MrPadelPaddle
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Dopo un pò che giochiamo a padel diventa un must  imparare il gergo più pratico e immediato da usare con il nostro compagno durante la partita.

La comunicazione è fondamentale nel padel ed è vitale imparare a essere rapidi, semplici nelle indicazioni e efficaci.
Ovviamente noi vi daremo dei consigli di massima che potrete personalizzare a vostro piacimento. Se avete la fortuna di giocare con un compagno fisso, avrete più semplicità a trovare una linea comunicativa comprensibile per voi e avrete tutto il tempo per sperimentarla fino a trovare quella perfetta per il vostro gioco.

Nel caso in cui invece giocate anche con compagni occasionali, ecco una lista della terminologia che potete proporre in gioco, e quando utilizzarla.

Mio/ Tuo: è importante decidere come vogliamo chiamare i nostri avversari e più è generico più è facile renderlo automatico. Utilizzare i nomi propri potrebbe infatti non essere efficace se conosciamo poco gli avversari o, nelle fasi più concitate, potrebbe richiedere un impegno aggiuntivo ricordare i nomi quando è invece importante essere concisi. Mio/ tuo è un ottimo esempio, dovete solo decidere se utilizzarli in modo speculare o diagonale.

Dritto/rovescio dietro: indicazione che serve sempre per indicare la posizione dei giocatori avversari, e può sostituire “mio/tuo”. Si indica la posizione del giocatore che sceglie di rimanere dietro e non salire a rete. È il giocatore su cui giocare il nostro colpo, dritto o rovescio aiuta il nostro compagno a scegliere il colpo di risposta.

Incrociato o lungolinea: in questo caso l’indicazione è un suggerimento per la direzione del colpo verso il giocatore che è rimasto dietro (che è la strategia migliore ogni volta che un giocatore resta dietro, giocare con lui). È l’evoluzione di “dritto/rovescio dietro”.

Attaccato: quando gli avversari seguono il colpo sotto rete e vogliamo indicare quanto sono sotto rete (il nostro compagno dovrebbe optare in questo caso con un lob che li scavalchi o li allontani dalla rete oppure un colpo al corpo se la nostra palla è comoda). Nel WPT ad esempio si sente anche “mucho” o “mucho mucho” quando le avversarie sono attaccate a rete.

Metà: quando gli avversari restano nella “terra di nessuno” né dietro, né sotto rete (in questo caso è interessante una palla a velocità media nei loro piedi o una palla lunga e bassa).

Arrivano: quando la nostra azione inizia con gli avversari a fondo campo ma poi decidono in un secondo momento di scendere a rete. In questo caso vale la strategia della palla lunga e bassa (nella migliore delle ipotesi, la recuperano al volo ma dal basso verso l’alto) o il lob.

A fondo: per avvisare il compagno che gli avversari sono rimasti a fondo campo. In questi casi, se anche noi siamo a fondo campo è un’occasione per riprendere la rete, il nostro colpo dovrà in ogni caso tenerli al fondo.

Aperti: è un’indicazione utile sia che i nostri avversari siano a rete o a fondo campo e va usata quando gli avversari lasciano molto spazio al centro dove è possibile tentare il nostro colpo di risposta.

Un ultimo dettaglio fondamentale, che a volte a livello principiante viene meno osservato.
In genere, impariamo abbastanza in fretta a muoverci in sincronia con il nostro compagno ma spesso facciamo l’errore di mantenere la nostra attenzione sulla pallina e quindi sulla fase di gioco.

Quando stiamo giocando ed è coinvolto il nostro compagno invece, è fondamentale che il nostro sguardo resti sugli avversari per dare appunto le giuste indicazioni al nostro compagno, non dobbiamo mai seguire la pallina.

È una capacità che va allenata perché un po’ contro intuitiva ma assolutamente necessaria affinché la nostra comunicazione sia efficace e davvero utile al nostro compagno.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

Fonti varie: Padel Magazine


Vuoi investire nel padel?

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Dopo un pò che giochiamo a padel diventa un must  imparare il gergo più pratico e immediato da usare con il nostro compagno durante la partita.

La comunicazione è fondamentale nel padel ed è vitale imparare a essere rapidi, semplici nelle indicazioni e efficaci.
Ovviamente noi vi daremo dei consigli di massima che potrete personalizzare a vostro piacimento. Se avete la fortuna di giocare con un compagno fisso, avrete più semplicità a trovare una linea comunicativa comprensibile per voi e avrete tutto il tempo per sperimentarla fino a trovare quella perfetta per il vostro gioco.

Nel caso in cui invece giocate anche con compagni occasionali, ecco una lista della terminologia che potete proporre in gioco, e quando utilizzarla.

Mio/ Tuo: è importante decidere come vogliamo chiamare i nostri avversari e più è generico più è facile renderlo automatico. Utilizzare i nomi propri potrebbe infatti non essere efficace se conosciamo poco gli avversari o, nelle fasi più concitate, potrebbe richiedere un impegno aggiuntivo ricordare i nomi quando è invece importante essere concisi. Mio/ tuo è un ottimo esempio, dovete solo decidere se utilizzarli in modo speculare o diagonale.

Dritto/rovescio dietro: indicazione che serve sempre per indicare la posizione dei giocatori avversari, e può sostituire “mio/tuo”. Si indica la posizione del giocatore che sceglie di rimanere dietro e non salire a rete. È il giocatore su cui giocare il nostro colpo, dritto o rovescio aiuta il nostro compagno a scegliere il colpo di risposta.

Incrociato o lungolinea: in questo caso l’indicazione è un suggerimento per la direzione del colpo verso il giocatore che è rimasto dietro (che è la strategia migliore ogni volta che un giocatore resta dietro, giocare con lui). È l’evoluzione di “dritto/rovescio dietro”.

Attaccato: quando gli avversari seguono il colpo sotto rete e vogliamo indicare quanto sono sotto rete (il nostro compagno dovrebbe optare in questo caso con un lob che li scavalchi o li allontani dalla rete oppure un colpo al corpo se la nostra palla è comoda). Nel WPT ad esempio si sente anche “mucho” o “mucho mucho” quando le avversarie sono attaccate a rete.

Metà: quando gli avversari restano nella “terra di nessuno” né dietro, né sotto rete (in questo caso è interessante una palla a velocità media nei loro piedi o una palla lunga e bassa).

Arrivano: quando la nostra azione inizia con gli avversari a fondo campo ma poi decidono in un secondo momento di scendere a rete. In questo caso vale la strategia della palla lunga e bassa (nella migliore delle ipotesi, la recuperano al volo ma dal basso verso l’alto) o il lob.

A fondo: per avvisare il compagno che gli avversari sono rimasti a fondo campo. In questi casi, se anche noi siamo a fondo campo è un’occasione per riprendere la rete, il nostro colpo dovrà in ogni caso tenerli al fondo.

Aperti: è un’indicazione utile sia che i nostri avversari siano a rete o a fondo campo e va usata quando gli avversari lasciano molto spazio al centro dove è possibile tentare il nostro colpo di risposta.

Un ultimo dettaglio fondamentale, che a volte a livello principiante viene meno osservato.
In genere, impariamo abbastanza in fretta a muoverci in sincronia con il nostro compagno ma spesso facciamo l’errore di mantenere la nostra attenzione sulla pallina e quindi sulla fase di gioco.

Quando stiamo giocando ed è coinvolto il nostro compagno invece, è fondamentale che il nostro sguardo resti sugli avversari per dare appunto le giuste indicazioni al nostro compagno, non dobbiamo mai seguire la pallina.

È una capacità che va allenata perché un po’ contro intuitiva ma assolutamente necessaria affinché la nostra comunicazione sia efficace e davvero utile al nostro compagno.

Buon Padel a tutti

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Dopo un pò che giochiamo a padel diventa un must  imparare il gergo più pratico e immediato da usare con il nostro compagno durante la partita.

La comunicazione è fondamentale nel padel ed è vitale imparare a essere rapidi, semplici nelle indicazioni e efficaci.
Ovviamente noi vi daremo dei consigli di massima che potrete personalizzare a vostro piacimento. Se avete la fortuna di giocare con un compagno fisso, avrete più semplicità a trovare una linea comunicativa comprensibile per voi e avrete tutto il tempo per sperimentarla fino a trovare quella perfetta per il vostro gioco.

Nel caso in cui invece giocate anche con compagni occasionali, ecco una lista della terminologia che potete proporre in gioco, e quando utilizzarla.

Mio/ Tuo: è importante decidere come vogliamo chiamare i nostri avversari e più è generico più è facile renderlo automatico. Utilizzare i nomi propri potrebbe infatti non essere efficace se conosciamo poco gli avversari o, nelle fasi più concitate, potrebbe richiedere un impegno aggiuntivo ricordare i nomi quando è invece importante essere concisi. Mio/ tuo è un ottimo esempio, dovete solo decidere se utilizzarli in modo speculare o diagonale.

Dritto/rovescio dietro: indicazione che serve sempre per indicare la posizione dei giocatori avversari, e può sostituire “mio/tuo”. Si indica la posizione del giocatore che sceglie di rimanere dietro e non salire a rete. È il giocatore su cui giocare il nostro colpo, dritto o rovescio aiuta il nostro compagno a scegliere il colpo di risposta.

Incrociato o lungolinea: in questo caso l’indicazione è un suggerimento per la direzione del colpo verso il giocatore che è rimasto dietro (che è la strategia migliore ogni volta che un giocatore resta dietro, giocare con lui). È l’evoluzione di “dritto/rovescio dietro”.

Attaccato: quando gli avversari seguono il colpo sotto rete e vogliamo indicare quanto sono sotto rete (il nostro compagno dovrebbe optare in questo caso con un lob che li scavalchi o li allontani dalla rete oppure un colpo al corpo se la nostra palla è comoda). Nel WPT ad esempio si sente anche “mucho” o “mucho mucho” quando le avversarie sono attaccate a rete.

Metà: quando gli avversari restano nella “terra di nessuno” né dietro, né sotto rete (in questo caso è interessante una palla a velocità media nei loro piedi o una palla lunga e bassa).

Arrivano: quando la nostra azione inizia con gli avversari a fondo campo ma poi decidono in un secondo momento di scendere a rete. In questo caso vale la strategia della palla lunga e bassa (nella migliore delle ipotesi, la recuperano al volo ma dal basso verso l’alto) o il lob.

A fondo: per avvisare il compagno che gli avversari sono rimasti a fondo campo. In questi casi, se anche noi siamo a fondo campo è un’occasione per riprendere la rete, il nostro colpo dovrà in ogni caso tenerli al fondo.

Aperti: è un’indicazione utile sia che i nostri avversari siano a rete o a fondo campo e va usata quando gli avversari lasciano molto spazio al centro dove è possibile tentare il nostro colpo di risposta.

Un ultimo dettaglio fondamentale, che a volte a livello principiante viene meno osservato.
In genere, impariamo abbastanza in fretta a muoverci in sincronia con il nostro compagno ma spesso facciamo l’errore di mantenere la nostra attenzione sulla pallina e quindi sulla fase di gioco.

Quando stiamo giocando ed è coinvolto il nostro compagno invece, è fondamentale che il nostro sguardo resti sugli avversari per dare appunto le giuste indicazioni al nostro compagno, non dobbiamo mai seguire la pallina.

È una capacità che va allenata perché un po’ contro intuitiva ma assolutamente necessaria affinché la nostra comunicazione sia efficace e davvero utile al nostro compagno.

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Dopo un pò che giochiamo a padel diventa un must  imparare il gergo più pratico e immediato da usare con il nostro compagno durante la partita.

La comunicazione è fondamentale nel padel ed è vitale imparare a essere rapidi, semplici nelle indicazioni e efficaci.
Ovviamente noi vi daremo dei consigli di massima che potrete personalizzare a vostro piacimento. Se avete la fortuna di giocare con un compagno fisso, avrete più semplicità a trovare una linea comunicativa comprensibile per voi e avrete tutto il tempo per sperimentarla fino a trovare quella perfetta per il vostro gioco.

Nel caso in cui invece giocate anche con compagni occasionali, ecco una lista della terminologia che potete proporre in gioco, e quando utilizzarla.

Mio/ Tuo: è importante decidere come vogliamo chiamare i nostri avversari e più è generico più è facile renderlo automatico. Utilizzare i nomi propri potrebbe infatti non essere efficace se conosciamo poco gli avversari o, nelle fasi più concitate, potrebbe richiedere un impegno aggiuntivo ricordare i nomi quando è invece importante essere concisi. Mio/ tuo è un ottimo esempio, dovete solo decidere se utilizzarli in modo speculare o diagonale.

Dritto/rovescio dietro: indicazione che serve sempre per indicare la posizione dei giocatori avversari, e può sostituire “mio/tuo”. Si indica la posizione del giocatore che sceglie di rimanere dietro e non salire a rete. È il giocatore su cui giocare il nostro colpo, dritto o rovescio aiuta il nostro compagno a scegliere il colpo di risposta.

Incrociato o lungolinea: in questo caso l’indicazione è un suggerimento per la direzione del colpo verso il giocatore che è rimasto dietro (che è la strategia migliore ogni volta che un giocatore resta dietro, giocare con lui). È l’evoluzione di “dritto/rovescio dietro”.

Attaccato: quando gli avversari seguono il colpo sotto rete e vogliamo indicare quanto sono sotto rete (il nostro compagno dovrebbe optare in questo caso con un lob che li scavalchi o li allontani dalla rete oppure un colpo al corpo se la nostra palla è comoda). Nel WPT ad esempio si sente anche “mucho” o “mucho mucho” quando le avversarie sono attaccate a rete.

Metà: quando gli avversari restano nella “terra di nessuno” né dietro, né sotto rete (in questo caso è interessante una palla a velocità media nei loro piedi o una palla lunga e bassa).

Arrivano: quando la nostra azione inizia con gli avversari a fondo campo ma poi decidono in un secondo momento di scendere a rete. In questo caso vale la strategia della palla lunga e bassa (nella migliore delle ipotesi, la recuperano al volo ma dal basso verso l’alto) o il lob.

A fondo: per avvisare il compagno che gli avversari sono rimasti a fondo campo. In questi casi, se anche noi siamo a fondo campo è un’occasione per riprendere la rete, il nostro colpo dovrà in ogni caso tenerli al fondo.

Aperti: è un’indicazione utile sia che i nostri avversari siano a rete o a fondo campo e va usata quando gli avversari lasciano molto spazio al centro dove è possibile tentare il nostro colpo di risposta.

Un ultimo dettaglio fondamentale, che a volte a livello principiante viene meno osservato.
In genere, impariamo abbastanza in fretta a muoverci in sincronia con il nostro compagno ma spesso facciamo l’errore di mantenere la nostra attenzione sulla pallina e quindi sulla fase di gioco.

Quando stiamo giocando ed è coinvolto il nostro compagno invece, è fondamentale che il nostro sguardo resti sugli avversari per dare appunto le giuste indicazioni al nostro compagno, non dobbiamo mai seguire la pallina.

È una capacità che va allenata perché un po’ contro intuitiva ma assolutamente necessaria affinché la nostra comunicazione sia efficace e davvero utile al nostro compagno.

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Ormai lo abbiamo capito, il padel è uno sport che piace perché accoglie tutti, a tutti i livelli e secondo ogni personale desiderio di competizione.

In campo troviamo infatti una miscellanea per capacità di gioco, sesso, età, obiettivi e aspirazioni e forse è stata proprio questo dono di accontentare e fare felici un po’ tutti che lo ha reso si, lo sport del momento, ma a questo punto anche un vero e proprio movimento che sta soppiantando altri sport che negli scorsi anni la facevano invece da padrone.

Ci viene in mente il tennis, che ovviamente mai morirà, con la sua tradizione e storia. Certo è che l’introduzione del padel ha visto molti tennisti dividersi tra campi e gabbia con grande piacere.
Ne ha subito gli effetti negativi maggiori invece il calcio a 5 o a 8: anch’esso fu un movimento che ha spopolato per un bel periodo ma che oggi vede ridurre drasticamente giocatori e partite (in questo periodo sopratutto per via delle chiusure causate dall’emergenza sanitaria).

Ma il padel è solo questo? Lo sport del momento?

Frequentando con una certa assiduità i campi e i circoli, abbiamo avuto modo di osservare come il padel ha saputo aggiungere, rispetto al calcio, un aspetto fondamentale per la sua crescita: la socialità.
Non è raro infatti vedere famiglie intere entrare nei circoli, magari per un match in famiglia oppure per giocare su campi differenti.

Ragazzi, giovani, adulti e anche persone più anziane si incontrano e si scontrano nelle gabbie, con una frequenza settimanale quasi professionistica.
Allarga il cuore vedere come, una volta tanto, ci sia sinergia tra figli adolescenti e i propri genitori che, tra un incitamento al recupero impossibile e un “five” per uno smash riuscito, riescono a creare quella complicità che può solo che fare bene al rapporto famigliare.

E la bellezza, di condividere in casa una stessa passione su cui confrontarsi, crescere, informarsi.
Ci sono tra l’altro anche molti circoli belli da vivere, con servizi aggiuntivi al solo affitto del campo che favoriscono il piacere di passare del tempo insieme, tra una partita e un aperitivo, un massaggio e tifoseria da bordo gabbia, un pranzo o una cena all’imbrunire.

È vero che l’emergenza COVID ha limitato tantissimo quello che poteva essere fatto, già con quello che abbiamo visto quest’anno con tutte le limitazioni ci fa ben sperare che troveremo circoli sempre più ricchi di servizi e di occasioni per passare bel tempo insieme.

È proprio il caso di dirlo:

finalmente è arrivato uno sport che accomuna le coppie e le famiglie, eliminando le dinamiche del “calcetto del mercoledì sera” prettamente maschile e piuttosto, creando le occasioni di passare tempo felice tutti insieme.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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Ormai lo abbiamo capito, il padel è uno sport che piace perché accoglie tutti, a tutti i livelli e secondo ogni personale desiderio di competizione.

In campo troviamo infatti una miscellanea per capacità di gioco, sesso, età, obiettivi e aspirazioni e forse è stata proprio questo dono di accontentare e fare felici un po’ tutti che lo ha reso si, lo sport del momento, ma a questo punto anche un vero e proprio movimento che sta soppiantando altri sport che negli scorsi anni la facevano invece da padrone.

Ci viene in mente il tennis, che ovviamente mai morirà, con la sua tradizione e storia. Certo è che l’introduzione del padel ha visto molti tennisti dividersi tra campi e gabbia con grande piacere.
Ne ha subito gli effetti negativi maggiori invece il calcio a 5 o a 8: anch’esso fu un movimento che ha spopolato per un bel periodo ma che oggi vede ridurre drasticamente giocatori e partite (in questo periodo sopratutto per via delle chiusure causate dall’emergenza sanitaria).

Ma il padel è solo questo? Lo sport del momento?

Frequentando con una certa assiduità i campi e i circoli, abbiamo avuto modo di osservare come il padel ha saputo aggiungere, rispetto al calcio, un aspetto fondamentale per la sua crescita: la socialità.
Non è raro infatti vedere famiglie intere entrare nei circoli, magari per un match in famiglia oppure per giocare su campi differenti.

Ragazzi, giovani, adulti e anche persone più anziane si incontrano e si scontrano nelle gabbie, con una frequenza settimanale quasi professionistica.
Allarga il cuore vedere come, una volta tanto, ci sia sinergia tra figli adolescenti e i propri genitori che, tra un incitamento al recupero impossibile e un “five” per uno smash riuscito, riescono a creare quella complicità che può solo che fare bene al rapporto famigliare.

E la bellezza, di condividere in casa una stessa passione su cui confrontarsi, crescere, informarsi.
Ci sono tra l’altro anche molti circoli belli da vivere, con servizi aggiuntivi al solo affitto del campo che favoriscono il piacere di passare del tempo insieme, tra una partita e un aperitivo, un massaggio e tifoseria da bordo gabbia, un pranzo o una cena all’imbrunire.

È vero che l’emergenza COVID ha limitato tantissimo quello che poteva essere fatto, già con quello che abbiamo visto quest’anno con tutte le limitazioni ci fa ben sperare che troveremo circoli sempre più ricchi di servizi e di occasioni per passare bel tempo insieme.

È proprio il caso di dirlo:

finalmente è arrivato uno sport che accomuna le coppie e le famiglie, eliminando le dinamiche del “calcetto del mercoledì sera” prettamente maschile e piuttosto, creando le occasioni di passare tempo felice tutti insieme.

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Ormai lo abbiamo capito, il padel è uno sport che piace perché accoglie tutti, a tutti i livelli e secondo ogni personale desiderio di competizione.

In campo troviamo infatti una miscellanea per capacità di gioco, sesso, età, obiettivi e aspirazioni e forse è stata proprio questo dono di accontentare e fare felici un po’ tutti che lo ha reso si, lo sport del momento, ma a questo punto anche un vero e proprio movimento che sta soppiantando altri sport che negli scorsi anni la facevano invece da padrone.

Ci viene in mente il tennis, che ovviamente mai morirà, con la sua tradizione e storia. Certo è che l’introduzione del padel ha visto molti tennisti dividersi tra campi e gabbia con grande piacere.
Ne ha subito gli effetti negativi maggiori invece il calcio a 5 o a 8: anch’esso fu un movimento che ha spopolato per un bel periodo ma che oggi vede ridurre drasticamente giocatori e partite (in questo periodo sopratutto per via delle chiusure causate dall’emergenza sanitaria).

Ma il padel è solo questo? Lo sport del momento?

Frequentando con una certa assiduità i campi e i circoli, abbiamo avuto modo di osservare come il padel ha saputo aggiungere, rispetto al calcio, un aspetto fondamentale per la sua crescita: la socialità.
Non è raro infatti vedere famiglie intere entrare nei circoli, magari per un match in famiglia oppure per giocare su campi differenti.

Ragazzi, giovani, adulti e anche persone più anziane si incontrano e si scontrano nelle gabbie, con una frequenza settimanale quasi professionistica.
Allarga il cuore vedere come, una volta tanto, ci sia sinergia tra figli adolescenti e i propri genitori che, tra un incitamento al recupero impossibile e un “five” per uno smash riuscito, riescono a creare quella complicità che può solo che fare bene al rapporto famigliare.

E la bellezza, di condividere in casa una stessa passione su cui confrontarsi, crescere, informarsi.
Ci sono tra l’altro anche molti circoli belli da vivere, con servizi aggiuntivi al solo affitto del campo che favoriscono il piacere di passare del tempo insieme, tra una partita e un aperitivo, un massaggio e tifoseria da bordo gabbia, un pranzo o una cena all’imbrunire.

È vero che l’emergenza COVID ha limitato tantissimo quello che poteva essere fatto, già con quello che abbiamo visto quest’anno con tutte le limitazioni ci fa ben sperare che troveremo circoli sempre più ricchi di servizi e di occasioni per passare bel tempo insieme.

È proprio il caso di dirlo:

finalmente è arrivato uno sport che accomuna le coppie e le famiglie, eliminando le dinamiche del “calcetto del mercoledì sera” prettamente maschile e piuttosto, creando le occasioni di passare tempo felice tutti insieme.

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Ormai lo abbiamo capito, il padel è uno sport che piace perché accoglie tutti, a tutti i livelli e secondo ogni personale desiderio di competizione.

In campo troviamo infatti una miscellanea per capacità di gioco, sesso, età, obiettivi e aspirazioni e forse è stata proprio questo dono di accontentare e fare felici un po’ tutti che lo ha reso si, lo sport del momento, ma a questo punto anche un vero e proprio movimento che sta soppiantando altri sport che negli scorsi anni la facevano invece da padrone.

Ci viene in mente il tennis, che ovviamente mai morirà, con la sua tradizione e storia. Certo è che l’introduzione del padel ha visto molti tennisti dividersi tra campi e gabbia con grande piacere.
Ne ha subito gli effetti negativi maggiori invece il calcio a 5 o a 8: anch’esso fu un movimento che ha spopolato per un bel periodo ma che oggi vede ridurre drasticamente giocatori e partite (in questo periodo sopratutto per via delle chiusure causate dall’emergenza sanitaria).

Ma il padel è solo questo? Lo sport del momento?

Frequentando con una certa assiduità i campi e i circoli, abbiamo avuto modo di osservare come il padel ha saputo aggiungere, rispetto al calcio, un aspetto fondamentale per la sua crescita: la socialità.
Non è raro infatti vedere famiglie intere entrare nei circoli, magari per un match in famiglia oppure per giocare su campi differenti.

Ragazzi, giovani, adulti e anche persone più anziane si incontrano e si scontrano nelle gabbie, con una frequenza settimanale quasi professionistica.
Allarga il cuore vedere come, una volta tanto, ci sia sinergia tra figli adolescenti e i propri genitori che, tra un incitamento al recupero impossibile e un “five” per uno smash riuscito, riescono a creare quella complicità che può solo che fare bene al rapporto famigliare.

E la bellezza, di condividere in casa una stessa passione su cui confrontarsi, crescere, informarsi.
Ci sono tra l’altro anche molti circoli belli da vivere, con servizi aggiuntivi al solo affitto del campo che favoriscono il piacere di passare del tempo insieme, tra una partita e un aperitivo, un massaggio e tifoseria da bordo gabbia, un pranzo o una cena all’imbrunire.

È vero che l’emergenza COVID ha limitato tantissimo quello che poteva essere fatto, già con quello che abbiamo visto quest’anno con tutte le limitazioni ci fa ben sperare che troveremo circoli sempre più ricchi di servizi e di occasioni per passare bel tempo insieme.

È proprio il caso di dirlo:

finalmente è arrivato uno sport che accomuna le coppie e le famiglie, eliminando le dinamiche del “calcetto del mercoledì sera” prettamente maschile e piuttosto, creando le occasioni di passare tempo felice tutti insieme.

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Ormai lo abbiamo capito, il padel è uno sport che piace perché accoglie tutti, a tutti i livelli e secondo ogni personale desiderio di competizione.

In campo troviamo infatti una miscellanea per capacità di gioco, sesso, età, obiettivi e aspirazioni e forse è stata proprio questo dono di accontentare e fare felici un po’ tutti che lo ha reso si, lo sport del momento, ma a questo punto anche un vero e proprio movimento che sta soppiantando altri sport che negli scorsi anni la facevano invece da padrone.

Ci viene in mente il tennis, che ovviamente mai morirà, con la sua tradizione e storia. Certo è che l’introduzione del padel ha visto molti tennisti dividersi tra campi e gabbia con grande piacere.
Ne ha subito gli effetti negativi maggiori invece il calcio a 5 o a 8: anch’esso fu un movimento che ha spopolato per un bel periodo ma che oggi vede ridurre drasticamente giocatori e partite (in questo periodo sopratutto per via delle chiusure causate dall’emergenza sanitaria).

Ma il padel è solo questo? Lo sport del momento?

Frequentando con una certa assiduità i campi e i circoli, abbiamo avuto modo di osservare come il padel ha saputo aggiungere, rispetto al calcio, un aspetto fondamentale per la sua crescita: la socialità.
Non è raro infatti vedere famiglie intere entrare nei circoli, magari per un match in famiglia oppure per giocare su campi differenti.

Ragazzi, giovani, adulti e anche persone più anziane si incontrano e si scontrano nelle gabbie, con una frequenza settimanale quasi professionistica.
Allarga il cuore vedere come, una volta tanto, ci sia sinergia tra figli adolescenti e i propri genitori che, tra un incitamento al recupero impossibile e un “five” per uno smash riuscito, riescono a creare quella complicità che può solo che fare bene al rapporto famigliare.

E la bellezza, di condividere in casa una stessa passione su cui confrontarsi, crescere, informarsi.
Ci sono tra l’altro anche molti circoli belli da vivere, con servizi aggiuntivi al solo affitto del campo che favoriscono il piacere di passare del tempo insieme, tra una partita e un aperitivo, un massaggio e tifoseria da bordo gabbia, un pranzo o una cena all’imbrunire.

È vero che l’emergenza COVID ha limitato tantissimo quello che poteva essere fatto, già con quello che abbiamo visto quest’anno con tutte le limitazioni ci fa ben sperare che troveremo circoli sempre più ricchi di servizi e di occasioni per passare bel tempo insieme.

È proprio il caso di dirlo:

finalmente è arrivato uno sport che accomuna le coppie e le famiglie, eliminando le dinamiche del “calcetto del mercoledì sera” prettamente maschile e piuttosto, creando le occasioni di passare tempo felice tutti insieme.

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Cresce l’interesse tra chi vuole fare del Padel il proprio Business

Il boom del Padel in Italia sembra non conoscere sosta come certificano i trend di forte crescita su tutti i principali indicatori (praticanti, campi, prenotazioni, vendita articoli tecnici).

E se da un lato, conosciamo bene il “perchè” il Padel si stia trasformando in una dipendenza positiva per tutti coloro che si avvicinano alla “gabbia” per la prima volta:
Facile e veloce da imparare;
Divertimento assicurato sin dalla prima partita;
Sport per tutti, dai nonni ai nipoti, passando per mamma e papà;
Più strategia e meno forza, e quindi più inclusivo e meno selettivo;
Alta socialità ed un clima positivo, dentro e fuori dal campo;
Spesa sostenibile per “gli attrezzi del mestiere”
dall’altro crescono coloro che si interessano al Padel come business.
Possiamo identificare 3 differenti profili:
Proprietari di Circoli Tennis/Calcetto che vogliono aggiornare la loro offerta;
Appassionati di Padel che vogliono trasformare la loro passione in lavoro;
Imprenditori che desiderano diversificare;

Ma al di là del classico commento da bar “i campi sono sempre pieni” perché sarebbe così conveniente aprire un Circolo di Padel?

padel investire

Proviamo a ripassare i principali motivi!

C’è grande mercato!!!: la domanda é tremendamente superiore all’offerta ed i praticanti continuano a crescere a velocità doppia rispetto ai nuovi campi;
Così poco??? : i costi di gestione sono inferiori rispetto ad attività similari e non crescono proporzionalmente al numeri dei campi;
Solo 200mq!!! : per un campo é necessario uno spazio inferiore rispetto al tennis e al calcetto;
Lunga vita!!! : un campo da Padel (ben tenuto!) ha una “speranza di vita” di almeno 15 anni;
Birretta???: tanti prodotti e servizi complementari e facilmente integrabili;
Ma quanto giochi !?!: il Padellista gioca con una frequenza superiore rispetto a tennisti e calciofili amatoriali; sono necessari meno “clienti unici” per riempire il Circolo!

Definite le principali ragioni per cui può essere conveniente investire nel Padel, é interessante capire “quando” e quali sono i confini temporali prima che questo cessi di esserlo.

In alcuni contesti, come quello romano, per esempio si inizia a parlare di saturazione.
Per capire se e quanto l’Italia del Padel é vicina a colmare l’attuale differenza tra domanda  (praticanti che cercano un campo) e offerta (Circoli che offrono un campo) tiriamo in causa la Spagna, Patria del Padel, che ha già vissuto il suo boom e attualmente ha una curva di praticanti e nuove strutture pressoché stabile.

Popolazione Spagna: 45 milioni
Praticanti Spagna: 4,8 milioni
Campi Spagna: 13.000

Popolazione Italia: 60 milioni
Praticanti Italia: 450 mila
Campi Italia: 2.200

Praticanti / Campi
Spagna = 1 campo ogni 370 praticanti
Italia = 1 campo ogni 200 praticanti

Analizzando questo primo rapporto il dato potrebbe risultare sorprendente!
In Italia ci sono 2 campi ogni 400 praticanti, mentre in Spagna poco più di 1.

Per leggere correttamente questo risultato va però sottolineato che il numero dei praticanti spagnoli é altissimo ma a “crescita zero” dopo un percorso trentennale; il dato “Praticanti Italia” invece cresce a ritmi verticali (+300% nel solo ultimo anno).

Vuoi investire nel Padel?

Un quadro più verosimile di quello che potrebbe essere la “densità” delle Strutture di Padel in Italia nei prossimi anni ce lo da l’attuale rapporto tra l’intera popolazione ed il numero dei campi ed il confronto con gli stessi numeri dei cugini spagnoli:

Popolazione / Campi
Spagna = 1 campo ogni 3.400 abitanti
Italia = 1 campo ogni 30.000 abitanti

Quanto tempo impiegherà il Padel italiano a colmare questo gap?
Raggiunto il rapporto “spagnolo” come farà un Circolo a mantenere alto il suo fatturato?

by Alessandro Di Stefano (Padel Travel Costa del Sol)

Per saperne di più:

Vuoi investire nel padel

 

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