MrPadelPaddle
Story 407178535

Si è conclusa con un grande successo l’VIII Edizione GiroPadel,  avendo registrato ancora una volta una partecipazione record per il padel in Italia, coinvolgendo 4.300 partecipanti.

GiroPadel questa volta è stata riconosciuta dal CONI evento di interesse nazionale e di conseguenza è stato possibile svolgerlo in ogni zona d’Italia.

Tutti questi appassionati si sono dati battaglia in 70 circoli italiani, in ben 129 tornei di differente livello, svolti in contemporanea da novembre 2020 a metà febbraio 2021.
Il punto finale di questa grande manifestazione sono state le finali romane, dal 26 al 28 febbraio in 3 suggestivi circoli della Capitale: Play Pisana, Padel Colli Portuensi e Villa Pamphili Padel Club.
Sui 18 campi di questi 3 circoli si sono sfidate in contemporanea le migliori 300 coppie, che sono arrivate da tutta Italia con ogni mezzo.

Queste le coppie vincitrici delle 3 diverse specialità:
1a Categoria Maschile: Mauro Piliu/Michele Ranieri (Timing Brescia)
2a Categoria Maschile: Andrea Scabelli/Lorenzo Scabelli (Timing Brescia)
3a Categoria Maschile: Bolognini/Gianluca Paolillo (Timing Brescia)
Torneo Misto: Serena Mangialardo/Paolo Calasso (Apem Copertino Lecce)
Torneo Femminile: Emma Zucconi/Reina Rocio Rodriguez (Centro Padel Firenze

Buon padel a tutti

by Mr Padel Paddle

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Si è conclusa con un grande successo l’VIII Edizione GiroPadel,  avendo registrato ancora una volta una partecipazione record per il padel in Italia, coinvolgendo 4.300 partecipanti.

GiroPadel questa volta è stata riconosciuta dal CONI evento di interesse nazionale e di conseguenza è stato possibile svolgerlo in ogni zona d’Italia.

Tutti questi appassionati si sono dati battaglia in 70 circoli italiani, in ben 129 tornei di differente livello, svolti in contemporanea da novembre 2020 a metà febbraio 2021.
Il punto finale di questa grande manifestazione sono state le finali romane, dal 26 al 28 febbraio in 3 suggestivi circoli della Capitale: Play Pisana, Padel Colli Portuensi e Villa Pamphili Padel Club.
Sui 18 campi di questi 3 circoli si sono sfidate in contemporanea le migliori 300 coppie, che sono arrivate da tutta Italia con ogni mezzo.

Queste le coppie vincitrici delle 3 diverse specialità:
1a Categoria Maschile: Mauro Piliu/Michele Ranieri (Timing Brescia)
2a Categoria Maschile: Andrea Scabelli/Lorenzo Scabelli (Timing Brescia)
3a Categoria Maschile: Bolognini/Gianluca Paolillo (Timing Brescia)
Torneo Misto: Serena Mangialardo/Paolo Calasso (Apem Copertino Lecce)
Torneo Femminile: Emma Zucconi/Reina Rocio Rodriguez (Centro Padel Firenze

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Dopo un pò che giochiamo a padel diventa un must  imparare il gergo più pratico e immediato da usare con il nostro compagno durante la partita.

La comunicazione è fondamentale nel padel ed è vitale imparare a essere rapidi, semplici nelle indicazioni e efficaci.
Ovviamente noi vi daremo dei consigli di massima che potrete personalizzare a vostro piacimento. Se avete la fortuna di giocare con un compagno fisso, avrete più semplicità a trovare una linea comunicativa comprensibile per voi e avrete tutto il tempo per sperimentarla fino a trovare quella perfetta per il vostro gioco.

Nel caso in cui invece giocate anche con compagni occasionali, ecco una lista della terminologia che potete proporre in gioco, e quando utilizzarla.

Mio/ Tuo: è importante decidere come vogliamo chiamare i nostri avversari e più è generico più è facile renderlo automatico. Utilizzare i nomi propri potrebbe infatti non essere efficace se conosciamo poco gli avversari o, nelle fasi più concitate, potrebbe richiedere un impegno aggiuntivo ricordare i nomi quando è invece importante essere concisi. Mio/ tuo è un ottimo esempio, dovete solo decidere se utilizzarli in modo speculare o diagonale.

Dritto/rovescio dietro: indicazione che serve sempre per indicare la posizione dei giocatori avversari, e può sostituire “mio/tuo”. Si indica la posizione del giocatore che sceglie di rimanere dietro e non salire a rete. È il giocatore su cui giocare il nostro colpo, dritto o rovescio aiuta il nostro compagno a scegliere il colpo di risposta.

Incrociato o lungolinea: in questo caso l’indicazione è un suggerimento per la direzione del colpo verso il giocatore che è rimasto dietro (che è la strategia migliore ogni volta che un giocatore resta dietro, giocare con lui). È l’evoluzione di “dritto/rovescio dietro”.

Attaccato: quando gli avversari seguono il colpo sotto rete e vogliamo indicare quanto sono sotto rete (il nostro compagno dovrebbe optare in questo caso con un lob che li scavalchi o li allontani dalla rete oppure un colpo al corpo se la nostra palla è comoda). Nel WPT ad esempio si sente anche “mucho” o “mucho mucho” quando le avversarie sono attaccate a rete.

Metà: quando gli avversari restano nella “terra di nessuno” né dietro, né sotto rete (in questo caso è interessante una palla a velocità media nei loro piedi o una palla lunga e bassa).

Arrivano: quando la nostra azione inizia con gli avversari a fondo campo ma poi decidono in un secondo momento di scendere a rete. In questo caso vale la strategia della palla lunga e bassa (nella migliore delle ipotesi, la recuperano al volo ma dal basso verso l’alto) o il lob.

A fondo: per avvisare il compagno che gli avversari sono rimasti a fondo campo. In questi casi, se anche noi siamo a fondo campo è un’occasione per riprendere la rete, il nostro colpo dovrà in ogni caso tenerli al fondo.

Aperti: è un’indicazione utile sia che i nostri avversari siano a rete o a fondo campo e va usata quando gli avversari lasciano molto spazio al centro dove è possibile tentare il nostro colpo di risposta.

Un ultimo dettaglio fondamentale, che a volte a livello principiante viene meno osservato.
In genere, impariamo abbastanza in fretta a muoverci in sincronia con il nostro compagno ma spesso facciamo l’errore di mantenere la nostra attenzione sulla pallina e quindi sulla fase di gioco.

Quando stiamo giocando ed è coinvolto il nostro compagno invece, è fondamentale che il nostro sguardo resti sugli avversari per dare appunto le giuste indicazioni al nostro compagno, non dobbiamo mai seguire la pallina.

È una capacità che va allenata perché un po’ contro intuitiva ma assolutamente necessaria affinché la nostra comunicazione sia efficace e davvero utile al nostro compagno.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

Fonti varie: Padel Magazine


Vuoi investire nel padel?

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Dopo un pò che giochiamo a padel diventa un must  imparare il gergo più pratico e immediato da usare con il nostro compagno durante la partita.

La comunicazione è fondamentale nel padel ed è vitale imparare a essere rapidi, semplici nelle indicazioni e efficaci.
Ovviamente noi vi daremo dei consigli di massima che potrete personalizzare a vostro piacimento. Se avete la fortuna di giocare con un compagno fisso, avrete più semplicità a trovare una linea comunicativa comprensibile per voi e avrete tutto il tempo per sperimentarla fino a trovare quella perfetta per il vostro gioco.

Nel caso in cui invece giocate anche con compagni occasionali, ecco una lista della terminologia che potete proporre in gioco, e quando utilizzarla.

Mio/ Tuo: è importante decidere come vogliamo chiamare i nostri avversari e più è generico più è facile renderlo automatico. Utilizzare i nomi propri potrebbe infatti non essere efficace se conosciamo poco gli avversari o, nelle fasi più concitate, potrebbe richiedere un impegno aggiuntivo ricordare i nomi quando è invece importante essere concisi. Mio/ tuo è un ottimo esempio, dovete solo decidere se utilizzarli in modo speculare o diagonale.

Dritto/rovescio dietro: indicazione che serve sempre per indicare la posizione dei giocatori avversari, e può sostituire “mio/tuo”. Si indica la posizione del giocatore che sceglie di rimanere dietro e non salire a rete. È il giocatore su cui giocare il nostro colpo, dritto o rovescio aiuta il nostro compagno a scegliere il colpo di risposta.

Incrociato o lungolinea: in questo caso l’indicazione è un suggerimento per la direzione del colpo verso il giocatore che è rimasto dietro (che è la strategia migliore ogni volta che un giocatore resta dietro, giocare con lui). È l’evoluzione di “dritto/rovescio dietro”.

Attaccato: quando gli avversari seguono il colpo sotto rete e vogliamo indicare quanto sono sotto rete (il nostro compagno dovrebbe optare in questo caso con un lob che li scavalchi o li allontani dalla rete oppure un colpo al corpo se la nostra palla è comoda). Nel WPT ad esempio si sente anche “mucho” o “mucho mucho” quando le avversarie sono attaccate a rete.

Metà: quando gli avversari restano nella “terra di nessuno” né dietro, né sotto rete (in questo caso è interessante una palla a velocità media nei loro piedi o una palla lunga e bassa).

Arrivano: quando la nostra azione inizia con gli avversari a fondo campo ma poi decidono in un secondo momento di scendere a rete. In questo caso vale la strategia della palla lunga e bassa (nella migliore delle ipotesi, la recuperano al volo ma dal basso verso l’alto) o il lob.

A fondo: per avvisare il compagno che gli avversari sono rimasti a fondo campo. In questi casi, se anche noi siamo a fondo campo è un’occasione per riprendere la rete, il nostro colpo dovrà in ogni caso tenerli al fondo.

Aperti: è un’indicazione utile sia che i nostri avversari siano a rete o a fondo campo e va usata quando gli avversari lasciano molto spazio al centro dove è possibile tentare il nostro colpo di risposta.

Un ultimo dettaglio fondamentale, che a volte a livello principiante viene meno osservato.
In genere, impariamo abbastanza in fretta a muoverci in sincronia con il nostro compagno ma spesso facciamo l’errore di mantenere la nostra attenzione sulla pallina e quindi sulla fase di gioco.

Quando stiamo giocando ed è coinvolto il nostro compagno invece, è fondamentale che il nostro sguardo resti sugli avversari per dare appunto le giuste indicazioni al nostro compagno, non dobbiamo mai seguire la pallina.

È una capacità che va allenata perché un po’ contro intuitiva ma assolutamente necessaria affinché la nostra comunicazione sia efficace e davvero utile al nostro compagno.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

Fonti varie: Padel Magazine


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La comunicazione è fondamentale nel padel ed è vitale imparare a essere rapidi, semplici nelle indicazioni e efficaci.
Ovviamente noi vi daremo dei consigli di massima che potrete personalizzare a vostro piacimento. Se avete la fortuna di giocare con un compagno fisso, avrete più semplicità a trovare una linea comunicativa comprensibile per voi e avrete tutto il tempo per sperimentarla fino a trovare quella perfetta per il vostro gioco.

Nel caso in cui invece giocate anche con compagni occasionali, ecco una lista della terminologia che potete proporre in gioco, e quando utilizzarla.

Mio/ Tuo: è importante decidere come vogliamo chiamare i nostri avversari e più è generico più è facile renderlo automatico. Utilizzare i nomi propri potrebbe infatti non essere efficace se conosciamo poco gli avversari o, nelle fasi più concitate, potrebbe richiedere un impegno aggiuntivo ricordare i nomi quando è invece importante essere concisi. Mio/ tuo è un ottimo esempio, dovete solo decidere se utilizzarli in modo speculare o diagonale.

Dritto/rovescio dietro: indicazione che serve sempre per indicare la posizione dei giocatori avversari, e può sostituire “mio/tuo”. Si indica la posizione del giocatore che sceglie di rimanere dietro e non salire a rete. È il giocatore su cui giocare il nostro colpo, dritto o rovescio aiuta il nostro compagno a scegliere il colpo di risposta.

Incrociato o lungolinea: in questo caso l’indicazione è un suggerimento per la direzione del colpo verso il giocatore che è rimasto dietro (che è la strategia migliore ogni volta che un giocatore resta dietro, giocare con lui). È l’evoluzione di “dritto/rovescio dietro”.

Attaccato: quando gli avversari seguono il colpo sotto rete e vogliamo indicare quanto sono sotto rete (il nostro compagno dovrebbe optare in questo caso con un lob che li scavalchi o li allontani dalla rete oppure un colpo al corpo se la nostra palla è comoda). Nel WPT ad esempio si sente anche “mucho” o “mucho mucho” quando le avversarie sono attaccate a rete.

Metà: quando gli avversari restano nella “terra di nessuno” né dietro, né sotto rete (in questo caso è interessante una palla a velocità media nei loro piedi o una palla lunga e bassa).

Arrivano: quando la nostra azione inizia con gli avversari a fondo campo ma poi decidono in un secondo momento di scendere a rete. In questo caso vale la strategia della palla lunga e bassa (nella migliore delle ipotesi, la recuperano al volo ma dal basso verso l’alto) o il lob.

A fondo: per avvisare il compagno che gli avversari sono rimasti a fondo campo. In questi casi, se anche noi siamo a fondo campo è un’occasione per riprendere la rete, il nostro colpo dovrà in ogni caso tenerli al fondo.

Aperti: è un’indicazione utile sia che i nostri avversari siano a rete o a fondo campo e va usata quando gli avversari lasciano molto spazio al centro dove è possibile tentare il nostro colpo di risposta.

Un ultimo dettaglio fondamentale, che a volte a livello principiante viene meno osservato.
In genere, impariamo abbastanza in fretta a muoverci in sincronia con il nostro compagno ma spesso facciamo l’errore di mantenere la nostra attenzione sulla pallina e quindi sulla fase di gioco.

Quando stiamo giocando ed è coinvolto il nostro compagno invece, è fondamentale che il nostro sguardo resti sugli avversari per dare appunto le giuste indicazioni al nostro compagno, non dobbiamo mai seguire la pallina.

È una capacità che va allenata perché un po’ contro intuitiva ma assolutamente necessaria affinché la nostra comunicazione sia efficace e davvero utile al nostro compagno.

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La comunicazione è fondamentale nel padel ed è vitale imparare a essere rapidi, semplici nelle indicazioni e efficaci.
Ovviamente noi vi daremo dei consigli di massima che potrete personalizzare a vostro piacimento. Se avete la fortuna di giocare con un compagno fisso, avrete più semplicità a trovare una linea comunicativa comprensibile per voi e avrete tutto il tempo per sperimentarla fino a trovare quella perfetta per il vostro gioco.

Nel caso in cui invece giocate anche con compagni occasionali, ecco una lista della terminologia che potete proporre in gioco, e quando utilizzarla.

Mio/ Tuo: è importante decidere come vogliamo chiamare i nostri avversari e più è generico più è facile renderlo automatico. Utilizzare i nomi propri potrebbe infatti non essere efficace se conosciamo poco gli avversari o, nelle fasi più concitate, potrebbe richiedere un impegno aggiuntivo ricordare i nomi quando è invece importante essere concisi. Mio/ tuo è un ottimo esempio, dovete solo decidere se utilizzarli in modo speculare o diagonale.

Dritto/rovescio dietro: indicazione che serve sempre per indicare la posizione dei giocatori avversari, e può sostituire “mio/tuo”. Si indica la posizione del giocatore che sceglie di rimanere dietro e non salire a rete. È il giocatore su cui giocare il nostro colpo, dritto o rovescio aiuta il nostro compagno a scegliere il colpo di risposta.

Incrociato o lungolinea: in questo caso l’indicazione è un suggerimento per la direzione del colpo verso il giocatore che è rimasto dietro (che è la strategia migliore ogni volta che un giocatore resta dietro, giocare con lui). È l’evoluzione di “dritto/rovescio dietro”.

Attaccato: quando gli avversari seguono il colpo sotto rete e vogliamo indicare quanto sono sotto rete (il nostro compagno dovrebbe optare in questo caso con un lob che li scavalchi o li allontani dalla rete oppure un colpo al corpo se la nostra palla è comoda). Nel WPT ad esempio si sente anche “mucho” o “mucho mucho” quando le avversarie sono attaccate a rete.

Metà: quando gli avversari restano nella “terra di nessuno” né dietro, né sotto rete (in questo caso è interessante una palla a velocità media nei loro piedi o una palla lunga e bassa).

Arrivano: quando la nostra azione inizia con gli avversari a fondo campo ma poi decidono in un secondo momento di scendere a rete. In questo caso vale la strategia della palla lunga e bassa (nella migliore delle ipotesi, la recuperano al volo ma dal basso verso l’alto) o il lob.

A fondo: per avvisare il compagno che gli avversari sono rimasti a fondo campo. In questi casi, se anche noi siamo a fondo campo è un’occasione per riprendere la rete, il nostro colpo dovrà in ogni caso tenerli al fondo.

Aperti: è un’indicazione utile sia che i nostri avversari siano a rete o a fondo campo e va usata quando gli avversari lasciano molto spazio al centro dove è possibile tentare il nostro colpo di risposta.

Un ultimo dettaglio fondamentale, che a volte a livello principiante viene meno osservato.
In genere, impariamo abbastanza in fretta a muoverci in sincronia con il nostro compagno ma spesso facciamo l’errore di mantenere la nostra attenzione sulla pallina e quindi sulla fase di gioco.

Quando stiamo giocando ed è coinvolto il nostro compagno invece, è fondamentale che il nostro sguardo resti sugli avversari per dare appunto le giuste indicazioni al nostro compagno, non dobbiamo mai seguire la pallina.

È una capacità che va allenata perché un po’ contro intuitiva ma assolutamente necessaria affinché la nostra comunicazione sia efficace e davvero utile al nostro compagno.

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Dopo un pò che giochiamo a padel diventa un must  imparare il gergo più pratico e immediato da usare con il nostro compagno durante la partita.

La comunicazione è fondamentale nel padel ed è vitale imparare a essere rapidi, semplici nelle indicazioni e efficaci.
Ovviamente noi vi daremo dei consigli di massima che potrete personalizzare a vostro piacimento. Se avete la fortuna di giocare con un compagno fisso, avrete più semplicità a trovare una linea comunicativa comprensibile per voi e avrete tutto il tempo per sperimentarla fino a trovare quella perfetta per il vostro gioco.

Nel caso in cui invece giocate anche con compagni occasionali, ecco una lista della terminologia che potete proporre in gioco, e quando utilizzarla.

Mio/ Tuo: è importante decidere come vogliamo chiamare i nostri avversari e più è generico più è facile renderlo automatico. Utilizzare i nomi propri potrebbe infatti non essere efficace se conosciamo poco gli avversari o, nelle fasi più concitate, potrebbe richiedere un impegno aggiuntivo ricordare i nomi quando è invece importante essere concisi. Mio/ tuo è un ottimo esempio, dovete solo decidere se utilizzarli in modo speculare o diagonale.

Dritto/rovescio dietro: indicazione che serve sempre per indicare la posizione dei giocatori avversari, e può sostituire “mio/tuo”. Si indica la posizione del giocatore che sceglie di rimanere dietro e non salire a rete. È il giocatore su cui giocare il nostro colpo, dritto o rovescio aiuta il nostro compagno a scegliere il colpo di risposta.

Incrociato o lungolinea: in questo caso l’indicazione è un suggerimento per la direzione del colpo verso il giocatore che è rimasto dietro (che è la strategia migliore ogni volta che un giocatore resta dietro, giocare con lui). È l’evoluzione di “dritto/rovescio dietro”.

Attaccato: quando gli avversari seguono il colpo sotto rete e vogliamo indicare quanto sono sotto rete (il nostro compagno dovrebbe optare in questo caso con un lob che li scavalchi o li allontani dalla rete oppure un colpo al corpo se la nostra palla è comoda). Nel WPT ad esempio si sente anche “mucho” o “mucho mucho” quando le avversarie sono attaccate a rete.

Metà: quando gli avversari restano nella “terra di nessuno” né dietro, né sotto rete (in questo caso è interessante una palla a velocità media nei loro piedi o una palla lunga e bassa).

Arrivano: quando la nostra azione inizia con gli avversari a fondo campo ma poi decidono in un secondo momento di scendere a rete. In questo caso vale la strategia della palla lunga e bassa (nella migliore delle ipotesi, la recuperano al volo ma dal basso verso l’alto) o il lob.

A fondo: per avvisare il compagno che gli avversari sono rimasti a fondo campo. In questi casi, se anche noi siamo a fondo campo è un’occasione per riprendere la rete, il nostro colpo dovrà in ogni caso tenerli al fondo.

Aperti: è un’indicazione utile sia che i nostri avversari siano a rete o a fondo campo e va usata quando gli avversari lasciano molto spazio al centro dove è possibile tentare il nostro colpo di risposta.

Un ultimo dettaglio fondamentale, che a volte a livello principiante viene meno osservato.
In genere, impariamo abbastanza in fretta a muoverci in sincronia con il nostro compagno ma spesso facciamo l’errore di mantenere la nostra attenzione sulla pallina e quindi sulla fase di gioco.

Quando stiamo giocando ed è coinvolto il nostro compagno invece, è fondamentale che il nostro sguardo resti sugli avversari per dare appunto le giuste indicazioni al nostro compagno, non dobbiamo mai seguire la pallina.

È una capacità che va allenata perché un po’ contro intuitiva ma assolutamente necessaria affinché la nostra comunicazione sia efficace e davvero utile al nostro compagno.

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Ormai lo abbiamo capito, il padel è uno sport che piace perché accoglie tutti, a tutti i livelli e secondo ogni personale desiderio di competizione.

In campo troviamo infatti una miscellanea per capacità di gioco, sesso, età, obiettivi e aspirazioni e forse è stata proprio questo dono di accontentare e fare felici un po’ tutti che lo ha reso si, lo sport del momento, ma a questo punto anche un vero e proprio movimento che sta soppiantando altri sport che negli scorsi anni la facevano invece da padrone.

Ci viene in mente il tennis, che ovviamente mai morirà, con la sua tradizione e storia. Certo è che l’introduzione del padel ha visto molti tennisti dividersi tra campi e gabbia con grande piacere.
Ne ha subito gli effetti negativi maggiori invece il calcio a 5 o a 8: anch’esso fu un movimento che ha spopolato per un bel periodo ma che oggi vede ridurre drasticamente giocatori e partite (in questo periodo sopratutto per via delle chiusure causate dall’emergenza sanitaria).

Ma il padel è solo questo? Lo sport del momento?

Frequentando con una certa assiduità i campi e i circoli, abbiamo avuto modo di osservare come il padel ha saputo aggiungere, rispetto al calcio, un aspetto fondamentale per la sua crescita: la socialità.
Non è raro infatti vedere famiglie intere entrare nei circoli, magari per un match in famiglia oppure per giocare su campi differenti.

Ragazzi, giovani, adulti e anche persone più anziane si incontrano e si scontrano nelle gabbie, con una frequenza settimanale quasi professionistica.
Allarga il cuore vedere come, una volta tanto, ci sia sinergia tra figli adolescenti e i propri genitori che, tra un incitamento al recupero impossibile e un “five” per uno smash riuscito, riescono a creare quella complicità che può solo che fare bene al rapporto famigliare.

E la bellezza, di condividere in casa una stessa passione su cui confrontarsi, crescere, informarsi.
Ci sono tra l’altro anche molti circoli belli da vivere, con servizi aggiuntivi al solo affitto del campo che favoriscono il piacere di passare del tempo insieme, tra una partita e un aperitivo, un massaggio e tifoseria da bordo gabbia, un pranzo o una cena all’imbrunire.

È vero che l’emergenza COVID ha limitato tantissimo quello che poteva essere fatto, già con quello che abbiamo visto quest’anno con tutte le limitazioni ci fa ben sperare che troveremo circoli sempre più ricchi di servizi e di occasioni per passare bel tempo insieme.

È proprio il caso di dirlo:

finalmente è arrivato uno sport che accomuna le coppie e le famiglie, eliminando le dinamiche del “calcetto del mercoledì sera” prettamente maschile e piuttosto, creando le occasioni di passare tempo felice tutti insieme.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

Perchè investire nel padel

 

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MrPadelPaddle
Story 406788485

Ormai lo abbiamo capito, il padel è uno sport che piace perché accoglie tutti, a tutti i livelli e secondo ogni personale desiderio di competizione.

In campo troviamo infatti una miscellanea per capacità di gioco, sesso, età, obiettivi e aspirazioni e forse è stata proprio questo dono di accontentare e fare felici un po’ tutti che lo ha reso si, lo sport del momento, ma a questo punto anche un vero e proprio movimento che sta soppiantando altri sport che negli scorsi anni la facevano invece da padrone.

Ci viene in mente il tennis, che ovviamente mai morirà, con la sua tradizione e storia. Certo è che l’introduzione del padel ha visto molti tennisti dividersi tra campi e gabbia con grande piacere.
Ne ha subito gli effetti negativi maggiori invece il calcio a 5 o a 8: anch’esso fu un movimento che ha spopolato per un bel periodo ma che oggi vede ridurre drasticamente giocatori e partite (in questo periodo sopratutto per via delle chiusure causate dall’emergenza sanitaria).

Ma il padel è solo questo? Lo sport del momento?

Frequentando con una certa assiduità i campi e i circoli, abbiamo avuto modo di osservare come il padel ha saputo aggiungere, rispetto al calcio, un aspetto fondamentale per la sua crescita: la socialità.
Non è raro infatti vedere famiglie intere entrare nei circoli, magari per un match in famiglia oppure per giocare su campi differenti.

Ragazzi, giovani, adulti e anche persone più anziane si incontrano e si scontrano nelle gabbie, con una frequenza settimanale quasi professionistica.
Allarga il cuore vedere come, una volta tanto, ci sia sinergia tra figli adolescenti e i propri genitori che, tra un incitamento al recupero impossibile e un “five” per uno smash riuscito, riescono a creare quella complicità che può solo che fare bene al rapporto famigliare.

E la bellezza, di condividere in casa una stessa passione su cui confrontarsi, crescere, informarsi.
Ci sono tra l’altro anche molti circoli belli da vivere, con servizi aggiuntivi al solo affitto del campo che favoriscono il piacere di passare del tempo insieme, tra una partita e un aperitivo, un massaggio e tifoseria da bordo gabbia, un pranzo o una cena all’imbrunire.

È vero che l’emergenza COVID ha limitato tantissimo quello che poteva essere fatto, già con quello che abbiamo visto quest’anno con tutte le limitazioni ci fa ben sperare che troveremo circoli sempre più ricchi di servizi e di occasioni per passare bel tempo insieme.

È proprio il caso di dirlo:

finalmente è arrivato uno sport che accomuna le coppie e le famiglie, eliminando le dinamiche del “calcetto del mercoledì sera” prettamente maschile e piuttosto, creando le occasioni di passare tempo felice tutti insieme.

Buon Padel a tutti

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Ormai lo abbiamo capito, il padel è uno sport che piace perché accoglie tutti, a tutti i livelli e secondo ogni personale desiderio di competizione.

In campo troviamo infatti una miscellanea per capacità di gioco, sesso, età, obiettivi e aspirazioni e forse è stata proprio questo dono di accontentare e fare felici un po’ tutti che lo ha reso si, lo sport del momento, ma a questo punto anche un vero e proprio movimento che sta soppiantando altri sport che negli scorsi anni la facevano invece da padrone.

Ci viene in mente il tennis, che ovviamente mai morirà, con la sua tradizione e storia. Certo è che l’introduzione del padel ha visto molti tennisti dividersi tra campi e gabbia con grande piacere.
Ne ha subito gli effetti negativi maggiori invece il calcio a 5 o a 8: anch’esso fu un movimento che ha spopolato per un bel periodo ma che oggi vede ridurre drasticamente giocatori e partite (in questo periodo sopratutto per via delle chiusure causate dall’emergenza sanitaria).

Ma il padel è solo questo? Lo sport del momento?

Frequentando con una certa assiduità i campi e i circoli, abbiamo avuto modo di osservare come il padel ha saputo aggiungere, rispetto al calcio, un aspetto fondamentale per la sua crescita: la socialità.
Non è raro infatti vedere famiglie intere entrare nei circoli, magari per un match in famiglia oppure per giocare su campi differenti.

Ragazzi, giovani, adulti e anche persone più anziane si incontrano e si scontrano nelle gabbie, con una frequenza settimanale quasi professionistica.
Allarga il cuore vedere come, una volta tanto, ci sia sinergia tra figli adolescenti e i propri genitori che, tra un incitamento al recupero impossibile e un “five” per uno smash riuscito, riescono a creare quella complicità che può solo che fare bene al rapporto famigliare.

E la bellezza, di condividere in casa una stessa passione su cui confrontarsi, crescere, informarsi.
Ci sono tra l’altro anche molti circoli belli da vivere, con servizi aggiuntivi al solo affitto del campo che favoriscono il piacere di passare del tempo insieme, tra una partita e un aperitivo, un massaggio e tifoseria da bordo gabbia, un pranzo o una cena all’imbrunire.

È vero che l’emergenza COVID ha limitato tantissimo quello che poteva essere fatto, già con quello che abbiamo visto quest’anno con tutte le limitazioni ci fa ben sperare che troveremo circoli sempre più ricchi di servizi e di occasioni per passare bel tempo insieme.

È proprio il caso di dirlo:

finalmente è arrivato uno sport che accomuna le coppie e le famiglie, eliminando le dinamiche del “calcetto del mercoledì sera” prettamente maschile e piuttosto, creando le occasioni di passare tempo felice tutti insieme.

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