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È uscito il numero di Giugno di Padel Club con le interviste a Stupaczuk e Triay, la serie A e tanti altri articoli !

Il numero di Giugno di Padel Club,  l’inserto del Magazine Sport Club , da oggi è in anteprima online per noi appassionati di Padel.
E’ disponibile anche in formato cartaceo in diversi circoli del Lazio

Nell’inserto troveremo  tanti articoli dedicati al nostro sport preferito:
– Intervista a Franco Stupaczuk
– 
Intervista a Gemma triay
– Serie A: la vittoria dell’Aniene
– Padel mental Coaching: Come fare Scacco Matto al Re
– La formazione prima di tutto

Per vedere tutti gli articoli dell’inserto clicca sull’immagine e buona lettura online del numero di Giugno di Padel Club !!!

Sport Club il Magazine sportivo e di lifestyle presente, da oltre 18 anni, nella maggior parte dei circoli sportivi del Lazio con una tiratura di oltre 30.000 copie e per la quale hanno scritto e scrivono numerosi personaggi dello sport e non solo.
E’ stata la prima rivista sportiva in Italia anni fa a credere nel Padel con un inserto, di oltre 20 pagine, completamente dedicato al nostro sport sia a livello professionistico che amatoriale.
Anche se nasce come una rivista locale le rubriche dedicate al Padel sono e saranno sempre di più a carattere nazionale ed internazionale.

Dal mese di giugno 2020 sono entrato a far parte anche io nella squadra di Sport Club, curando come coordinatore l’inserto Padel Club, per offrire il mio contributo con rubriche sempre più approfondite dedicate al nostro Sport preferito!

Padel Club: Maggio un numero speciale

Padel Club di Aprile

Padel Club di Marzo

Padel Club di Febbraio

Buon Padel a tutti e buona lettura

Starvie la nuova collezione 2021

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E’ disponibile anche in formato cartaceo in diversi circoli del Lazio

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– Intervista a Franco Stupaczuk
– 
Intervista a Gemma triay
– Serie A: la vittoria dell’Aniene
– Padel mental Coaching: Come fare Scacco Matto al Re
– La formazione prima di tutto

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E’ stata la prima rivista sportiva in Italia anni fa a credere nel Padel con un inserto, di oltre 20 pagine, completamente dedicato al nostro sport sia a livello professionistico che amatoriale.
Anche se nasce come una rivista locale le rubriche dedicate al Padel sono e saranno sempre di più a carattere nazionale ed internazionale.

Dal mese di giugno 2020 sono entrato a far parte anche io nella squadra di Sport Club, curando come coordinatore l’inserto Padel Club, per offrire il mio contributo con rubriche sempre più approfondite dedicate al nostro Sport preferito!

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Domani inizia anche per l’Italia il Master di Valladolid che si è aperto sabato con le pre previa maschili

I turni preliminari si stanno svolgendo dal 19 al 22 giugno sui campi del Racket Club mentre i turni finali si disputeranno nella fantastica e suggestiva Plaza Mayo di Valladolid

Il cammino delle coppie italiane

Nessuna coppia italiana si è iscritta nella categoria maschile mentre in quella femminile abbiamo 4 atlete italiane che scenderanno in campo nelle qualificazioni nella speranza di confermare i buoni risultati del Master di Marbella
Diverse coppie italiane non parteciperanno in quanto si stanno preparando per gli Europei di fine mese e per l’Open di Valencia di inizio luglio come confermatoci dalla coppia Tommasi-Stellato e Bruno-Cattaneo.
Oggi in serata nel primo turno di pre previa doveva scendere in campo Lorena Vano (n°110) con la compagna quindicenne spagnola Marta Arellano Navarro contro la coppia belga-brasiliana Helena Wyckaert e Manuela Schuck Silva ma l’italiana non ci sarà per infortunio.
La coppia Schuck-Wyckaert nel secondo turno di martedi mattina sfideranno un’altra coppia italo-spagnola quella di Carolina Orsi (n°71) ed Eugenia Guimet (n°89) che sono già qualificate con un bye.
Sempre martedi mattina scenderà in campo un’altra coppia italo-spagnola quella tra Carlotta Casali (n°81) e Martina Fassio (n°92).
Dobbiamo aspettare martedi pomeriggio per vedere in campo la coppia n°1 italiana Giulia Sussarello (n°63) e Chiara Pappacena (n°62) che in virtù della loro classifica iniziano il torneo direttamente dalle previa (qualificazioni).

Le partite clou dei sedicesimi del tabellone principale del Master di Valladolid

A partire da martedi sera per gli uomini e mercoledi mattina per le donne si disputeranno le partite del tabellone principale con i sedicesimi di finale.
Uno dei duelli più importanti dei sedicesimi è quello fra Franco Stupaczuk – Álex Ruiz che inizieranno il loro viaggio alla ricerca di una nuova finale contro una nuova coppia, capace di tutto: Juan Martín Díaz – Pablo Lijó.
Juan Tello – Fede Chingotto affronteranno invece gli ostici Ernesto Moreno – Denis Perino.
Anche Matías Díaz – Agustín Gómez Silingo non avranno un esordio facile contro una coppia molto combattiva, davanti alla quale nessuno può rilassarsi: Juan Cruz Belluati – Javi Garrido.
Un’altra delle partite più interessanti del primo turno sarà quella tra Paquito Navarro – Martín di Nenno vs Pincho Fernández – José Antonio García Diestro, mentre Momo González – Javi Rico cercheranno l’ottavo contro Sergio Alba – Francisco Gil.
La nuova coppia Tito Allemandi – Coki Nieto affronterà Javier Glez Barahona – Adrián Blanco.
Anche nel tabellone femminile vivremo grandi duelli già dai sedicesimi.
Tra questi, si vedranno partite emozionanti come quella tra Lucía Sainz – Bea González contro Carolina Navarro – Ceci Reiter o quella che affronterà Aránzazu Osoro – Victoria Iglesias con Eli Amatriain – Sofía Araujo.
Alejandra Salazar – Gemma Triay esordiranno contro Vero Virseda – Lucía Martínez.

Buon padel a tutti

by Mr Padel Paddle

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Illegali !!! Galan & Lebron Super a Marbella

 

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Juan Tello – Fede Chingotto affronteranno invece gli ostici Ernesto Moreno – Denis Perino.
Anche Matías Díaz – Agustín Gómez Silingo non avranno un esordio facile contro una coppia molto combattiva, davanti alla quale nessuno può rilassarsi: Juan Cruz Belluati – Javi Garrido.
Un’altra delle partite più interessanti del primo turno sarà quella tra Paquito Navarro – Martín di Nenno vs Pincho Fernández – José Antonio García Diestro, mentre Momo González – Javi Rico cercheranno l’ottavo contro Sergio Alba – Francisco Gil.
La nuova coppia Tito Allemandi – Coki Nieto affronterà Javier Glez Barahona – Adrián Blanco.
Anche nel tabellone femminile vivremo grandi duelli già dai sedicesimi.
Tra questi, si vedranno partite emozionanti come quella tra Lucía Sainz – Bea González contro Carolina Navarro – Ceci Reiter o quella che affronterà Aránzazu Osoro – Victoria Iglesias con Eli Amatriain – Sofía Araujo.
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Imparare la giusta tecnica dei colpi, come il diritto richiede una progressione, tanto allenamento e lezioni con un bravo maestro.

All’inizio, quando siamo ai primi approcci con il padel, è importante prendere dimestichezza con il diritto e il rovescio senza preoccuparci di effetti particolari ma è evidente, più avanziamo nel nostro percorso, più diventa importante aumentare i colpi del nostro arsenale per creare risposte sempre imprevedibili e complicate da ribattere.

Imparati quindi i rudimenti di questo gioco, un buon passaggio è imparare a rispondere con il dritto tagliato.

Questo colpo è particolarmente importante, come tutti i colpi tagliati del padel, perché rende difficoltosa la gestione del colpo agli avversari, grazie alla rotazione particolare (la palla ruota nella direzione opposta alla sua traiettoria), alla maggiore velocità e ad un rimbalzo basso e che punta al suolo se dovesse colpire il vetro.

Una bella comodità per noi, per mettere in crisi i nostri avversari, vero?

Ma come si da il taglio al colpo?

Vediamolo in pratica.

L’impugnatura va bene continental, non devi quindi modificarla rispetto al solito. Puoi scegliere questo colpo in diverse situazioni: nel servizio, con la bandeja, quando difendi o anche quando approcci alla rete. Di fatto, saper tagliare i colpi, nel padel è l’ABC di ogni buon giocatore e presto o tardi, si deve imparare.

Il corpo è posizionato di lato e la pala parte dall’alto (altezza spalle), con effetto discendente dall’alto al basso.
La palla va impattata all’altezza della vita ruotando spalle e fianchi. La pala è leggermente aperta (di circa 8 gradi). Il peso del corpo va spostato dal piede corrispondente al braccio dominante all’altro, che si troverà più avanzato, a partire dal momento di impatto tra pala e pallina.

Questo spostamento del peso ci aiuta a imprimere velocità al colpo oltre che un maggior controllo.

La pallina va colpita dietro e nel momento in cui dal rimbalzo nel nostro campo è ancora in fase ascendente e solo successivamente la pala finisce sotto. Colpirla da subito sotto infatti genera un risultato molto diverso e che avvantaggia gli avversari: fluttuerà alzandosi di parecchio sopra le aspettative.

Soprattutto all’inizio può essere una buona pratica iniziare a impostare il colpo con largo anticipo, prima ancora che la pallina abbia rimbalzato nel nostro campo. Questo ci permette di prendere confidenza con il colpo e di assicurarci una posizione stabile e ferma, con le gambe leggermente piegate.
Preparare in anticipo il colpo ci evita anche di arrivare in ritardo sulla pallina.

Importante anche chiudere il gesto nel modo corretto, per evitare di incorrere in fastidi muscolari. Una volta colpita la pallina, la pala si alza lentamente con la punta sempre avanti e in posizione che resta aperta.

Vediamo un video dove si possono vedere tutti i passaggi da fare e i movimenti corretti per fare un buon diritto tagliato:



Buon Padel a tutti!

by Roberta Lozza

Fonte. Zona del Padel

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Il Globo (pallonetto) quando va usato?

 

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All’inizio, quando siamo ai primi approcci con il padel, è importante prendere dimestichezza con il diritto e il rovescio senza preoccuparci di effetti particolari ma è evidente, più avanziamo nel nostro percorso, più diventa importante aumentare i colpi del nostro arsenale per creare risposte sempre imprevedibili e complicate da ribattere.

Imparati quindi i rudimenti di questo gioco, un buon passaggio è imparare a rispondere con il dritto tagliato.

Questo colpo è particolarmente importante, come tutti i colpi tagliati del padel, perché rende difficoltosa la gestione del colpo agli avversari, grazie alla rotazione particolare (la palla ruota nella direzione opposta alla sua traiettoria), alla maggiore velocità e ad un rimbalzo basso e che punta al suolo se dovesse colpire il vetro.

Una bella comodità per noi, per mettere in crisi i nostri avversari, vero?

Ma come si da il taglio al colpo?

Vediamolo in pratica.

L’impugnatura va bene continental, non devi quindi modificarla rispetto al solito. Puoi scegliere questo colpo in diverse situazioni: nel servizio, con la bandeja, quando difendi o anche quando approcci alla rete. Di fatto, saper tagliare i colpi, nel padel è l’ABC di ogni buon giocatore e presto o tardi, si deve imparare.

Il corpo è posizionato di lato e la pala parte dall’alto (altezza spalle), con effetto discendente dall’alto al basso.
La palla va impattata all’altezza della vita ruotando spalle e fianchi. La pala è leggermente aperta (di circa 8 gradi). Il peso del corpo va spostato dal piede corrispondente al braccio dominante all’altro, che si troverà più avanzato, a partire dal momento di impatto tra pala e pallina.

Questo spostamento del peso ci aiuta a imprimere velocità al colpo oltre che un maggior controllo.

La pallina va colpita dietro e nel momento in cui dal rimbalzo nel nostro campo è ancora in fase ascendente e solo successivamente la pala finisce sotto. Colpirla da subito sotto infatti genera un risultato molto diverso e che avvantaggia gli avversari: fluttuerà alzandosi di parecchio sopra le aspettative.

Soprattutto all’inizio può essere una buona pratica iniziare a impostare il colpo con largo anticipo, prima ancora che la pallina abbia rimbalzato nel nostro campo. Questo ci permette di prendere confidenza con il colpo e di assicurarci una posizione stabile e ferma, con le gambe leggermente piegate.
Preparare in anticipo il colpo ci evita anche di arrivare in ritardo sulla pallina.

Importante anche chiudere il gesto nel modo corretto, per evitare di incorrere in fastidi muscolari. Una volta colpita la pallina, la pala si alza lentamente con la punta sempre avanti e in posizione che resta aperta.

Vediamo un video dove si possono vedere tutti i passaggi da fare e i movimenti corretti per fare un buon diritto tagliato:



Buon Padel a tutti!

by Roberta Lozza

Fonte. Zona del Padel

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Abbiamo intervistato il noto influencer che ha ospitato Fernando Belasteguin nella sua villa per accelerare la riabilitazione del grande campione di Padel

Al Master di Valladolid Belasteguin sarà presente!

Reduce da uno infortunio muscolare del 29 maggio nella semifinale dell’Open di Santander il “Bela” è stato ospite per due settimane dal suo amico Gianluca Vacchi che gli ha messo a disposizione nella sua villa del bolognese macchinari tecnologicamente avanzati e una equipe medica qualificata per mettere in grado il campione di affrettare i tempi di recupero della lesione.
Abbiamo chiesto a Vacchi di raccontarci la sua passione per il padel e il suo rapporto con la star del padel.

Sei un grande appassionato di Padel quando è nata la tua passione per questo sport?
E’ una passione molto recente, ho iniziato poco più di due anni fa e mi sono letteralmente innamorato di questo sport. Nella mia vita ho praticato tanti sport come lo sci, il golf, il calcio ma il padel in assoluto è lo sport che mi ha coinvolto di più.

Cosa ti piace del padel al punto da farti costruire dei campi nella tua villa?
E’ uno sport che crea molta socialità, divertente che si può giocare subito anche tra persone alle prime armi nel palleggiare con una racchetta.
Ho fatto un palazzetto dello sport all’interno della mia residenza che ho dedicato a Fernando Belasteguin, infatti appena si entra vi è una grande targa intitolata a suo nome. Ho voluto fare un tributo a lui perché secondo me qualunque giocatore e appassionato di padel ha con lui un debito di riconoscenza per quello che ha fatto per questo sport.
Oltre al campo all’interno del palazzetto ne ho un altro all’aperto sempre nella mia residenza.

Sei amico del più grande giocatore della storia del padel Fernando Belasteguin quando l’hai conosciuto?
Mi è stato presentato da un amico che abbiamo in comune che è il presidente della Fip Luigi Carraro e ci siamo subito trovati perché condividiamo per lo sport gli stessi valori.
E’ nata una bella amicizia.

Cosa apprezzi di più di Fernando come giocatore e come uomo?
Di Fernando apprezzo che sia un uomo profondamente onesto e rispettoso di valori molto importanti. Dietro il grandissimo campione c’è un uomo che ha dei valori che gli hanno permesso di diventare quello che è.
Io, anche se lo conoscevo già, sono stato molto vicino in queste 2 settimane con lui vissute spalla a spalla e ho visto un uomo che ha una tenacia, una disciplina e una costanza nel metodo e nel desiderio di recuperare che poche volte ho riscontrato in atleti molto più giovani.
Sono stati 14 giorni dove abbiamo vissuto di fianco per 12/13 ore tra terapia e allenamento e dove abbiamo avuto modo di parlare molto.

Ti abbiamo visto anche  allenarlo in alcuni video su Instagram…
E si, ho provato a fare quello che potevo come palleggiatore, anche se sto migliorando giorno dopo giorno, mi alleno sempre due volte al di e ogni notte mi guardo su Youtube una partita dei tornei passati.
Abbiamo palleggiato soprattutto i primi giorni della riabilitazione ovviamente senza forzare anche perché era una lesione che prevedeva tempi di recupero di 5/6 settimane e l’abbiamo chiusa in 14 giorni.

Ma come è nata l’idea di invitarlo da te a fare la riabilitazione?
Quando lui si è fatto male l’ho lasciato in pace qualche ora per via dell’amarezza che gli si leggeva evidente nel viso e poi gli ho scritto di impulso che doveva venire qui da me a fare la riabilitazione. Gli ho detto che “con tutto quello che possiamo fare qui sono sicuro che riusciremo ad accorciare se non dimezzare i tempi di recupero.” Questa mia convinzione era dovuta al fatto ho provato molte tecnologie sulla mia pelle e mi sono sempre dotato di macchinari di qualità e un’ equipe medica sempre all’avanguardia. Ho avuto alla fine ragione perché lo si dava in forse per il torneo di Valencia dei primi di luglio e invece sarà già presente nel prossimo Master di Valladolid!.
Fernando ha avuto a disposizione una mia stanza dove dormire con i macchinari all’interno di essa, una vera e propria full immersion. Iniziavamo a lavorare dalle 6 e 45 del mattino fino alle 21 con una pausa pranzo.  Eravamo sempre concentrati sui miglioramenti che misuravano ogni tre giorni con una ecografia, che lasciavamo poco a tutto il resto e sempre tutto svolgevamo in contatto con l’equipe medico sportiva di Fernando.
Abbiamo fatto un mezzo miracolo e io sono rimasto veramente colpito dalla sua tenacità, non ha mollato un secondo! Ore, ore di allenamento a testa bassa per raggiungere e centrare l’obiettivo di giocare a Valladolid.

Buon padel a tutti!

by Mr Padel Paddle

in collaborazione con il Corriere dello Sport

 

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Abbiamo intervistato il noto influencer che ha ospitato Fernando Belasteguin nella sua villa per accelerare la riabilitazione del grande campione di Padel

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Reduce da uno infortunio muscolare del 29 maggio nella semifinale dell’Open di Santander il “Bela” è stato ospite per due settimane dal suo amico Gianluca Vacchi che gli ha messo a disposizione nella sua villa del bolognese macchinari tecnologicamente avanzati e una equipe medica qualificata per mettere in grado il campione di affrettare i tempi di recupero della lesione.
Abbiamo chiesto a Vacchi di raccontarci la sua passione per il padel e il suo rapporto con la star del padel.

Sei un grande appassionato di Padel quando è nata la tua passione per questo sport?
E’ una passione molto recente, ho iniziato poco più di due anni fa e mi sono letteralmente innamorato di questo sport. Nella mia vita ho praticato tanti sport come lo sci, il golf, il calcio ma il padel in assoluto è lo sport che mi ha coinvolto di più.

Cosa ti piace del padel al punto da farti costruire dei campi nella tua villa?
E’ uno sport che crea molta socialità, divertente che si può giocare subito anche tra persone alle prime armi nel palleggiare con una racchetta.
Ho fatto un palazzetto dello sport all’interno della mia residenza che ho dedicato a Fernando Belasteguin, infatti appena si entra vi è una grande targa intitolata a suo nome. Ho voluto fare un tributo a lui perché secondo me qualunque giocatore e appassionato di padel ha con lui un debito di riconoscenza per quello che ha fatto per questo sport.
Oltre al campo all’interno del palazzetto ne ho un altro all’aperto sempre nella mia residenza.

Sei amico del più grande giocatore della storia del padel Fernando Belasteguin quando l’hai conosciuto?
Mi è stato presentato da un amico che abbiamo in comune che è il presidente della Fip Luigi Carraro e ci siamo subito trovati perché condividiamo per lo sport gli stessi valori.
E’ nata una bella amicizia.

Cosa apprezzi di più di Fernando come giocatore e come uomo?
Di Fernando apprezzo che sia un uomo profondamente onesto e rispettoso di valori molto importanti. Dietro il grandissimo campione c’è un uomo che ha dei valori che gli hanno permesso di diventare quello che è.
Io, anche se lo conoscevo già, sono stato molto vicino in queste 2 settimane con lui vissute spalla a spalla e ho visto un uomo che ha una tenacia, una disciplina e una costanza nel metodo e nel desiderio di recuperare che poche volte ho riscontrato in atleti molto più giovani.
Sono stati 14 giorni dove abbiamo vissuto di fianco per 12/13 ore tra terapia e allenamento e dove abbiamo avuto modo di parlare molto.

Ti abbiamo visto anche  allenarlo in alcuni video su Instagram…
E si, ho provato a fare quello che potevo come palleggiatore, anche se sto migliorando giorno dopo giorno, mi alleno sempre due volte al di e ogni notte mi guardo su Youtube una partita dei tornei passati.
Abbiamo palleggiato soprattutto i primi giorni della riabilitazione ovviamente senza forzare anche perché era una lesione che prevedeva tempi di recupero di 5/6 settimane e l’abbiamo chiusa in 14 giorni.

Ma come è nata l’idea di invitarlo da te a fare la riabilitazione?
Quando lui si è fatto male l’ho lasciato in pace qualche ora per via dell’amarezza che gli si leggeva evidente nel viso e poi gli ho scritto di impulso che doveva venire qui da me a fare la riabilitazione. Gli ho detto che “con tutto quello che possiamo fare qui sono sicuro che riusciremo ad accorciare se non dimezzare i tempi di recupero.” Questa mia convinzione era dovuta al fatto ho provato molte tecnologie sulla mia pelle e mi sono sempre dotato di macchinari di qualità e un’ equipe medica sempre all’avanguardia. Ho avuto alla fine ragione perché lo si dava in forse per il torneo di Valencia dei primi di luglio e invece sarà già presente nel prossimo Master di Valladolid!.
Fernando ha avuto a disposizione una mia stanza dove dormire con i macchinari all’interno di essa, una vera e propria full immersion. Iniziavamo a lavorare dalle 6 e 45 del mattino fino alle 21 con una pausa pranzo.  Eravamo sempre concentrati sui miglioramenti che misuravano ogni tre giorni con una ecografia, che lasciavamo poco a tutto il resto e sempre tutto svolgevamo in contatto con l’equipe medico sportiva di Fernando.
Abbiamo fatto un mezzo miracolo e io sono rimasto veramente colpito dalla sua tenacità, non ha mollato un secondo! Ore, ore di allenamento a testa bassa per raggiungere e centrare l’obiettivo di giocare a Valladolid.

Buon padel a tutti!

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in collaborazione con il Corriere dello Sport

 

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Abbiamo visto nel primo articolo tutti gli elementi di tattica che riguardano i giocatori, ora vogliamo vedere invece quelli che hanno a che vedere con l’ambiente.

Se avete giocato in circoli diversi tra loro, avete sicuramente notato quante differenze ci possono essere e come lo stesso gioco fatto nel vostro circolo può improvvisamente smettere di funzionare o essere meno efficace nel campo di un altro complesso.

Ci sono diversi aspetti che incidono sulla nostra scelta tattica, riferiti al campo. Vediamoli nel dettaglio.

COPERTO/ SCOPERTO

Non esiste un meglio o peggio, come sempre ci sono in entrambe le situazioni dei pro e dei contro. Il campo scoperto è favorevole per l’assenza del sole e del vento che sono variabili importanti ma può comportare svantaggi sui lob.
È importantissimo infatti fare fin dal riscaldamento una valutazione del proprio lob. Intanto va osservato il soffitto, talvolta ci sono delle strutture (specie nei capannoni) che presentano una finitura a scacchi con altezze variabili. Un lob potrebbe andare bene come incappare in una traversa più bassa.

Nello scoperto di contro, vento e sole la fanno da padroni. È fondamentale abituarsi a osservare la natura, le piante o eventuali bandiere poste nel circolo per verificare la presenza di vento, anche non fortissimo ma che al di sopra della gabbia più spostare la traiettoria della mia pallina. Così come è importante comprendere la direzione del vento perché cambia la scelta dei nostri colpi e della nostra strategia in campo a seconda che mi è favorevole/ sfavorevole o che mi tagli da destra a sinistra o viceversa il campo.

Se sono in vento favorevole ad esempio, posso spingere gli avversari a giocare più lob che hanno buone probabilità di finire corti nel mio campo con una buona altezza o addirittura, di non passare oltre la loro rete. Se invece o vento contro (favorevole agli avversari), posso forzare la mano, farli ribattere con forza in volee per farli finire più facilmente a vetro. Se non ho consapevolezza della direzione del vento, di contro, rischio di mandare a vetro moltissimi lob (se ho il vento favorevole) e di alzare fantastiche palle agli avversari (con vento sfavorevole).

Il sole è parimenti insidioso e posso scegliere di averlo come alleato o come nemico. Se sono consapevole di dove si trova il sole, posso ad esempio scegliere di usare un colpo piuttosto che un altro per evitare di accecarmi (se ho il sole alle mie spalle, devo saper come gestire una palla che finisce a vetro perché a seconda di come scelgo di colpirla posso trovarmi accecata). Se sono i miei avversari ad avere il sole contro, posso sfruttarlo con un gioco rapido e di maggiori cambi di direzione. Oppure posso giocare palle alte sapendo che per gli avversari sarà più difficile gestirle. Ad esempio, se i miei avversari sono una coppia mancino/destrorso e il sole si trova laterale al campo, saprò che per ognuno dei due giocatori c’è un lato del campo dove si trovano il sole in faccia sulle palle alte.. e visto che sono comodi entrambi a giocarle e ad essere offensivi, per ogni lato posso puntare su quello più scomodo.

ILLUMINAZIONE

Dopo aver letto delle difficoltà del sole, si potrebbe pensare che è molto meglio la luce artificiale ma purtroppo la verità è che anche quando ci troviamo sotto i fanali, possiamo avere grandi problemi di visibilità.
Dipende un po’ da come sono direzionate le luci ma ad oggi non abbiamo ancora trovato un campo che non dia fastidio in questo senso, quindi è un problema condiviso un po’ da tutti, chi più chi meno.
Con la luce artificiale infatti, ci si trova spesso e volentieri ad avvertire dei “buchi” visivi, perché rimaniamo abbagliati con una palla alta o perché il continuo adattarsi dell’occhio alla luce artificiale crea dei momenti di buio.
Può essere insidiosa con palle molto alte, con i lob alti e spioventi ad esempio e nel gioco a volo, di solito molto rapido.
In questi casi il consiglio è di entrare in campo con calma e senza avere fretta di essere subito incisivi. A volte è meglio iniziare con costruzione e colpi intelligenti, per ambientarci e permettere anche al nostro campo visivo di prendere le misure.

STRUTTURA DEL CAMPO

Recentemente abbiamo avuto l’opportunità di vedere le partite di serie A e nell’osservare un pre partita della squadra che poi ha vinto il campionato, abbiamo notato il preparatore tecnico fare un giro minuzioso del campo, di tutto il perimetro prima e dell’area di gioco poi.
Un fanatico?
In realtà, è una buona pratica tattica che ti permette di vedere e notare tutti quegli elementi che potrebbero variare il tuo gioco.
Ad esempio, il disegno della grata cambia completamente le opzioni di rimbalzo. Se a maglia larga o più stretta quindi rientra nei fattori determinanti che possono farti scegliere come giocare i tuoi colpi.
Ancora, verificare se in prossimità della struttura esterna ci sono imperfezioni, come sono congiunti i diversi elementi della parete tra loro e negli angoli. Potendo scegliere il punto in cui far colpire la pallina, infatti, il punto con le giunture e gli elementi che sostengono la struttura può portare maggiore imprevedibilità alle opzioni di rimbalzo, complicando la risposta dei nostri avversari.

PALLINE E CLIMA

Quando pensiamo all’efficacia dei colpi siamo più portati a valutare la pala, più o meno aggressiva. La verità è che il clima cambia profondamente la reazione della pallina ai nostri colpi.
In generale, ricorda sempre che più la pallina ha pressione, più rimbalza e più è veloce.
Più sei a livello del mare più la pressione di abbassa, più aumenta l’altitudine, più la pallina si alleggerisce.

Quando il clima è FREDDO, la pallina risulta più pesante.
Quando il clima è CALDO, la pallina è più leggera.
Quando c’è UMIDITÀ la pallina è più pesante.

E un po’ come per la matematica, dove ++=+ e +-=-, se stai giocando in pianura padana d’estate (caldo e umidità) è molto diverso da giocare in Puglia (caldo più secco).

In soldoni, conoscere la situazione climatica e quindi l’efficacia della pallina ti permette di sapere in anticipo se i tuoi smash saranno molto efficaci o se è meglio non tentarli proprio.
Il clima, sia esso caldo o freddo, aggiungono un fattore tattico perché sono condizioni che possono minare la resistenza, nostra e dei nostri avversari. C’è chi si trova bene a giocare con il freddo e chi sta meglio con il caldo, durante la partita sta a noi osservare cosa sta succedendo ai nostri avversari.
E, certo, sarebbe tatticamente opportuno aver anticipato le nostre possibili difficoltà legate al clima, con il giusto abbigliamento, idratazione e soluzioni anti fatica.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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L’ABC della Tattica: Fattori interni ed esterni alla coppia

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Ci sono diversi aspetti che incidono sulla nostra scelta tattica, riferiti al campo. Vediamoli nel dettaglio.

COPERTO/ SCOPERTO

Non esiste un meglio o peggio, come sempre ci sono in entrambe le situazioni dei pro e dei contro. Il campo scoperto è favorevole per l’assenza del sole e del vento che sono variabili importanti ma può comportare svantaggi sui lob.
È importantissimo infatti fare fin dal riscaldamento una valutazione del proprio lob. Intanto va osservato il soffitto, talvolta ci sono delle strutture (specie nei capannoni) che presentano una finitura a scacchi con altezze variabili. Un lob potrebbe andare bene come incappare in una traversa più bassa.

Nello scoperto di contro, vento e sole la fanno da padroni. È fondamentale abituarsi a osservare la natura, le piante o eventuali bandiere poste nel circolo per verificare la presenza di vento, anche non fortissimo ma che al di sopra della gabbia più spostare la traiettoria della mia pallina. Così come è importante comprendere la direzione del vento perché cambia la scelta dei nostri colpi e della nostra strategia in campo a seconda che mi è favorevole/ sfavorevole o che mi tagli da destra a sinistra o viceversa il campo.

Se sono in vento favorevole ad esempio, posso spingere gli avversari a giocare più lob che hanno buone probabilità di finire corti nel mio campo con una buona altezza o addirittura, di non passare oltre la loro rete. Se invece ho vento contro (favorevole agli avversari), posso forzare la mano, farli ribattere con forza in volee per farli finire più facilmente a vetro. Se non ho consapevolezza della direzione del vento, di contro, rischio di mandare a vetro moltissimi lob (se ho il vento favorevole) e di alzare fantastiche palle agli avversari (con vento sfavorevole).

Il sole è parimenti insidioso e posso scegliere di averlo come alleato o come nemico. Se sono consapevole di dove si trova il sole, posso ad esempio scegliere di usare un colpo piuttosto che un altro per evitare di accecarmi (se ho il sole alle mie spalle, devo saper come gestire una palla che finisce a vetro perché a seconda di come scelgo di colpirla posso trovarmi accecata). Se sono i miei avversari ad avere il sole contro, posso sfruttarlo con un gioco rapido e di maggiori cambi di direzione. Oppure posso giocare palle alte sapendo che per gli avversari sarà più difficile gestirle. Ad esempio, se i miei avversari sono una coppia mancino/destrorso e il sole si trova laterale al campo, saprò che per ognuno dei due giocatori c’è un lato del campo dove si trovano il sole in faccia sulle palle alte.. e visto che sono comodi entrambi a giocarle e ad essere offensivi, per ogni lato posso puntare su quello più scomodo.

ILLUMINAZIONE

Dopo aver letto delle difficoltà del sole, si potrebbe pensare che è molto meglio la luce artificiale ma purtroppo la verità è che anche quando ci troviamo sotto i fanali, possiamo avere grandi problemi di visibilità.
Dipende un po’ da come sono direzionate le luci ma ad oggi non abbiamo ancora trovato un campo che non dia fastidio in questo senso, quindi è un problema condiviso un po’ da tutti, chi più chi meno.
Con la luce artificiale infatti, ci si trova spesso e volentieri ad avvertire dei “buchi” visivi, perché rimaniamo abbagliati con una palla alta o perché il continuo adattarsi dell’occhio alla luce artificiale crea dei momenti di buio.
Può essere insidiosa con palle molto alte, con i lob alti e spioventi ad esempio e nel gioco a volo, di solito molto rapido.
In questi casi il consiglio è di entrare in campo con calma e senza avere fretta di essere subito incisivi. A volte è meglio iniziare con costruzione e colpi intelligenti, per ambientarci e permettere anche al nostro campo visivo di prendere le misure.

STRUTTURA DEL CAMPO

Recentemente abbiamo avuto l’opportunità di vedere le partite di serie A e nell’osservare un pre partita della squadra che poi ha vinto il campionato, abbiamo notato il preparatore tecnico fare un giro minuzioso del campo, di tutto il perimetro prima e dell’area di gioco poi.
Un fanatico?
In realtà, è una buona pratica tattica che ti permette di vedere e notare tutti quegli elementi che potrebbero variare il tuo gioco.
Ad esempio, il disegno della grata cambia completamente le opzioni di rimbalzo. Se a maglia larga o più stretta quindi rientra nei fattori determinanti che possono farti scegliere come giocare i tuoi colpi.
Ancora, verificare se in prossimità della struttura esterna ci sono imperfezioni, come sono congiunti i diversi elementi della parete tra loro e negli angoli. Potendo scegliere il punto in cui far colpire la pallina, infatti, il punto con le giunture e gli elementi che sostengono la struttura può portare maggiore imprevedibilità alle opzioni di rimbalzo, complicando la risposta dei nostri avversari.

PALLINE E CLIMA

Quando pensiamo all’efficacia dei colpi siamo più portati a valutare la pala, più o meno aggressiva. La verità è che il clima cambia profondamente la reazione della pallina ai nostri colpi.
In generale, ricorda sempre che più la pallina ha pressione, più rimbalza e più è veloce.
Più sei a livello del mare più la pressione di abbassa, più aumenta l’altitudine, più la pallina si alleggerisce.

Quando il clima è FREDDO, la pallina risulta più pesante.
Quando il clima è CALDO, la pallina è più leggera.
Quando c’è UMIDITÀ la pallina è più pesante.

E un po’ come per la matematica, dove ++=+ e +-=-, se stai giocando in pianura padana d’estate (caldo e umidità) è molto diverso da giocare in Puglia (caldo più secco).

In soldoni, conoscere la situazione climatica e quindi l’efficacia della pallina ti permette di sapere in anticipo se i tuoi smash saranno molto efficaci o se è meglio non tentarli proprio.
Il clima, sia esso caldo o freddo, aggiungono un fattore tattico perché sono condizioni che possono minare la resistenza, nostra e dei nostri avversari. C’è chi si trova bene a giocare con il freddo e chi sta meglio con il caldo, durante la partita sta a noi osservare cosa sta succedendo ai nostri avversari.
E, certo, sarebbe tatticamente opportuno aver anticipato le nostre possibili difficoltà legate al clima, con il giusto abbigliamento, idratazione e soluzioni anti fatica.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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