportiva.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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Abbiamo già visto come il padel è uno sport che abbraccia chiunque voglia sperimentarlo, senza limiti di abilità, età e sesso e questo è uno dei suoi grandi pregi ma anche uno dei suoi limiti.

Vediamo infatti sui gruppi sempre più persone, giocatori amatoriali, alla perenne ricerca della pala perfetta, sempre più disponibili a acquisti importanti pur di imbracciare la pala da campione.

Il fatto è che il padel resta uno sport prima di ogni altra cosa e, sebbene permette di mettersi in campo senza grandi pretese e divertirsi da subito, è un errore non valutare tutti gli elementi che ci permettono di giocare e divertirci molto di più.

La pala è un elemento che compone il quadro, la nostra miglior performance la otteniamo quando ad essa abbiniamo preparazione tecnica, preparazione fisica e mentale, con la stessa strenua ricerca che facciamo per la ricerca della racchetta.

Ci sono già alcuni circoli, pochi ancora ma speriamo crescano sempre più, che uniscono tutti i servizi utili anche e soprattutto per i giocatori amatoriali, per fare in modo che la nostra esperienza nel padel possa essere la più felice e duratura nel tempo.

È infatti importante gestire con attenzione la propria alimentazione, per assicurarci che il nostro corpo abbia tutti i nutrienti e l’energia necessari per far funzionare al meglio la nostra “macchina” corpo. Si può giocare anche in sovrappeso ma è evidente che faremo più fatica, saremo meno fluidi e andremo a sovraccaricare le nostre articolazioni oltre i livelli di attenzione e dobbiamo sapere cosa stiamo facendo. Non meno importante, un’alimentazione sbagliata, aumenta la nostra infiammazione aumentando il rischio di infortuni.

Diventa quindi importante affiancarsi anche ad un buon fisioterapista sportivo, che ci aiuta a scaricare/ recuperare lo sforzo fisico, vedere le nostre criticità e suggerirci il modo migliore per preservare il nostro sistema muscolo scheletrico.
È quindi importante abbinare la giusta preparazione fisica, che allena il nostro corpo a gestire i cambi di direzione, gli scatti, il controllo del corpo, la crescita muscolare che ci serve per colpire meglio la pallina e…. per evitare infortuni e infiammazioni infinite.

Non dimentichiamo le lezioni, che ci insegnano la strategia e fondamentale, la tecnica. Perché aldilà di saper fare bene uno smash o una bandeja, il gesto corretto evita problemi fisici e infortuni che ci mettono ko per settimane quando va bene.

È utile anche approfondire l’atteggiamento mentale, con tutte le prime informazioni che ci permettono di stare in campo in modo dinamico, proattivo e specifico per trovare la nostra miglior performance. Perché come ci comportiamo in campo ci comportiamo anche nella vita
Gli amatori spesso dicono che giocano per divertirsi, non sono mica professionisti del padel e nemmeno aspirano a tanto.

È vero, ed è proprio perché non ne siamo professionisti che diventa fondamentale mettere in campo tutto quello che ci preserva da spiacevoli inconvenienti e anzi, sempre più divertimento e competizione sportiva.

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Abbiamo già visto come il padel è uno sport che abbraccia chiunque voglia sperimentarlo, senza limiti di abilità, età e sesso e questo è uno dei suoi grandi pregi ma anche uno dei suoi limiti.

Vediamo infatti sui gruppi sempre più persone, giocatori amatoriali, alla perenne ricerca della pala perfetta, sempre più disponibili a acquisti importanti pur di imbracciare la pala da campione.

Il fatto è che il padel resta uno sport prima di ogni altra cosa e, sebbene permette di mettersi in campo senza grandi pretese e divertirsi da subito, è un errore non valutare tutti gli elementi che ci permettono di giocare e divertirci molto di più.

La pala è un elemento che compone il quadro, la nostra miglior performance la otteniamo quando ad essa abbiniamo preparazione tecnica, preparazione fisica e mentale, con la stessa strenua ricerca che facciamo per la ricerca della racchetta.

Ci sono già alcuni circoli, pochi ancora ma speriamo crescano sempre più, che uniscono tutti i servizi utili anche e soprattutto per i giocatori amatoriali, per fare in modo che la nostra esperienza nel padel possa essere la più felice e duratura nel tempo.

È infatti importante gestire con attenzione la propria alimentazione, per assicurarci che il nostro corpo abbia tutti i nutrienti e l’energia necessari per far funzionare al meglio la nostra “macchina” corpo. Si può giocare anche in sovrappeso ma è evidente che faremo più fatica, saremo meno fluidi e andremo a sovraccaricare le nostre articolazioni oltre i livelli di attenzione e dobbiamo sapere cosa stiamo facendo. Non meno importante, un’alimentazione sbagliata, aumenta la nostra infiammazione aumentando il rischio di infortuni.

Diventa quindi importante affiancarsi anche ad un buon fisioterapista sportivo, che ci aiuta a scaricare/ recuperare lo sforzo fisico, vedere le nostre criticità e suggerirci il modo migliore per preservare il nostro sistema muscolo scheletrico.
È quindi importante abbinare la giusta preparazione fisica, che allena il nostro corpo a gestire i cambi di direzione, gli scatti, il controllo del corpo, la crescita muscolare che ci serve per colpire meglio la pallina e…. per evitare infortuni e infiammazioni infinite.

Non dimentichiamo le lezioni, che ci insegnano la strategia e fondamentale, la tecnica. Perché aldilà di saper fare bene uno smash o una bandeja, il gesto corretto evita problemi fisici e infortuni che ci mettono ko per settimane quando va bene.

È utile anche approfondire l’atteggiamento mentale, con tutte le prime informazioni che ci permettono di stare in campo in modo dinamico, proattivo e specifico per trovare la nostra miglior performance. Perché come ci comportiamo in campo ci comportiamo anche nella vita
Gli amatori spesso dicono che giocano per divertirsi, non sono mica professionisti del padel e nemmeno aspirano a tanto.

È vero, ed è proprio perché non ne siamo professionisti che diventa fondamentale mettere in campo tutto quello che ci preserva da spiacevoli inconvenienti e anzi, sempre più divertimento e competizione sportiva.

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Abbiamo già visto come il padel è uno sport che abbraccia chiunque voglia sperimentarlo, senza limiti di abilità, età e sesso e questo è uno dei suoi grandi pregi ma anche uno dei suoi limiti.

Vediamo infatti sui gruppi sempre più persone, giocatori amatoriali, alla perenne ricerca della pala perfetta, sempre più disponibili a acquisti importanti pur di imbracciare la pala da campione.

Il fatto è che il padel resta uno sport prima di ogni altra cosa e, sebbene permette di mettersi in campo senza grandi pretese e divertirsi da subito, è un errore non valutare tutti gli elementi che ci permettono di giocare e divertirci molto di più.

La pala è un elemento che compone il quadro, la nostra miglior performance la otteniamo quando ad essa abbiniamo preparazione tecnica, preparazione fisica e mentale, con la stessa strenua ricerca che facciamo per la ricerca della racchetta.

Ci sono già alcuni circoli, pochi ancora ma speriamo crescano sempre più, che uniscono tutti i servizi utili anche e soprattutto per i giocatori amatoriali, per fare in modo che la nostra esperienza nel padel possa essere la più felice e duratura nel tempo.

È infatti importante gestire con attenzione la propria alimentazione, per assicurarci che il nostro corpo abbia tutti i nutrienti e l’energia necessari per far funzionare al meglio la nostra “macchina” corpo. Si può giocare anche in sovrappeso ma è evidente che faremo più fatica, saremo meno fluidi e andremo a sovraccaricare le nostre articolazioni oltre i livelli di attenzione e dobbiamo sapere cosa stiamo facendo. Non meno importante, un’alimentazione sbagliata, aumenta la nostra infiammazione aumentando il rischio di infortuni.

Diventa quindi importante affiancarsi anche ad un buon fisioterapista sportivo, che ci aiuta a scaricare/ recuperare lo sforzo fisico, vedere le nostre criticità e suggerirci il modo migliore per preservare il nostro sistema muscolo scheletrico.
È quindi importante abbinare la giusta preparazione fisica, che allena il nostro corpo a gestire i cambi di direzione, gli scatti, il controllo del corpo, la crescita muscolare che ci serve per colpire meglio la pallina e…. per evitare infortuni e infiammazioni infinite.

Non dimentichiamo le lezioni, che ci insegnano la strategia e fondamentale, la tecnica. Perché aldilà di saper fare bene uno smash o una bandeja, il gesto corretto evita problemi fisici e infortuni che ci mettono ko per settimane quando va bene.

È utile anche approfondire l’atteggiamento mentale, con tutte le prime informazioni che ci permettono di stare in campo in modo dinamico, proattivo e specifico per trovare la nostra miglior performance. Perché come ci comportiamo in campo ci comportiamo anche nella vita
Gli amatori spesso dicono che giocano per divertirsi, non sono mica professionisti del padel e nemmeno aspirano a tanto.

È vero, ed è proprio perché non ne siamo professionisti che diventa fondamentale mettere in campo tutto quello che ci preserva da spiacevoli inconvenienti e anzi, sempre più divertimento e competizione sportiva.

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Quando sono in campo da padel mi arrabbio se sbaglio e non riesco a calmarmi!
Il mio compagno mi critica e io mi ritrovo in preda allo sconforto!
Mi sento agitato prima di una gara!

Spesso gli atleti chiedono a se stessi di imparare a gestire le proprie emozioni, cadendo in un grande malinteso.

Siamo soliti sovrapporre il significato di “emozioni” e “stati d’animo” utilizzandoli come sinonimi, in realtà tra l’uno e l’altro c’è una profonda differenza.

Le emozioni sono reazioni affettive intense, che si manifestano all’improvviso ed hanno una durata molto breve.
Sono elaborate dal cervello limbico e derivano da uno stimolo interno o esterno, piacevole o spiacevole.
È chiaro quindi che una rabbia che permane per un tempo prolungato, non è l’emozione di rabbia: e quindi che cos’è?

Eccoci arrivati allo Stato d’Animo, che a differenza delle emozioni permane nel tempo e viene elaborato dalla nostra corteccia cerebrale, la stessa che si occupa della nostra parte cognitiva, della memoria e dei movimenti muscolari.
Al di là di questioni semantiche e di precisione lessicale, quello che davvero ci interessa di questa distinzione è sapere che ciò che è possibile e utile gestire sono gli stati d’animo.
Mentre l’emozione è fugace, arriva e se ne va velocemente senza che possiamo farci nulla, è fondamentale per un giocatore capire che ognuno è responsabile dei propri stati d’animo e che gli avvenimenti esterni o le altre persone non possono influenzare o decidere il modo in cui egli si sente.

Nel momento in cui in campo ci prendiamo la responsabilità dei nostri stati d’animo, il ventaglio di scuse per cui ci sentiamo in un modo o nell’altro improvvisamente scompare, e allo stesso tempo il nostro potere personale aumenta considerevolmente perché prendiamo consapevolezza che nulla può impedirci di provare stati d’animo potenzianti e utili per la nostra prestazione sportiva.
Per poter gestire i nostri stati dobbiamo saperli riconoscere, capire quale stato è il migliore per la nostra prestazione ed infine saperli riprodurre.

Ti piacerebbe sentirti felice a comando? Bene, da ora puoi farlo!
Ti piacerebbe sentirti determinato proprio quando ti serve? Anche in questo caso, puoi farlo!

Lavorare sulla gestione degli Stati d’animo, evitando di ingaggiare una lotta contro i mulini a vento con le emozioni, ci rende immediatamente più efficaci e concreti.
Ed infine, prendere consapevolezza del fatto che le emozioni, anche le più sgradevoli, sono effimere e passeggere, rende molto più semplice viverle, lavorando poi sugli stati d’animo.

Buon padel a tutti !

in collaborazione con Cristina Molinari – Padel Mental Coach

https://www.metodosmash.com/

 

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MrPadelPaddle
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Quando sono in campo da padel mi arrabbio se sbaglio e non riesco a calmarmi!
Il mio compagno mi critica e io mi ritrovo in preda allo sconforto!
Mi sento agitato prima di una gara!

Spesso gli atleti chiedono a se stessi di imparare a gestire le proprie emozioni, cadendo in un grande malinteso.

Siamo soliti sovrapporre il significato di “emozioni” e “stati d’animo” utilizzandoli come sinonimi, in realtà tra l’uno e l’altro c’è una profonda differenza.

Le emozioni sono reazioni affettive intense, che si manifestano all’improvviso ed hanno una durata molto breve.
Sono elaborate dal cervello limbico e derivano da uno stimolo interno o esterno, piacevole o spiacevole.
È chiaro quindi che una rabbia che permane per un tempo prolungato, non è l’emozione di rabbia: e quindi che cos’è?

Eccoci arrivati allo Stato d’Animo, che a differenza delle emozioni permane nel tempo e viene elaborato dalla nostra corteccia cerebrale, la stessa che si occupa della nostra parte cognitiva, della memoria e dei movimenti muscolari.
Al di là di questioni semantiche e di precisione lessicale, quello che davvero ci interessa di questa distinzione è sapere che ciò che è possibile e utile gestire sono gli stati d’animo.
Mentre l’emozione è fugace, arriva e se ne va velocemente senza che possiamo farci nulla, è fondamentale per un giocatore capire che ognuno è responsabile dei propri stati d’animo e che gli avvenimenti esterni o le altre persone non possono influenzare o decidere il modo in cui egli si sente.

Nel momento in cui in campo ci prendiamo la responsabilità dei nostri stati d’animo, il ventaglio di scuse per cui ci sentiamo in un modo o nell’altro improvvisamente scompare, e allo stesso tempo il nostro potere personale aumenta considerevolmente perché prendiamo consapevolezza che nulla può impedirci di provare stati d’animo potenzianti e utili per la nostra prestazione sportiva.
Per poter gestire i nostri stati dobbiamo saperli riconoscere, capire quale stato è il migliore per la nostra prestazione ed infine saperli riprodurre.

Ti piacerebbe sentirti felice a comando? Bene, da ora puoi farlo!
Ti piacerebbe sentirti determinato proprio quando ti serve? Anche in questo caso, puoi farlo!

Lavorare sulla gestione degli Stati d’animo, evitando di ingaggiare una lotta contro i mulini a vento con le emozioni, ci rende immediatamente più efficaci e concreti.
Ed infine, prendere consapevolezza del fatto che le emozioni, anche le più sgradevoli, sono effimere e passeggere, rende molto più semplice viverle, lavorando poi sugli stati d’animo.

Buon padel a tutti !

in collaborazione con Cristina Molinari – Padel Mental Coach

https://www.metodosmash.com/

 

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Quando sono in campo da padel mi arrabbio se sbaglio e non riesco a calmarmi!
Il mio compagno mi critica e io mi ritrovo in preda allo sconforto!
Mi sento agitato prima di una gara!

Spesso gli atleti chiedono a se stessi di imparare a gestire le proprie emozioni, cadendo in un grande malinteso.

Siamo soliti sovrapporre il significato di “emozioni” e “stati d’animo” utilizzandoli come sinonimi, in realtà tra l’uno e l’altro c’è una profonda differenza.

Le emozioni sono reazioni affettive intense, che si manifestano all’improvviso ed hanno una durata molto breve.
Sono elaborate dal cervello limbico e derivano da uno stimolo interno o esterno, piacevole o spiacevole.
È chiaro quindi che una rabbia che permane per un tempo prolungato, non è l’emozione di rabbia: e quindi che cos’è?

Eccoci arrivati allo Stato d’Animo, che a differenza delle emozioni permane nel tempo e viene elaborato dalla nostra corteccia cerebrale, la stessa che si occupa della nostra parte cognitiva, della memoria e dei movimenti muscolari.
Al di là di questioni semantiche e di precisione lessicale, quello che davvero ci interessa di questa distinzione è sapere che ciò che è possibile e utile gestire sono gli stati d’animo.
Mentre l’emozione è fugace, arriva e se ne va velocemente senza che possiamo farci nulla, è fondamentale per un giocatore capire che ognuno è responsabile dei propri stati d’animo e che gli avvenimenti esterni o le altre persone non possono influenzare o decidere il modo in cui egli si sente.

Nel momento in cui in campo ci prendiamo la responsabilità dei nostri stati d’animo, il ventaglio di scuse per cui ci sentiamo in un modo o nell’altro improvvisamente scompare, e allo stesso tempo il nostro potere personale aumenta considerevolmente perché prendiamo consapevolezza che nulla può impedirci di provare stati d’animo potenzianti e utili per la nostra prestazione sportiva.
Per poter gestire i nostri stati dobbiamo saperli riconoscere, capire quale stato è il migliore per la nostra prestazione ed infine saperli riprodurre.

Ti piacerebbe sentirti felice a comando? Bene, da ora puoi farlo!
Ti piacerebbe sentirti determinato proprio quando ti serve? Anche in questo caso, puoi farlo!

Lavorare sulla gestione degli Stati d’animo, evitando di ingaggiare una lotta contro i mulini a vento con le emozioni, ci rende immediatamente più efficaci e concreti.
Ed infine, prendere consapevolezza del fatto che le emozioni, anche le più sgradevoli, sono effimere e passeggere, rende molto più semplice viverle, lavorando poi sugli stati d’animo.

Buon padel a tutti !

in collaborazione con Cristina Molinari – Padel Mental Coach

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