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E’ Lecce ad ospitare da giovedì 15 a domenica 18 luglio una prova FIP Star maschile e femminile, con ben 10.200 euro di montepremi complessivo e soprattutto un gruzzoletto di 40 punti per il ranking in palio per le coppie vincitrici.

Sui campi del PalaSummer in Piazza Palio – sei in totale, di cui 5 indoor all’interno di una superficie completamente dotata di illuminazione, aperta sui lati e con sistema di ventilazione, e circondata da una tribuna della capienza di 1000 spettatori – si comincia dunque con le qualificazioni maschili, giovedì, che vedono impegnati 16 binomi a caccia dei 4 posti per il tabellone principale.

Scatta poi venerdì il Cuadro final, che vede come principali favoriti gli spagnoli Gonzalo Rubio Perez, numero 48 del ranking mondiale (da regolamento non possono partecipare a questa categoria di tornei i primi 35 del ranking WPT maschile e le prime 24 della classifica femminile), e Mario Del Castillo Marin (n.61 WPT), con seconda testa di serie il duo formato dall’iberico Raul Marcos Duran (n.84) e dall’italo-argentino Juan Manuel Restivo (n.78), vincitori in maggio del torneo FIP Rise a Catania.

Ai numeri 3 e 4 del seeding altri due binomi italo-ispanici, quelli composti da Pasquale De Ruvo e Cristian Hugo Gutierrez e da Michele Notarnicola e Ricardo Martinez Sanchez, quindi spazio agli atleti azzurri – numerosi dei quali reduci dalla rassegna continentale – comunque intenzionati a recitare un ruolo di rilievo: Simone Cremona e Marco Cassetta sono la quinta testa di serie, seguiti nell’ordine da Lorenzo Di Giovanni e Riccardo Sinicropi e dai romani Luca Mezzetti e Michele Bruno che tornano a fare coppia, con a completare il seeding Nicolò Cotto (recente trionfatore del FIP Rise a Porto Sant’Elpidio con German Tamame) in questo caso affiancato nella “gabbia” dallo spagnolo Carlos Perez Cabeza.

Il calendario dell’evento prevede per sabato quarti e semifinali, con le sfide decisive per assegnare il 1° Trofeo Città di Lecce in programma domenica.

Al via venerdì anche la competizione in rosa, che vede allineate sedici coppie: anche in questo tabellone da battere due spagnole, la non ancora 20enne Patricia Martinez Fortun (n.59 WPT) e Carmen Castillon Gamez, classe 2002 (n.83), che dovranno però fare i conti con il duo formato dalla numero uno d’Italia Chiara Pappacena (n.71) e dall’altra romana Giorgia Marchetti (n.188), con le azzurre Valentina Tommasi (n.91) ed Emily Stellato (n.92), che a fine maggio al Padel Club Riccione hanno rotto il ghiaccio a livello internazionale conquistando il FIP Rise Trofeo Plastile, e con le altre iberiche Laura Albertì Castell (n.156) e Marta Perez Arias (n.98), accreditate della quarta testa di serie.

Pronte a recitare il ruolo di outsider anche altre atlete che frequentano il circuito internazionale come Lorena Vano (n.111) al fianco della spagnola Alba Perez Momha (n.159), o le pugliesi Sara D’Ambrogio e Claudia Noemi Cascella.

Il tour organizzato dalla Federazione Internazionale Padel, presieduta da Luigi Carraro, riconfermato per il prossimo quadriennio olimpico, chiuderà il mese di luglio (dal 26 a domenica 1 agosto) con il torneo FIP Gold Sicilia maschile e femminile, in programma sui campi dell’Epipoli Padel di Siracusa e dotato di un montepremi complessivo di 20.000 euro e di ben 80 punti WPT per la coppia vincitrice.

Sarà l’occasione per vedere all’opera numerose stelle del World Padel Tour, considerando che da regolamento sono esclusi solo i primi 16 delle graduatorie mondiali maschili e femminili.

(fonte: Gianluca Strocchi –  federtennis.it)

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E’ Lecce ad ospitare da giovedì 15 a domenica 18 luglio una prova FIP Star maschile e femminile, con ben 10.200 euro di montepremi complessivo e soprattutto un gruzzoletto di 40 punti per il ranking in palio per le coppie vincitrici.

Sui campi del PalaSummer in Piazza Palio – sei in totale, di cui 5 indoor all’interno di una superficie completamente dotata di illuminazione, aperta sui lati e con sistema di ventilazione, e circondata da una tribuna della capienza di 1000 spettatori – si comincia dunque con le qualificazioni maschili, giovedì, che vedono impegnati 16 binomi a caccia dei 4 posti per il tabellone principale.

Scatta poi venerdì il Cuadro final, che vede come principali favoriti gli spagnoli Gonzalo Rubio Perez, numero 48 del ranking mondiale (da regolamento non possono partecipare a questa categoria di tornei i primi 35 del ranking WPT maschile e le prime 24 della classifica femminile), e Mario Del Castillo Marin (n.61 WPT), con seconda testa di serie il duo formato dall’iberico Raul Marcos Duran (n.84) e dall’italo-argentino Juan Manuel Restivo (n.78), vincitori in maggio del torneo FIP Rise a Catania.

Ai numeri 3 e 4 del seeding altri due binomi italo-ispanici, quelli composti da Pasquale De Ruvo e Cristian Hugo Gutierrez e da Michele Notarnicola e Ricardo Martinez Sanchez, quindi spazio agli atleti azzurri – numerosi dei quali reduci dalla rassegna continentale – comunque intenzionati a recitare un ruolo di rilievo: Simone Cremona e Marco Cassetta sono la quinta testa di serie, seguiti nell’ordine da Lorenzo Di Giovanni e Riccardo Sinicropi e dai romani Luca Mezzetti e Michele Bruno che tornano a fare coppia, con a completare il seeding Nicolò Cotto (recente trionfatore del FIP Rise a Porto Sant’Elpidio con German Tamame) in questo caso affiancato nella “gabbia” dallo spagnolo Carlos Perez Cabeza.

Il calendario dell’evento prevede per sabato quarti e semifinali, con le sfide decisive per assegnare il 1° Trofeo Città di Lecce in programma domenica.

Al via venerdì anche la competizione in rosa, che vede allineate sedici coppie: anche in questo tabellone da battere due spagnole, la non ancora 20enne Patricia Martinez Fortun (n.59 WPT) e Carmen Castillon Gamez, classe 2002 (n.83), che dovranno però fare i conti con il duo formato dalla numero uno d’Italia Chiara Pappacena (n.71) e dall’altra romana Giorgia Marchetti (n.188), con le azzurre Valentina Tommasi (n.91) ed Emily Stellato (n.92), che a fine maggio al Padel Club Riccione hanno rotto il ghiaccio a livello internazionale conquistando il FIP Rise Trofeo Plastile, e con le altre iberiche Laura Albertì Castell (n.156) e Marta Perez Arias (n.98), accreditate della quarta testa di serie.

Pronte a recitare il ruolo di outsider anche altre atlete che frequentano il circuito internazionale come Lorena Vano (n.111) al fianco della spagnola Alba Perez Momha (n.159), o le pugliesi Sara D’Ambrogio e Claudia Noemi Cascella.

Il tour organizzato dalla Federazione Internazionale Padel, presieduta da Luigi Carraro, riconfermato per il prossimo quadriennio olimpico, chiuderà il mese di luglio (dal 26 a domenica 1 agosto) con il torneo FIP Gold Sicilia maschile e femminile, in programma sui campi dell’Epipoli Padel di Siracusa e dotato di un montepremi complessivo di 20.000 euro e di ben 80 punti WPT per la coppia vincitrice.

Sarà l’occasione per vedere all’opera numerose stelle del World Padel Tour, considerando che da regolamento sono esclusi solo i primi 16 delle graduatorie mondiali maschili e femminili.

(fonte: Gianluca Strocchi –  federtennis.it)

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Lo abbiamo già scritto, aldilà delle capacità tecniche nel padel incide molto la capacità tattica e strategica della squadra per aggiudicarsi un match.
E questi due aspetti non riguardano solo la partita vera e propria.

Vediamo quindi 3 chiavi che ci auguriamo possano entrare nel vostro normale modo di fare ogni volta che vi apprestate a giocare una partita di padel !

RACCOLTA INFORMAZIONI

Una buona scelta tattica nasce anche dalla capacità di saper osservare e raccogliere informazioni da tutto ciò che incide nella partita, dagli avversari alle condizioni esterne (del campo, del meteo, degli avversari).
Il palleggiamento di riscaldamento serve sicuramente in termini fisici per aumentare la nostra regolarità, preparare il corpo ai movimenti tipici di questo sport ma ci permette anche e soprattutto di studiare i nostri avversari, per scegliere che strategia adottare in partita.
Il palleggio pre partita è considerato un riscaldamento “cortese”, serve per prendere contatto con la palla, con il campo e con i rivali e quindi è solitamente svolto in velocità media o media bassa. Si palleggia giocando sicuro, dandoci ritmo e volume di gioco.
Per raccogliere informazioni è necessario giocare diversi tipi di palle ed è buona cosa creare una routine da utilizzare sempre.
Va bene quindi il palleggio semplice, dritto e rovescio.
Delle palle semplici che sfruttano il doppio rimbalzo sui vetri. Vetro lungo e vetro corto e vetro corto e vetro lungo.
Se siamo in grado di farlo, possiamo aggiungere qualche effetto alla nostra palla.
Quindi torniamo al rimbalzo sulla parete di fondo ma con un po’ più di forza per farla tornare verso la rete.
Quindi portiamo l’avversario a rete e gli facciamo lavorare volee, l’ideale è due di diritto e due di rovescio, con maggiore continuità possibile. Qualche palla corta ai piedi e al corpo con qualche semplice complicazione in più.
Quando scaldiamo la nostra bandeja cerchiamo colpi semplici per vedere dove il nostro rivale posiziona la risposta.
L’idea è sempre quella di comprendere meglio l’avversario con i suoi pregi e difetti di colpi e dobbiamo osservare a 360 gradi cosa succede. Come sa muoversi in difesa, come gestisce i vetri, quanto è dinamico e veloce sui piedi, che forza e controllo sa imprimere ai suoi colpi, che effetti è in grado di imprimere. Pur mantenendo una forza “da crociera”, se abbiamo un buon controllo e riusciamo a sperimentare nello stesso scambio lunghezze, altezze e profondità diverse riusciamo a osservare la qualità dei colpi dell’avversario e la sua abilità e velocità di reazione.
È interessante, quando siamo noi sotto rete e chiediamo di scaldarci un po’ sulle palle alte, la capacità dell’avversario di servirci con precisione o meno. Se infatti non riesce facilmente a darci la palla che ci serve, sappiamo che non ha un buon controllo dei suoi colpi, è un’informazione importante.
È buona regola evitare commenti in questa fase di riscaldamento. “Calma non preoccuparti” detto con malizia o “non essere nervoso” sono giochetti che possono funzionare a minare lo stato d’animo dell’avversario ma… abbiamo bisogno di questo?
È evidente che la raccolta delle informazioni ci serve per confermare la strategia (se l’avevamo delineata) o per definirla, con il nostro compagno. Al termine del riscaldamento quindi è necessario confrontarsi con la reciproca raccolta dati per scegliere come si vuole procedere in partita.
Certo, potremmo accorgerci durante il gioco che la nostra strategia non è vincente perché in partita gli avversari non hanno confermato la nostra raccolta informazioni (ci sono giocatori che usano un profilo basso o sono più lenti a entrare in partita) ma nessun problema, ci si confronta e si modifica la strategia anche in corso d’opera, non si smette mai di raccogliere informazioni.

SCELTA DELLA PALLA O DEL CAMPO

A livello amatoriale o ci si gioca la prima palla o si fa “pari o dispari” per stabilire chi batte per primo.
Battere per primi ha un vantaggio non indifferente perché, in caso di partita equilibrata che non porta a break agli avversari, chi ha iniziato a battere si garantisce più facilmente di giocarsi il set al tiebreak (dal 5/5 si arriverebbe al 6/5 per la prima squadra che ha battuto e quindi o vince 7/5 o si giocano tutto al tiebreak).
In verità, come succede anche in altri sport, chi vince il sorteggio della battuta perde la possibilità di scegliere in che lato del campo giocare che deve esser scelto dalla coppia avversaria.
In questa scelta ci sta una parte tattica e strategica importante.
Sappiamo che se giochiamo outdoor, abbiamo gli elementi metereologici che fanno la differenza: sole, vento, nebbia, umidità (che potrebbe colpire più i vetri di un lato dell’altro) e anche le condizioni del campo possono essere diverse per più o meno sabbia, avvallamenti e condizioni generali.
Si cambia campo ad ogni somma di game dispari, di conseguenza è noto che al termine del primo game ci sarà il cambio.
È intelligente quindi scegliere il campo più scomodo o controproducente perché avremo la possibilità di giocare più game nel lato meno sfavorevole.
Vale anche per i campi indoor, per ragioni differenti. Gli sfondi (spesso i campi indoor sono messi in fila e da un lato vedi gli altri campi che creano difficoltà sulla profondità), le illuminazioni, varie interferenze che fanno parte dell’ambiente ma danno fastidio nelle fasi di gioco.
Va prestata attenzione anche al campo di gioco, capita che un lato sia più insabbiato o consumato, o conosciamo bene il circolo e conosciamo bene lo stato e quindi le insidie dei campi.

CELEBRAZIONE

Se hai visto qualche partita dei professionisti del padel, hai visto come chi più e chi meno, festeggiano. Certo non lo fanno con eccesso piuttosto usano il festeggiamento come leva motivazionale in fasi cruciali della partita. Il rispetto, nel padel come nello sport in generale, è importantissimo e lo si vede anche in questo aspetto.
Urlare dopo un punto combattuto ci da’ fiducia, ci aiuta a rimanere focalizzati e ci rafforza da un punto di vista psicologico.
Certo è che dobbiamo anche rimanere calmi quando sono i nostri avversari che festeggiano. Ancora meglio è, quando i nostri rivali hanno concluso un punto combattuto o hanno fatto un colpo particolarmente bello, efficace saper celebrare questo momento perché oltre che comportamento sportivo, può aiutarti a mantenere la tua concentrazione (lo si vede anche nelle partite WTP, in diversi frangenti vengono applauditi gli avversari per gesti particolarmente belli o complicati e riusciti).
È importante poter rimanere nel qui e ora, in questi casi è fondamentale non rimanere sul loro bel punto o sul nostro colpo mal riuscito che glielo ha regalato. Quello è il passato, è andato ma noi abbiamo ancora da giocarci la nostra partita.
All’inizio potrebbe non essere facile ma non demordere, la costanza di applicazione ti renderà più naturale fare tue queste chiavi importanti.

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

Fonte:  Padelstar

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Lo abbiamo già scritto, aldilà delle capacità tecniche nel padel incide molto la capacità tattica e strategica della squadra per aggiudicarsi un match.
E questi due aspetti non riguardano solo la partita vera e propria.

Vediamo quindi 3 chiavi che ci auguriamo possano entrare nel vostro normale modo di fare ogni volta che vi apprestate a giocare una partita di padel !

RACCOLTA INFORMAZIONI

Una buona scelta tattica nasce anche dalla capacità di saper osservare e raccogliere informazioni da tutto ciò che incide nella partita, dagli avversari alle condizioni esterne (del campo, del meteo, degli avversari).
Il palleggiamento di riscaldamento serve sicuramente in termini fisici per aumentare la nostra regolarità, preparare il corpo ai movimenti tipici di questo sport ma ci permette anche e soprattutto di studiare i nostri avversari, per scegliere che strategia adottare in partita.
Il palleggio pre partita è considerato un riscaldamento “cortese”, serve per prendere contatto con la palla, con il campo e con i rivali e quindi è solitamente svolto in velocità media o media bassa. Si palleggia giocando sicuro, dandoci ritmo e volume di gioco.
Per raccogliere informazioni è necessario giocare diversi tipi di palle ed è buona cosa creare una routine da utilizzare sempre.
Va bene quindi il palleggio semplice, dritto e rovescio.
Delle palle semplici che sfruttano il doppio rimbalzo sui vetri. Vetro lungo e vetro corto e vetro corto e vetro lungo.
Se siamo in grado di farlo, possiamo aggiungere qualche effetto alla nostra palla.
Quindi torniamo al rimbalzo sulla parete di fondo ma con un po’ più di forza per farla tornare verso la rete.
Quindi portiamo l’avversario a rete e gli facciamo lavorare volee, l’ideale è due di diritto e due di rovescio, con maggiore continuità possibile. Qualche palla corta ai piedi e al corpo con qualche semplice complicazione in più.
Quando scaldiamo la nostra bandeja cerchiamo colpi semplici per vedere dove il nostro rivale posiziona la risposta.
L’idea è sempre quella di comprendere meglio l’avversario con i suoi pregi e difetti di colpi e dobbiamo osservare a 360 gradi cosa succede. Come sa muoversi in difesa, come gestisce i vetri, quanto è dinamico e veloce sui piedi, che forza e controllo sa imprimere ai suoi colpi, che effetti è in grado di imprimere. Pur mantenendo una forza “da crociera”, se abbiamo un buon controllo e riusciamo a sperimentare nello stesso scambio lunghezze, altezze e profondità diverse riusciamo a osservare la qualità dei colpi dell’avversario e la sua abilità e velocità di reazione.
È interessante, quando siamo noi sotto rete e chiediamo di scaldarci un po’ sulle palle alte, la capacità dell’avversario di servirci con precisione o meno. Se infatti non riesce facilmente a darci la palla che ci serve, sappiamo che non ha un buon controllo dei suoi colpi, è un’informazione importante.
È buona regola evitare commenti in questa fase di riscaldamento. “Calma non preoccuparti” detto con malizia o “non essere nervoso” sono giochetti che possono funzionare a minare lo stato d’animo dell’avversario ma… abbiamo bisogno di questo?
È evidente che la raccolta delle informazioni ci serve per confermare la strategia (se l’avevamo delineata) o per definirla, con il nostro compagno. Al termine del riscaldamento quindi è necessario confrontarsi con la reciproca raccolta dati per scegliere come si vuole procedere in partita.
Certo, potremmo accorgerci durante il gioco che la nostra strategia non è vincente perché in partita gli avversari non hanno confermato la nostra raccolta informazioni (ci sono giocatori che usano un profilo basso o sono più lenti a entrare in partita) ma nessun problema, ci si confronta e si modifica la strategia anche in corso d’opera, non si smette mai di raccogliere informazioni.

SCELTA DELLA PALLA O DEL CAMPO

A livello amatoriale o ci si gioca la prima palla o si fa “pari o dispari” per stabilire chi batte per primo.
Battere per primi ha un vantaggio non indifferente perché, in caso di partita equilibrata che non porta a break agli avversari, chi ha iniziato a battere si garantisce più facilmente di giocarsi il set al tiebreak (dal 5/5 si arriverebbe al 6/5 per la prima squadra che ha battuto e quindi o vince 7/5 o si giocano tutto al tiebreak).
In verità, come succede anche in altri sport, chi vince il sorteggio della battuta perde la possibilità di scegliere in che lato del campo giocare che deve esser scelto dalla coppia avversaria.
In questa scelta ci sta una parte tattica e strategica importante.
Sappiamo che se giochiamo outdoor, abbiamo gli elementi metereologici che fanno la differenza: sole, vento, nebbia, umidità (che potrebbe colpire più i vetri di un lato dell’altro) e anche le condizioni del campo possono essere diverse per più o meno sabbia, avvallamenti e condizioni generali.
Si cambia campo ad ogni somma di game dispari, di conseguenza è noto che al termine del primo game ci sarà il cambio.
È intelligente quindi scegliere il campo più scomodo o controproducente perché avremo la possibilità di giocare più game nel lato meno sfavorevole.
Vale anche per i campi indoor, per ragioni differenti. Gli sfondi (spesso i campi indoor sono messi in fila e da un lato vedi gli altri campi che creano difficoltà sulla profondità), le illuminazioni, varie interferenze che fanno parte dell’ambiente ma danno fastidio nelle fasi di gioco.
Va prestata attenzione anche al campo di gioco, capita che un lato sia più insabbiato o consumato, o conosciamo bene il circolo e conosciamo bene lo stato e quindi le insidie dei campi.

CELEBRAZIONE

Se hai visto qualche partita dei professionisti del padel, hai visto come chi più e chi meno, festeggiano. Certo non lo fanno con eccesso piuttosto usano il festeggiamento come leva motivazionale in fasi cruciali della partita. Il rispetto, nel padel come nello sport in generale, è importantissimo e lo si vede anche in questo aspetto.
Urlare dopo un punto combattuto ci da’ fiducia, ci aiuta a rimanere focalizzati e ci rafforza da un punto di vista psicologico.
Certo è che dobbiamo anche rimanere calmi quando sono i nostri avversari che festeggiano. Ancora meglio è, quando i nostri rivali hanno concluso un punto combattuto o hanno fatto un colpo particolarmente bello, efficace saper celebrare questo momento perché oltre che comportamento sportivo, può aiutarti a mantenere la tua concentrazione (lo si vede anche nelle partite WTP, in diversi frangenti vengono applauditi gli avversari per gesti particolarmente belli o complicati e riusciti).
È importante poter rimanere nel qui e ora, in questi casi è fondamentale non rimanere sul loro bel punto o sul nostro colpo mal riuscito che glielo ha regalato. Quello è il passato, è andato ma noi abbiamo ancora da giocarci la nostra partita.
All’inizio potrebbe non essere facile ma non demordere, la costanza di applicazione ti renderà più naturale fare tue queste chiavi importanti.

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

Fonte:  Padelstar

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La 7° tappa del circuito World Padel Tour 2021 ha visto, nella categoria maschile, la terza vittoria per quest’anno della coppia argentina dopo le vittorie agli Open di Madrid e di Vigo, mentre in quella femminile la coppia ispanico-argentina formata da Tamara Icardo e Delfi Brea si è portata a casa il secondo torneo stagionale dopo il Santander Open

Che finale maschile!

La finale maschile di domenica è stata tra le due coppie più forti dell’anno, i numeri 1 al mondo gli spagnoli Galan-Lebron contro due le due icone del Pádel Bela e Sanyo.
Ale Galan e Juan Lebron per arrivare in finale, sabato avevano dovuto faticare più di 2 ore per avere la meglio contro Martin Di Nenno e Paquito Navarro, il match più spettacolare del torneo con dei recuperi incredibili da parte di tutte e due le coppie e un secondo set mostruoso di Paquito che però non è bastato per portare a casa l’incontro. Nell’altro match di semifinale la sfida tra coppie argentine era stata vinta da Belasteguin e Gutierrez con un duplice 6-4 contro Chingotto-Tello.
In finale hanno trionfato Belasteguin (62esima vittoria per lui nel WPT) e Gutierrez (31esima vittoria) al terzo set di una partita molto equilibrata dove sono riusciti a bloccare nei momenti chiave del match lo strapotere fisico degli spagnoli (7-5/3-6/6-4).

Brea-Icardo non più sorprese del torneo

E sono 2! Dopo la vittoria all’Open di Santander questa nuova coppia formata dalla 26enne Tamara Icardo (n°15 nel ranking WPT) e la 21enne Delfina Brea (n°14) non è più da considerare una coppia outsider.
A Valencia dopo aver faticato ai quarti di finale contro Las Martas Ortega-Marrero vincendo al tiebreak del terzo set, hanno annichilito in semifinale Osoro-Iglesias (6-3/6-1) e battuto con grande determinazione la coppia n°1 al modo formata dalle spagnole Gemma Triay e Ale Salazar per 6-7/6-1/6-4.

Gli azzurri già fuori nelle pre previa

Daniele Cattaneo e Michele Bruno nel primo turno di pre-previa sono stati sconfitti dagli spagnoli Adrian Ronco Lopez (n°130) e Javier Rodriguez Marquez (n°133) per 6-1/6-0.
Stessa sorte hanno avuto Simone Cremona e Marco Cassetta contro Pablo Garcia Rodrigo (n°131) e Victor Manuel Mena Gil (n°121) perdendo 6-4/6-4.
Nicolò Cotto e l’italo-argentino German Tamame sono invece riusciti a superare il primo turno contro Emilio Sanchez (n°177) e Adrian Corona Roldan (n°184). 6-4/6-3 ma sono usciti perdenti al 2° turno ad opera di Yribbaren-Cadtro per 6-3/6-2.

Orsi e Sussarello, la nuova coppia subito da Cuadro!

Grande risultato di Carolina Orsi e Giulia Sussarello che al loro primo torneo come coppia sono entrate nel Cuadro (tabellone principale) dopo aver superato i turni di previa.
Hanno disputato anche una ottima prova nei sedicesimi di finale uscendo sconfitte solo al terzo set dalla coppia Goenaga-Caldera (entrambe al n°44 del ranking Wpt) che agli ottavi si sono tolte lo sfizio di buttare fuori la coppia Sainz-Gonzalez, una delle coppie più forti del circuito.
Le altre coppie con giocatrici italiane si sono fermate al primo turno di previa.
La prossima ottava tappa del circuito sarà dal 21 al 25 luglio l’Open di Las Rozas che si terrà a Madrid.

Buon padel a tutti

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La 7° tappa del circuito World Padel Tour 2021 ha visto, nella categoria maschile, la terza vittoria per quest’anno della coppia argentina dopo le vittorie agli Open di Madrid e di Vigo, mentre in quella femminile la coppia ispanico-argentina formata da Tamara Icardo e Delfi Brea si è portata a casa il secondo torneo stagionale dopo il Santander Open

Che finale maschile!

La finale maschile di domenica è stata tra le due coppie più forti dell’anno, i numeri 1 al mondo gli spagnoli Galan-Lebron contro due le due icone del Pádel Bela e Sanyo.
Ale Galan e Juan Lebron per arrivare in finale, sabato avevano dovuto faticare più di 2 ore per avere la meglio contro Martin Di Nenno e Paquito Navarro, il match più spettacolare del torneo con dei recuperi incredibili da parte di tutte e due le coppie e un secondo set mostruoso di Paquito che però non è bastato per portare a casa l’incontro. Nell’altro match di semifinale la sfida tra coppie argentine era stata vinta da Belasteguin e Gutierrez con un duplice 6-4 contro Chingotto-Tello.
In finale hanno trionfato Belasteguin (62esima vittoria per lui nel WPT) e Gutierrez (31esima vittoria) al terzo set di una partita molto equilibrata dove sono riusciti a bloccare nei momenti chiave del match lo strapotere fisico degli spagnoli (7-5/3-6/6-4).

Brea-Icardo non più sorprese del torneo

E sono 2! Dopo la vittoria all’Open di Santander questa nuova coppia formata dalla 26enne Tamara Icardo (n°15 nel ranking WPT) e la 21enne Delfina Brea (n°14) non è più da considerare una coppia outsider.
A Valencia dopo aver faticato ai quarti di finale contro Las Martas Ortega-Marrero vincendo al tiebreak del terzo set, hanno annichilito in semifinale Osoro-Iglesias (6-3/6-1) e battuto con grande determinazione la coppia n°1 al modo formata dalle spagnole Gemma Triay e Ale Salazar per 6-7/6-1/6-4.

Gli azzurri già fuori nelle pre previa

Daniele Cattaneo e Michele Bruno nel primo turno di pre-previa sono stati sconfitti dagli spagnoli Adrian Ronco Lopez (n°130) e Javier Rodriguez Marquez (n°133) per 6-1/6-0.
Stessa sorte hanno avuto Simone Cremona e Marco Cassetta contro Pablo Garcia Rodrigo (n°131) e Victor Manuel Mena Gil (n°121) perdendo 6-4/6-4.
Nicolò Cotto e l’italo-argentino German Tamame sono invece riusciti a superare il primo turno contro Emilio Sanchez (n°177) e Adrian Corona Roldan (n°184). 6-4/6-3 ma sono usciti perdenti al 2° turno ad opera di Yribbaren-Cadtro per 6-3/6-2.

Orsi e Sussarello, la nuova coppia subito da Cuadro!

Grande risultato di Carolina Orsi e Giulia Sussarello che al loro primo torneo come coppia sono entrate nel Cuadro (tabellone principale) dopo aver superato i turni di previa.
Hanno disputato anche una ottima prova nei sedicesimi di finale uscendo sconfitte solo al terzo set dalla coppia Goenaga-Caldera (entrambe al n°44 del ranking Wpt) che agli ottavi si sono tolte lo sfizio di buttare fuori la coppia Sainz-Gonzalez, una delle coppie più forti del circuito.
Le altre coppie con giocatrici italiane si sono fermate al primo turno di previa.
La prossima ottava tappa del circuito sarà dal 21 al 25 luglio l’Open di Las Rozas che si terrà a Madrid.

Buon padel a tutti

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Che si sia iniziato da poco a giocare oppure si calcano i campi già da qualche tempo, sai che la nostra posizione è per continuare a fare lezioni nel tempo, perché nel padel c’è sempre qualcosa che può esser migliorato.

Non è un caso infatti che anche i maggiori campioni mondiali si allenano costantemente, sia a livello fisico che tecnico e strategico.
Perché non dovremmo farlo noi??

Solitamente i circoli che organizzano lezioni, sono preparati per fare lezioni sia singole che di gruppo.

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’una e dell’altra soluzione?

Come per tutte le cose, si possono sempre trovare dei vantaggi e questo suggerisce già in partenza che è una buona regola poterle fare entrambe, ma vediamo un po’ più nello specifico.

LEZIONI INDIVIDUALI

È una soluzione ottimale per lavorare in modo intenso e dedicato ai propri fondamentali, a migliorare la tecnica dei colpi e affinare il nostro modo di giocare a padel.
Il tempo del maestro è completamente dedicato a noi e possiamo lavorare in progressione.
Personalmente non crediamo nelle lezioni sporadiche, quanto nella creazione di percorsi di crescita che possono toccare tutti i fondamentali a 360°.
Lavorando in modo individuale, ogni lezione può essere personalizzata e basarsi sul nostro livello di quel momento, andando ad aumentare le difficoltà in proporzione.
Di contro, il lavoro con il maestro non necessariamente ci aiuta a stare in campo, per ovvie ragioni.
Che io stia imparando la bandeja, lo smash o a difendere le palle sugli angoli, è inevitabile che io vada a lavorare su palle mediamente ben servite (i maestri sanno anche metterci in difficoltà volute, certo) mentre in una partita ci deve essere anche una buona dose di nostra lettura e adattamento del gesto tecnico alla palla che stiamo ricevendo.

LEZIONI DI GRUPPO

Lo svantaggio delle lezioni individuali diventa il primo vantaggio delle lezioni di gruppo. Lavorando infatti con altre persone più o meno del nostro livello, avremo modo di allenarci anche su una maggior imprevedibilità e un dinamismo di lezione molto diverso.
Possiamo inoltre fare queste lezioni con il nostro compagno di gioco, lavorando quindi anche sulla sinergia e l’affiatamento in campo, ci evita quindi di dover sperimentare tutto a partire dall’ABC in campo, magari in una partita importante.
Stando in campo in ¾ persone va anche detto che il maestro ha la possibilità di ampliare di molto la gamma degli esercizi che si possono fare in lezione, senza contare anche un maggior coinvolgimento a livello strategico e di gioco effettivo in campo.
Il contro, in questo caso dipende per buona misura dal maestro. Dovendo “intrattenere” più di una persona in 60’ dinamici e movimentati, deve essere particolarmente bravo a coinvolgere sempre tutti in contemporanea, a creare esercizi che mantengano sempre alta l’attenzione e la concentrazione in campo, soprattutto se sono previsti tempi morti o poco coinvolgenti.
Anche serve una buona capacità di gestire le persone che potrebbero perdersi in chiacchiere, perdite di tempo superflue o ricerche di attenzione sbilanciate rispetto agli altri.
Un altro contro è dato dal livello di chi fa lezione. Non sempre chi organizza il gruppo si assicura che il livello sia più o meno lo stesso ed è importante per te sapere che un gruppo di solito viaggia alla velocità del più lento.

Per nostro punto di vista, fate bene a fare entrambe, scegliendo la quantità in relazione a cosa vi serve più migliorare.
Se vi sentite poco sicuri sui gesti tecnici e sul vostro gioco/ controllo di palla assicuratevi di inserire lezioni individuali.
Per lavorare meglio sulla partita, sulla gestione strategica e tattica e per fare gruppo, ogni tanto avere anche lezioni di gruppo è un toccasana!!

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

 

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Che si sia iniziato da poco a giocare oppure si calcano i campi già da qualche tempo, sai che la nostra posizione è per continuare a fare lezioni nel tempo, perché nel padel c’è sempre qualcosa che può esser migliorato.

Non è un caso infatti che anche i maggiori campioni mondiali si allenano costantemente, sia a livello fisico che tecnico e strategico.
Perché non dovremmo farlo noi??

Solitamente i circoli che organizzano lezioni, sono preparati per fare lezioni sia singole che di gruppo.

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’una e dell’altra soluzione?

Come per tutte le cose, si possono sempre trovare dei vantaggi e questo suggerisce già in partenza che è una buona regola poterle fare entrambe, ma vediamo un po’ più nello specifico.

LEZIONI INDIVIDUALI

È una soluzione ottimale per lavorare in modo intenso e dedicato ai propri fondamentali, a migliorare la tecnica dei colpi e affinare il nostro modo di giocare a padel.
Il tempo del maestro è completamente dedicato a noi e possiamo lavorare in progressione.
Personalmente non crediamo nelle lezioni sporadiche, quanto nella creazione di percorsi di crescita che possono toccare tutti i fondamentali a 360°.
Lavorando in modo individuale, ogni lezione può essere personalizzata e basarsi sul nostro livello di quel momento, andando ad aumentare le difficoltà in proporzione.
Di contro, il lavoro con il maestro non necessariamente ci aiuta a stare in campo, per ovvie ragioni.
Che io stia imparando la bandeja, lo smash o a difendere le palle sugli angoli, è inevitabile che io vada a lavorare su palle mediamente ben servite (i maestri sanno anche metterci in difficoltà volute, certo) mentre in una partita ci deve essere anche una buona dose di nostra lettura e adattamento del gesto tecnico alla palla che stiamo ricevendo.

LEZIONI DI GRUPPO

Lo svantaggio delle lezioni individuali diventa il primo vantaggio delle lezioni di gruppo. Lavorando infatti con altre persone più o meno del nostro livello, avremo modo di allenarci anche su una maggior imprevedibilità e un dinamismo di lezione molto diverso.
Possiamo inoltre fare queste lezioni con il nostro compagno di gioco, lavorando quindi anche sulla sinergia e l’affiatamento in campo, ci evita quindi di dover sperimentare tutto a partire dall’ABC in campo, magari in una partita importante.
Stando in campo in ¾ persone va anche detto che il maestro ha la possibilità di ampliare di molto la gamma degli esercizi che si possono fare in lezione, senza contare anche un maggior coinvolgimento a livello strategico e di gioco effettivo in campo.
Il contro, in questo caso dipende per buona misura dal maestro. Dovendo “intrattenere” più di una persona in 60’ dinamici e movimentati, deve essere particolarmente bravo a coinvolgere sempre tutti in contemporanea, a creare esercizi che mantengano sempre alta l’attenzione e la concentrazione in campo, soprattutto se sono previsti tempi morti o poco coinvolgenti.
Anche serve una buona capacità di gestire le persone che potrebbero perdersi in chiacchiere, perdite di tempo superflue o ricerche di attenzione sbilanciate rispetto agli altri.
Un altro contro è dato dal livello di chi fa lezione. Non sempre chi organizza il gruppo si assicura che il livello sia più o meno lo stesso ed è importante per te sapere che un gruppo di solito viaggia alla velocità del più lento.

Per nostro punto di vista, fate bene a fare entrambe, scegliendo la quantità in relazione a cosa vi serve più migliorare.
Se vi sentite poco sicuri sui gesti tecnici e sul vostro gioco/ controllo di palla assicuratevi di inserire lezioni individuali.
Per lavorare meglio sulla partita, sulla gestione strategica e tattica e per fare gruppo, ogni tanto avere anche lezioni di gruppo è un toccasana!!

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

 

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A partire dalle ore 10 di questa domenica il grande spettacolo finale della settima tappa, Valencia Open del World Padel Tour avrà inizio

Le finali del Valencia Open saranno trasmesse su Sky Sport Arena canale 204 del satellite.

Finale categoria femminile Valencia Open

Scenderanno prima in campo le donne con la sfida tra la coppia formata da  Delfina Brea (n°14)  e  Tamara Icardo (n°16) vincitrici del Santander Open e in grande forma contro la coppia testa di serie n°1 e favorite del torneo Gemma Triay (n°1) e Ale Salazar (n°4).
Gemma & Ale , che puntano alla loro terza vittoria dopo l’Open di Alicante e il Master di Valladolid, si sono sbarazzate in semifinale della coppia molto ostica formata da Patty Llaguno e Virginia Riera in tre set.
Più semplice la vittoria di Brea-Icardo che hanno vinto facilmente 6-3/6-1 contro una coppia sembrata scarica quale quella di Osoro-Iglesias.

Finale categoria maschile Valencia Open

La finale maschile è tra le due coppie più forti dell’anno, i numeri 1 al mondo gli spagnoli Galan-Lebron contro due icone del Pádel gli argentini Belasteguin-Gutierrez.
Ale Galan e Juan Lebron per arrivare in semifinale hanno dovuto faticare più di 2 ore per avere la meglio contro Martin Di Nenno e Paquito Navarro, il match più spettacolare del torneo con dei recuperi incredibili da parte di tutte e due le coppie e un secondo set mostruoso di Paquito che però non è bastato per portare a casa l’incontro.

Highlight del match

Nel tardo pomeriggio di sabato la sfida tra coppie argentine ha visto la vittoria di Belasteguin e Gutierrez  con un duplice 6-4 contro Chingotto-Tello.
Ci aspetta una grandissima finale!

Risultati delle semifinali Valencia Open

Buon padel a tutti !

by Mr Padel Paddle

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