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Diciassette anni, 3 mesi e 24 giorni per il record di giocatrice più giovane a raggiungere una finale nel circuito Premier Padel.

Per quello che è stato il rendimento e la crescita di Martina Calvo nel 2025, era solo questione di tempo.

È arrivata in Egitto, a Newgiza, sempre in coppia con Alejandra Salazar, una stella che continua a brillare. Assieme avevano vinto il FIP Platinum di Lione, e assieme domani (dalle 16.30 locali, le 14.30 CET) si giocheranno il titolo nel Premier Padel Newgiza P2, che lo scorso anno Salazar sfiorò in coppia con Jessica Castelló nell’ultima delle tre finali Premier giocate e tutte perse.
Calvo e Salazar, nella prima semifinale, hanno sconfitto 6-4 6-2 Marta Ortega e Tamara Icardo e domani proveranno a battere Paula Josemaria e Ari Sanchez, che di titoli nel 2025 ne hanno vinti cinque e che proveranno a bissare quello di Milano, nell’ultimo torneo Premier giocato prima di quello in Egitto.
Nella seconda semifinale, Paula e Ari sono dovute rimanere in campo tre set e due ore e 16’ per avere la meglio (6-2 4-6 6-4) di Andrea Ustero e Sofia Araujo, che come Ortega difendeva il titolo vinto nel 2024.

UOMINI

A contendersi il titolo nel tabellone maschile saranno invece le coppie numero 1 e 4.
Nella parte alta, Fede Chingotto e Ale Galan – alla ricerca del loro settimo titolo stagionale, il secondo consecutivo dopo quello di Milano – hanno regolato con un doppio 6-3 Coki Nieto e Mike Yanguas, che arrivavano dalla battaglia da quasi tre ore nei quarti contro Gonzalez/Guerrero; nella parte bassa, invece, l’eliminazione di Juan Lebron e Franco Stupaczuk – che a Dubai giocheranno assieme per l’ultima volta, visto che nel Major di Acapulco torneranno i ‘Superpibes’ Stupa/Di Nenno e Lebron è iscritto con Augsburger – ha aperto il tabellone per Paquito Navarro e Jon Sanz, teste di serie numero 4, che in serata hanno battuto Javi Leal e Lucas Bergamini (che aveva iniziato la stagione proprio con Paquito) con il punteggio di 6-1 4-6 7-5.

Per Sanz, vincitore delle Premier Padel Finals 2024 con Coki Nieto, è la prima finale stagionale, per Paquito la seconda dopo Buenos Aires, l’ottava in totale, con un bilancio di una vittoria e sei sconfitte.

 

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Buon padel a tutti

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Alejandra Salazar, nasce a Madrid il 31 dicembre del 1985 ed alla soglia dei 40 anni è ancora considerata una delle migliori giocatrici di tutti i tempi.

E’ tra le leggende di questo sport, dopo aver vinto di tutto a livello internazionale (52 titoli WPT) insieme a Carolina Navarro, Marta Marrero e Gemma Triay, oltre a ben 7 mondiali con la nazionale spagnola. L’infortunio di 2 anni fa è stato molto pesante per Ale e la ripresa ancora di più, ma la “Bandejandra” è ancora qui, con la sua bella posizione n.13 nel ranking, vuole finire l’anno con serenità per poi dedicarsi alla sua ultima stagione nel 2026.

Un addio graduale che desidera affrontare con ambizione, in particolare accompagnando una giovane promessa, Martina Calvo che in coppia con Ale sta crescendo moltissimo e che può imparare tanto dalla madrilena. A Lione hanno vinto a metà ottobre un torneo FIP Platinum, ma l’obiettivo a breve-medio termine di Alejandra è vincere almeno un torneo in Premier.

Come vede il padel tra 10 anni?

Bene, si affermerà sempre di più in nuovi paesi e sono certa che crescerà ovunque arrivi. Ci sono sempre più giovani che iniziano a giocare, quindi vedo un futuro molto roseo.

Qual è il fattore chiave affinché una coppia funzioni bene?

Ritengo fondamentali l’empatia, il rispetto, la fiducia e la comunicazione.

Cosa ne pensa di tutti questi cambiamenti di coppia che si stanno verificando da un paio d’anni? Non crede che siano troppo affrettati?

È vero, sono sempre più frequenti i cambiamenti dopo aver disputato solo pochi tornei insieme. Si è persa un po’ la pazienza e il lavoro di squadra, soprattutto nel superare i momenti difficili che ci sono sempre. In questo modo è difficile creare un progetto valido e di successo.

Il ricordo più bello?

Ne ho molti, ma forse metterei in evidenza il mio primo torneo vinto nel circuito professionistico nel 2007 a Madrid.

E il peggiore?

Il torneo in cui è morto mio padre e in cui ho subito anche un grave infortunio al ginocchio.

Se potesse cambiare una regola in Premier?

Credo che reintrodurrei il punto d’oro. È molto dinamico e più divertente per lo spettatore.

Obiettivi per questa stagione?

Prendermi cura di me stessa, perché vorrei continuare a essere competitiva contro le migliori e divertirmi in campo e soprattutto spero di non avere altri infortuni fino alla fine.

In quali città le piacerebbe vedere delle tappe il prossimo anno?

Sarebbe bello andare in Australia, Giappone e Cina, per esempio.

Come si trova con i social network?

Mi piacciono e mi tengo aggiornata, ma non sono una di quelle che ci passa molto tempo.

Ha qualche desiderio e sogno nel cassetto?

Dal punto di vista sportivo mi piacerebbe vincere un torneo in Premier Padel e poi giocare alle Olimpiadi…ma ormai questo non sarà più possibile.

Fonte: Marco Oddino – Corriere dello sport

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