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Da buoni appassionati di padel, è sogno un po’ di tutti riuscire a fare nostri i colpi tecnici di questo sport per poterli usare in campo nel momento del bisogno, uno è sicuramente lo smash.

Quindi facciamo lezioni, guardiamo i video delle partite, seguiamo i tutorial, ora possiamo anche guardare le migliori partite del mondo direttamente dalla tv

In alcuni casi questo aiuta a far crescere il nostro bagaglio tecnico, dopotutto il nostro cervello funziona molto bene per immagini e l’osservazione porta grandi vantaggi nell’apprendimento.
Vero è che certi colpi, eseguiti così velocemente dai professionisti non sono sempre immediati da imparare e uno tra questi è lo smash in kick, più famoso per essere conosciuto come lo smash del por trés (che fa battere la pallina alta sul vetro di fondo per poi far uscire la pallina dal lungolinea laterale).
Si sente spesso anche in telecronaca e nelle spiegazioni tecniche che è importante colpire la palla in kick per dare l’effetto desiderato ma, anche ricercando sul web abbiamo trovato davvero poche spiegazioni esaustive di cosa vuol dire nel concreto “colpire la palla in kick” e come ci si allena per imparare il gesto tecnico.
È vero che per questo esistono soprattutto gli istruttori qualificati di padel…

Intanto è bene sapere che colpire la palla in kick è utile quando vuoi sfruttare un rimbalzo alto (ecco perché è usato nel por trés, il rimbalzo alto a parete unita alla rotazione della pallina ne favorisce l’uscita di gabbia) e lo puoi fare solo su palle alte.

A differenza dello smash piatto, il colpo in kick da’ una “spazzolata” alla pallina (da sinistra a destra se sei destrorso, da destra a sinistra se sei mancino) che ne genera la rotazione che poi crea tutto l’effetto, la pallina va colpita alle ore 10, quindi appena poco più dietro della nostra testa.

Molta importanza ha la spinta delle gambe per dare la giusta potenza al colpo, se hai familiarità con il tennis è lo stesso gesto tecnico del secondo servizio del tennis.
Il movimento del braccio quindi compie un arco, un cerchio più laterale al corpo che frontale, andando a colpire la pallina appena dietro la nostra testa.

Vi condividiamo un video di Gustavo Spector su Padel Magazine dove trovate la spiegazione dello smash in kick (al minuto 0,30’’) e lo smash por tres (al minuto 2,20’’).



Vi ricondividiamo anche il video di Paquito Navarro, tra i migliori del Word Padel Tour a eseguire questo colpo:



Smash Port Tres

Lo smash por tres richiede più forza che un semplice smash in kick e molta tecnica perché per far uscire la pallina è necessario farle fare un percorso quasi obbligato.

Dovrà infatti essere colpita in kick con la giusta velocità, battere in piena rotazione al limitare della linea di fondo campo per schizzare alta sul primo o inizio del secondo vetro di fondo campo (partendo dall’angolo) e quindi spararsi fuori gabbia.

Non abbiate paura di sperimentarvi nel por trés, è vero che un por trés mancato nel mondo professionistico è un grande rischio di contrattacco facile per gli avversari ma nel mondo amatoriale offre grande efficacia e spettacolo anche quando non è ancora abbastanza perfetto da uscire dalla gabbia, resta infatti difficile da recuperare in avanzamento e con l’incognita data dalla grata.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

Fonti. video tratti da pagine Youtube Padel Magazine e pagina ufficiale Paquito Navarro

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Tecnica di Padel : La Por tres di Paquito Navarro

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Si è conclusa domenica la terza tappa del World Padel Tour a Vigo e tutti noi siamo rimasti molto colpiti dal risultato finale.

Nello specifico, ci ha colpito la prestazione delle teste di serie Lebron/ Galan e Triay/ Salazar.
Ad Alicante infatti entrambe le coppie hanno vinto la finale con un risultato davvero imbarazzante, mentre a Vigo hanno sofferto (perdendo in finale la femminile e in semifinale la maschile).

Seguendo la telecronaca su Sky, abbiamo notato che i telecronisti hanno continuato a sottolineare quanto il campo fosse “lento” e quindi abbiamo approfittato della loro disponibilità a rispondere ai telespettatori e abbiamo chiesto direttamente a Alessandro Lupi e Saverio Palmieri maggiori informazioni.

Intanto la prima domanda, è forse la più ovvia: possibile che due coppie che ad Alicante hanno vinto con un risultato tanto schiacciante, si trovano a far fatica solo per un campo più lento?
Proprio Saverio ci ha risposto che si, è una differenza molto importante che enfatizza o penalizza in modo netto le due diverse correnti di pensiero nel gioco del padel, quello a tutta forza e prevalentemente offensivo prediletto da queste due coppie piuttosto che un gioco più di costruzione e difensivo come vorrebbe il padel vecchia maniera.

Quindi gli abbiamo chiesto come si distingue un campo veloce da uno lento e ci ha spiegato che lo capisci dal rimbalzo della pallina. Lo puoi capire con tutti i colpi ma va da sé che con lo smash lo capisci più facilmente. Se la pallina rimbalza veloce e in altezza sei in un campo rapido, al contrario il campo è più lento.

Ma come possiamo rendere utili queste informazioni per noi comuni amatori?

Intanto va detto che in aggiunta a questo, a livello amatoriale hanno un peso importante anche le palle con cui si sceglie di giocare. Aldilà del brand che si sceglie, mentre al WPT vengono cambiate più volte durante la partita, noi comuni mortali siamo soliti usare le stesse per più di una partita (o peggio, usiamo quelle messe a disposizione dal circolo che spesso hanno diverse ore di gioco alle spalle).

La pallina ha un suo tempo di performance, dopo il quale perde pressione e quindi gradualmente anche la capacità di rimbalzo, pesando sull’efficacia del colpo.

Secondo noi è particolarmente utile riconoscere il tipo di campo per chi d’abitudine gioca in circoli diversi, per divertimento/ necessità o perché partecipa a tornei e competizioni. È informazione preziosa perché, come hanno sottolineato anche Lupi e Palmieri in telecronaca, un campo veloce premia un gioco di forza mentre uno lento chiama più costruzione. E noi dobbiamo poter capire su che gioco puntare per ottenere il risultato.

Sappiamo che a livello amatoriale uno smash fatto bene può mettere in crisi la coppia avversaria a prescindere dal campo ma laddove ci troviamo con avversari capaci, anche la nostra capacità di leggere le interferenze esterne può fare la differenza e aiutarci a scegliere la strategia di gioco più efficace. Sapere che i nostri colpi forti devono essere perfetti per essere efficaci oppure all’inverso, che con campo veloce possiamo osare di più sulle palle alte perché ci aiuta sui vincenti senza troppo sforzo o anche con una tecnica non proprio perfetta ci permette di sfruttare tutte le nostre potenzialità in partita.

Scommettiamo infatti che è successo anche a voi almeno una volta nella vita di trovarvi a giocare con avversari tutto sommato non temibili ma con una pallina imprendibile anche in situazioni che di solito sapete gestire senza difficoltà, senza comprenderne il motivo. Magari anzi, mettendo in discussione la vostra abilità o il vostro stato d’animo, pensando che “non eravate proprio in partita”.

Ebbene, con ogni probabilità era il campo a darvi delle risposte ad una velocità diversa dal solito

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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Ad Alicante infatti entrambe le coppie hanno vinto la finale con un risultato davvero imbarazzante, mentre a Vigo hanno sofferto (perdendo in finale la femminile e in semifinale la maschile).

Seguendo la telecronaca su Sky, abbiamo notato che i telecronisti hanno continuato a sottolineare quanto il campo fosse “lento” e quindi abbiamo approfittato della loro disponibilità a rispondere ai telespettatori e abbiamo chiesto direttamente a Alessandro Lupi e Saverio Palmieri maggiori informazioni.

Intanto la prima domanda, è forse la più ovvia: possibile che due coppie che ad Alicante hanno vinto con un risultato tanto schiacciante, si trovano a far fatica solo per un campo più lento?
Proprio Saverio ci ha risposto che si, è una differenza molto importante che enfatizza o penalizza in modo netto le due diverse correnti di pensiero nel gioco del padel, quello a tutta forza e prevalentemente offensivo prediletto da queste due coppie piuttosto che un gioco più di costruzione e difensivo come vorrebbe il padel vecchia maniera.

Quindi gli abbiamo chiesto come si distingue un campo veloce da uno lento e ci ha spiegato che lo capisci dal rimbalzo della pallina. Lo puoi capire con tutti i colpi ma va da sé che con lo smash lo capisci più facilmente. Se la pallina rimbalza veloce e in altezza sei in un campo rapido, al contrario il campo è più lento.

Ma come possiamo rendere utili queste informazioni per noi comuni amatori?

Intanto va detto che in aggiunta a questo, a livello amatoriale hanno un peso importante anche le palle con cui si sceglie di giocare. Aldilà del brand che si sceglie, mentre al WPT vengono cambiate più volte durante la partita, noi comuni mortali siamo soliti usare le stesse per più di una partita (o peggio, usiamo quelle messe a disposizione dal circolo che spesso hanno diverse ore di gioco alle spalle).

La pallina ha un suo tempo di performance, dopo il quale perde pressione e quindi gradualmente anche la capacità di rimbalzo, pesando sull’efficacia del colpo.

Secondo noi è particolarmente utile riconoscere il tipo di campo per chi d’abitudine gioca in circoli diversi, per divertimento/ necessità o perché partecipa a tornei e competizioni. È informazione preziosa perché, come hanno sottolineato anche Lupi e Palmieri in telecronaca, un campo veloce premia un gioco di forza mentre uno lento chiama più costruzione. E noi dobbiamo poter capire su che gioco puntare per ottenere il risultato.

Sappiamo che a livello amatoriale uno smash fatto bene può mettere in crisi la coppia avversaria a prescindere dal campo ma laddove ci troviamo con avversari capaci, anche la nostra capacità di leggere le interferenze esterne può fare la differenza e aiutarci a scegliere la strategia di gioco più efficace. Sapere che i nostri colpi forti devono essere perfetti per essere efficaci oppure all’inverso, che con campo veloce possiamo osare di più sulle palle alte perché ci aiuta sui vincenti senza troppo sforzo o anche con una tecnica non proprio perfetta ci permette di sfruttare tutte le nostre potenzialità in partita.

Scommettiamo infatti che è successo anche a voi almeno una volta nella vita di trovarvi a giocare con avversari tutto sommato non temibili ma con una pallina imprendibile anche in situazioni che di solito sapete gestire senza difficoltà, senza comprenderne il motivo. Magari anzi, mettendo in discussione la vostra abilità o il vostro stato d’animo, pensando che “non eravate proprio in partita”.

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Seguendo la telecronaca su Sky, abbiamo notato che i telecronisti hanno continuato a sottolineare quanto il campo fosse “lento” e quindi abbiamo approfittato della loro disponibilità a rispondere ai telespettatori e abbiamo chiesto direttamente a Alessandro Lupi e Saverio Palmieri maggiori informazioni.

Intanto la prima domanda, è forse la più ovvia: possibile che due coppie che ad Alicante hanno vinto con un risultato tanto schiacciante, si trovano a far fatica solo per un campo più lento?
Proprio Saverio ci ha risposto che si, è una differenza molto importante che enfatizza o penalizza in modo netto le due diverse correnti di pensiero nel gioco del padel, quello a tutta forza e prevalentemente offensivo prediletto da queste due coppie piuttosto che un gioco più di costruzione e difensivo come vorrebbe il padel vecchia maniera.

Quindi gli abbiamo chiesto come si distingue un campo veloce da uno lento e ci ha spiegato che lo capisci dal rimbalzo della pallina. Lo puoi capire con tutti i colpi ma va da sé che con lo smash lo capisci più facilmente. Se la pallina rimbalza veloce e in altezza sei in un campo rapido, al contrario il campo è più lento.

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Intanto va detto che in aggiunta a questo, a livello amatoriale hanno un peso importante anche le palle con cui si sceglie di giocare. Aldilà del brand che si sceglie, mentre al WPT vengono cambiate più volte durante la partita, noi comuni mortali siamo soliti usare le stesse per più di una partita (o peggio, usiamo quelle messe a disposizione dal circolo che spesso hanno diverse ore di gioco alle spalle).

La pallina ha un suo tempo di performance, dopo il quale perde pressione e quindi gradualmente anche la capacità di rimbalzo, pesando sull’efficacia del colpo.

Secondo noi è particolarmente utile riconoscere il tipo di campo per chi d’abitudine gioca in circoli diversi, per divertimento/ necessità o perché partecipa a tornei e competizioni. È informazione preziosa perché, come hanno sottolineato anche Lupi e Palmieri in telecronaca, un campo veloce premia un gioco di forza mentre uno lento chiama più costruzione. E noi dobbiamo poter capire su che gioco puntare per ottenere il risultato.

Sappiamo che a livello amatoriale uno smash fatto bene può mettere in crisi la coppia avversaria a prescindere dal campo ma laddove ci troviamo con avversari capaci, anche la nostra capacità di leggere le interferenze esterne può fare la differenza e aiutarci a scegliere la strategia di gioco più efficace. Sapere che i nostri colpi forti devono essere perfetti per essere efficaci oppure all’inverso, che con campo veloce possiamo osare di più sulle palle alte perché ci aiuta sui vincenti senza troppo sforzo o anche con una tecnica non proprio perfetta ci permette di sfruttare tutte le nostre potenzialità in partita.

Scommettiamo infatti che è successo anche a voi almeno una volta nella vita di trovarvi a giocare con avversari tutto sommato non temibili ma con una pallina imprendibile anche in situazioni che di solito sapete gestire senza difficoltà, senza comprenderne il motivo. Magari anzi, mettendo in discussione la vostra abilità o il vostro stato d’animo, pensando che “non eravate proprio in partita”.

Ebbene, con ogni probabilità era il campo a darvi delle risposte ad una velocità diversa dal solito

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Si conclude alla grande la terza tappa del Cupra Open di Vigo del circuito World Padel Tour con la finale maschile

Ancora una volta gli eterni campioni argentini Fernando Belasteguin e Sanyo Gutierrez conquistano la lor seconda vittoria in tre tappe del circuito professionistico più importante al mondo.

La chiave vincente dei due fenomeni è sempre la loro tattica , spesso attendista nel primo set a studiare gli avversari (anche in semifinale avevano perso il loro primo set contro Lima e Tapia e stessa cosa nella finale vinta a Madrid contro Stupaczuk-Ruiz).
Come un copione già visto perdono il primo set  per 6-4 contro Paquito Navarro e Martin di Nenno per poi salire in cattedra nel secondo vinto 6-4 e nel terzo con un secco 6-2 che li porta in trionfo.
Nei momenti chiave degli incontri i “due senior” leggono sempre nel miglior modo possibile gli incontri , adesso bisogna capire quale potrebbe essere la loro tenuta nell’arco di una intera stagione.

Bela può cosi festeggiare in anticipo di tre giorni i suoi 42 anni con il suo 61 torneo vinto su 129 disputati , per Gutierrez si tratta del suo 30 titolo.

Buon padel a tutti !

by Mr Padel Paddle

 

 

 

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Si conclude alla grande la terza tappa del Cupra Open di Vigo del circuito World Padel Tour con la finale maschile

Ancora una volta gli eterni campioni argentini Fernando Belasteguin e Sanyo Gutierrez vincono conquistando la loro seconda vittoria in tre tappe del circuito professionistico più importante al mondo.

La chiave vincente dei due fenomeni è sempre la loro tattica, spesso attendista nel primo set a studiare gli avversari (anche in semifinale avevano perso il loro primo set contro Lima e Tapia e stessa cosa nella finale vinta a Madrid contro Stupaczuk-Ruiz).
Come un copione già visto perdono il primo set  per 6-4 contro Paquito Navarro e Martin di Nenno per poi salire in cattedra nel secondo vinto 6-4 e nel terzo con un secco 6-2 che li porta in trionfo.
Nei momenti chiave degli incontri i “due senior” leggono sempre nel miglior modo possibile le partite, adesso bisogna capire quale potrebbe essere la loro tenuta nell’arco di una intera stagione.

Bela può cosi festeggiare in anticipo di tre giorni i suoi 42 anni con il suo 61esimo torneo vinto su 129 disputati, per Gutierrez si tratta del suo 30 titolo.

Nella Finale femminile vittoria a sorpresa della coppia formata dall’argentina Virginia Riera (n° 17) e  la spagnola Patty Llaguno  (n°11) che sconfiggono in tre set la coppia spagnola n°1 al mondo Ale Salazar (n°4 del ranking Wpt)  e Gemma Triay (n°1) con il punteggio di 2-6/6-3/7-5.

Gli higlights della Finale categoria femminile:



Buon padel a tutti !

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Ancora una volta gli eterni campioni argentini Fernando Belasteguin e Sanyo Gutierrez conquistano la lor seconda vittoria in tre tappe del circuito professionistico più importante al mondo.

La chiave vincente dei due fenomeni è sempre la loro tattica , spesso attendista nel primo set a studiare gli avversari (anche in semifinale avevano perso il loro primo set contro Lima e Tapia e stessa cosa nella finale vinta a Madrid contro Stupaczuk-Ruiz).
Come un copione già visto perdono il primo set  per 6-4 contro Paquito Navarro e Martin di Nenno per poi salire in cattedra nel secondo vinto 6-4 e nel terzo con un secco 6-2 che li porta in trionfo.
Nei momenti chiave degli incontri i “due senior” leggono sempre nel miglior modo possibile gli incontri , adesso bisogna capire quale potrebbe essere la loro tenuta nell’arco di una intera stagione.

Bela può cosi festeggiare in anticipo di tre giorni i suoi 42 anni con il suo 61 torneo vinto su 129 disputati , per Gutierrez si tratta del suo 30 titolo.

Buon padel a tutti !

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Più alto è il livello dell’avversario che affrontiamo sul campo da Padel, più sarà difficile fare punti, e spesso durante la partita avremo la sensazione che i nostri rivali saranno ovunque e ci restituiranno tutto.

Quando abbiamo questa sensazione, può essere perché l’avversario si posiziona molto bene in campo o perché i nostri colpi non li fanno soffrire o per entrambi i motivi.

Quando iniziamo a giocare a livello amatoriale a padel, ci concentriamo fondamentalmente sul rimettere la palla al campo avversario e, a poco a poco, impariamo qualcosa di fondamentale, dirigere la palla.
Per superare l’avversario dobbiamo essere in grado di dirigere la palla, metterla dove vogliamo, altrimenti, contro avversari che si posizionano in campo in modo corretto, soffriremo.

Ecco perché, al di là dei punti che vinciamo con colpi ad effetto o per gli errori dell’avversario, dobbiamo generare spazi da attaccare e, per questo, è essenziale poter muovere l’avversario con i nostri colpi.

Il campo da padel può essere suddiviso in tre zone, rete (zona d’attacco), fondo del campo (zona di difesa) e zona di transizione, quindi ci concentreremo sul fondo della pista e la rete.

Quindi vediamo come possiamo generare quegli spazi per superare l’avversario sia in rete che in fondo alla pista.

Come generare spazi dalla parte inferiore del campo di padel (zona di difesa)

Senza dubbio, il miglior colpo che possiamo usare per spostare un rivale che è in rete è il pallonetto (El Globo).

Il pallonetto è la nostra arma principale per far uscire i rivali dalla rete.

Dipende anche dal pallonetto che facciamo.
Più è profondo, più danni faremo e più gli avversari dovranno ritirarsi verso il fondo del campo.
Se il pallonetto cade corto, o a metà strada, corriamo il rischio che l’avversario ci farà uno smash o una bandeja.
Da qui l’importanza di padroneggiare un colpo come il globo, un colpo che può far girare la situazione di un punto a 180 gradi.
Non saremo sempre in grado di tirare pallonetti e, in molti casi, dovremo ricorrere al gioco da fondo campo “por abajo” tirando sulle volèe degli avversari.

In queste situazioni, ricercheremo sempre la stessa cosa, spostare gli avversari in modo che siano costretti a cambiare la posizione e gli spazi dovrebbero apparire.

Supponiamo che i rivali si alzano insieme verso la rete.
La prima cosa importante è cercare di vedere come reagiscono con le palle al centro.
Se la miscela della coppia non è buona, sicuramente alcuni avversari incominceranno a sbagliare.

Non si tratta di gettare tutte le palle al centro, in quanto ciò ci renderebbe prevedibili.
Per aprire gli spazi, ad esempio, dobbiamo anche aprire gli angoli, lanciando palline parallele “incollate” alla parete laterale.
Si tratta di spostare l’avversario in modo che sia costretto a rettificare la sua posizione.
Quando si gioca “por abajo” può richiedere più tempo per generare tali spazi, ma dobbiamo essere pazienti e non avere fretta per ottenerli.
Ricordiamoci, si tratta di spostare l’avversario fino a quando non abbiamo il buco per infilarlo.

Una volta che la palla ha superato l’avversario e ha l’obbligo di tornare indietro, è il nostro momento di prendere l’iniziativa e chiudere il punto.

Come generare spazi dalla rete

Se abbiamo l’avversario in fondo alla pista, e siamo a rete, ovviamente il pallonetto, come soluzione, è una ipotesi da scartare.

Come possiamo creare spazi?
“Facile”, come è stato il caso dal fondo della pista, si tratta di spostare l’avversario.
Per spostare l’avversario che si trova in fondo alla pista, la teoria è molto simile a quella che abbiamo già visto, cambieremo semplicemente il tipo di colpo.
Possiamo scegliere di mettere in difficoltà l’avversario che è in fondo della pista facendo una dejada (volèe smorzata).
Come con il pallonetto, è importante dominare il colpo, o si trasformerà contro di noi, e tutto quello che avremo è quello di dare la rete all’avversario.

Se la dejada (lo smash) non è uno dei nostri colpi migliori, useremo la tattica del tergicristallo.
Fondamentalmente cerchiamo di giocare il punto su uno dei due giocatori, prima mirando al suo angolo e poi gettando la palla in mezzo al campo.
Facendo ciò sposteremo uno dei rivali e, nel caso in cui il suo partner si sposterà per respingere la palla del centro, libererà lo spazio del suo angolo dove andremo a mirare il nostro colpo.

Come si può vedere, la cosa importante per generare spazi sul campo da padel è quella di essere in grado di spostare l’avversario.
Se lasciamo che gli avversari si posizioneranno, difficilmente lasceranno buchi e commetteranno errori, quindi dobbiamo avere pazienza, agire di tecnica per dirigere bene i nostri colpi.

Più siamo in grado di muovere un avversario, più spazi sul campo lui ci lascerà.

Fonte: stralcio articolo di David BV di El Neverazo

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A partire dalle ore 10 di questa domenica il grande spettacolo finale della terza tappa, Vigo Open del World Padel Tour avrà inizio !

Le finali saranno trasmesse su Sky Sport Collection canale 205 del satellite.

Scenderanno prima in campo le donne con la sfida tra la coppia spagnola n°1 al mondo Ale Salazar (n°4 del ranking Wpt)  e Gemma Triay (n°1) vs le teste di serie n°6 l’argentina Virginia Riera (n° 17) e  la spagnola Patty Llaguno  (n°11), a seguire gli uomini con la coppia testa di serie n°2 formata dagli eterni argentini Fernando Belasteguin  (n°3) e Sanyo Gutierrez (n°6)  contro la coppia ispanico-argentina n°4 di Paquito Navarro (n°5) e Martin Di Nenno (n° 18).

Ma vediamo come sono andate le semifinali :

Categoria femminile

In mattinata Ale Salazar e Gemma Triay si sono trovate davanti un giovanissimo duo che si è già dimostrato pronto a lottare per la vetta della classifica: Delfi Brea (n°14) e Tamara Icardo (n°23).
Il match è stato però senza storia con una vittoria schiacciante delle favorite del torneo e di questo World Padel Tour 2021 che in meno di un’ora hanno sbrigato la pratica con un secco 6-1/6-0.
Anche la seconda semifinale femminile è stata senza storia con la vittoria in due set dell’esperta 36enne Patty Llaguno e la compagna Virginia Riera per 6-1/6-3 e raggiungendo la loro prima finale in coppia insieme.

Categoria maschile

Nella prima semifinale maschile a sorpresa sono usciti i due n°1 al mondo Ale Galan e Juan Lebron contro Navarro – Di Nenno.
Eppure dopo il primo set vinto abbastanza agevolmente dai due spagnoli la partita ha cambiato faccia grazie anche ad un redivivo Paquito Navarro che con il suo compagno conquistano il secondo set per 6-3 ed il terzo per 6-4 portandosi a casa la partita.

Ecco gli Highlight dell’incontro:



Nella seconda semifinale Belasteguin insieme a Gutierrez hanno affrontato due suoi ex compagni di Fernando, Pablo Lima (con cui ha vinto tre volte il WPT dal 12015 al 2017 e attualmente n°4) e Agustin Tapia (n°8).
Nei quarti i due argentini si erano sbarazzati in tre set di un’altra coppia argentina Maxi Sanchez (ex compagno di Sanyo con cui è stato campione nel 2018, n°9) e Lucho Capra (n°32).
La coppia Lima-Tapia invece avevano buttato fuori nell’altro quarto di finale la coppia giunta a sorpresa nelle ultime 2 finali formata da Stupaczuk-Ruiz (n° 7 e 15) per 7-6/6-3.
La semifinale vede il primo set vinto dalla coppia Lima/Tapia per 6-4 più per merito del brasiliano in quanto il suo compagno argentino si è dimostrato piuttosto falloso nell’arco di tutta la partita.
Nel secondo set salgono in cattedra Bela & Sanyo e con un gioco tattico perfetto mettono in crisi Tapia mandando alla lunga anche in tilt Lima vincendo per 6-4.
Il terzo set segue la falsariga di quello precedente e nonostante un leggero infortunio a Fernando a fine match i due argentini vincono facilmente il set per 6-2 e la partita.
Domani si giocano la loro seconda finale dell’anno dopo quella vinta all’Open di Madrid.

Highlight del match



Buon Padel a tutti

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Ma vediamo come sono andate le semifinali :

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In mattinata Ale Salazar e Gemma Triay si sono trovate davanti un giovanissimo duo che si è già dimostrato pronto a lottare per la vetta della classifica: Delfi Brea (n°14) e Tamara Icardo (n°23).
Il match è stato però senza storia con una vittoria schiacciante delle favorite del torneo e di questo World Padel Tour 2021 che in meno di un’ora hanno sbrigato la pratica con un secco 6-1/6-0.
Anche la seconda semifinale femminile è stata senza storia con la vittoria in due set dell’esperta 36enne Patty Llaguno e la compagna Virginia Riera per 6-1/6-3 e raggiungendo la loro prima finale in coppia insieme.

Categoria maschile

Nella prima semifinale maschile a sorpresa sono usciti i due n°1 al mondo Ale Galan e Juan Lebron contro Navarro – Di Nenno.
Eppure dopo il primo set vinto abbastanza agevolmente dai due spagnoli la partita ha cambiato faccia grazie anche ad un redivivo Paquito Navarro che con il suo compagno conquistano il secondo set per 6-3 ed il terzo per 6-4 portandosi a casa la partita.

Ecco gli Highlight dell’incontro:



Nella seconda semifinale Belasteguin insieme a Gutierrez hanno affrontato due suoi ex compagni di Fernando, Pablo Lima (con cui ha vinto tre volte il WPT dal 12015 al 2017 e attualmente n°4) e Agustin Tapia (n°8).
Nei quarti i due argentini si erano sbarazzati in tre set di un’altra coppia argentina Maxi Sanchez (ex compagno di Sanyo con cui è stato campione nel 2018, n°9) e Lucho Capra (n°32).
La coppia Lima-Tapia invece avevano buttato fuori nell’altro quarto di finale la coppia giunta a sorpresa nelle ultime 2 finali formata da Stupaczuk-Ruiz (n° 7 e 15) per 7-6/6-3.
La semifinale vede il primo set vinto dalla coppia Lima/Tapia per 6-4 più per merito del brasiliano in quanto il suo compagno argentino si è dimostrato piuttosto falloso nell’arco di tutta la partita.
Nel secondo set salgono in cattedra Bela & Sanyo e con un gioco tattico perfetto mettono in crisi Tapia mandando alla lunga anche in tilt Lima vincendo per 6-4.
Il terzo set segue la falsariga di quello precedente e nonostante un leggero infortunio a Fernando a fine match i due argentini vincono facilmente il set per 6-2 e la partita.
Domani si giocano la loro seconda finale dell’anno dopo quella vinta all’Open di Madrid.

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