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La grata … ingrata? Da principianti rappresenta il peggior incubo di ogni giocatore padellaro: rimbalzi sempre complicati, imprevedibili e dove raramente siamo posizionati bene

Quindi il nostro rapporto di amore e odio inizia fin da subito con la grata o griglia, è grande amore quando riusciamo fatalmente a mandare una pallina in direzione della grata avversaria ma diventa odio profondo quando invece sono gli avversari a mandarla a noi.

Il vantaggio a livello principiante è che di solito non c’è così grande manualità e controllo della palla e quindi è raro trovare dei giocatori che hanno già la malizia di usare la grata in modo ricercato e di usarla nel modo giusto e non fortuito.
Questo ci lascia quindi il margine di allenarci e trovare le nostre modalità per convivere con questo aspetto del campo che certo mantiene spettacolare il gioco ma, è innegabile, ci porta ai vocabolari più coloriti durante quasi ogni partita.

E quindi come dobbiamo comportarci per riuscire a non essere vittime predestinate di una buona porzione laterale del campo?

Il punto fondamentale è ricordarsi che la grata è totalmente imprevedibile. Totalmente, senza replica alcuna.
A volte, nella sua imprevedibilità ci va bene, altre volte saremmo anche posizionati perfetti ma la grata uccide tutto il rimbalzo della pallina e non abbiamo nessuna speranza per tirarla su.
Questo ci serve ricordarlo per non prenderci più responsabilità di quella che abbiamo laddove l’avversario realizza un vincente sulla grata (ingrata) e anzi, ci sta un complimento a lui che ha saputo gestire un colpo rivelatosi più che insidioso.
Dall’altra parte, quando la direzione della pallina si dirige proprio lì, in genere durante le lezioni con il maestro il suggerimento è quello di rimanere mobili sui piedi e allerta sulle possibili direzioni.
Uno degli errori più frequenti infatti a livello amatoriale è quello di posizionarsi in modo un po’ troppo statico, in previsione della direzione che prende la pallina. Va bene sui vetri quando so gestire bene i rimbalzi ma sulla grata diventa un boomerang, perché la palla non va mai dove dovrebbe andare.

Sembra facile rimanere in movimento e aperti a qualsiasi direzione ma, all’atto pratico, se non ci siamo addestrati a farlo potremmo avere qualche difficoltà.
A queste considerazioni ne aggiungiamo una che ha fatto Hugo Sconochini durante una telecronaca del World Padel Tour di Cascais: ove possibile, la palla che va in grata deve essere sempre anticipata.
Il commento di Hugo infatti è stato che se lasciamo che la pallina colpisca la grata, se riusciamo a prenderla dobbiamo in ogni caso procedere con un colpo difensivo, perdiamo la possibilità di fare un colpo controllato e, vista la posizione, anche offensivo. E anzi, ha aggiunto, proprio perché stiamo recuperando una pallina diamo la posizione offensiva e di maggior vantaggio ai nostri avversari.
Quindi il consiglio suo ultimo è stato: quando ne hai la possibilità perché ti trovi in posizione non aspettare mai il rimbalzo sulla grata, prendila prima e continua a gestire il colpo.

E voi, come gestite la grata in difesa?

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

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Da venerdi torna in TV il grande spettacolo del World Padel Tour con la quattordicesima tappa del circuito più importante al mondo il Menorca Open

Dalle ore 9,30 di venerdi 24 settembre sarà possibile vedere le partite dei quarti di finale sui canali Sky Sport Tennis (canale 205 del satellitare) e Sky Sport Action (canale 206) sia per la categoria maschile che quella femminile dell’ Open di Minorca in Spagna.

Menorca Open : La programmazione live e gli orari

Venerdì 24 settembre (Sky Sport Tennis e sky sport action)

Orario quarti di finale maschili e femminili

09,30 fino alle 14 sezione mattutina 16,00 fino alle 19 e 45 sezione pomeridiana (solo su Sky Sport Action fino alle 22)

Sabato 25 settembre (Sky Sport tennis e sky sport action)

Ore 10 fino alle 14: Semifinali  femminile e maschile (solo su Sky Sport Tennis) Ore 16  fino alle 20 : Semifinali  femminile e maschile (solo su Sky Sport Action)

Domenica 26 settembre (Sky Sport tennis E sky sport uno)

Ore 10 fino a termine partite: Finale femminile e a seguire quella maschile (dalle 10 alle 12 anche su Sky Sport Uno)

Le date dei prossimi tornei trasmessi su Sky Sport

Córdoba Open – dal 18 al 24 ottobre
Swedish Open – dall’ 8 al 14 novembre
México Open – dal 29 novembre al 5 dicembre

Master

Buenos Aires Master – dal 22 al 28 novembre

Master Final

Madrid Master Final- dal 16 al 19 dicembre

Buon padel a tutti

by Mr Padel Paddle

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Oggi iniziano le pre qualificazioni (pre previa) dell’Open di Minorca, quattordicesima tappa del circuito World Padel Tour, con le prime italiane in campo nella categoria femminile

Parteciperanno al Menorca Open tutte le 8 azzurre più la Jensen (spagnola con passaporto italiano e argentino) con una classifica tra le prime 100 del ranking.

Oggi pomeriggio alle 18 e 30 scenderanno in campo Valentina Tommasi (n°97 del ranking) ed Emily Stellato (n°98) vs Marta Barrera De La Fuente (n°111) e Valeria Atencia Basilio (n°143).
In caso di vittoria per le nostre se la vedranno domani mattina contro un’altra italiana Carlotta Casali Vannicelli (n°69) e Sandra Hernández (n°63).
Alle 19 e 30  Lorena Vano (n°92) con la compagna malaguena Carmen Castillon Gemma Negre Sánchez (n°540) -Jesica Daiana Brys (n°159)
Passano con un bye il primo turno di pre previa Chiara Pappacena (n°60) e Giorgia Marchetti (n°88) che affronteranno le vincenti tra Claudia Del Coso Iglesias-Lorena Cossio Capilla vs Laia Bonilla Torres-Marina Pinacho Sánchez.
Carolina Orsi (n°54) e Giulia Sussarello (n°65) in virtù della loro classifica sono direttamente qualificate per le previa che inizieranno martedi pomeriggio.

Buon padel a tutti

by Mr Padel Paddle

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E’ il giorno dei verdetti per la quarta tappa del Circuito Slam Padel by Mini, organizzato dalla Federazione Italiana Tennis, che si conclude dopo un’intensa settimana di sfide sui campi dell’Olimpic Padel Club Roma (Lungotevere di Pietra Papa).

A darsi battaglia nelle “gabbie” i migliori specialisti e specialiste del panorama nazionale, ma anche tanti appassionati, che al fascino della pala non sanno resistere. Il torneo maschile ha infatti visto ben 75 coppie complessivamente iscritte, con una prima sezione dedicata agli Nc, poi spazio ai quarta categoria, ai terza e quindi ai seconda categoria, tabellone dal quale sono stati promossi otto binomi al ‘Cuadro final’. Il doppio turno andato in scena sabato ha allineato dunque il tabellone principale maschile alle semifinali, mentre quello femminile ha già definito le due coppie che si contendono il titolo.

Come nei precedenti appuntamenti, anche le fasi decisive della quarta tappa del circuito Slam by Mini vengono trasmesse in diretta su SuperTenniX, la piattaforma digitale della FIT. Ecco la programmazione della giornata conclusiva:
domenica 3 ottobre: semifinali dalle ore 11 e finali dalle 14.

Non sono mancate le sorprese nel main draw maschile, a cominciare dall’uscita di scena nei quarti degli azzurri Lorenzo Di Giovanni e Riccardo Sinicropi, prima testa di serie, stoppati con un doppio 62 dagli italo-argentini Mauro Augustin Salandro e Cristian Marcelo Calneggia, capaci di ribadire l’esito della finale a Parma nella precedente tappa. A contendere loro l’accesso alla finale sono Daniele Cattaneo e Michele Bruno, quarta forza del tabellone e finalisti ai Tricolori di Riccione, che hanno regolato con un periodico 63 Federico Beltrami e Saverio Palmieri, n.5 del seeding.

Nella parte bassa hanno centrato la semifinale Simone Cremona, campione italiano in carica e a segno nella prova abruzzese del circuito sempre con Marcelo Capitani, e il giovane torinese Marco Cassetta (freschi finalisti al FIP Rise di Torino), superando 63 64 Emanuele Fanti e Manuel Rocafort, sesta forza del torneo.

Non potranno ripetere invece l’affermazione nella tappa di apertura del circuito, al Villa Pamphili della Capitale, i romani Luca Mezzetti e Alessandro Tinti, secondi favoriti del tabellone, sgambettati a sorpresa (63 57 62 lo score) da Juan Manuel Restivo e Mattia Guerra.

Tutto secondo copione invece in ambito femminile (15 i binomi in gara), dove marcano visita le atlete che sono impegnate con più assiduità anche nel circuito internazionale, per tirare un po’ il fiato in vista dell’Open di Minorca del World Padel Tour.

Quindi a contendersi il successo sono le prime due teste di serie, ovvero le pugliesi Sara D’Ambrogio, tornata a competere dopo una settimana ricca di emozioni come capitana della Nazionale femminile giovanile ai Mondiali junior di Torreon, e Claudia Noemi Cascella, che hanno battuto 64 62 in semifinale Marcella Cucca e Caterina Baldi, e nella metà inferiore del tabellone Valentina Tommasi e Roberta Vinci (in striscia positiva visti i successi colti a Parma e nel FIP Rise torinese con Giulia Sussarello), che hanno lasciato due game (60 62) a Benedetta Sobrero e Beatrice Campagna, accreditate della terza testa di serie.

fonte: sito Federtennis- articolo di Gianluca Strocchi

 

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Prendere lezioni è importante… ma come scelgo il mio maestro di Padel?

Il padel sta sempre più prendendo spazio nel panorama italiano e, fortunatamente, sono sempre di più i giocatori amatoriali che capiscono l’importanza di colmare il loro bagaglio tecnico affidandosi alle lezioni, fondamentali per prendere il massimo da questo sport e in maggiore sicurezza fisica.

Ma come decidiamo a chi affidarci per imparare tutto quello che ci è utile sapere?
Dopotutto è vero che tante persone si iscrivono per iniziare a lavorare in questo ambito e l’offerta è in continua crescita… per noi è importante poter massimizzare l’investimento con il risultato.
Considerando che una lezione singola può costare tra le 25 e le 50 euro e rientra negli investimenti “importanti” di questo sport, abbiamo pensato che vi può essere utile avere qualche informazione in più sulla formazione degli istruttori.

Intanto è fondamentale sapere che non tutti quelli che fanno lezioni di padel sono Maestri (anche se è abbastanza comune definirli cosí).
Esistono infatti 3 livelli, 3 graduatorie che prevedono competenze molto, molto diverse tra loro.

ISTRUTTORE I LIVELLO (I GRADO)

È il primo passo da compiere per fare carriera fino a diventare Maestro di padel ed è abbastanza facile accedervi.
Non è infatti richiesta nessuna competenza particolare se non aver compiuto la maggiore età (18 anni) e conoscere in modo dettagliato il regolamento di padel.
Al termine del corso al candidato è richiesto di superare un esame finale con trenta domande di parte teorica e un esame pratico, la prova di gioco, che consiste nell’eseguire dei colpi correttamente.
Il dritto, il rovescio, la palla sulla griglia, la palla sul primo vetro eccetera.
Vengono contemplati solo i colpi base ma non tutti i tipici del padel come l’uscita da parete, la vibora e la bandeja che fanno parte invece del livello successivo.
È una qualifica biennale che si può confermare nel tempo partecipando a corsi di aggiornamento ma attenzione, con una qualifica di I livello l’istruttore può collaborare con istruttori di II grado o Maestri o Tecnici. Non può svolgere lezioni private bensì corsi collettivi (come scuole di padel). Non può fare lezioni in nessuna formula (né privata, né di gruppo) ad allievi che fanno parte della classifica federale.
I corsi di I grado sono tenuti sia dalla Federazione Italiana Tennis che da Enti di promozione sportiva (quest’ultimi possono essere equiparati con quelli della Fit tramite un esame suppletivo).

ISTRUTTORE II LIVELLO (II GRADO)

A differenza del I livello, il passaggio a II livello è più complesso e per questo, più selettivo.
Intanto, oltre ad aver conseguito il I livello, per accedere al corso devi aver compiuto almeno 21 anni e aver esperienza lavorativa di almeno due anni sui campi di padel (certificabili da associazioni sportive, club o enti con cui si è lavorato).
Inoltre, il tirocinante deve essere almeno una terza categoria di padel (o, al momento attuale una seconda di tennis).
In questo corso il tirocinante impara i meccanismi per organizzare lezioni private con approcci anche di genere psicologico per poter dare un primo supporto agli allievi e per essere in grado di far uscire i propri atleti soddisfatti dalla lezione. Tale soddisfazione passa attraverso l’obiettivo dell’allievo, quindi il compito dell’istruttore è capire l’esigenza di chi ha di fronte e saper adattare la lezione affinché chi prende lezioni possa raggiungerlo.
Sia esso un obiettivo di dimagrimento, piuttosto che di crescita agonistica piuttosto che di sfizio nel riuscire a battere un certo tipo di giocatori.
Superato l’esame è poi obbligatorio passare un tirocinio federale che mette l’aspirante istruttore a dura prova e solo la “sopravvivenza” a questo passaggio gli permetterà di qualificarsi come II Livello.
Un II livello può seguire giocatori, praticanti e atleti agonistici ad esclusione di quelli con classifica di prima categoria che competono a livello internazionale.
I corsi di II grado sono tenuti sia dalla Federazione Italiana Tennis che da Enti di promozione sportiva.

MAESTRO NAZIONALE

Serve duro lavoro per acquisire la qualifica di Maestro Nazionale, è vero però che è un percorso necessario per poter insegnare ai neofiti e amatoriali del padel, il vero sport.
Per accedere a questo corso è necessario crescere con esperienze anche estere con viaggi, clinic e stage in Spagna o Argentina.
Il corso/stage dura una settimana con esame finale e tirocinio e per accedervi, oltre ad essere già un II livello, è necessario essere giocatori di padel di seconda categoria.
A questo livello, si affronta in modo molto più dettagliato la tecnica, la gestione dei gruppi e dei tornei.
Ora, tirando le somme e prendendo spunto dalle parole di Gustavo Spector, è importante saper diversificare le competenze di chi insegna il padel e, se il nostro obiettivo è diventare bravi e crescere in questo sport, diventa importante affidarci a chi a sua volta ha scelto di diventare un professionista del Padel e che vede l’insegnamento come il suo lavoro.
I corsi per Maestro Nazionale sono tenuti solo dalla Federazione Italiana Tennis .

È evidente che, avendo preso piede solo da alcuni anni, anche a livello di istruttori di II livello o maestro siamo ancora in fase di costruzione e non è possibile trovare una buona diffusione di queste figure in Italia. Lo stesso istruttore, per maturare due anni sui campi e affermarsi come atleta in 3/2° categoria necessita di tempo.
E questa è la ragione perché è molto più semplice trovare istruttori di I livello che insegnano anche se sulla carta non potrebbero.
Proprio perché ci troviamo in un momento di transizione, il consiglio migliore che possiamo darvi è di verificare nella vostra zona quanti istruttori o maestri sono presenti.
Se avete maestri o istruttori di II livello preferiteli sempre perché hanno più competenze e sono preparati per assistervi e darvi i migliori contenuti tecnici.
Nel caso in cui nella vostra zona troviate solo istruttori di I livello, datevi il tempo di testarli prima di scegliere a chi affidare le vostre basi di padel e, possibilmente, affidatevi alla passione.
Laddove la competenza è più o meno similare, sarà infatti la passione dell’istruttore per questo sport a dargli e quindi dare a voi quel quid in più, in attesa di affidarvi a mani più competenti appena possibile.

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

Fonti: Padel Magazine; Superpadel

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Si è da poco concluso l’Open di Lugo, 13esima tappa del World Padel Tour che ha visto chiudersi il matrimonio sportivo tra Bela e Gutierrez e, in conseguenza, lo scoppio di altre coppie che movimenteranno la corsa al Master finale 2021.

Abbiamo già accennato di come la scelta di Bela avesse una logica strategica forse non così efficace ma vogliamo entrare un po’ più nel merito del cambio epocale che sta vivendo il Padel grazie al gioco di Lebron e Galan perché, presto o tardi, cambierà il modo di giocare a padel anche per noi amatoriali.

In un precedente articolo abbiamo evidenziato come la coppia Bela/Sanyo fosse valida sulla carta grazie all’esperienza e alle singole capacità ma di come, nei fatti, abbia mostrato grandi limiti proprio collegati alle peculiarità di questi due mostri del Padel.
Nello specifico, abbiamo fatto riferimento alla mancanza di un bombardiere che giocasse a ogni occasione palle alte, con tentativi di smash e por trés.
Di fatto questa modalità non era così necessaria fino ad un paio di anni fa.

I ruoli come giocatore di destra e di sinistra erano molto più definiti e, come caratteristica tra le principali, il padel si contraddistingueva come uno sport per persone pazienti, che sanno costruire, mettere in difficoltà gli avversari fino a indurli in errore o, se proprio, approfittare di una risposta semplice per chiudere con un bel vincente.

Il binomio Galan/ Lebron ha mischiato nel 2020 le carte, sconvolgendo tutto ciò che era stato il padel fino a quel momento.
Una tendenza a scambi molto corti, molto rapidi e una potenza di fuoco sempre pronta per essere esplosa.
Non solo, in modo particolare ha messo in crisi gli avversari la capacità di entrambi i giocatori di essere esplosivi, in ogni momento, da ogni lato e da ogni punto del campo.

Fino all’anno scorso, era una caratteristica che poteva essere più attribuibile ad una coppia destro/mancino anche se, spesso, in queste coppie poteva essere più incisivo, più “giocatore di sinistra” il mancino, facendo fare il grande lavoro di costruzione e di tessitore al giocatore destrorso. In questo un classico esempio è stato Belasteguin e i suoi storici compagni Martin Diaz e Pablo Lima.
Nel 2020 è stato complicato per gli avversari riuscire a tamponare l’esuberanza di Lebron e Galan e il loro dominio è stato il risultato inevitabile di una doppia possibilità di fare male su qualsiasi palla alta (per dovere di cronaca, stiamo evitando di parlare di doti in difesa ma va ricordato che questi giocatori sono bravissimi anche quando difendono).

Ed è affascinante come il mondo professionistico, nel 2021 ha fatto il possibile per correre ai ripari e adeguarsi a questo profondo cambiamento… lo avete notato?
Beh, noi stiamo seguendo il World Padel Tour di gara in gara e osserviamo sempre con attenzione i giocatori, gli equilibri e gli squilibri e abbiamo notato alcuni dettagli interessanti.

Intanto il primo dato davvero particolare, in campo maschile, è notare quanti mancini sono presenti nel ranking delle squadre TOP 20!
L’anno scorso vi erano solo 2 zurdi (Lima,Ruiz) in coppia con giocatori TOP 20 mentre ora se ne contano 5 :Lima, Capra, Ruiz, Rico, Coello (ndr: ricordiamo che i mancini sono solo il 10% della popolazione mondiale

Si sa, il giocatore mancino rende una squadra più di attacco in generale e aiuta favorevolmente giocatori di sinistra che giocano più alla “vecchia maniera”, azzardando le palle alte quando hanno una moderata certezza che possa essere un vincente (come succede a Bela, ci viene in mente anche Stupa con questa caratteristica. In coppia con Sanyo erano efficaci nella costruzione e nella difesa ma con giocatori molto forti in attacco non mettevano la stessa continuità sulle palle alte).
È vero anche che se il giocatore di sinistra è forte in attacco (come Sanchez, che non a caso è soprannominato “el tiburon”) e si abbina ad un mancino, riesce a creare un binomio capace di attaccare a 360 gradi.
È stato il caso di Maxi Sanchez con Lucio Capra, di Gonzalez con Rico, di Lamperti con Coello, sulla carta avrebbe potuto esserlo per Lima con Tapia (che hanno comunque raccolto buoni risultati vincendo due tornei).

Quindi vuol dire che è necessario giocare con un mancino? Beh, si è scritto che giocare in una coppia del genere semplifica tanti aspetti nel padel ma ricordiamo che i numeri uno del ranking sono due destrorsi… che sanno entrambi giocare benissimo a sinistra.
L’abilità di Lebron, e la rivoluzione che sta mettendo in campo in questi anni, è la sua capacità di stravolgere il ruolo del giocatore di destra, con braccio dominante destro, per renderlo più di attacco e ugualmente efficace anche se, nella teoria delle traiettorie, non dovrebbe essere naturale per un destrorso.
Tant’è che possiamo osservare un dettaglio davvero importante.
Oltre a Lebron, nella top 10 dei giocatori, di destra troviamo un solo mancino, Lima.
Restano oltre a Lebron, Sanyo, Di Nenno e Chingotto.
Sanyo si è appena separato da Belasteguin e ne abbiamo parlato.

Di Nenno e Chingotto sono ottimi giocatori di destra che, fino alla fine del 2020 hanno giocato in modo abbastanza puro, alla vecchia maniera.
Se avete osservato le partite del 2021, avete sicuramente notato come hanno iniziato a crescere in modo sempre più incisivo su smash e por trés. Ad un certo punto della stagione, abbiamo iniziato a vederli fare dei colpi che normalmente non gli appartenevano (non è un caso se Chingotto è passato da una pala tonda ad una diamante). Hanno osato e sperimentato, nonostante alla loro sinistra hanno Navarro e Tello che sono dei bombardatori di spessore. Era necessario? Per mettersi in campo contro Lebron e Galan… si!! Di certo male non fa.

In ambito femminile non siamo ancora a questo cambio epocale, principalmente perché ci sono ancora poche giocatrici così esplosive (per esempio Triay, Gonzalez, Josemaria) ma possiamo ugualmente notare come questa caratteristica diventa di partita in partita più importante.

Gemma Triay in coppia con Lucia Sainz era devastante, abituata a prendersi il campo ad ogni occasione di picchiare la pallina. La coppia rivale formata da Ari Sanchez e la Salazar invece aveva un gioco più di costruzione, con una divisione più equa delle palle alte, approfittando anche dei vincenti di Alejandra che contribuivano a generare punti in assenza di esplosività di Ari.
Quando Gemma ha iniziato a giocare con Alejandra, per buona parte del circuito 2021 ha evitato di “invadere” lo spazio aereo della compagna, mostrando risultati sotto tono spesso e volentieri.
Negli ultimi tornei ha invece ricominciato a giocare al suo modo (con la complicità della Salazar che le lascia palle che lei era abituata a gestire) e i risultati sono arrivati piuttosto schiaccianti.
Di contro, Ari Sanchez affiancata da Paula è diventata una coppia molto più offensiva di quanto non era con la Salazar lo scorso anno.

Questo ci insegna che, sia che scegliamo di giocare a destra o sinistra, è fondamentale nella nostra formazione diventare abili e incisivi nel gestire tutti i colpi, senza tirarci indietro su quelle palle che, all’origine dei tempi del padel, erano prerogativa del giocatore di sinistra!
Ci insegna anche che è importante prendere confidenza con la posizione più a rete e con la gestione degli smash nelle varie forme… perché è vero che se sono destro non ho la traiettoria favorevole. È pur vero che se anche una sola persona ci riesce, vuol dire che si può fare!!

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

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Un anno fa Sky faceva la grande scommessa sul Padel, portando sui nostri schermi l’Open giocato in Sardegna che ha fatto poi da apripista ad un 2021 fantastico, con 19 eventi del World Padel Tour trasmessi a partire dai quarti (con eccezione graditissima per l’Open di Sardegna che è arrivato allo schermo già dal mercoledì e ci ha permesso di guardare anche qualche coppia italiana in campo).

E grazie a questa maratona graditissima a noi malati di questo sport, nelle settimane, negli appuntamenti abbiamo imparato a riconoscere le voci dei telecronisti capisaldi di questo sport per la redazione Sky, addirittura abbiamo nel tempo potuto interagire in diretta con loro con domande e richieste quasi come fossero amici padellari della porta accanto!

E visto che proprio ora si è concluso il primo anno (di speriamo molti) di padel televisivo, abbiamo pensato di dare finalmente un volto alle voci che ci hanno spiegato il padel attraverso il World Padel Tour per tutta la stagione.
Iniziamo da Alessandro Lupi, l’uomo delle finali che, spesso affiancato da Saverio Palmieri, è arrivato anche a perdere la voce per accompagnarci nelle ore infinite dei week end firmati WPT.

Ciao Alessandro, è un piacere averti ospite sul nostro blog.
Ormai è un anno che ci accompagni alla scoperta del mondo World Padel Tour firmato Sky e siamo curiosi di conoscerti un po’ meglio!

Raccontaci, come hai conosciuto il padel?

Ho conosciuto il padel un giorno per caso, passando con la moto di fronte a quello che è stato il circolo che ha dato definitivamente il via all’esplosione del fenomeno. C’era già un posto a Roma, il circolo Le Molette dove si giocava da anni e anche dei campi all’Aniene però ammetto che non lo conoscevo. C’era questo circolo che non esiste più, il Padel Roma, in località Due Ponti che è una zona che frequento molto. Quindi ho visto questa scritta fuori, era ancora “Padel Tennis”, mi sono affacciato con lo scooter e c’erano due persone che giocavano, che peraltro conoscevo e sono rimasto rapito a guardarli. Ovviamente ho voluto subito provare, avevo già giocato a tennis e beach tennis quindi la curiosità è stata subito tanta e da lì è stato un attimo che poi ho anche voluto raccontarlo. Tant’è che più o meno un mese dopo feci uno speciale su Sport Sky 24 dove raccontavo questo fenomeno che stava nascendo a Roma. Era la fine del 2014.

Che tipo di giocatore sei?

(Ride) Non mi prendo troppo sul serio come giocatore, se mi vuoi descrivere come una pippa a me va bene! Gioco a destra perché sono mancino ma per il resto, sono un giocatore normale.

Raccontaci il tuo miglior pregio e il peggior difetto in campo

Come ho detto, non sono chissà quale giocatore eh! Posso migliorare ancora tanto le uscite da parete, è sicuro. Però me la cavo benino con lo smash e il por trés.

Sappiamo che ci sono diversi appassionati di padel in redazione. Come sei approdato alle telecronache di Sky del World Padel Tour?

Si si, ormai nella nostra redazione si è creato un gruppone di giocatori, ci si diverte tantissimo. Io sono quello che lo ha fatto conoscere, il padel perché sono stato il primo che ha iniziato a giocarci ma oggi, fai conto che solo nella redazione sportiva sono almeno 15 le persone appassionatissime. Che si sfidano, con le solite chat dove ci si prende in giro dopo partita!
Alle telecronache sono arrivato grazie alla primissima scommessa di Sky quando ha scelto di trasmettere gli Europei del 2019, che si tennero al Bola Padel Club qui a Roma e dove addirittura fu l’Italia a vincere. Quella fu la prima volta assoluta e chiesero a me perché sapevano che giocavo e conoscevo questo sport e lo avevo già raccontato. Quindi con i Sardegna Open 2020 la scelta su di me è stata automatica, con ovviamente un incremento della rosa di telecronisti e dei commentatori perché, lo avete notato anche voi, le ore di partita e quindi di telecronaca sono davvero tante!

Avete attivato fin da subito un filo diretto con i telespettatori grazie a direct di instagram… Qual è la domanda che vorresti ti fosse fatta durante una diretta?

Le domande che più mi piace vengano fatte sono quelle che molti telespettatori ritengono inutili perché magari conoscono già il padel ma la cosa più bella per noi è quando ci scrive qualcuno che grazie a quello che trasmettiamo sta scoprendo questo sport e che ci chiede quindi l’ABC delle regole… addirittura cose tipo “se la palla batte in campo e vetro è buona?” e “se batte direttamente a vetro è buona o fuori?”. Perché significa che il lavoro che stiamo facendo sta portando nuovi telespettatori che poi automaticamente diventeranno nuovi giocatori.

Come è cambiata la telecronaca delle partite in questo anno di appuntamenti?

Beh la nostra telecronaca è cambiata un po’ perché siamo tutti cresciuti, è stata una prima volta per tutti. È vero che, bene o male una telecronaca di padel si differenzia poco da una di tennis: più o meno il punto lo guardi in silenzio anche se essendo scambi molto più lunghi ogni tanto parli mentre nel tennis di solito c’è un religioso silenzio durante il punto. Credo e spero che siamo migliorati rispetto all’inizio al Sardegna Open 2020. Lo devono dire i telespettatori, certo, ma spero che siamo in grado di offrire un servizio sempre migliore. Ora siamo anche abituati a lavorare insieme, quindi c’è più sintonia, più ritmo e direi che il cambiamento maggiore è stata l’introduzione delle domande da casa, gestite con un certo equilibrio perché all’inizio ci erano anche un po’ sfuggite di mano… rispondendo a tutti poi trascuri la telecronaca e non deve essere così. Infatti adesso manteniamo attenzione a questo servizio ma le confiniamo nel cambio campo o nelle fase iniziale della partita o del set, piuttosto che nella parte di riscaldamento. Però ci siamo resi conto che è una cosa che al pubblico piace e che ti porta anche a rimanere un po’ più attaccato alla partita, anche per aspettare la risposta.

Hai dei tuoi giocatori preferiti del circuito del world padel tour?

Si si, ne ho qualcuno! Tra le donne sicuramente Gemma Triay è la mia preferita. Tra gli uomini dico Bela perché non puoi non citarlo perché è una leggenda, è straordinario e dico Tapia per quello che potenzialmente potrebbe diventare, magari migliorando un pochino dal punto di vista caratteriale e di concentrazione durante la partita ma d’altronde è giovanissimo! Però è straordinario!!

Se si, (come) riesci a rimanere neutro durante la telecronaca?

Ovviamente sono telecronista professionista e sono abituato a rimanere oggettivo durante la telecronaca, come peraltro fanno anche tutti i miei colleghi. Per quanto uno può tifare per un giocatore o di una squadra, quando inizi la telecronaca stai lavorando e sei imparziale necessariamente.

Hai già una partita o un torneo che ti è restata nel cuore?

Senza dubbio il Sardegna Open 2021 perché è la prima volta che ho vissuto dal vivo un evento come questo (di solito commentiamo da remoto da Milano o da Roma). Anzi colgo l’occasione per fare i complimenti a tutti, alla Federazione Internazionale, al World Padel Tour, al NSA che ha messo in piedi l’evento e tutti quelli che ci hanno lavorato. Davvero, non sono frasi di circostanza! È stato un evento bello e per noi è stato molto emozionante viverlo da dentro, poi eravamo nello stesso albergo di tutti i giocatori e veramente, ci siamo sentiti parte del tutto.

Sappiamo dal mondo del calcio che il sogno di un telecronista è quello di poter commentare la vittoria di un mondiale. Da telecronista di padel, qual è il tuo?

Beh, va considerato che nel breve non possiamo sperare di commentare una partita con l’Italia vincente. È vero che all’esordio ho commentato la vittoria dell’Italia come Campione d’Europa quindi, se vogliamo, già è stata una bella soddisfazione. Anche se sappiamo che era un Europeo senza la Spagna e quindi comunque bisogna essere onesti e realistici, anche se fu bello dire: “siamo i campioni d’Europa!”. Al momento quello che posso reputare un sogno è commentare quantomeno al venerdì, ai quarti quindi, almeno una coppia maschile o femminile italiana nel quadro del World Padel Tour.

e per chiudere con un sogno… immagina di avere la possibilità di giocare una partita di padel scegliendo il tuo compagno e gli avversari (tra WTP e professionisti del circuito italiano). Chi scegli e perché?

Non voglio andare troppo in alto… mi prendo sempre alla mia sinistra Saverio (Palmieri ndr) e vorrei sfidare con lui le ragazze che allena: Giorgia Marchetti e Chiara Pappacena per vedere quante ne prendo anche dalle ragazze. Però sarebbe una partita divertente!!

Per noi di Mr. Padel Paddle è sempre un piacere potersi confrontare con altri professionisti che lavorano e contribuiscono alla crescita del movimento Padel, ringraziamo quindi di cuore Alessandro che, nonostante i sempre tanti impegni professionali ha scelto di dedicare un po’ di tempo ai nostri lettori

Ebbene, ora tocca a voi!! Quando vi collegherete alle prossime partita di padel del World Padel Tour e in telecronaca trovate Alessandro, sotto con le domande tramite Direct (la chat di Instagram) al suo profilo @alelupi79

e buon padel a tutti!

by Roberta Lozza

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Giocare a padel può sembrare semplice e, se il nostro unico obiettivo è buttare la palla oltre la rete in effetti lo è. Se però il nostro obiettivo è giocare a padel e migliorare sempre più non possiamo sottovalutare quanto questo sport richiede in termini di tecnica e molta, molta tattica.

Eccoci oggi ad affrontare uno dei temi più scottanti del gioco del padel: la posizione.

O meglio ancora, la giusta posizione da tenere nelle diverse fasi di gioco. Secondo noi se ne parla troppo poco, soprattutto in relazione alla grande importanza che questo dettaglio tattico ha nel nostro gioco.
Forse ancora pochi giocatori sanno, infatti, che trovarsi nella posizione migliore è molto più importante che gestire in modo tecnicamente corretto il colpo.
Anche a livello amatoriale ci impegniamo a colpire la palla nel miglior modo possibile ma se sappiamo posizionarci tutto è molto più semplice per noi e più complicato per chi ci deve rispondere. Posizionandoci bene, inoltre, riusciamo a lasciare meno spazio agli avversari per la loro risposta successiva.

Vediamo ora qualche consiglio generale, da un livello basico a salire.

DA DOVE SERVIRE LA PROPRIA BATTUTA

Abbiamo già parlato della battuta in chiave tattica, prevalentemente rispetto a come batterla nel campo avversario.
In questo caso invece vogliamo soffermarci su come posizionarci nella metà campo. La scelta è sempre facoltativa e dipende da diversi fattori tra cui il livello di gioco, della scelta di giocare all’australiana o all’italiana e anche dei propri gusti.
Una regola generale però suggerisce di battere in prossimità della T centrale (in pratica all’incrocio tra la linea di fondo e la linea che segna la metà del campo).
Perché dovremmo battere da quella zona? Principalmente perché ci permette di avere un angolo maggiore, soprattutto quando vogliamo dirigere la palla verso il vetro di fondo. Non è una regola priva di difetti, infatti dovremo poi fare più strada per raggiungere la nostra posizione a rete ma se il servizio è buono, l’avversario non avrà troppe opzioni di replica.

STAI RICEVENDO LA BATTUTA?

Anche in questo caso la posizione è fondamentale. Va bene abbassarsi sulle ginocchia e preparare la pala ma inizia anche a fare caso alla tua posizione. Assicurati di essere ben dietro alla riga di fondo perché in questo modo hai più facilità nel gestire il tuo spostamento in relazione alla battuta che ti verrà fatta.
Se la battuta è corta, avanzerai senza problemi mentre se è lunga, ti troverai già posizionato e facilitato nella risposta.
Puoi anche farti furbo. Se ti accorgi che il tuo avversario tende spesso o sempre a battere mirando al tuo corpo o alla parete laterale, posizionati volutamente verso quel lato del campo per costringerlo (se sa farlo) a cambiare battuta nel tentativo di spiazzarti.
Ovvio, funziona se tu poi sei pronto e reattivo a rispondere una palla più centrale.

METTITI A RETE

Se hai preso qualche lezione sai che una caratteristica del padel è quella di giocare in coppia e in sincrono, almeno per quanto riguarda la posizione. Se il mio compagno è a rete, io sono a rete, se uno dei due va al fondo, l’altro segue a ruota.
Considera però che quando giochi sulla tua diagonale potrebbe essere più funzionale non essere parallelo al tuo compagno di squadra, piuttosto un poco più arretrato.
Questo perché è più facile dominare il gioco aereo quando ricevi dalla diagonale, senza sottovalutare che ti lasciano la possibilità di giocare più facile sull’angolo che resta una palla più difficile da gestire. Non importa se giochi sul diritto o sul rovescio, in diagonale prova a restare qualche passo arretrato con il tuo compagno ben posizionato a rete.

Forse potranno sembrarvi consigli semplici ma vi invitiamo a metterli in pratica con consapevolezza, fateci sapere come cambia il vostro gioco!!

Nel prossimo articolo vedremo come gestire gli spostamenti avanti e indietro, destra e sinistra!

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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E’ stato aggiornato il ranking World Padel Tour dopo la tredicesima tappa del circuito e nella categoria femminile si conferma il continuo miglioramento delle italiane

Vi sono ben 9 italiane tra le prime 100 giocatrici che significa a livello di nazioni essere il secondo paese al mondo con più atleti in classifica nella Top 100

La classifica è ovviamente dominata dalla Spagna con 74 atlete, al secondo posto l’Italia con 9 atlete (compresa l’italo spagnola Claudia Jensen) e al terzo posto l’Argentina con 8.
Seguono Portogallo con 4 Francia con 3 , Brasile 2.
Ovviamente l’Argentina presenta numerose giocatrici con un ranking molto più alto delle nostre in quanto hanno ben 5 atlete tra le prime cinquanta (di cui 3 tra le prime venti) contro nessuna italiana tra le prime 50 (se escludiamo la Jensen).

Da notare che questa settimana Carolina Orsi raggiunge la miglior posizione mai raggiunta da una italiana (escludendo le atlete straniere con passaporto italiano) al 54esimo posto e forte balzo in avanti anche per Giorgia Marchetti e la giovane Lorena Vano

Ecco le posizioni delle italiane nel ranking aggiornato dopo le ottime prestazioni del Master di Marbella di diverse nostre atlete:

Ranking atlete italiane WPT (aggiornamento 28/09)

31 Claudia Jensen (spagnola con passaporto italiano)
54 Carolina Orsi
60 Chiara Pappacena
65 Giulia Sussarello
69 Carlotta Casali
88 Giorgia Marchetti
92 Lorena Vano
97 Valentina Tommasi
98 Emily Stellato

Buon padel a tutti

by Mr Padel Paddle

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Si sa che a Settembre per molti è un po’ il vero inizio dell’anno. Si sfrutta il periodo estivo, la pausa anche per riorganizzare le idee, progettare e quindi iniziare con una marcia nuova i lavori con il me-se settembrino.
Certo è che, tra le nostre riorganizzazioni e partenze non ci si aspettava la notizia bomba data da Belasteguin.

Bela, il giocatore che è stato sulla vetta del mondo del padel per tredici anni con Juan Martin Diaz e per quattro compagno di Pablo Lima, ha concluso il suo progetto sportivo con Gutierrez prima ancora che terminasse il primo anno di coppia.
Da un punto di vista meramente sportivo, è spiaciuto vedere come è stata gestita questa separa-zione (e, in conseguenza la separazione tra Lima e Tapia) perché nell’ultimo torneo di Lugo entrambe le partite di queste coppie in dirittura d’arrivo sono state sotto tono e a tratti proprio brutte da vedere.

Per il resto, è una risoluzione che ha sorpreso un po’ tutti, questo è vero… ma cosa ci dice questa separazione anzitempo?

Beh, si è iniziato a leggere di tutto un po’ anche a livello personale, da voci varie pare infatti che tra i due giocatori non sia mai corso davvero buon sangue e questo, unito agli scarsi risultati dal post infortunio di Bela in poi, potrebbe esser bastato per decidere di dividersi. E magari la scelta è stata basata davvero su questo.
Però è evidente che ci sono anche delle risposte tecnico tattiche a questa scelta, e sono quelle su cui vogliamo mettere l’accento in questo articolo.

Analizzando sommariamente la carriera di Bela, possiamo osservare come per diciassette anni abbia scelto di affiancarsi a giocatori mancini molto efficaci in fase di attacco. Un paio di anni fa ha deciso di scommettere su un giocatore destrorso (che per predisposizione avrebbe giocato a sinistra ma pur di fare coppia con Bela ha accettato di giocare a destra) che ha però giocato nel corso delle due stagioni in modo sempre molto offensivo, molto creativo e regalando colpi davvero spettacolari. Una soluzione positiva che però prevedeva il sacrificio di un giovane talento di giocare a destra per andare incontro alle esigenze del leggendario Bela.

Quest’anno la scelta sembrava ricadere sull’esperienza di entrambi i giocatori: il miglior giocatore di tutti i tempi (e non si può dire niente di meno di Belasteguin perché, a prescindere dai risultati in corso, ha una carriera più che ventennale che costruisce la sua reputazione. Non c’è risultato negativo che possa minare la sua posizione) ed uno tra i migliori giocatori di destra sulla piazza al momento.

Il binomio un po’ ha funzionato ed ha portato dei risultati ma è stato abbastanza evidente che la scelta strategica che puntava sull’esperienza di entrambi non era efficace quanto avrebbe dovuto e questo è successo per un errore di valutazione abbastanza grossolano: nel binomio non esisteva nessun bombardatore.

Gutierrez sa smashare molto bene, anche Belasteguin è ovviamente in grado di fare ottimi smash e por trés ma il loro punto di forza, di entrambi è nel saper costruire il gioco e nel logorare gli avversari. Giocano anche alto, certo ma con meno continuità e quando si trovano in maggior sicurezza, quindi con le palle servite meglio e che hanno più alta probabilità di generare il vincente.

Purtroppo però, grazie al gioco di Galan e Lebron, questo non è più sufficiente. Tutti nel 2021 hanno intuito che per contrastare la coppia n.1 del 2020 e del 2021, oltre a saper difendere egregiamente è fondamentale anche poter piegare l’avversario di potenza e di forza di fuoco da entrambi i lati per-ché altrimenti diventa un gioco a senso unico. Anche quando questo vuol dire aumentare il numero di smash a partita, con percentuali di riuscita al 50%.

Belasteguin non ha questo tipo di gioco (e forse, considerando anche l’età, non potrebbe reggerlo per tutta una partita) e Sanyo, da giocatore di destra puro non da’ questo imprinting al gioco come fa ad esempio Lebron (e come faceva Tapia in coppia con Bela… che però giocava con la mentalità del giocatore di sinistra pur giocando a destra).

E di fatto, proprio in virtù delle caratteristiche di Fernando, non è un caso se per un periodo così lungo ha scelto di accompagnarsi a giocatori mancini forti in attacco ed ora abbia proposto a Coello di diventare suo compagno di squadra.

Un giocatore giovane, di talento, con molta potenza ed esplosività. Ideale per accompagnare un giocatore di grande esperienza e saggezza ma con energie limitate.

Ecco quindi una coppia che sarà molto interessante veder giocare. Coello ha già dato modo di vedere la sua grande esplosività e il talento in campo, come anche ha già dimostrato di saper gestire anche un compagno di sinistra di esperienza (ricordate che ha iniziato quest’anno accompagnando-si a Lamperti?) e Bela, oltre a beneficiare non poco del talento e della freschezza di questo ragazzo, ha anche le capacità e le giuste doti per supportare e far crescere, coltivare il “piccolo” Arturo.

Spiace solo che, per ottenere questa coppia, il finale di stagione presenta qualche ferito sul campo.. tra chi ha saputo che non era più in coppia senza potere di replica e chi si è trovato a dover cercare un nuovo compagno perché il suo è stato arruolato da chi ha fatto partire, indirettamente, questo tam tam.

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

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