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La tattica della Nevera (frigorifero) prevede di giocare esclusivamente o quasi su uno dei due avversari, lasciando che l’altro si raffreddi visto che è poco coinvolto nel gioco.

Continuiamo il nostro percorso del Padel mental Coaching in collaborazione con Cristina Molinari.

Quando i nostri avversari scelgono questa tattica, è fondamentale adottare un approccio mentale che ci aiuti a gestirla invece di subirla.

Normalmente se non prendiamo in mano la situazione in termini di atteggiamento mentale, rischiamo di innervosirci e di allearci con l’avversario invece di fare fronte comune con il nostro compagno. Nel peggiore dei casi il nervosismo diventa rabbia o sensazione di impotenza se siamo quelli che si stanno raffreddando.
Anche se questi stati d’animo sono del tutto comprensibili, è evidente che non siano utili visto che generano tensioni muscolari, spostamento del focus e spesso anche un dialogo interno che non ha nulla di costruttivo e produttivo: quindi come possiamo gestire la situazione?

1. Nessuno può tagliarci fuori dal gioco se noi non lo permettiamo.

Quando gli avversari concentrano le azioni sul nostro compagno, noi siamo liberi dalla pressione del gioco e possiamo supportarlo in diversi modi:
• aiutarlo sulla lettura dei colpi
• dargli indicazioni precise sulla posizione degli avversari quando fa un recupero dalla parete di fondo
• accompagnarlo nei movimenti mantenendo l’equilibrio del nostro binomio ed evitando di fermarci
• RESPIRARE: si hai letto bene, possiamo respirare con il diaframma abbassando il nostro ritmo cardiaco e come per magia anche il nostro compagno respirerà meglio (non ti chiedo di credermi, prova e vedrai di persona!)
In sostanza quello che facciamo in questo caso è trasformarci in “navigatore” per il nostro compagno aiutandolo così a reggere la pressione del gioco incalzante.

2. Presenza e Focus

Manteniamo il focus palla dopo palla, ricordandoci di coprire il campo seguendo il gioco: anche se non stiamo toccando palla da qualche azione, siamo responsabili della nostra posizione e del campo.

3. Occhio all’empatia

Spesso vedere il compagno in difficoltà genera in noi reazioni di esagerata empatia. Anche se l’empatia è una risorsa importante, va utilizzata con saggezza e controllo, per evitare che ci investa come un boomerang.
Empatizzare con la difficoltà del compagno ci porta ad innervosirci, a cercare di aiutarlo a tutti i costi (anche a costo di perdere la posizione) e qualche volta a perdere la pazienza e tutto questo non aiuta.
È sempre buona norma empatizzare con la persona e non con il problema: per cui massima attenzione a questo passaggio, che spesso ci porta a perdere la posizione prima e il punto dopo, vanificando la fatica del compagno stesso.

E parafrasando Dirty Dancing: nessuno può mettere un giocatore di padel in frigorifero!

Buon padel a tutti !

in collaborazione con Cristina Molinari – Padel Mental Coach

https://www.metodosmash.com/

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Nelle settimane scorse abbiamo scritto dell’epicondilite e degli strumenti che aiutano a evitare l’insorgere di questa infiammazione, dolorosa e fastidiosa, che tra le altre cose richiede uno stop dai campi di padel.

Come abbiamo visto nel precedente articolo, le cause dell’epicondilite sono collegate a diversi fattori, ad esempio un gesto tecnico svolto in modo errato; una preparazione fisica inadeguata e quindi una muscolatura non conforme al tipo di movimento e sforzo richiesto; una scelta degli strumenti non ottimale (pale troppo rigide, uso di palline esaurite ecc).

Tolto tutto ciò che quindi è bene fare a livello di preparazione atletica, tecnica e fisiotarapica, esistono degli strumenti che aiutano a ridurre le vibrazioni che dalla pala si ripercuotono sul braccio, portando notevoli benefici.

Vediamoli nel dettaglio.

HESACORE

Si tratta di un pezzo unico in silicone che si applica sul manico della pala, dopo aver eliminato il grip originale. È relativamente facile da montare, serve un minimo di delicatezza perché il materiale è piuttosto morbido ma una volta messo, è talmente resistente che è più probabile che si rompa la pala prima che l’hesacore.
Ha una struttura a nido d’ape che facilita una presa più sicura e anche una sensibile riduzione delle vibrazioni, questo perché la sua particolare struttura renderà naturale stringere meno la presa. Il grip e quindi l’impugnatura restano più ferme anche in caso di umidità (o grande sudorazione) e questo aiuta a mantenere una maggior leggerezza e fiducia nei colpi.

Le prime sensazioni potrebbero essere strane, soprattutto per chi gioca da più tempo ed è abituato alla presa di grip+overgrip (l’hesacore è una rivoluzione recente) ma non stranitevi se all’inizio aumentano gli errori su colpi che conoscete alla perfezione. Modificare in modo così sostanziale l’impugnatura richiede un po’ di tempo di adattamento. Già dopo le prime ore di gioco avrete famigliarizzato a sufficienza per riprendere a giocare con la vostra solita efficacia.

Riassumendo, la presa facilitata della pala e una minore sudorazione generano meno tensione del braccio, portando beneficio a chi soffre di infiammazioni o epicondilite. Certo, non è LA SOLUZIONE e a seconda del proprio grado di infiammazione sarà necessario agire di conseguenza ma chi ha provato l’hesacore ha avuto benefici importanti.Esistono due taglie, S o M che dipendono da che tipo di impugnatura preferite e dalla grandezza della vostra mano.
La sostituzione con il grip non incide in termini di peso sulla pala, pesa infatti quanto il grip originale (circa 15 gr).

NOENE

Il noene è un elastomero che grazie alla sua viscoelasticità ha una grande capacità di ammortizzazione e dispersione delle vibrazioni negative (di ritorno) provocate dall’impatto del nostro corpo con elementi esterni, come le mani sulla pala di padel.
Assorbe e disperde quindi fino al 98% delle vibrazioni e in questo modo protegge mani e braccia dalle sollecitazioni generate dall’impatto della pallina sulla racchetta, riduce il formicolio e aiuta a preservare le articolazioni da fastidiose infiammazioni articolari.
Grazie all’assorbimento delle vibrazioni, permette un maggior controllo, aumentando anche forza e resistenza nei colpi. Previene quindi la formazione di microtraumi che, a lungo andare, diventano la causa dei dolori e delle infiammazioni a articolazioni, schiena e cervicale.

Va infatti posizionato o in sostituzione del grip o tra il grip e l’overgrip, avendo cura di non sovrapporre la guaina, mantenendo una tensione di posa di circa il 30%.
Una volta applicato il noene, si procede quindi ad aggiungere l’overgrip di protezione. Anche il noene, come l’hesacore, ha lunga vita e non richiede di essere sostituito nel tempo.

In generale, i benefici di hesacore e noene porteranno anche benefici sulla salute della pala (maggior controllo e leggerezza vi permetteranno di stressare meno la pala) che quindi potrebbe durare più a lungo.

Voi cosa preferite? Hesacore o noene?

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

 

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Nelle settimane scorse abbiamo scritto dell’epicondilite e degli strumenti che aiutano a evitare l’insorgere di questa infiammazione, dolorosa e fastidiosa, che tra le altre cose richiede uno stop dai campi di padel.

Come abbiamo visto nel precedente articolo, le cause dell’epicondilite sono collegate a diversi fattori, ad esempio un gesto tecnico svolto in modo errato; una preparazione fisica inadeguata e quindi una muscolatura non conforme al tipo di movimento e sforzo richiesto; una scelta degli strumenti non ottimale (pale troppo rigide, uso di palline esaurite ecc).

Tolto tutto ciò che quindi è bene fare a livello di preparazione atletica, tecnica e fisiotarapica, esistono degli strumenti che aiutano a ridurre le vibrazioni che dalla pala si ripercuotono sul braccio, portando notevoli benefici.

Vediamoli nel dettaglio.

HESACORE

Si tratta di un pezzo unico in silicone che si applica sul manico della pala, dopo aver eliminato il grip originale. È relativamente facile da montare, serve un minimo di delicatezza perché il materiale è piuttosto morbido ma una volta messo, è talmente resistente che è più probabile che si rompa la pala prima che l’hesacore.
Ha una struttura a nido d’ape che facilita una presa più sicura e anche una sensibile riduzione delle vibrazioni, questo perché la sua particolare struttura renderà naturale stringere meno la presa. Il grip e quindi l’impugnatura restano più ferme anche in caso di umidità (o grande sudorazione) e questo aiuta a mantenere una maggior leggerezza e fiducia nei colpi.

Le prime sensazioni potrebbero essere strane, soprattutto per chi gioca da più tempo ed è abituato alla presa di grip+overgrip (l’hesacore è una rivoluzione recente) ma non stranitevi se all’inizio aumentano gli errori su colpi che conoscete alla perfezione. Modificare in modo così sostanziale l’impugnatura richiede un po’ di tempo di adattamento. Già dopo le prime ore di gioco avrete famigliarizzato a sufficienza per riprendere a giocare con la vostra solita efficacia.

Riassumendo, la presa facilitata della pala e una minore sudorazione generano meno tensione del braccio, portando beneficio a chi soffre di infiammazioni o epicondilite. Certo, non è LA SOLUZIONE e a seconda del proprio grado di infiammazione sarà necessario agire di conseguenza ma chi ha provato l’hesacore ha avuto benefici importanti.Esistono due taglie, S o M che dipendono da che tipo di impugnatura preferite e dalla grandezza della vostra mano.
La sostituzione con il grip non incide in termini di peso sulla pala, pesa infatti quanto il grip originale (circa 15 gr).

NOENE

Il noene è un elastomero che grazie alla sua viscoelasticità ha una grande capacità di ammortizzazione e dispersione delle vibrazioni negative (di ritorno) provocate dall’impatto del nostro corpo con elementi esterni, come le mani sulla pala di padel.
Assorbe e disperde quindi fino al 98% delle vibrazioni e in questo modo protegge mani e braccia dalle sollecitazioni generate dall’impatto della pallina sulla racchetta, riduce il formicolio e aiuta a preservare le articolazioni da fastidiose infiammazioni articolari.
Grazie all’assorbimento delle vibrazioni, permette un maggior controllo, aumentando anche forza e resistenza nei colpi. Previene quindi la formazione di microtraumi che, a lungo andare, diventano la causa dei dolori e delle infiammazioni a articolazioni, schiena e cervicale.

Va infatti posizionato o in sostituzione del grip o tra il grip e l’overgrip, avendo cura di non sovrapporre la guaina, mantenendo una tensione di posa di circa il 30%.
Una volta applicato il noene, si procede quindi ad aggiungere l’overgrip di protezione. Anche il noene, come l’hesacore, ha lunga vita e non richiede di essere sostituito nel tempo.

In generale, i benefici di hesacore e noene porteranno anche benefici sulla salute della pala (maggior controllo e leggerezza vi permetteranno di stressare meno la pala) che quindi potrebbe durare più a lungo.

Voi cosa preferite? Hesacore o noene?

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

 

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A soli 19 anni Beatriz González ha già raggiunto i vertici del circuito professionistico più importante del mondo, il World Padel Tour. Dopo aver gareggiato l’ultima stagione con campionesse del calibro di Marta Ortega e Paula Josemaria, la ragazza di Malaga farà coppia con la numero 1 del 2020 Lucia Sainz. Gli esperti ritengono che la Gonzalez possa diventare la prossima numero 1 del ranking in quanto non le manca niente: esplosività, potenza e grande tecnica. Se migliorerà anche tatticamente, magari con l’ausilio dell’esperienza di Lucia Sainz, Bea potrebbe mettere in bacheca tanti importanti trofei nei prossimi anni…

Ma conosciamola meglio con la nostra intervista esclusiva in collaborazione con il Corriere dello Sport

A quale età hai iniziato a giocare a padel e vieni anche tu dal tennis o nasci padelleras?
«Ho iniziato a giocare a 8 anni perché mio padre lo praticava con i suoi amici e mi divertivo molto ad andare a vederli. Ho iniziato direttamente con il padel, anche se vi confesso che da in coppia con la numero 1 del 2020 Lucia Sainz qualche tempo, ogni tanto vado a giocare anche a tennis».

Quale è stato il torneo da ragazza che ti ha lasciato il ricordo più bello?
«Il miglior ricordo che ho è quando a soli 15 anni giocai la mia prima semifinale nel World Padel Tour a Jaén, una emozione unica!».

La miglior pizza di Malaga è Terra Mia?
«Assolutamente sì! (ride, ndi)».

Sei contenta della stagione 2020 o ti aspettavi di più?
«Sono abbastanza contenta di quanto fatto lo scorso anno. Penso di aver ottenuto dei risultati molto buoni con tutte le compagne con cui ho avuto il piacere di giocare; sono migliorata tanto sia a livello agonistico che a livello personale».

In questi ultimi due anni hai giocato con Cata Tenorio, Delfi Brea, Marta Ortega e Paula Josemaria. Se dovessi da ognuna di loro prendere una qualità quale sceglieresti?
«Di Cata apprezzo l’esperienza e la grande intelligenza in campo. Di Delfi la competitività e l’energia positiva che trasmette. Di Marta, decisamente il fisico e l’ordine nel gioco che tiene durante tutta la partita e infine di Paula la sua audacia e grinta».

Che sensazioni hai provato quando hai vinto l’Open di Madrid a luglio con Marta?
«È stata una sensazione incredibile. Sono ancora “senza parole” per descrivere la felicità di quel momento; un ricordo che rimarrà per sempre nella mia vita e uno di quei sogni che si realizzano».

Quali sono le caratteristiche che ti piacciono di più della tua Starvie Titania?
 «Mi trovo molto bene con il mio nuovo modello. È una racchetta di controllo e potenza e molto facile da usare. Certamente adatta a una giocatrice aggressiva come me».

Quest’anno giocherai in coppia con la numero 1 del 2020 Lucia Sainz, una giocatrice di grande esperienza. Hai già avuto modo di allenarti con lei?
«Sì, ci stiamo già allenando da un paio di settimane e mi trovo benissimo con lei. Credo che faremo grandi cose quest’anno».

Che obiettivi ti sei prefissata per il 2021?
«Voglio continuare a migliorare come giocatrice e ottenere buoni risultati con Lucia, ma soprattutto continuare a progredire come fatto con tanti sacrifici fino a oggi».

Buon Padel a tutti

by Mr Padel Paddle in collaborazione con il Corriere dello Sport

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A soli 19 anni Beatriz González ha già raggiunto i vertici del circuito professionistico più importante del mondo, il World Padel Tour. Dopo aver gareggiato l’ultima stagione con campionesse del calibro di Marta Ortega e Paula Josemaria, la ragazza di Malaga farà coppia con la numero 1 del 2020 Lucia Sainz. Gli esperti ritengono che la Gonzalez possa diventare la prossima numero 1 del ranking in quanto non le manca niente: esplosività, potenza e grande tecnica. Se migliorerà anche tatticamente, magari con l’ausilio dell’esperienza di Lucia Sainz, Bea potrebbe mettere in bacheca tanti importanti trofei nei prossimi anni…

Ma conosciamola meglio con la nostra intervista esclusiva in collaborazione con il Corriere dello Sport

A quale età hai iniziato a giocare a padel e vieni anche tu dal tennis o nasci padelleras?
«Ho iniziato a giocare a 8 anni perché mio padre lo praticava con i suoi amici e mi divertivo molto ad andare a vederli. Ho iniziato direttamente con il padel, anche se vi confesso che da in coppia con la numero 1 del 2020 Lucia Sainz qualche tempo, ogni tanto vado a giocare anche a tennis».

Quale è stato il torneo da ragazza che ti ha lasciato il ricordo più bello?
«Il miglior ricordo che ho è quando a soli 15 anni giocai la mia prima semifinale nel World Padel Tour a Jaén, una emozione unica!».

La miglior pizza di Malaga è Terra Mia?
«Assolutamente sì! (ride, ndi)».

Sei contenta della stagione 2020 o ti aspettavi di più?
«Sono abbastanza contenta di quanto fatto lo scorso anno. Penso di aver ottenuto dei risultati molto buoni con tutte le compagne con cui ho avuto il piacere di giocare; sono migliorata tanto sia a livello agonistico che a livello personale».

In questi ultimi due anni hai giocato con Cata Tenorio, Delfi Brea, Marta Ortega e Paula Josemaria. Se dovessi da ognuna di loro prendere una qualità quale sceglieresti?
«Di Cata apprezzo l’esperienza e la grande intelligenza in campo. Di Delfi la competitività e l’energia positiva che trasmette. Di Marta, decisamente il fisico e l’ordine nel gioco che tiene durante tutta la partita e infine di Paula la sua audacia e grinta».

Che sensazioni hai provato quando hai vinto l’Open di Madrid a luglio con Marta?
«È stata una sensazione incredibile. Sono ancora “senza parole” per descrivere la felicità di quel momento; un ricordo che rimarrà per sempre nella mia vita e uno di quei sogni che si realizzano».

Quali sono le caratteristiche che ti piacciono di più della tua Starvie Titania?
 «Mi trovo molto bene con il mio nuovo modello. È una racchetta di controllo e potenza e molto facile da usare. Certamente adatta a una giocatrice aggressiva come me».

Quest’anno giocherai in coppia con la numero 1 del 2020 Lucia Sainz, una giocatrice di grande esperienza. Hai già avuto modo di allenarti con lei?
«Sì, ci stiamo già allenando da un paio di settimane e mi trovo benissimo con lei. Credo che faremo grandi cose quest’anno».

Che obiettivi ti sei prefissata per il 2021?
«Voglio continuare a migliorare come giocatrice e ottenere buoni risultati con Lucia, ma soprattutto continuare a progredire come fatto con tanti sacrifici fino a oggi».

Buon Padel a tutti

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Il Padel in Italia sta crescendo con numeri molto alti con dei picchi, in particolare,  in alcune regioni:
una di questi è la Sicilia

Abbiamo superato i 2.200 campi e 960 strutture in Italia secondo il motore di ricerca Cerca un Campo  e ogni giorno aprono nuovi club di padel e/o tanti circoli ampliano la propria offerta di campi da Padel
La Sicilia è , dopo il Lazio (più di 270 strutture e 720 campi),  la seconda regione d’Italia come n° di strutture e di campi ed è tallonata dalla Lombardia..

Cerca Un Campo da Padel

Si contano infatti nell’isola più di 100 strutture e quasi 250 campi, un numero impressionante che è triplicato rispetto a solo un anno fa dove risultavano 36 strutture per 80 campi.
Secondo gli ultimi dati le strutture (alcune di prossima apertura) sono 109 e i campi 245 ,  con in testa le province di Palermo e Catania.
Vediamo lo spaccato per provincia:

Le province di Palermo e di Catania sono al 4° e al 6° posto in Italia come n° di campi per provincia (in testa Roma seguita da Milano e Torino), dato interessante anche quello di Siracusa (13° posto) ed Agrigento (16esima).
La media di campi per struttura è in linea con quella italiana cioè poco più di 2 campi per circolo, anche se vi sono alcuni club con un numero di campi molto interessante.
Vi sono ben 14 circoli con almeno 4 campi di cui ben 4 sopra i 6. I primi 8 circoli per numero di campi sono situati nelle province di Catania e Palermo.

I ritmi di crescita nella regione sono spaventosi , negli ultimi mesi stanno incominciando a nascere anche club indoor per permettere agli appassionati siciliani o di chi va a visitare la Sicilia di giocare anche al chiuso.
Da una nostra indagine sul Web su circa 200.000 utenti gli appassionati che seguono il padel in Sicilia sono numerosi (la provincia di Catania è al 5° posto e Palermo all’8° come seguaci di questo sport).

Ecco la cartina geografica del Padel in  Sicilia

Padel Sicilia

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Buon Padel a tutti!

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Il Padel in Italia sta crescendo con numeri molto alti con dei picchi, in particolare,  in alcune regioni:
una di questi è la Sicilia

Abbiamo superato i 2.200 campi e 960 strutture in Italia secondo il motore di ricerca Cerca un Campo  e ogni giorno aprono nuovi club di padel e/o tanti circoli ampliano la propria offerta di campi da Padel
La Sicilia è , dopo il Lazio (più di 270 strutture e 720 campi),  la seconda regione d’Italia come n° di strutture e di campi ed è tallonata dalla Lombardia..

Cerca Un Campo da Padel

Si contano infatti nell’isola più di 100 strutture e quasi 250 campi, un numero impressionante che è triplicato rispetto a solo un anno fa dove risultavano 36 strutture per 80 campi.
Secondo gli ultimi dati le strutture (alcune di prossima apertura) sono 109 e i campi 245 ,  con in testa le province di Palermo e Catania.
Vediamo lo spaccato per provincia:

Le province di Palermo e di Catania sono al 4° e al 6° posto in Italia come n° di campi per provincia (in testa Roma seguita da Milano e Torino), dato interessante anche quello di Siracusa (13° posto) ed Agrigento (16esima).
La media di campi per struttura è in linea con quella italiana cioè poco più di 2 campi per circolo, anche se vi sono alcuni club con un numero di campi molto interessante.
Vi sono ben 14 circoli con almeno 4 campi di cui ben 4 sopra i 6. I primi 8 circoli per numero di campi sono situati nelle province di Catania e Palermo.

I ritmi di crescita nella regione sono spaventosi , negli ultimi mesi stanno incominciando a nascere anche club indoor per permettere agli appassionati siciliani o di chi va a visitare la Sicilia di giocare anche al chiuso.
Da una nostra indagine sul Web su circa 200.000 utenti gli appassionati che seguono il padel in Sicilia sono numerosi (la provincia di Catania è al 5° posto e Palermo all’8° come seguaci di questo sport).

Ecco la cartina geografica del Padel in  Sicilia

Padel Sicilia

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Il Padel in Italia sta crescendo con numeri molto alti con dei picchi, in particolare,  in alcune regioni:
una di questi è la Sicilia

Abbiamo superato i 2.200 campi e 960 strutture in Italia secondo il motore di ricerca Cerca un Campo  e ogni giorno aprono nuovi club di padel e/o tanti circoli ampliano la propria offerta di campi da Padel
La Sicilia è , dopo il Lazio (più di 270 strutture e 720 campi),  la seconda regione d’Italia come n° di strutture e di campi ed è tallonata dalla Lombardia..

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Si contano infatti nell’isola più di 100 strutture e quasi 250 campi, un numero impressionante che è triplicato rispetto a solo un anno fa dove risultavano 36 strutture per 80 campi.
Secondo gli ultimi dati le strutture (alcune di prossima apertura) sono 109 e i campi 245 ,  con in testa le province di Palermo e Catania.
Vediamo lo spaccato per provincia:

Le province di Palermo e di Catania sono al 4° e al 6° posto in Italia come n° di campi per provincia (in testa Roma seguita da Milano e Torino), dato interessante anche quello di Siracusa (13° posto) ed Agrigento (16esima).
La media di campi per struttura è in linea con quella italiana cioè poco più di 2 campi per circolo, anche se vi sono alcuni club con un numero di campi molto interessante.
Vi sono ben 14 circoli con almeno 4 campi di cui ben 4 sopra i 6. I primi 8 circoli per numero di campi sono situati nelle province di Catania e Palermo.

I ritmi di crescita nella regione sono spaventosi , negli ultimi mesi stanno incominciando a nascere anche club indoor per permettere agli appassionati siciliani o di chi va a visitare la Sicilia di giocare anche al chiuso.
Da una nostra indagine sul Web su circa 200.000 utenti gli appassionati che seguono il padel in Sicilia sono numerosi (la provincia di Catania è al 5° posto e Palermo all’8° come seguaci di questo sport).

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Sappiamo che il padel è stato ispirato per tanti aspetti dal tennis e da questo sport a ereditato il modo di gestire il punteggio.
Dall’anno scorso, nel WPT è stato introdotto il Killer Point chiamato dagli organizzatori spagnoli del circuito  Punto de oro o anche Gold Point: oggi è ancora poco utilizzato a livello amatoriale ma con ogni probabilità verrà adottato a tutti i livelli.

In cosa consiste?

Nei punteggi, quando nel game le coppie che si scontrano arrivano a 40-40 giocano, come nel tennis, ai vantaggi. Questo vuol dire che sul pari, chi fa punto va in vantaggio e se vince anche quello successivo si aggiudica il game. Se invece lo perde, si torna in parità e si ricomincia.
Questa modalità può prolungare di molto il tempo di gioco, a seconda del livello dei giocatori in campo, perché non c’è un limite di volte che puoi andare in parità. Ora, in una partita amatoriale, fosse anche di campionato o torneo, è comunque un rischio facilmente gestibile mentre nelle partite professionistiche che possono già durare oltre le due, tre ore, crea più difficoltà, anche nel voler divulgare grazie alla televisione questo sport.

Quindi è stato inserito il “Killer Point”: sul 40-40, il punto successivo chiude il game a vittoria di chi riesce a fare il colpo vincente. È evidente che chi è in battuta ha il vantaggio di essere a rete ma, a differenza del solito, i giocatori che devono rispondere devono decidere su chi deve essere giocata la battuta iniziale. Sembra una scelta comandata ma in verità, poter scegliere chi far rispondere da’ un grande vantaggio anche a chi si trova a fondo campo. Come possiamo ottimizzarlo al meglio?

Esistono dei luoghi comuni sul padel che è bene scardinare per essere sicuri di fare la scelta migliore, game dopo game: ad esempio che il giocatore di destra difende e riceve meglio e che nel killer point risponde chi ha i nervi più saldi, è meno emotivo. Si dice anche che ha più leadership in campo.

Generalizzando, sono due affermazioni che possono rispondere al vero ma, come ci piace sempre ricordarvi, ogni partita è a sé stante e per questo è importante osservare la dinamica del gioco in campo invece che dare per scontata una scelta così delicata.
Quando giochiamo con il killer point, dobbiamo sempre porre attenzione alla nostra efficacia in risposta alla battuta, su ogni singolo giocatore.
Questo ci permette di scoprire chi tra noi e il nostro compagno risponde meglio, riesce a mettere più in difficoltà il colpo successivo degli avversari sull’avversario A e B.
Questo perché è vero che abbiamo sotto il nostro controllo la nostra gestione emotiva e le nostre capacità tecniche.

È anche vero che, spesso e a livello amatoriale possiamo anche scrivere “quasi sempre”, i nostri avversari si rivelano più efficaci, più aggressivi su un lato di battuta più che sull’altro.
Quindi magari in generale è il giocatore di destra che difende meglio ma possiamo aver notato che il nostro avversario A, sulla diagonale che finisce sul compagno di sinistra non riesce a forzare la battuta come invece fa sulla nostra diagonale, rendendo più semplice rispondere, magari con un bel lob.

Oppure ancora, magari il giocatore di sinistra è più efficace nelle risposte ma ha inanellato un game dove ha fatto fatica a gestire le battute, meglio allora evitare di aggiungere la pressione del killer point.
Come sempre, è importantissimo poter comunicare efficacemente con il nostro compagno di gioco per scegliere in modo il più oggettivo possibile, anche per abbassare il carico emotivo di una palla che, non dimentichiamolo, è pur sempre chiamata “killer point”.

Se ancora non lo avete sperimentato, ricordatevi di usarlo anche nelle vostre partite tra amici, per abituarvi ad osservare e anche a vivere l’emozione diversa che è inevitabilmente provare quando con una palla sola possiamo vincere o perdere un game costruito duramente.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

 

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Sappiamo che il padel è stato ispirato per tanti aspetti dal tennis e da questo sport a ereditato il modo di gestire il punteggio.
Dall’anno scorso, nel WPT è stato introdotto il Killer Point chiamato dagli organizzatori spagnoli del circuito  Punto de oro o anche Gold Point: oggi è ancora poco utilizzato a livello amatoriale ma con ogni probabilità verrà adottato a tutti i livelli.

In cosa consiste?

Nei punteggi, quando nel game le coppie che si scontrano arrivano a 40-40 giocano, come nel tennis, ai vantaggi. Questo vuol dire che sul pari, chi fa punto va in vantaggio e se vince anche quello successivo si aggiudica il game. Se invece lo perde, si torna in parità e si ricomincia.
Questa modalità può prolungare di molto il tempo di gioco, a seconda del livello dei giocatori in campo, perché non c’è un limite di volte che puoi andare in parità. Ora, in una partita amatoriale, fosse anche di campionato o torneo, è comunque un rischio facilmente gestibile mentre nelle partite professionistiche che possono già durare oltre le due, tre ore, crea più difficoltà, anche nel voler divulgare grazie alla televisione questo sport.

Quindi è stato inserito il “Killer Point”: sul 40-40, il punto successivo chiude il game a vittoria di chi riesce a fare il colpo vincente. È evidente che chi è in battuta ha il vantaggio di essere a rete ma, a differenza del solito, i giocatori che devono rispondere devono decidere su chi deve essere giocata la battuta iniziale. Sembra una scelta comandata ma in verità, poter scegliere chi far rispondere da’ un grande vantaggio anche a chi si trova a fondo campo. Come possiamo ottimizzarlo al meglio?

Esistono dei luoghi comuni sul padel che è bene scardinare per essere sicuri di fare la scelta migliore, game dopo game: ad esempio che il giocatore di destra difende e riceve meglio e che nel killer point risponde chi ha i nervi più saldi, è meno emotivo. Si dice anche che ha più leadership in campo.

Generalizzando, sono due affermazioni che possono rispondere al vero ma, come ci piace sempre ricordarvi, ogni partita è a sé stante e per questo è importante osservare la dinamica del gioco in campo invece che dare per scontata una scelta così delicata.
Quando giochiamo con il killer point, dobbiamo sempre porre attenzione alla nostra efficacia in risposta alla battuta, su ogni singolo giocatore.
Questo ci permette di scoprire chi tra noi e il nostro compagno risponde meglio, riesce a mettere più in difficoltà il colpo successivo degli avversari sull’avversario A e B.
Questo perché è vero che abbiamo sotto il nostro controllo la nostra gestione emotiva e le nostre capacità tecniche.

È anche vero che, spesso e a livello amatoriale possiamo anche scrivere “quasi sempre”, i nostri avversari si rivelano più efficaci, più aggressivi su un lato di battuta più che sull’altro.
Quindi magari in generale è il giocatore di destra che difende meglio ma possiamo aver notato che il nostro avversario A, sulla diagonale che finisce sul compagno di sinistra non riesce a forzare la battuta come invece fa sulla nostra diagonale, rendendo più semplice rispondere, magari con un bel lob.

Oppure ancora, magari il giocatore di sinistra è più efficace nelle risposte ma ha inanellato un game dove ha fatto fatica a gestire le battute, meglio allora evitare di aggiungere la pressione del killer point.
Come sempre, è importantissimo poter comunicare efficacemente con il nostro compagno di gioco per scegliere in modo il più oggettivo possibile, anche per abbassare il carico emotivo di una palla che, non dimentichiamolo, è pur sempre chiamata “killer point”.

Se ancora non lo avete sperimentato, ricordatevi di usarlo anche nelle vostre partite tra amici, per abituarvi ad osservare e anche a vivere l’emozione diversa che è inevitabile provare quando con una palla sola possiamo vincere o perdere un game costruito duramente.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

 

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