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Dopo due giornate di sfide a colpi di “pala” a ritmo incessante, che hanno definito i quattro binomi promossi dalle qualificazioni maschili, scattano mercoledì 25 i tabelloni principali ai Campionati Italiani Assoluti outdoor di padel in svolgimento a Riccione. Entra dunque nel vivo la rassegna tricolore, che per il quinto anno di fila si svolge sui tre campi del Sun Padel.

In riva all’Adriatico in questa edizione si sono date appuntamento ben 131 coppie in totale, 93 maschili e 38 femminili, un numero record, ben superiore ai cento binomi iscritti dodici mesi fa, quando era in programma anche il doppio misto. Un dato che certifica una volta di più la crescita esponenziale in termini di praticanti, ma anche passione ed entusiasmo che accompagna questa disciplina sportiva nel nostro Paese, ma non solo.

Dopo che nella giornata di apertura – lunedì – sono stati disputati trentaduesimi e sedicesimi, il doppio turno andato in scena martedì ha finito per designare i quattro binomi promossi al “Cuadro Final”. Uno è quello composto dal ravennate Luca Meliconi (classifica 3.4) e dal riminese Mikael Alessi (4.2), nel recente passato grandi protagonisti a livello internazionale nella disciplina del beach tennis (con titoli iridati in bacheca e anche il primo posto nel ranking mondiale ITF per il primo), che stanno dimostrando di cavarsela bene anche nelle “gabbie” e non solo sulla sabbia. Le altre coppie che hanno staccato il pass per il tabellone principale sono Simone Padovani-Alessandro Ciaccia, Francesco Ferro-Valerio Schirone e Leonardo Bulgarini-Marco Fogliata.

Nei 32esimi maschili occhi puntati poi su alcuni giocatori locali, come ad esempio il giovane del Padel Club Riccione Edoardo Berardi, al fianco di Sergio Badini, o in chiusura di cartellone, sotto i riflettori, l’atteso debutto di Massimo Tonti e Carlo Conti, portacolori del Sun Padel Misano, che appena qualche giorno fa hanno conquistato l’Open sui campi di casa superando in finale i più quotati Nicolò Cotto e Mauricio Lopez Algarra.

Secondo la tabella di marcia delineata dal giudice arbitro Walter Naldoni, assistito dai “colleghi” Valerio Bertuccioli ed Elia Ubaldini, giovedì sono previsti i sedicesimi, poi da venerdì 27 a domenica 29 le fasi finali di entrambe le competizioni, che saranno seguite in diretta sulla piattaforma digitale SuperTenniX (il live score di tutti i match è attivo sul sito federtennis.it fin dalla prima giornata: clicca qui per seguire i match in tempo reale), chiamate a scegliere le migliori coppie d’Italia, che succederanno nell’albo d’oro a Marcelo Capitani e Simone Cremona (pronti a difendere il loro titolo, da prima testa di serie) e a Chiara Pappacena e Giulia Sussarello, da qualche mese non più “sorelle d’Italia”.

Fonte:sito federtennis

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Dopo due giornate di sfide a colpi di “pala” a ritmo incessante, che hanno definito i quattro binomi promossi dalle qualificazioni maschili, scattano mercoledì 25 i tabelloni principali ai Campionati Italiani Assoluti outdoor di padel in svolgimento a Riccione. Entra dunque nel vivo la rassegna tricolore, che per il quinto anno di fila si svolge sui tre campi del Sun Padel.

In riva all’Adriatico in questa edizione si sono date appuntamento ben 131 coppie in totale, 93 maschili e 38 femminili, un numero record, ben superiore ai cento binomi iscritti dodici mesi fa, quando era in programma anche il doppio misto. Un dato che certifica una volta di più la crescita esponenziale in termini di praticanti, ma anche passione ed entusiasmo che accompagna questa disciplina sportiva nel nostro Paese, ma non solo.

Dopo che nella giornata di apertura – lunedì – sono stati disputati trentaduesimi e sedicesimi, il doppio turno andato in scena martedì ha finito per designare i quattro binomi promossi al “Cuadro Final”. Uno è quello composto dal ravennate Luca Meliconi (classifica 3.4) e dal riminese Mikael Alessi (4.2), nel recente passato grandi protagonisti a livello internazionale nella disciplina del beach tennis (con titoli iridati in bacheca e anche il primo posto nel ranking mondiale ITF per il primo), che stanno dimostrando di cavarsela bene anche nelle “gabbie” e non solo sulla sabbia. Le altre coppie che hanno staccato il pass per il tabellone principale sono Simone Padovani-Alessandro Ciaccia, Francesco Ferro-Valerio Schirone e Leonardo Bulgarini-Marco Fogliata.

Nei 32esimi maschili occhi puntati poi su alcuni giocatori locali, come ad esempio il giovane del Padel Club Riccione Edoardo Berardi, al fianco di Sergio Badini, o in chiusura di cartellone, sotto i riflettori, l’atteso debutto di Massimo Tonti e Carlo Conti, portacolori del Sun Padel Misano, che appena qualche giorno fa hanno conquistato l’Open sui campi di casa superando in finale i più quotati Nicolò Cotto e Mauricio Lopez Algarra.

Secondo la tabella di marcia delineata dal giudice arbitro Walter Naldoni, assistito dai “colleghi” Valerio Bertuccioli ed Elia Ubaldini, giovedì sono previsti i sedicesimi, poi da venerdì 27 a domenica 29 le fasi finali di entrambe le competizioni, che saranno seguite in diretta sulla piattaforma digitale SuperTenniX (il live score di tutti i match è attivo sul sito federtennis.it fin dalla prima giornata: clicca qui per seguire i match in tempo reale), chiamate a scegliere le migliori coppie d’Italia, che succederanno nell’albo d’oro a Marcelo Capitani e Simone Cremona (pronti a difendere il loro titolo, da prima testa di serie) e a Chiara Pappacena e Giulia Sussarello, da qualche mese non più “sorelle d’Italia”.

Fonte:sito federtennis

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Con gli incontri del tabellone di qualificazione maschile hanno preso il via i Campionati Italiani assoluti outdoor di padel, che per il quinto anno consecutivo si svolgono in riva all’Adriatico, sui tre campi del Sun Padel Riccione, collocato proprio sul lungomare della cittadina romagnola.

Un’edizione da record visto che sono ben 131 le coppie iscritte in totale, 93 maschili e 38 femminili, un numero ben superiore ai cento binomi in gara dodici mesi fa, quando era in programma anche il doppio misto, a certificare la crescita esponenziale in termini di praticanti, ma anche passione ed entusiasmo che accompagna questa disciplina sportiva nel nostro Paese ma non solo (è di pochi giorni fa la notizia che in Francia, durante il torneo FIP Rise a Ville de Canet, oltre mille persone hanno assistito alle sfide fra le pareti, qualcosa che non si era mai visto Oltralpe).

Anche la rassegna tricolore è liberamente fruibile dal pubblico, ma con le dovute precauzioni, come hanno ricordato gli organizzatori durante la conferenza stampa di presentazione lunedì: dunque l’accesso al pubblico è consentito esclusivamente a chi è in possesso del Green Pass, fino ad un massimo di 200 persone nell’area dell’impianto, dove sono state allestite due tribune ai lati del campo centrale, messe a disposizione dal Comune.

Le sfide nelle “gabbie” si susseguono praticamente senza soluzione di continuità. Dopo che nella giornata di apertura – lunedì – sono stati disputati trentaduesimi e sedicesimi, il tabellone di qualificazione maschile manda in scena martedì ottavi e in serata i quarti, che designeranno i quattro binomi promossi al “Cuadro Final”, al via poi mercoledì, quando scatterà anche il tabellone principale femminile.

Secondo la tabella di marcia delineata dal giudice arbitro Walter Naldoni, assistito da Valerio Bertuccioli ed Elia Ubaldini, giovedì sono previsti i sedicesimi, poi da venerdì 27 a domenica 29 le fasi finali di entrambe le competizioni, che saranno seguite in diretta sulla piattaforma digitale SuperTennix (il live score di tutti i match è attivo sul sito federtennis.it fin dalla prima giornata).

Tra le coppie in corsa per staccare il biglietto per il main draw anche quella composta dai romagnoli Luca Meliconi (classifica 3.4) e Mikael Alessi (4.2), nel recente passato grandi protagonisti a livello internazionale nella disciplina del beach tennis (con titoli iridati in bacheca e anche il primo posto nel ranking mondiale ITF per il primo), che stanno dimostrando di cavarsela bene anche tra le pareti.

Nei 32esimi maschili mercoledì occhi puntati poi su alcuni giocatori locali, a cominciare dal duo del Padel Club Riccione composto da Matteo Bartolini e Pietro Conti, come pure sul loro giovane compagno di squadra Edoardo Berardi, al fianco di Sergio Badini. In chiusura di cartellone poi, in serata, l’atteso debutto di Massimo Tonti e Carlo Conti, portacolori del Sun Padel Misano, che appena qualche giorno fa hanno conquistato l’Open sui campi di casa superando in finale i più quotati Nicolò Cotto e Mauricio Lopez Algarra.

RISULTATI

Tabellone qualificazione maschile, ottavi: Nicholas Mancin-Ludovico Stradi b. Enrico Pastorello-Lorenzo Martinelli, Simone Padovani-Alessandro Ciaccia b. Alberto Stefanini-Matteo Stefanini 76 63, Marco Montanini-Nicola Ferrari b. Roberto Sobrero-Maurizio Casonato 60 60, Luca Meliconi-Mikael Alessi b. Cristiano Coduri-Claudio Bettocchi 61 61, Gian Paolo Martire-Filippo Mabella b. Samuele Mariani-Matteo Colombo 63 62, Leonardo Bulgarini-Marco Fogliata b. Fabrizio Flamigni-Alessandro Zecchini 62 63.

Sedicesimi: Nicholas Mancin-Ludovico Stradi b. David Caminati-Christian Torelli 36 64 63, Enrico Pastorello-Lorenzo Martinelli b. Alessandro Degli Esposti-Federico Mascherini 62 62, Simone Padovani-Alessandro Ciaccia b. Massimo Nardulli-Gianni Crini 61 62, Alberto Stefanini-Matteo Stefanini b. David Ferrari-Tommaso Vannucci 61 60, Francesco Ferro-Valerio Schirone b. Alessandro Motta-Oliviero Ventrice 60 61, Emiliano Prosperi-Alessandro Marchegiani b. Paolo Rossi-Mattia Rossi 64 62, Emanuele Mecarelli-Silvano Landi b. Umberto Zuccatelli-Matteo Catalano 26 76 64, Giacomo Polidori-Filippo Corradini b. Federico Ameli-Federico Musatti p.r.,

Roberto Sobrero-Maurizio Casonato b. Daniel Nicodemi-Nicolò Salveta 62 62, Marco Montanini-Nicola Ferrari b. Lorenzo Poli-Lorenzo Fava 61 64, Luca Meliconi-Mikael Alessi b. Federico Riguzzi-Matteo Corinaldesi 60 60, Cristiano Coduri-Claudio Bettocchi b. Pasquale Casoria-Marco Santopoli 63 46 62, Gian Paolo Martire-Filippo Mabella b. Andrea Marinetti-Emiliano Marinetti 63 46 63, Samuele Mariani-Matteo Colombo b. Federico Passerini-Luca Consolini 60 63, Leonardo Bulgarini-Marco Fogliata b. Emanuele Bonanomi-Michele Bonanomi 61 62, Fabrizio Flamigni-Alessandro Zecchini b. Jody Arveda-Marcello Moretti 63 76.

Fonte:ufficio stampa Assoluti italiani di Riccione

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Con gli incontri del tabellone di qualificazione maschile hanno preso il via i Campionati Italiani assoluti outdoor di padel, che per il quinto anno consecutivo si svolgono in riva all’Adriatico, sui tre campi del Sun Padel Riccione, collocato proprio sul lungomare della cittadina romagnola.

Un’edizione da record visto che sono ben 131 le coppie iscritte in totale, 93 maschili e 38 femminili, un numero ben superiore ai cento binomi in gara dodici mesi fa, quando era in programma anche il doppio misto, a certificare la crescita esponenziale in termini di praticanti, ma anche passione ed entusiasmo che accompagna questa disciplina sportiva nel nostro Paese ma non solo (è di pochi giorni fa la notizia che in Francia, durante il torneo FIP Rise a Ville de Canet, oltre mille persone hanno assistito alle sfide fra le pareti, qualcosa che non si era mai visto Oltralpe).

Anche la rassegna tricolore è liberamente fruibile dal pubblico, ma con le dovute precauzioni, come hanno ricordato gli organizzatori durante la conferenza stampa di presentazione lunedì: dunque l’accesso al pubblico è consentito esclusivamente a chi è in possesso del Green Pass, fino ad un massimo di 200 persone nell’area dell’impianto, dove sono state allestite due tribune ai lati del campo centrale, messe a disposizione dal Comune.

Le sfide nelle “gabbie” si susseguono praticamente senza soluzione di continuità. Dopo che nella giornata di apertura – lunedì – sono stati disputati trentaduesimi e sedicesimi, il tabellone di qualificazione maschile manda in scena martedì ottavi e in serata i quarti, che designeranno i quattro binomi promossi al “Cuadro Final”, al via poi mercoledì, quando scatterà anche il tabellone principale femminile.

Secondo la tabella di marcia delineata dal giudice arbitro Walter Naldoni, assistito da Valerio Bertuccioli ed Elia Ubaldini, giovedì sono previsti i sedicesimi, poi da venerdì 27 a domenica 29 le fasi finali di entrambe le competizioni, che saranno seguite in diretta sulla piattaforma digitale SuperTennix (il live score di tutti i match è attivo sul sito federtennis.it fin dalla prima giornata).

Tra le coppie in corsa per staccare il biglietto per il main draw anche quella composta dai romagnoli Luca Meliconi (classifica 3.4) e Mikael Alessi (4.2), nel recente passato grandi protagonisti a livello internazionale nella disciplina del beach tennis (con titoli iridati in bacheca e anche il primo posto nel ranking mondiale ITF per il primo), che stanno dimostrando di cavarsela bene anche tra le pareti.

Nei 32esimi maschili mercoledì occhi puntati poi su alcuni giocatori locali, a cominciare dal duo del Padel Club Riccione composto da Matteo Bartolini e Pietro Conti, come pure sul loro giovane compagno di squadra Edoardo Berardi, al fianco di Sergio Badini. In chiusura di cartellone poi, in serata, l’atteso debutto di Massimo Tonti e Carlo Conti, portacolori del Sun Padel Misano, che appena qualche giorno fa hanno conquistato l’Open sui campi di casa superando in finale i più quotati Nicolò Cotto e Mauricio Lopez Algarra.

RISULTATI

Tabellone qualificazione maschile, ottavi: Nicholas Mancin-Ludovico Stradi b. Enrico Pastorello-Lorenzo Martinelli, Simone Padovani-Alessandro Ciaccia b. Alberto Stefanini-Matteo Stefanini 76 63, Marco Montanini-Nicola Ferrari b. Roberto Sobrero-Maurizio Casonato 60 60, Luca Meliconi-Mikael Alessi b. Cristiano Coduri-Claudio Bettocchi 61 61, Gian Paolo Martire-Filippo Mabella b. Samuele Mariani-Matteo Colombo 63 62, Leonardo Bulgarini-Marco Fogliata b. Fabrizio Flamigni-Alessandro Zecchini 62 63.

Sedicesimi: Nicholas Mancin-Ludovico Stradi b. David Caminati-Christian Torelli 36 64 63, Enrico Pastorello-Lorenzo Martinelli b. Alessandro Degli Esposti-Federico Mascherini 62 62, Simone Padovani-Alessandro Ciaccia b. Massimo Nardulli-Gianni Crini 61 62, Alberto Stefanini-Matteo Stefanini b. David Ferrari-Tommaso Vannucci 61 60, Francesco Ferro-Valerio Schirone b. Alessandro Motta-Oliviero Ventrice 60 61, Emiliano Prosperi-Alessandro Marchegiani b. Paolo Rossi-Mattia Rossi 64 62, Emanuele Mecarelli-Silvano Landi b. Umberto Zuccatelli-Matteo Catalano 26 76 64, Giacomo Polidori-Filippo Corradini b. Federico Ameli-Federico Musatti p.r.,

Roberto Sobrero-Maurizio Casonato b. Daniel Nicodemi-Nicolò Salveta 62 62, Marco Montanini-Nicola Ferrari b. Lorenzo Poli-Lorenzo Fava 61 64, Luca Meliconi-Mikael Alessi b. Federico Riguzzi-Matteo Corinaldesi 60 60, Cristiano Coduri-Claudio Bettocchi b. Pasquale Casoria-Marco Santopoli 63 46 62, Gian Paolo Martire-Filippo Mabella b. Andrea Marinetti-Emiliano Marinetti 63 46 63, Samuele Mariani-Matteo Colombo b. Federico Passerini-Luca Consolini 60 63, Leonardo Bulgarini-Marco Fogliata b. Emanuele Bonanomi-Michele Bonanomi 61 62, Fabrizio Flamigni-Alessandro Zecchini b. Jody Arveda-Marcello Moretti 63 76.

Fonte:ufficio stampa Assoluti italiani di Riccione

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Eccoci ad affrontare uno dei temi più scottanti dopo tutto quel che si può dire sulle pale: le palline di padel!

Ne abbiamo già parlato in chiave più tecnica e oggi bene o male tutti sappiamo che sono molto simili al tennis anche se risultano leggermente più piccole (differenza impercettibile, non visibile a occhio nudo) e contengono meno pressione, risultando quindi meno veloci delle sorelle del tennis.

Ma quanti match reggono e come posso sapere se sono ancora utilizzabili?
Scommettiamo che anche voi avete l’amico (o lo siete proprio voi) che ad ogni partita ha il tubo da “sbocciare”, per noi malati di padel sentire il rumore di apertura di un tubo nuovo è pari al piacere di aprire una bottiglia di bollicine… a volte anche maggiore.

Ma è davvero necessario?
Premettiamo che è importante giocare con palline performanti e non troppo usurate per prevenire disturbi fisici e infortuni (palline esaurite rimbalzano meno, sia a terra che sulla pala, richiedendo una maggiore sollecitazione muscolare del necessario, con maggiore rischio quindi di incorrere in infiammazioni e problemi eccessivi di vibrazioni).
Diamo un’occhiata al mondo professionistico per trarre conclusioni che possono esserci utili sui nostri campi amatoriali.

Padel professionistico

Nelle competizioni ufficiali, è previsto il passaggio a palle nuove ogni 7/9/9 game.
Al primo turno si cambiano dopo sette game perché sono le stesse palline con cui i giocatori hanno fatto il riscaldamento che, per convenzione, sono equiparati a due game. Quindi per tutta la restante partita, vengono aperti tubi nuovi ogni nove game.
È evidente che l’usura della pallina è data dal gioco, inteso come durata (tempo), intensità (lunghezza degli scambi) e forza d’urto (gioco di potenza con smash, bandeja e vibora veloci).

Padel amatoriale

Ora, a livello amatoriale dobbiamo tenere conto degli stessi fattori e parametrarli al nostro gioco che, è evidente, è distante anni luce da quello che vediamo nelle partite di World Padel Tour.
La prima buona notizia, quindi è che non è necessario aprire un mutuo per poter provvedere al rifornimento di palline.
Anche nei livelli più alti, nell’amatoriale, non si usurano le palline con la stessa velocità che a livello professionale. Nel femminile e nel mondo dei principianti e intermedi ancora meno.
Quindi, per valutare l’usura delle nostre palline dobbiamo considerare lo stile di gioco messo in campo.
Se ci facciamo partite con gioco molto veloce, di potenza con molti smash o con un gioco più vicino al tennis che al padel (quindi con un continuo uso della forza nei colpi), sappiamo che la performance ottimale del tubo vale per una partita.
Nel momento in cui invece il gioco è più vicino al padel (quindi con colpi di forza più misurati e sporadici) e il livello è intermedio, con scambi quindi anche prolungati, gioco alto non eccessivamente forte, possiamo valutare di fare anche ¾ partite.

A livello principianti, in teoria un tubo nuovo di palline potrebbe durare anche una decina di partite perché l’intensità del gioco, sia per forza nei colpi che per durata degli scambi è di molto inferiore ma in questo caso, alla pallina va aggiunto un degrado naturale dettato dal tempo e dalla conservazione delle palline.

Consigliamo infatti di avere cura delle palline e riutilizzare i tubi per la loro conservazione, assicurandoci, come è per la pala, di non tenerle in ambienti troppo caldi, freddi o umidi che influenzano negativamente la loro resa nel tempo.

Ci sono da aggiungere alcune considerazioni, secondo noi interessanti.

La prima è che, quanto abbiamo scritto sopra, tiene conto di un uso ottimale delle palline (quindi in campo neutro, dove le situazioni climatiche non manomettono la pallina). Se vengono utilizzate in ambienti che risentono di umidità (ad esempio quando si gioca nelle ore serali all’aperto) oppure in un contesto bagnato (non si dovrebbe giocare all’aperto quando piove ma sappiamo che finché non c’è l’acquazzone si tende a rimanere in campo), difficilmente sarà facile preservare la pallina per partite future. Anche avendo cura di farla asciugare bene prima di riutilizzarla, non farà più la prestazione che avrebbe potuto.

La seconda, è che in fase di allenamento e laddove andiamo a lavorare per migliorare il nostro controllo di palla, diventa interessante lavorare con palline più “lente” perché ci permettono di lavorare meglio sul gesto e sul controllo. Quindi, quando scartiamo le palline per giocarci in campo, possiamo sempre scegliere di farne cesto per l’allenamento.

La terza considerazione. Spesso scegliamo di sfruttare le palline del circolo piuttosto che procurarci le nostre e il circolo ha cura di tenere una selezione di palline ancora utilizzabili in partita ma è evidente che ha anche interesse a tenere sotto controllo l’acquisto di tubi nuovi, anche perché spesso e volentieri le palline sono messe a disposizione senza richiesta di contributo economico. Abbiate quindi sempre cura di verificare lo stato delle palline e il loro rimbalzo, come le sentite al contatto con la pala e non abbiate paura di chiedere un cambio laddove vi doveste rendere conto che rimbalzano poco o le sentite “pesanti” sulla pala. È un’attenzione necessaria per assicurarvi di non sovraccaricare troppo la muscolatura del braccio e anche di non trovarvi improvvisamente incapaci di gestire i rimbalzi sfalsati in campo.

Ultima considerazione che farà felici le persone che amano mettersi nella condizione di giocare sempre al meglio possibile.
Hanno realizzato dei tubi che aiutano a tenere le palline usate sotto pressione. Hai presente il rumore che senti quando si sboccia un tubo nuovo? È dato appunto dalla pressione che viene inserita nel tubo sigillato per fare in modo che la pallina possa mantenere le sue condizioni a prescindere dai fattori esterni (sole, caldo, freddo, umidità ecc).
Sono quindi stati realizzati dei tubi dove si vanno a mettere le palline usate, che rimettono in pressione l’ambiente. La durata delle palline ne guadagna abbastanza in termine di qualità, la durata dichiarata è raddoppiata. Abbiamo intervistato persone che utilizzano questi sistemi e ci hanno confermato che è uno strumento che allunga la vita delle palline.

Ne esistono diversi, questo si aggiunge al tubo originale https://amzn.to/3y9ijqw

Questo non richiede dispositivi esterni che immettono aria https://amzn.to/3kjyn42

Questo invece ha un dispositivo che ti permette di scegliere il grado di pressione a cui sottoporre le partite tra un match e l’altro https://amzn.to/386UUeY

Buon Padel a tutti !

by Roberta Lozza

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Ne abbiamo già parlato in chiave più tecnica e oggi bene o male tutti sappiamo che sono molto simili al tennis anche se risultano leggermente più piccole (differenza impercettibile, non visibile a occhio nudo) e contengono meno pressione, risultando quindi meno veloci delle sorelle del tennis.

Ma quanti match reggono e come posso sapere se sono ancora utilizzabili?
Scommettiamo che anche voi avete l’amico (o lo siete proprio voi) che ad ogni partita ha il tubo da “sbocciare”, per noi malati di padel sentire il rumore di apertura di un tubo nuovo è pari al piacere di aprire una bottiglia di bollicine… a volte anche maggiore.

Ma è davvero necessario?
Premettiamo che è importante giocare con palline performanti e non troppo usurate per prevenire disturbi fisici e infortuni (palline esaurite rimbalzano meno, sia a terra che sulla pala, richiedendo una maggiore sollecitazione muscolare del necessario, con maggiore rischio quindi di incorrere in infiammazioni e problemi eccessivi di vibrazioni).
Diamo un’occhiata al mondo professionistico per trarre conclusioni che possono esserci utili sui nostri campi amatoriali.

Padel professionistico

Nelle competizioni ufficiali, è previsto il passaggio a palle nuove ogni 7/9/9 game.
Al primo turno si cambiano dopo sette game perché sono le stesse palline con cui i giocatori hanno fatto il riscaldamento che, per convenzione, sono equiparati a due game. Quindi per tutta la restante partita, vengono aperti tubi nuovi ogni nove game.
È evidente che l’usura della pallina è data dal gioco, inteso come durata (tempo), intensità (lunghezza degli scambi) e forza d’urto (gioco di potenza con smash, bandeja e vibora veloci).

Padel amatoriale

Ora, a livello amatoriale dobbiamo tenere conto degli stessi fattori e parametrarli al nostro gioco che, è evidente, è distante anni luce da quello che vediamo nelle partite di World Padel Tour.
La prima buona notizia, quindi è che non è necessario aprire un mutuo per poter provvedere al rifornimento di palline.
Anche nei livelli più alti, nell’amatoriale, non si usurano le palline con la stessa velocità che a livello professionale. Nel femminile e nel mondo dei principianti e intermedi ancora meno.
Quindi, per valutare l’usura delle nostre palline dobbiamo considerare lo stile di gioco messo in campo.
Se ci facciamo partite con gioco molto veloce, di potenza con molti smash o con un gioco più vicino al tennis che al padel (quindi con un continuo uso della forza nei colpi), sappiamo che la performance ottimale del tubo vale per una partita.
Nel momento in cui invece il gioco è più vicino al padel (quindi con colpi di forza più misurati e sporadici) e il livello è intermedio, con scambi quindi anche prolungati, gioco alto non eccessivamente forte, possiamo valutare di fare anche ¾ partite.

A livello principianti, in teoria un tubo nuovo di palline potrebbe durare anche una decina di partite perché l’intensità del gioco, sia per forza nei colpi che per durata degli scambi è di molto inferiore ma in questo caso, alla pallina va aggiunto un degrado naturale dettato dal tempo e dalla conservazione delle palline.

Consigliamo infatti di avere cura delle palline e riutilizzare i tubi per la loro conservazione, assicurandoci, come è per la pala, di non tenerle in ambienti troppo caldi, freddi o umidi che influenzano negativamente la loro resa nel tempo.

Ci sono da aggiungere alcune considerazioni, secondo noi interessanti.

La prima è che, quanto abbiamo scritto sopra, tiene conto di un uso ottimale delle palline (quindi in campo neutro, dove le situazioni climatiche non manomettono la pallina). Se vengono utilizzate in ambienti che risentono di umidità (ad esempio quando si gioca nelle ore serali all’aperto) oppure in un contesto bagnato (non si dovrebbe giocare all’aperto quando piove ma sappiamo che finché non c’è l’acquazzone si tende a rimanere in campo), difficilmente sarà facile preservare la pallina per partite future. Anche avendo cura di farla asciugare bene prima di riutilizzarla, non farà più la prestazione che avrebbe potuto.

La seconda, è che in fase di allenamento e laddove andiamo a lavorare per migliorare il nostro controllo di palla, diventa interessante lavorare con palline più “lente” perché ci permettono di lavorare meglio sul gesto e sul controllo. Quindi, quando scartiamo le palline per giocarci in campo, possiamo sempre scegliere di farne cesto per l’allenamento.

La terza considerazione. Spesso scegliamo di sfruttare le palline del circolo piuttosto che procurarci le nostre e il circolo ha cura di tenere una selezione di palline ancora utilizzabili in partita ma è evidente che ha anche interesse a tenere sotto controllo l’acquisto di tubi nuovi, anche perché spesso e volentieri le palline sono messe a disposizione senza richiesta di contributo economico. Abbiate quindi sempre cura di verificare lo stato delle palline e il loro rimbalzo, come le sentite al contatto con la pala e non abbiate paura di chiedere un cambio laddove vi doveste rendere conto che rimbalzano poco o le sentite “pesanti” sulla pala. È un’attenzione necessaria per assicurarvi di non sovraccaricare troppo la muscolatura del braccio e anche di non trovarvi improvvisamente incapaci di gestire i rimbalzi sfalsati in campo.

Ultima considerazione che farà felici le persone che amano mettersi nella condizione di giocare sempre al meglio possibile.
Hanno realizzato dei tubi che aiutano a tenere le palline usate sotto pressione. Hai presente il rumore che senti quando si sboccia un tubo nuovo? È dato appunto dalla pressione che viene inserita nel tubo sigillato per fare in modo che la pallina possa mantenere le sue condizioni a prescindere dai fattori esterni (sole, caldo, freddo, umidità ecc).
Sono quindi stati realizzati dei tubi dove si vanno a mettere le palline usate, che rimettono in pressione l’ambiente. La durata delle palline ne guadagna abbastanza in termine di qualità, la durata dichiarata è raddoppiata. Abbiamo intervistato persone che utilizzano questi sistemi e ci hanno confermato che è uno strumento che allunga la vita delle palline.

Ne esistono diversi, questo si aggiunge al tubo originale https://amzn.to/3y9ijqw

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Questo invece ha un dispositivo che ti permette di scegliere il grado di pressione a cui sottoporre le partite tra un match e l’altro https://amzn.to/386UUeY

Buon Padel a tutti !

by Roberta Lozza

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Come mantenere alta l’attenzione anche nelle partite giocate contro un livello nettamente inferiore al nostro?

Lo so, probabilmente stai pensando che nelle partite molto squilibrate non è che ci sia bisogno di chissà che attenzione ma siamo sicuri che ti è capitato di giocare con una coppia avversaria davvero poco temibile, trovandoti a gestire un risultato e una performance molto sotto tono rispetto a quello che avresti potuto fare.

Prima o poi capita a tutti.
Magari è una coppia che hai visto giocare o con cui ti sei già scontrato vincendo a mani basse, sai che non sono al tuo livello e nella partita successiva, entri in campo già sapendo che vincerete senza sforzo… e poi ti ritrovi a rincorrere un risultato che sulla carta era già tuo.

Lo vediamo spesso, in tutte le discipline sportive, di squadre nettamente inferiori che portano a casa il risultato della vita contro la squadra più blasonata o con tutti i pronostici a stra favore.
Questo solitamente succede per un gioco di sbilanciamento tra le due squadre: da una parte, un’eccessiva rilassatezza, troppa fiducia nei propri mezzi che fa entrare in campo senza la giusta fame e motivazione. Dall’altra, la squadra meno favorita (se non già data per persa), che scontrandosi contro qualcuno più forte ha la possibilità di fare il colpaccio del secolo. Quindi entra in campo centrata, con grande motivazione e determinazione, estrema lucidità.

La capacità tecnica lo sappiamo, conta… ma se chi ha più capacità non entra in campo centrato, rischia sempre di giocare una partita in salita.
E per carità, se succede in una partita di circolo… un po’ brucia ma alla fine ce la facciamo passare in fretta, ci raccontiamo qualche valido motivo per cui la nostra performance è stata tanto sotto tono rispetto al nostro potenziale e amen.
Purtroppo questo succede frequentemente però anche nelle partite che contano, a cui teniamo di più, come tornei e campionati… e lì la scocciatura sale a mille, portandoci magari anche a metterci in dubbio.

Cosa fare quindi per evitare di entrare in campo prendendo sotto gamba gli avversari?

Il suggerimento più ovvio è di non dare gli avversari per scontati, anche se li abbiamo battuti mille volte ma certo, non è mica semplice.
Una buona strategia che noi usiamo e ci permette di tenere lucidità in campo anche quando dall’altro lato il livello non è come il nostro, è di sperimentarci nei colpi che ci portano risultato ma in partite concitate usiamo meno.
Avere a mente quindi che è una partita di allenamento dove andiamo ad allenare qualche colpo specifico è un ottimo modo per rimanere agganciati alla partita e giocare al nostro meglio.
Questa semplice accortezza manterrà vivo il gioco in campo, se gli avversari si sono caricati per la partita sapendo di giocare contro qualcuno più forte di loro, ne usciranno degli scambi esaltanti e la partita sarà più che piacevole per entrambi i lati del campo.
Probabilmente generando anche un risultato sorprendente, felice per i favoriti con ogni probabilità, ma meno scontato e duro per gli avversari.

Sai che a noi piace darti consigli con questi articoli e anche questa volta non mancheremo. Anela sempre a organizzare partite con persone di livello superiore al tuo, oltre che simile ma abituati anche a giocare con chi gioca nettamente peggio di te perché ti abitua a gestire la tua capacità di rimanere presente in campo e sempre al tuo meglio.
Se vuoi è anche un suggerimento karmico… renderti disponibile con chi è meno bravo (dando a qualcuno quindi la possibilità di crescere e imparare qualcosa da te) probabilmente ti aprirà le porte a partite dove qualcun altro farà lo stesso con te.

E sfrutta tornei e campionati di questa stagione perché anche quando esistono le categorie che riuniscono giocatori di pari livello (a livello amatoriale succede più nel maschile che nel femminile per ora), troverai comunque chi è più avanti e chi è più indietro di te!!

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

Ispirato da https://padeladdict.com/como-jugar-ante-rivales-de-menos-nivel/

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Il Fair play nel padel esiste?

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Come mantenere alta l’attenzione anche nelle partite giocate contro un livello nettamente inferiore al nostro?

Lo so, probabilmente stai pensando che nelle partite molto squilibrate non è che ci sia bisogno di chissà che attenzione ma siamo sicuri che ti è capitato di giocare con una coppia avversaria davvero poco temibile, trovandoti a gestire un risultato e una performance molto sotto tono rispetto a quello che avresti potuto fare.

Prima o poi capita a tutti.
Magari è una coppia che hai visto giocare o con cui ti sei già scontrato vincendo a mani basse, sai che non sono al tuo livello e nella partita successiva, entri in campo già sapendo che vincerete senza sforzo… e poi ti ritrovi a rincorrere un risultato che sulla carta era già tuo.

Lo vediamo spesso, in tutte le discipline sportive, di squadre nettamente inferiori che portano a casa il risultato della vita contro la squadra più blasonata o con tutti i pronostici a stra favore.
Questo solitamente succede per un gioco di sbilanciamento tra le due squadre: da una parte, un’eccessiva rilassatezza, troppa fiducia nei propri mezzi che fa entrare in campo senza la giusta fame e motivazione. Dall’altra, la squadra meno favorita (se non già data per persa), che scontrandosi contro qualcuno più forte ha la possibilità di fare il colpaccio del secolo. Quindi entra in campo centrata, con grande motivazione e determinazione, estrema lucidità.

La capacità tecnica lo sappiamo, conta… ma se chi ha più capacità non entra in campo centrato, rischia sempre di giocare una partita in salita.
E per carità, se succede in una partita di circolo… un po’ brucia ma alla fine ce la facciamo passare in fretta, ci raccontiamo qualche valido motivo per cui la nostra performance è stata tanto sotto tono rispetto al nostro potenziale e amen.
Purtroppo questo succede frequentemente però anche nelle partite che contano, a cui teniamo di più, come tornei e campionati… e lì la scocciatura sale a mille, portandoci magari anche a metterci in dubbio.

Cosa fare quindi per evitare di entrare in campo prendendo sotto gamba gli avversari?

Il suggerimento più ovvio è di non dare gli avversari per scontati, anche se li abbiamo battuti mille volte ma certo, non è mica semplice.
Una buona strategia che noi usiamo e ci permette di tenere lucidità in campo anche quando dall’altro lato il livello non è come il nostro, è di sperimentarci nei colpi che ci portano risultato ma in partite concitate usiamo meno.
Avere a mente quindi che è una partita di allenamento dove andiamo ad allenare qualche colpo specifico è un ottimo modo per rimanere agganciati alla partita e giocare al nostro meglio.
Questa semplice accortezza manterrà vivo il gioco in campo, se gli avversari si sono caricati per la partita sapendo di giocare contro qualcuno più forte di loro, ne usciranno degli scambi esaltanti e la partita sarà più che piacevole per entrambi i lati del campo.
Probabilmente generando anche un risultato sorprendente, felice per i favoriti con ogni probabilità, ma meno scontato e duro per gli avversari.

Sai che a noi piace darti consigli con questi articoli e anche questa volta non mancheremo. Anela sempre a organizzare partite con persone di livello superiore al tuo, oltre che simile ma abituati anche a giocare con chi gioca nettamente peggio di te perché ti abitua a gestire la tua capacità di rimanere presente in campo e sempre al tuo meglio.
Se vuoi è anche un suggerimento karmico… renderti disponibile con chi è meno bravo (dando a qualcuno quindi la possibilità di crescere e imparare qualcosa da te) probabilmente ti aprirà le porte a partite dove qualcun altro farà lo stesso con te.

E sfrutta tornei e campionati di questa stagione perché anche quando esistono le categorie che riuniscono giocatori di pari livello (a livello amatoriale succede più nel maschile che nel femminile per ora), troverai comunque chi è più avanti e chi è più indietro di te!!

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

Ispirato da https://padeladdict.com/como-jugar-ante-rivales-de-menos-nivel/

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Il Fair play nel padel esiste?

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Dopo la finale degli Europei di calcio si è parlato molto del fair play e dell’atteggiamento sportivo… ma esiste anche nel padel?

Abbiamo scritto nei mesi scorsi alcuni post di specifica sul regolamento che appunto, riporta anche diverse regole di “buona condotta” che, quando non osservate comportano penalità più o meno gravi.

Esiste poi anche un codice non scritto che, soprattutto in ambito amatoriale, è spesso messo a dura prova.

Le contestazioni

Può capitare in campo di non trovarsi in accordo sull’esito di una pallina e in partite amatoriali non esiste un giudice di gara che possa dire la sua.
In caso di disaccordo, laddove non c’è modo di trovare una lettura che vada bene a tutti, il fair play indica che è meglio ripetere il punto, senza lotte intestine a chi ha più ragione.
Nella stessa situazione, se ci sono spettatori esterni alla gabbia, non dovrebbero mai entrare nel merito e dovrebbero lasciare gestire la situazione ai quattro giocatori interessati.

Il comportamento degli spettatori

Sempre in caso di spettatori, questi ultimi non dovrebbero mai commentare durante il gioco (un “no” o un “fuori” perché ci è parsa una battuta lunga non è affare che ci riguarda se non siamo noi in campo).
Anche i “suggerimenti” su come muoversi, sulla strategia o i commenti sugli errori dei giocatori sarebbe bene lasciarli per sé.
Anche da regolamento, i coach non possono parlare con i loro giocatori al di fuori dei 90’ di pausa tra i cambi campo, figurarsi a livello amatoriale.
È evidente che, nel primo caso si tratta di una situazione di disturbo, nel secondo lo è altrettanto in modo diverso.
Di solito infatti chi si permette di dare suggerimenti, consigli o critiche, lo fa con le persone per cui tifa ma queste informazioni sono fonte di disturbo continuo.
Addirittura le critiche possono portare il giocatore a vivere la partita nello stress e nel sentirsi non adeguato al gioco.

Chiedere scusa

Spesso viene criticato il chiedere “scusa” quando la palla fa un net che rende imprendibile il colpo per l’avversario o anche quando si colpisce il colpo avversario.
Sono entrambe situazioni previste dalle regole del gioco quindi di fatto non stiamo traendo un vantaggio sleale però il gesto del chiedere “scusa” rende meno personale il gesto, aiuta a viverlo come una dinamica del gioco e non una presa di posizione verso l’avversario.
Perché è evidente che non sono dispiaciuto di aver fatto un colpo che, dopo aver corso sulla rete è caduta filo filo nel campo avversario, è vero anche che non è un colpo che scelgo appositamente di fare… di solito è una botta di… fortuna!!

Raccogliere le palline agli avversari!

Quando cambiamo il turno di battuta o quando la pallina resta nel nostro campo ma stanno battendo gli avversari è una buona abitudine agevolare il gioco avversario nel passare le palline o nel non intralciare ad esempio la seconda battuta quando hanno già la seconda pallina. Ognuno di noi ha abitudini diverse, è buona regola che il battitore abbia sempre due palline per poter ripetere velocemente la seconda se necessario ma a livello amatoriale ognuno fa a modo proprio. Osservare questa abitudine per saper gestire le palline in modo fluente è un modo, una piccola attenzione per mantenere un buon clima in campo.

Gratificare l’avversario che ha fatto un bel colpo.

Lo fanno anche i giocatori professionisti, a maggior ragione dovremmo poterlo saper fare anche noi! È davvero importante saper riconoscere la bravura o la buona riuscita di un colpo quando lo vediamo fare a qualcun altro. Ci mette nella predisposizione di imparare da ciò che vediamo ed è davvero bello poter giocare con qualcuno che ci riconosce dei meriti. Fa piacere, è innegabile!

Come ultima considerazione, aggiungiamo che nelle partite di circolo nessuno scommette casa, al massimo una birretta… quando si accendono gli animi in campo è sportivo ricordarsi anche questo piccolo ma fondamentale dettaglio!!

Buon padel a tutti !

by Roberta Lozza

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Dopo la finale degli Europei di calcio si è parlato molto del fair play e dell’atteggiamento sportivo… ma esiste anche nel padel?

Abbiamo scritto nei mesi scorsi alcuni post di specifica sul regolamento che appunto, riporta anche diverse regole di “buona condotta” che, quando non osservate comportano penalità più o meno gravi.

Esiste poi anche un codice non scritto che, soprattutto in ambito amatoriale, è spesso messo a dura prova.

Le contestazioni

Può capitare in campo di non trovarsi in accordo sull’esito di una pallina e in partite amatoriali non esiste un giudice di gara che possa dire la sua.
In caso di disaccordo, laddove non c’è modo di trovare una lettura che vada bene a tutti, il fair play indica che è meglio ripetere il punto, senza lotte intestine a chi ha più ragione.
Nella stessa situazione, se ci sono spettatori esterni alla gabbia, non dovrebbero mai entrare nel merito e dovrebbero lasciare gestire la situazione ai quattro giocatori interessati.

Il comportamento degli spettatori

Sempre in caso di spettatori, questi ultimi non dovrebbero mai commentare durante il gioco (un “no” o un “fuori” perché ci è parsa una battuta lunga non è affare che ci riguarda se non siamo noi in campo).
Anche i “suggerimenti” su come muoversi, sulla strategia o i commenti sugli errori dei giocatori sarebbe bene lasciarli per sé.
Anche da regolamento, i coach non possono parlare con i loro giocatori al di fuori dei 90’ di pausa tra i cambi campo, figurarsi a livello amatoriale.
È evidente che, nel primo caso si tratta di una situazione di disturbo, nel secondo lo è altrettanto in modo diverso.
Di solito infatti chi si permette di dare suggerimenti, consigli o critiche, lo fa con le persone per cui tifa ma queste informazioni sono fonte di disturbo continuo.
Addirittura le critiche possono portare il giocatore a vivere la partita nello stress e nel sentirsi non adeguato al gioco.

Chiedere scusa

Spesso viene criticato il chiedere “scusa” quando la palla fa un net che rende imprendibile il colpo per l’avversario o anche quando si colpisce il colpo avversario.
Sono entrambe situazioni previste dalle regole del gioco quindi di fatto non stiamo traendo un vantaggio sleale però il gesto del chiedere “scusa” rende meno personale il gesto, aiuta a viverlo come una dinamica del gioco e non una presa di posizione verso l’avversario.
Perché è evidente che non sono dispiaciuto di aver fatto un colpo che, dopo aver corso sulla rete è caduta filo filo nel campo avversario, è vero anche che non è un colpo che scelgo appositamente di fare… di solito è una botta di… fortuna!!

Raccogliere le palline agli avversari!

Quando cambiamo il turno di battuta o quando la pallina resta nel nostro campo ma stanno battendo gli avversari è una buona abitudine agevolare il gioco avversario nel passare le palline o nel non intralciare ad esempio la seconda battuta quando hanno già la seconda pallina. Ognuno di noi ha abitudini diverse, è buona regola che il battitore abbia sempre due palline per poter ripetere velocemente la seconda se necessario ma a livello amatoriale ognuno fa a modo proprio. Osservare questa abitudine per saper gestire le palline in modo fluente è un modo, una piccola attenzione per mantenere un buon clima in campo.

Gratificare l’avversario che ha fatto un bel colpo.

Lo fanno anche i giocatori professionisti, a maggior ragione dovremmo poterlo saper fare anche noi! È davvero importante saper riconoscere la bravura o la buona riuscita di un colpo quando lo vediamo fare a qualcun altro. Ci mette nella predisposizione di imparare da ciò che vediamo ed è davvero bello poter giocare con qualcuno che ci riconosce dei meriti. Fa piacere, è innegabile!

Come ultima considerazione, aggiungiamo che nelle partite di circolo nessuno scommette casa, al massimo una birretta… quando si accendono gli animi in campo è sportivo ricordarsi anche questo piccolo ma fondamentale dettaglio!!

Buon padel a tutti !

by Roberta Lozza

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