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Il lungo applauso finale e l’abbraccio con tutta la squadra, unita sempre e comunque, fino all’ultimo punto. Finisce con l’argento l’avventura ai Giochi del Mediterraneo di Giulia Dal Pozzo e Marco Cassetta, nel Misto del torneo di padel.
Dopo due ore di grande intensità sono stati i fratelli portoghesi Pedro e Sofia Araujo, quest’ultima numero 8 del ranking mondiale, ad avere la meglio in tre set (6-2 3-6 6-3). Una gara che in avvio ha acceso i fratelli portoghesi, partiti con grande aggressività. Sofia e ‘Peu’ hanno imposto un gran ritmo, mettendo pressione agli azzurri, con Cassetta visibilmente stanco dopo la maratona del mattino –  nella finalina proprio con il Portogallo che gli è valsa il bronzo in coppia con Simone Iacovino – e Dal Pozzo meno affilata del solito. La reazione dell’Italia nel secondo parziale ha acceso il pubblico – pieni gli spalti del Centrale del Parco del Mediterraneo, nonostante il caldo – anche grazie alle ‘chiamate’ di Cassetta che più volte ha chiamato tifosi a farsi sentire e spingere la coppia mista azzurra.
I ragazzi di Marcela Ferrari hanno così riaperto la corsa verso la vittoria.
Nel terzo e decisivo set l’equilibrio è tornato sottilissimo, ma nel momento cruciale i fratelli Araujo sono riusciti a sfruttare la differenza nei dettagli e capitalizzare meglio le palle break: uno smash fuori misura di Cassetta sul 3-2 per l’Italia ha negato il punto del 4-2 e ridato slancio ai fratelli Araujo, che hanno piazzato l’allungo decisivo per conquistare la medaglia più preziosa.
Avevamo ripreso la partita in maniera incredibile, con un break di vantaggio nel terzo set. Siamo dispiaciuti, ma possiamo dire di non aver mai mollato”, racconta a fine partita Cassetta, che ha proseguito: “Ora è dura, ma da domani saremo sicuramente soddisfatti. Sono ricordi che mi rimarranno per tutta la vita, oltre all’onore di aver giocato con Giulia”.
Molto simili le sensazioni della 20enne Dal Pozzo, che negli ultimi scambi ha accusato i postumi di un colpo alla spalla rimediato sul vetro durante il tentativo di recuperare la palla:
“Abbiamo appena finito di giocare ed è normale che i pensieri siano un po’ negativi. Ma dobbiamo essere orgogliosi della settimana che abbiamo vissuto, è la prima volta che giochiamo insieme, ci siamo trovati benissimo”.
Poi il ringraziamento al pubblico che non ha mai smesso di incitarli: “E’ l’aspetto migliore di giocare in casa, il tuo pubblico dà sempre qualcosa in più – concludono entrambi – E’ anche per loro che ci siamo battuti senza mollare mai”.

Sainz e Llaguno conquistano l’oro

L ‘abbraccio al centro del Central Court, lo sguardo di felicità e il grido di “Vamos” dopo aver vinto il match point. Lucia Sainz e Patty Llaguno hanno celebrato così la loro vittoria per la medaglia d’oro ai XX Giochi del Mediterraneo, dopo il successo in finale contro la connazionale spagnola Jimena Velasco-Nuria Rodriguez (6-3 6-4). Per la Spagna, il risultato davanti alla grande folla radunata sugli spalti del Parco del Mediterraneo Salinella di Taranto rappresentò un doppio successo: accanto alla medaglia più prestigiosa, conquistarono anche l’argento.

Sainz e Llaguno hanno iniziato meglio la finale, prendendo subito il controllo della partita con una rottura nel primo set prima di chiudere il set 6-3. Il secondo set è stato più combattuto. Dopo aver perso il servizio sul 3-2, Velasco e Rodriguez hanno risposto subito facendo un break. Nel momento decisivo, però, l’esperienza di Sainz e Llaguno, entrambi ex numeri 1 mondiali, è emersa in primo piano. Hanno ottenuto una rottura nell’ultimo game della partita per chiudere il secondo set 6-4.

“Siamo molto felici. Vincere questa medaglia con Patty è un grande traguardo,” ha detto Sainz“Abbiamo vissuto una settimana fantastica e un evento fantastico, in cui abbiamo vissuto un’atmosfera davvero unica.” La vittoria conferma ulteriormente il forte legame di Sainz con la nazionale spagnola: lo scorso ottobre è diventata campionessa alla FIP Euro Padel Cup 2025.

Sainz, tuttavia, sta già guardando oltre la medaglia d’oro di Taranto e condivide un’ambizione che riguarda l’intera comunità padel: “Speriamo che i Giochi del Mediterraneo siano stati un altro passo decisivo verso il più grande sogno: i Giochi Olimpici.”

TERZO POSTO Orsi-Marchetti

La mattina scorsa, l’Italia ha conquistato la medaglia di bronzo femminile: le Azzurre Carolina Orsi e Giorgia Marchetti hanno sconfitto le portoghesi Ana Catarina Nogueira e Sofia Araújo in tre set (7-5 2-6 6-4). Dopo aver vinto il primo set, le due italiane hanno perso il livello nel secondo. Nel set decisivo, sono riusciti a migliorare il livello di gioco e hanno chiuso la partita 6-4. “Vincere una medaglia in questi Giochi è qualcosa di unico”, ha detto Marchetti“Arrivare di nuovo sul podio, dopo la medaglia d’oro che Carolina ed io abbiamo vinto ai Giochi Europei di Cracovia nel 2023, non è stato facile.”

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Se la sono giocata eccome, Alvaro Montiel e Flavio Abbate, la coppia numero uno azzurra, contro l’ennesima montagna da scalare spagnola.

Stavolta, nelle sembianze e nella classe di David Gala, vent’anni e numero 34 del mondo, e nella solidità e la raffinatezza tattica di José Antonio Diestro, numero 45 del mondo di grande esperienza.

E se la sono giocata, la finale del padel maschile dei Giochi del Mediterraneo – davanti a un attentissimo presidente della Federazione Internazionale Padel, Luigi Carraro – perdendola per un soffio (7-6 6-4), concedendo agli spagnoli numero due del tabellone quel break fatale, sul 4-4 nel secondo set, che ha trasformato il match in una sentenza d’oro in favore dei ragazzi di Juanjo Gutierrez.
E pensare che nel primo set avevano rifilato il controbreak in avvio dopo aver subito il break, per poi annullare anche due set point nel tie break del primo set.

Se da una parte c’è l’amarezza di aver allungato la racchetta fino a poterla toccare, la medaglia d’oro, dall’altra c’è la consapevolezza che gli italiani continuano a stringere la forbice, pian piano, che in Europa li divide dagli alieni di questo sport, gli spagnoli. Non tutti, chiaro, ma se con due top 50 te la giochi fino in fondo il segnale resta, è robusto e aumenta le certezze della ct azzurra Marcela Ferrari: “Flavio e Alvaro hanno le qualità per poter giocare certe partite e questa finale e lo hanno dimostrato giocando un grande match punto a punto contro due giocatori fortissimi. Hanno centrato la finale e una medaglia d’argento che riflette bene quanto di buono abbiano fatto in questi Giochi del Mediterraneo”.
Il pubblico in delirio, le ‘chiamate’ di Flavio al ruggito della folla, il break subito e subito riaffibbiato agli spagnoli nel primo set incorniciano una reazione di chi sapeva di poter provare a vincere la medaglia più preziosa. Non è arrivata, ma l’impresa resta negli occhi e nel cuore degli azzurri, tutti in panchina a fare il tifo e della gente che ha riempito le tribune del Centrale. Alla fine, Flavio Abbate dirà: “Abbiamo dato tutto, la partita ci è scappata via per piccoli dettagli. Avrei voluto conquistare l’oro con Alvaro con cui ho un rapporto speciale, ma questo è lo sport, bisogna accettare questi momenti e ripartire subito”.
Alvarito Montiel accanto a lui, ripercorre alcuni momenti cruciali del match e riflette: “Forse potevamo giocare meglio il tie break ma non c’è dubbio sul fatto che abbiamo giocato una partita di altissimo livello. Abbiamo lottato per questa maglia, per le persone che erano qui e che ci hanno seguiti da casa. Siamo contenti dell’argento e sono felicissimo di averlo preso con Flavio che è compagno in campo e uno dei miei migliori amici. La dedichiamo alle nostre famiglie e a chi ci ha seguito con affetto e passione”, è la chiusura di Montiel, prima di affondare nelle braccia e nell’affetto di un’Italia bella, unita e con un numero di medaglie nel padel – quattro, due argenti e due bronzi – che nessuno può vantare ai Giochi del Mediterraneo.

 

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