MrPadelPaddle
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Abbiamo già visto come il padel è uno sport che abbraccia chiunque voglia sperimentarlo, senza limiti di abilità, età e sesso e questo è uno dei suoi grandi pregi ma anche uno dei suoi limiti.

Vediamo infatti sui gruppi sempre più persone, giocatori amatoriali, alla perenne ricerca della pala perfetta, sempre più disponibili a acquisti importanti pur di imbracciare la pala da campione.

Il fatto è che il padel resta uno sport prima di ogni altra cosa e, sebbene permette di mettersi in campo senza grandi pretese e divertirsi da subito, è un errore non valutare tutti gli elementi che ci permettono di giocare e divertirci molto di più.

La pala è un elemento che compone il quadro, la nostra miglior performance la otteniamo quando ad essa abbiniamo preparazione tecnica, preparazione fisica e mentale, con la stessa strenua ricerca che facciamo per la ricerca della racchetta.

Ci sono già alcuni circoli, pochi ancora ma speriamo crescano sempre più, che uniscono tutti i servizi utili anche e soprattutto per i giocatori amatoriali, per fare in modo che la nostra esperienza nel padel possa essere la più felice e duratura nel tempo.

È infatti importante gestire con attenzione la propria alimentazione, per assicurarci che il nostro corpo abbia tutti i nutrienti e l’energia necessari per far funzionare al meglio la nostra “macchina” corpo. Si può giocare anche in sovrappeso ma è evidente che faremo più fatica, saremo meno fluidi e andremo a sovraccaricare le nostre articolazioni oltre i livelli di attenzione e dobbiamo sapere cosa stiamo facendo. Non meno importante, un’alimentazione sbagliata, aumenta la nostra infiammazione aumentando il rischio di infortuni.

Diventa quindi importante affiancarsi anche ad un buon fisioterapista sportivo, che ci aiuta a scaricare/ recuperare lo sforzo fisico, vedere le nostre criticità e suggerirci il modo migliore per preservare il nostro sistema muscolo scheletrico.
È quindi importante abbinare la giusta preparazione fisica, che allena il nostro corpo a gestire i cambi di direzione, gli scatti, il controllo del corpo, la crescita muscolare che ci serve per colpire meglio la pallina e…. per evitare infortuni e infiammazioni infinite.

Non dimentichiamo le lezioni, che ci insegnano la strategia e fondamentale, la tecnica. Perché aldilà di saper fare bene uno smash o una bandeja, il gesto corretto evita problemi fisici e infortuni che ci mettono ko per settimane quando va bene.

È utile anche approfondire l’atteggiamento mentale, con tutte le prime informazioni che ci permettono di stare in campo in modo dinamico, proattivo e specifico per trovare la nostra miglior performance. Perché come ci comportiamo in campo ci comportiamo anche nella vita
Gli amatori spesso dicono che giocano per divertirsi, non sono mica professionisti del padel e nemmeno aspirano a tanto.

È vero, ed è proprio perché non ne siamo professionisti che diventa fondamentale mettere in campo tutto quello che ci preserva da spiacevoli inconvenienti e anzi, sempre più divertimento e competizione sportiva.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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Abbiamo già visto come il padel è uno sport che abbraccia chiunque voglia sperimentarlo, senza limiti di abilità, età e sesso e questo è uno dei suoi grandi pregi ma anche uno dei suoi limiti.

Vediamo infatti sui gruppi sempre più persone, giocatori amatoriali, alla perenne ricerca della pala perfetta, sempre più disponibili a acquisti importanti pur di imbracciare la pala da campione.

Il fatto è che il padel resta uno sport prima di ogni altra cosa e, sebbene permette di mettersi in campo senza grandi pretese e divertirsi da subito, è un errore non valutare tutti gli elementi che ci permettono di giocare e divertirci molto di più.

La pala è un elemento che compone il quadro, la nostra miglior performance la otteniamo quando ad essa abbiniamo preparazione tecnica, preparazione fisica e mentale, con la stessa strenua ricerca che facciamo per la ricerca della racchetta.

Ci sono già alcuni circoli, pochi ancora ma speriamo crescano sempre più, che uniscono tutti i servizi utili anche e soprattutto per i giocatori amatoriali, per fare in modo che la nostra esperienza nel padel possa essere la più felice e duratura nel tempo.

È infatti importante gestire con attenzione la propria alimentazione, per assicurarci che il nostro corpo abbia tutti i nutrienti e l’energia necessari per far funzionare al meglio la nostra “macchina” corpo. Si può giocare anche in sovrappeso ma è evidente che faremo più fatica, saremo meno fluidi e andremo a sovraccaricare le nostre articolazioni oltre i livelli di attenzione e dobbiamo sapere cosa stiamo facendo. Non meno importante, un’alimentazione sbagliata, aumenta la nostra infiammazione aumentando il rischio di infortuni.

Diventa quindi importante affiancarsi anche ad un buon fisioterapista sportivo, che ci aiuta a scaricare/ recuperare lo sforzo fisico, vedere le nostre criticità e suggerirci il modo migliore per preservare il nostro sistema muscolo scheletrico.
È quindi importante abbinare la giusta preparazione fisica, che allena il nostro corpo a gestire i cambi di direzione, gli scatti, il controllo del corpo, la crescita muscolare che ci serve per colpire meglio la pallina e…. per evitare infortuni e infiammazioni infinite.

Non dimentichiamo le lezioni, che ci insegnano la strategia e fondamentale, la tecnica. Perché aldilà di saper fare bene uno smash o una bandeja, il gesto corretto evita problemi fisici e infortuni che ci mettono ko per settimane quando va bene.

È utile anche approfondire l’atteggiamento mentale, con tutte le prime informazioni che ci permettono di stare in campo in modo dinamico, proattivo e specifico per trovare la nostra miglior performance. Perché come ci comportiamo in campo ci comportiamo anche nella vita
Gli amatori spesso dicono che giocano per divertirsi, non sono mica professionisti del padel e nemmeno aspirano a tanto.

È vero, ed è proprio perché non ne siamo professionisti che diventa fondamentale mettere in campo tutto quello che ci preserva da spiacevoli inconvenienti e anzi, sempre più divertimento e competizione sportiva.

Buon Padel a tutti

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Vediamo infatti sui gruppi sempre più persone, giocatori amatoriali, alla perenne ricerca della pala perfetta, sempre più disponibili a acquisti importanti pur di imbracciare la pala da campione.

Il fatto è che il padel resta uno sport prima di ogni altra cosa e, sebbene permette di mettersi in campo senza grandi pretese e divertirsi da subito, è un errore non valutare tutti gli elementi che ci permettono di giocare e divertirci molto di più.

La pala è un elemento che compone il quadro, la nostra miglior performance la otteniamo quando ad essa abbiniamo preparazione tecnica, preparazione fisica e mentale, con la stessa strenua ricerca che facciamo per la ricerca della racchetta.

Ci sono già alcuni circoli, pochi ancora ma speriamo crescano sempre più, che uniscono tutti i servizi utili anche e soprattutto per i giocatori amatoriali, per fare in modo che la nostra esperienza nel padel possa essere la più felice e duratura nel tempo.

È infatti importante gestire con attenzione la propria alimentazione, per assicurarci che il nostro corpo abbia tutti i nutrienti e l’energia necessari per far funzionare al meglio la nostra “macchina” corpo. Si può giocare anche in sovrappeso ma è evidente che faremo più fatica, saremo meno fluidi e andremo a sovraccaricare le nostre articolazioni oltre i livelli di attenzione e dobbiamo sapere cosa stiamo facendo. Non meno importante, un’alimentazione sbagliata, aumenta la nostra infiammazione aumentando il rischio di infortuni.

Diventa quindi importante affiancarsi anche ad un buon fisioterapista sportivo, che ci aiuta a scaricare/ recuperare lo sforzo fisico, vedere le nostre criticità e suggerirci il modo migliore per preservare il nostro sistema muscolo scheletrico.
È quindi importante abbinare la giusta preparazione fisica, che allena il nostro corpo a gestire i cambi di direzione, gli scatti, il controllo del corpo, la crescita muscolare che ci serve per colpire meglio la pallina e…. per evitare infortuni e infiammazioni infinite.

Non dimentichiamo le lezioni, che ci insegnano la strategia e fondamentale, la tecnica. Perché aldilà di saper fare bene uno smash o una bandeja, il gesto corretto evita problemi fisici e infortuni che ci mettono ko per settimane quando va bene.

È utile anche approfondire l’atteggiamento mentale, con tutte le prime informazioni che ci permettono di stare in campo in modo dinamico, proattivo e specifico per trovare la nostra miglior performance. Perché come ci comportiamo in campo ci comportiamo anche nella vita
Gli amatori spesso dicono che giocano per divertirsi, non sono mica professionisti del padel e nemmeno aspirano a tanto.

È vero, ed è proprio perché non ne siamo professionisti che diventa fondamentale mettere in campo tutto quello che ci preserva da spiacevoli inconvenienti e anzi, sempre più divertimento e competizione sportiva.

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Vediamo infatti sui gruppi sempre più persone, giocatori amatoriali, alla perenne ricerca della pala perfetta, sempre più disponibili a acquisti importanti pur di imbracciare la pala da campione.

Il fatto è che il padel resta uno sport prima di ogni altra cosa e, sebbene permette di mettersi in campo senza grandi pretese e divertirsi da subito, è un errore non valutare tutti gli elementi che ci permettono di giocare e divertirci molto di più.

La pala è un elemento che compone il quadro, la nostra miglior performance la otteniamo quando ad essa abbiniamo preparazione tecnica, preparazione fisica e mentale, con la stessa strenua ricerca che facciamo per la ricerca della racchetta.

Ci sono già alcuni circoli, pochi ancora ma speriamo crescano sempre più, che uniscono tutti i servizi utili anche e soprattutto per i giocatori amatoriali, per fare in modo che la nostra esperienza nel padel possa essere la più felice e duratura nel tempo.

È infatti importante gestire con attenzione la propria alimentazione, per assicurarci che il nostro corpo abbia tutti i nutrienti e l’energia necessari per far funzionare al meglio la nostra “macchina” corpo. Si può giocare anche in sovrappeso ma è evidente che faremo più fatica, saremo meno fluidi e andremo a sovraccaricare le nostre articolazioni oltre i livelli di attenzione e dobbiamo sapere cosa stiamo facendo. Non meno importante, un’alimentazione sbagliata, aumenta la nostra infiammazione aumentando il rischio di infortuni.

Diventa quindi importante affiancarsi anche ad un buon fisioterapista sportivo, che ci aiuta a scaricare/ recuperare lo sforzo fisico, vedere le nostre criticità e suggerirci il modo migliore per preservare il nostro sistema muscolo scheletrico.
È quindi importante abbinare la giusta preparazione fisica, che allena il nostro corpo a gestire i cambi di direzione, gli scatti, il controllo del corpo, la crescita muscolare che ci serve per colpire meglio la pallina e…. per evitare infortuni e infiammazioni infinite.

Non dimentichiamo le lezioni, che ci insegnano la strategia e fondamentale, la tecnica. Perché aldilà di saper fare bene uno smash o una bandeja, il gesto corretto evita problemi fisici e infortuni che ci mettono ko per settimane quando va bene.

È utile anche approfondire l’atteggiamento mentale, con tutte le prime informazioni che ci permettono di stare in campo in modo dinamico, proattivo e specifico per trovare la nostra miglior performance. Perché come ci comportiamo in campo ci comportiamo anche nella vita
Gli amatori spesso dicono che giocano per divertirsi, non sono mica professionisti del padel e nemmeno aspirano a tanto.

È vero, ed è proprio perché non ne siamo professionisti che diventa fondamentale mettere in campo tutto quello che ci preserva da spiacevoli inconvenienti e anzi, sempre più divertimento e competizione sportiva.

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Quando sono in campo da padel mi arrabbio se sbaglio e non riesco a calmarmi!
Il mio compagno mi critica e io mi ritrovo in preda allo sconforto!
Mi sento agitato prima di una gara!

Spesso gli atleti chiedono a se stessi di imparare a gestire le proprie emozioni, cadendo in un grande malinteso.

Siamo soliti sovrapporre il significato di “emozioni” e “stati d’animo” utilizzandoli come sinonimi, in realtà tra l’uno e l’altro c’è una profonda differenza.

Le emozioni sono reazioni affettive intense, che si manifestano all’improvviso ed hanno una durata molto breve.
Sono elaborate dal cervello limbico e derivano da uno stimolo interno o esterno, piacevole o spiacevole.
È chiaro quindi che una rabbia che permane per un tempo prolungato, non è l’emozione di rabbia: e quindi che cos’è?

Eccoci arrivati allo Stato d’Animo, che a differenza delle emozioni permane nel tempo e viene elaborato dalla nostra corteccia cerebrale, la stessa che si occupa della nostra parte cognitiva, della memoria e dei movimenti muscolari.
Al di là di questioni semantiche e di precisione lessicale, quello che davvero ci interessa di questa distinzione è sapere che ciò che è possibile e utile gestire sono gli stati d’animo.
Mentre l’emozione è fugace, arriva e se ne va velocemente senza che possiamo farci nulla, è fondamentale per un giocatore capire che ognuno è responsabile dei propri stati d’animo e che gli avvenimenti esterni o le altre persone non possono influenzare o decidere il modo in cui egli si sente.

Nel momento in cui in campo ci prendiamo la responsabilità dei nostri stati d’animo, il ventaglio di scuse per cui ci sentiamo in un modo o nell’altro improvvisamente scompare, e allo stesso tempo il nostro potere personale aumenta considerevolmente perché prendiamo consapevolezza che nulla può impedirci di provare stati d’animo potenzianti e utili per la nostra prestazione sportiva.
Per poter gestire i nostri stati dobbiamo saperli riconoscere, capire quale stato è il migliore per la nostra prestazione ed infine saperli riprodurre.

Ti piacerebbe sentirti felice a comando? Bene, da ora puoi farlo!
Ti piacerebbe sentirti determinato proprio quando ti serve? Anche in questo caso, puoi farlo!

Lavorare sulla gestione degli Stati d’animo, evitando di ingaggiare una lotta contro i mulini a vento con le emozioni, ci rende immediatamente più efficaci e concreti.
Ed infine, prendere consapevolezza del fatto che le emozioni, anche le più sgradevoli, sono effimere e passeggere, rende molto più semplice viverle, lavorando poi sugli stati d’animo.

Buon padel a tutti !

in collaborazione con Cristina Molinari – Padel Mental Coach

https://www.metodosmash.com/

 

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Quando sono in campo da padel mi arrabbio se sbaglio e non riesco a calmarmi!
Il mio compagno mi critica e io mi ritrovo in preda allo sconforto!
Mi sento agitato prima di una gara!

Spesso gli atleti chiedono a se stessi di imparare a gestire le proprie emozioni, cadendo in un grande malinteso.

Siamo soliti sovrapporre il significato di “emozioni” e “stati d’animo” utilizzandoli come sinonimi, in realtà tra l’uno e l’altro c’è una profonda differenza.

Le emozioni sono reazioni affettive intense, che si manifestano all’improvviso ed hanno una durata molto breve.
Sono elaborate dal cervello limbico e derivano da uno stimolo interno o esterno, piacevole o spiacevole.
È chiaro quindi che una rabbia che permane per un tempo prolungato, non è l’emozione di rabbia: e quindi che cos’è?

Eccoci arrivati allo Stato d’Animo, che a differenza delle emozioni permane nel tempo e viene elaborato dalla nostra corteccia cerebrale, la stessa che si occupa della nostra parte cognitiva, della memoria e dei movimenti muscolari.
Al di là di questioni semantiche e di precisione lessicale, quello che davvero ci interessa di questa distinzione è sapere che ciò che è possibile e utile gestire sono gli stati d’animo.
Mentre l’emozione è fugace, arriva e se ne va velocemente senza che possiamo farci nulla, è fondamentale per un giocatore capire che ognuno è responsabile dei propri stati d’animo e che gli avvenimenti esterni o le altre persone non possono influenzare o decidere il modo in cui egli si sente.

Nel momento in cui in campo ci prendiamo la responsabilità dei nostri stati d’animo, il ventaglio di scuse per cui ci sentiamo in un modo o nell’altro improvvisamente scompare, e allo stesso tempo il nostro potere personale aumenta considerevolmente perché prendiamo consapevolezza che nulla può impedirci di provare stati d’animo potenzianti e utili per la nostra prestazione sportiva.
Per poter gestire i nostri stati dobbiamo saperli riconoscere, capire quale stato è il migliore per la nostra prestazione ed infine saperli riprodurre.

Ti piacerebbe sentirti felice a comando? Bene, da ora puoi farlo!
Ti piacerebbe sentirti determinato proprio quando ti serve? Anche in questo caso, puoi farlo!

Lavorare sulla gestione degli Stati d’animo, evitando di ingaggiare una lotta contro i mulini a vento con le emozioni, ci rende immediatamente più efficaci e concreti.
Ed infine, prendere consapevolezza del fatto che le emozioni, anche le più sgradevoli, sono effimere e passeggere, rende molto più semplice viverle, lavorando poi sugli stati d’animo.

Buon padel a tutti !

in collaborazione con Cristina Molinari – Padel Mental Coach

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Il mio compagno mi critica e io mi ritrovo in preda allo sconforto!
Mi sento agitato prima di una gara!

Spesso gli atleti chiedono a se stessi di imparare a gestire le proprie emozioni, cadendo in un grande malinteso.

Siamo soliti sovrapporre il significato di “emozioni” e “stati d’animo” utilizzandoli come sinonimi, in realtà tra l’uno e l’altro c’è una profonda differenza.

Le emozioni sono reazioni affettive intense, che si manifestano all’improvviso ed hanno una durata molto breve.
Sono elaborate dal cervello limbico e derivano da uno stimolo interno o esterno, piacevole o spiacevole.
È chiaro quindi che una rabbia che permane per un tempo prolungato, non è l’emozione di rabbia: e quindi che cos’è?

Eccoci arrivati allo Stato d’Animo, che a differenza delle emozioni permane nel tempo e viene elaborato dalla nostra corteccia cerebrale, la stessa che si occupa della nostra parte cognitiva, della memoria e dei movimenti muscolari.
Al di là di questioni semantiche e di precisione lessicale, quello che davvero ci interessa di questa distinzione è sapere che ciò che è possibile e utile gestire sono gli stati d’animo.
Mentre l’emozione è fugace, arriva e se ne va velocemente senza che possiamo farci nulla, è fondamentale per un giocatore capire che ognuno è responsabile dei propri stati d’animo e che gli avvenimenti esterni o le altre persone non possono influenzare o decidere il modo in cui egli si sente.

Nel momento in cui in campo ci prendiamo la responsabilità dei nostri stati d’animo, il ventaglio di scuse per cui ci sentiamo in un modo o nell’altro improvvisamente scompare, e allo stesso tempo il nostro potere personale aumenta considerevolmente perché prendiamo consapevolezza che nulla può impedirci di provare stati d’animo potenzianti e utili per la nostra prestazione sportiva.
Per poter gestire i nostri stati dobbiamo saperli riconoscere, capire quale stato è il migliore per la nostra prestazione ed infine saperli riprodurre.

Ti piacerebbe sentirti felice a comando? Bene, da ora puoi farlo!
Ti piacerebbe sentirti determinato proprio quando ti serve? Anche in questo caso, puoi farlo!

Lavorare sulla gestione degli Stati d’animo, evitando di ingaggiare una lotta contro i mulini a vento con le emozioni, ci rende immediatamente più efficaci e concreti.
Ed infine, prendere consapevolezza del fatto che le emozioni, anche le più sgradevoli, sono effimere e passeggere, rende molto più semplice viverle, lavorando poi sugli stati d’animo.

Buon padel a tutti !

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Il mio compagno mi critica e io mi ritrovo in preda allo sconforto!
Mi sento agitato prima di una gara!

Spesso gli atleti chiedono a se stessi di imparare a gestire le proprie emozioni, cadendo in un grande malinteso.

Siamo soliti sovrapporre il significato di “emozioni” e “stati d’animo” utilizzandoli come sinonimi, in realtà tra l’uno e l’altro c’è una profonda differenza.

Le emozioni sono reazioni affettive intense, che si manifestano all’improvviso ed hanno una durata molto breve.
Sono elaborate dal cervello limbico e derivano da uno stimolo interno o esterno, piacevole o spiacevole.
È chiaro quindi che una rabbia che permane per un tempo prolungato, non è l’emozione di rabbia: e quindi che cos’è?

Eccoci arrivati allo Stato d’Animo, che a differenza delle emozioni permane nel tempo e viene elaborato dalla nostra corteccia cerebrale, la stessa che si occupa della nostra parte cognitiva, della memoria e dei movimenti muscolari.
Al di là di questioni semantiche e di precisione lessicale, quello che davvero ci interessa di questa distinzione è sapere che ciò che è possibile e utile gestire sono gli stati d’animo.
Mentre l’emozione è fugace, arriva e se ne va velocemente senza che possiamo farci nulla, è fondamentale per un giocatore capire che ognuno è responsabile dei propri stati d’animo e che gli avvenimenti esterni o le altre persone non possono influenzare o decidere il modo in cui egli si sente.

Nel momento in cui in campo ci prendiamo la responsabilità dei nostri stati d’animo, il ventaglio di scuse per cui ci sentiamo in un modo o nell’altro improvvisamente scompare, e allo stesso tempo il nostro potere personale aumenta considerevolmente perché prendiamo consapevolezza che nulla può impedirci di provare stati d’animo potenzianti e utili per la nostra prestazione sportiva.
Per poter gestire i nostri stati dobbiamo saperli riconoscere, capire quale stato è il migliore per la nostra prestazione ed infine saperli riprodurre.

Ti piacerebbe sentirti felice a comando? Bene, da ora puoi farlo!
Ti piacerebbe sentirti determinato proprio quando ti serve? Anche in questo caso, puoi farlo!

Lavorare sulla gestione degli Stati d’animo, evitando di ingaggiare una lotta contro i mulini a vento con le emozioni, ci rende immediatamente più efficaci e concreti.
Ed infine, prendere consapevolezza del fatto che le emozioni, anche le più sgradevoli, sono effimere e passeggere, rende molto più semplice viverle, lavorando poi sugli stati d’animo.

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Il mio compagno mi critica e io mi ritrovo in preda allo sconforto!
Mi sento agitato prima di una gara!

Spesso gli atleti chiedono a se stessi di imparare a gestire le proprie emozioni, cadendo in un grande malinteso.

Siamo soliti sovrapporre il significato di “emozioni” e “stati d’animo” utilizzandoli come sinonimi, in realtà tra l’uno e l’altro c’è una profonda differenza.

Le emozioni sono reazioni affettive intense, che si manifestano all’improvviso ed hanno una durata molto breve.
Sono elaborate dal cervello limbico e derivano da uno stimolo interno o esterno, piacevole o spiacevole.
È chiaro quindi che una rabbia che permane per un tempo prolungato, non è l’emozione di rabbia: e quindi che cos’è?

Eccoci arrivati allo Stato d’Animo, che a differenza delle emozioni permane nel tempo e viene elaborato dalla nostra corteccia cerebrale, la stessa che si occupa della nostra parte cognitiva, della memoria e dei movimenti muscolari.
Al di là di questioni semantiche e di precisione lessicale, quello che davvero ci interessa di questa distinzione è sapere che ciò che è possibile e utile gestire sono gli stati d’animo.
Mentre l’emozione è fugace, arriva e se ne va velocemente senza che possiamo farci nulla, è fondamentale per un giocatore capire che ognuno è responsabile dei propri stati d’animo e che gli avvenimenti esterni o le altre persone non possono influenzare o decidere il modo in cui egli si sente.

Nel momento in cui in campo ci prendiamo la responsabilità dei nostri stati d’animo, il ventaglio di scuse per cui ci sentiamo in un modo o nell’altro improvvisamente scompare, e allo stesso tempo il nostro potere personale aumenta considerevolmente perché prendiamo consapevolezza che nulla può impedirci di provare stati d’animo potenzianti e utili per la nostra prestazione sportiva.
Per poter gestire i nostri stati dobbiamo saperli riconoscere, capire quale stato è il migliore per la nostra prestazione ed infine saperli riprodurre.

Ti piacerebbe sentirti felice a comando? Bene, da ora puoi farlo!
Ti piacerebbe sentirti determinato proprio quando ti serve? Anche in questo caso, puoi farlo!

Lavorare sulla gestione degli Stati d’animo, evitando di ingaggiare una lotta contro i mulini a vento con le emozioni, ci rende immediatamente più efficaci e concreti.
Ed infine, prendere consapevolezza del fatto che le emozioni, anche le più sgradevoli, sono effimere e passeggere, rende molto più semplice viverle, lavorando poi sugli stati d’animo.

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Non tutti, in caso di pioggia, hanno la possibilità di giocare presso strutture indoor con campi coperti per poter colpire la palla in buone condizioni, prenotare un campo indoor infatti è diventata un’ impresa per i giocatori di Padel a causa dei tempi di attesa per trovare campi a disposizione (a volte settimane se non mesi).

Questo è dovuto al fatto che in Italia nonostante abbiamo superato i 650 campi chiusi ancora sono pochi i club che offrono le coperture ai propri campi (meno del 30%) e sono focalizzati nella maggior parte dei casi nell’Italia settentrionale.
Il consiglio ovviamente in caso di pioggia medio forte è di evitare di giocare perchè si rischia di scivolare e la possibilità di infortuni cresce ma se ha smesso di piovere da qualche ora o vi è una leggera pioggerellina la tentazione di una partita da padel è molto forte…

A volte dobbiamo pensare fuori dagli schemi per affrontare il campo bagnato.

Quali sono le strategie da adottare per ottenere il vantaggio sulla coppia avversaria?

Analizziamo e comprendiamo la situazione

Ci sono una serie di fattori che devono essere prima presi in considerazione che influenzeranno uno stile di gioco che sarà diverso dai campi asciutti.
Le palle man mano che assorbono l’acqua diventano sempre più pesanti. Sarà quindi fondamentale colpire la palla al centro della racchetta per non perdere il vantaggio di effettuare un buon tiro. I campi di erba sintetica umidi sono scivolosi e non consentono un forte sostegno per il corpo. Attenzione alle cadute, è meglio non cercare di prendere con scatti palle a fine gara, è meglio perdere un punto piuttosto che un’intera stagione a causa di una brutta scivolata. Lo stile di gioco con i vetri sarà completamente diverso, poiché la palla essendo impregnata d’acqua non avrà le stesse proprietà fisiche quando colpisce il vetro. Il gioco con il vetro è quindi da evitare o meglio da usare con saggezza, spesso la pallina una volta toccato il vetro va a picco per terra senza nessun rimbalzo rendendo vano il nostro sforzo di riprendere la palla.

Tattiche per vincere in situazioni di pioggia

I tre elementi fondamentali di padel sono la palla, la racchetta e il campo e tutti e tre saranno influenzati dall’acqua. Come ottenere una strategia vincente quando si gioca su campi bagnati?
C’è una preparazione tattico-mentale da tenere a mente dal primo all’ultimo punto quando si gioca su terreno bagnato. Si tratta di utilizzare al meglio le nostre capacità fisiche (dobbiamo stare più bassi sugli appoggi cercando di giocare in modo più aggressivo) per poter dominare la partita. Essendo le palline più pesanti e veloci, tutto il gioco sarà velocizzato e la coppia che ne approfitterà sarà quella che è la più fisicamente aggressiva.
Giocare negli spazi liberi è importante in quanto facendo correre i nostri avversari abbiamo la possibilità che ci ritornino palle più facili da attaccare. Giocare in modo più aggressivo del solito è sicuramente uno dei punti chiave per guidare e controllare il match. È quindi quasi imperativo mantenere una posizione a rete il più a lungo possibile per aumentare la pressione. Giocare negli angoli e vicino ai vetri per fare in modo di ostacolare gli avversari, essendo la palla più pesante, più veloce e rimbalzando in modo diverso sul vetro, ci permetterà di avere colpi da sfruttare per chiudere lo scambio.
Come possiamo vedere, giocare sotto la pioggia è meno divertente e può anche essere paragonato a uno sport completamente diverso ma occorre tener conto degli elementi fisici della natura per adattarci alle nuove condizioni per vincere gli incontri.

Buon Padel a tutti

by Mr Padel Paddle in collaborazione con il Corriere dello Sport

 

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