MrPadelPaddle
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Frequentando diversi circoli, capita frequentemente di assistere a momenti di accese discussioni dentro la gabbia, solitamente per disaccordo su alcune regole di gioco che, a livello amatoriale, non sempre risultano essere chiare o anche solo lette prima di iniziare questo sport.

Cerchiamo quindi di fare luce su quelle situazioni che più frequentemente creano nervosismo e diverbi in campo, in modo da aiutare chiunque gioca a padel ad avere le idee chiare e quindi, a divertirsi ancora di più in campo.

Dice il regolamento del padel della Federazione Internazionale Padel recepito dalla Federtennis alla REGOLA 13 – Comma 1 Lettera A) :
Una coppia perde il punto se, mentre la palla è in gioco, un componente della coppia, la sua racchetta o qualunque cosa indossi o porti toccano qualsiasi parte della rete, compresi i pali che la sostengono, o il terreno  del campo avversario, compresa la rete metallica;

Per palla in gioco si intende qualsiasi momento dal colpo di battuta fino alla chiusura del punto e in questo lasso di tempo vale la regola di invasione. Se il giocatore, per qualsiasi ragione, tocca la rete tra la chiusura del punto e prima che il battitore si appresta alla battuta non è considerata invasione.
Durante il gioco, va prestata quindi molta attenzione quando ci troviamo sotto rete. Una volée di attacco eseguita con troppa veemenza o il recupero di una palla corta che cade molto a filo della rete può portarci in errore nel finale del nostro colpo che ci fa toccare la rete con la pala o con qualche parte del corpo. Anche in caso di scatto (disperato) per recuperare uno smash molto forte o una palla molto corta possono portarci a travolgere la rete nella troppa foga. In questo caso il punto è perso per invasione di campo.

Comma 1 Lettera D)
Una coppia perde il punto se rimanda la palla di volée prima che abbia oltrepassato la rete.

Quest’invasione si verifica frequentemente quando il giocatore a rete o molto vicino a essa si appresta a ricevere una palla molto lenta e alta: un globo giocato male e finito molto corto e alto o una risposta non incisiva che per l’avversario rappresenta una buonissima occasione per chiudere il punto.
Solitamente in questi casi, il giocatore rischia spesso di lasciarsi ingolosire dalla facilità del colpo perdendo percezione del campo. È considerato fallo di invasione infatti ogni volta che il giocatore colpisce la palla prima che quest’ultima abbia completamente superato il campo di chi ha colpito, quindi è vietato da regolamento sporgersi nel campo avversario per colpire la palla, pena la perdita del punto.

REGOLA 14 comma 1 leggera G)
La risposta è buona se la palla, dopo il rimbalzo nel campo corretto, ritorna nel campo di chi l’ha colpita ed è colpita nel campo avversario, sempre a patto che il giocatore o qualunque parte del suo abbigliamento o la pala non abbiano toccato la rete, i pali di supporto o il campo avversario.

Se avete guardato qualche partita del WTP sapete di cosa stiamo parlando. Capita infatti spesso in queste partite, soprattutto maschili, di veder partire grandi smash con i giocatori in ricezione che fanno salti rocamboleschi per cercare di colpire, toccare, sfiorare la pallina prima che torni nel campo avversario che ha tirato la bordata.
Questo è l’unico caso in cui il giocatore può colpire la pallina al di là della propria metà campo, in qualsiasi modo gli riesce. Sempre a patto che nessuna parte del corpo, dell’abbigliamento e della pala vada a sfiorare rete, campo e paletti nell’esecuzione del colpo.
Esiste anche un’unica eccezione in cui i giocatori possono toccare i paletti che tengono la rete, ovvero in fase di entrata e uscita dalla gabbia per il recupero estremo di una palla.
Certo, a livello amatoriale è abbastanza raro vedere giocatori uscire dalla gabbia, un po’ per inesperienza ma anche per impossibilità spaziale di uscire in recupero della pallina (spesso nei circoli i campi sono adiacenti, non di rado le nostre palline invadono il campo vicino!!).
Aggiungiamo una considerazione personale che non è scritta nel regolamento ma troviamo essere una buona regola per mantenere il gioco il più armonioso possibile. Ogni qualvolta i giocatori non si trovano in accordo sull’esito di un punto a causa di un presunto fallo, la soluzione migliore è ripetere il punto, senza inutili discussioni che portano solo più nervosismo e discordia. Soprattutto quando si tratta di partite di allenamento o che non prevedono competizione ufficiale.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

fonti. Regole del padel 2020 * sito Federtennis  –Tenniscircus.com

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Frequentando diversi circoli, capita frequentemente di assistere a momenti di accese discussioni dentro la gabbia, solitamente per disaccordo su alcune regole di gioco che, a livello amatoriale, non sempre risultano essere chiare o anche solo lette prima di iniziare questo sport.

Cerchiamo quindi di fare luce su quelle situazioni che più frequentemente creano nervosismo e diverbi in campo, in modo da aiutare chiunque gioca a padel ad avere le idee chiare e quindi, a divertirsi ancora di più in campo.

Dice il regolamento del padel della Federazione Internazionale Padel recepito dalla Federtennis alla REGOLA 13 – Comma 1 Lettera A) :
Una coppia perde il punto se, mentre la palla è in gioco, un componente della coppia, la sua racchetta o qualunque cosa indossi o porti toccano qualsiasi parte della rete, compresi i pali che la sostengono, o il terreno  del campo avversario, compresa la rete metallica;

Per palla in gioco si intende qualsiasi momento dal colpo di battuta fino alla chiusura del punto e in questo lasso di tempo vale la regola di invasione. Se il giocatore, per qualsiasi ragione, tocca la rete tra la chiusura del punto e prima che il battitore si appresta alla battuta non è considerata invasione.
Durante il gioco, va prestata quindi molta attenzione quando ci troviamo sotto rete. Una volée di attacco eseguita con troppa veemenza o il recupero di una palla corta che cade molto a filo della rete può portarci in errore nel finale del nostro colpo che ci fa toccare la rete con la pala o con qualche parte del corpo. Anche in caso di scatto (disperato) per recuperare uno smash molto forte o una palla molto corta possono portarci a travolgere la rete nella troppa foga. In questo caso il punto è perso per invasione di campo.

Comma 1 Lettera D)
Una coppia perde il punto se rimanda la palla di volée prima che abbia oltrepassato la rete.

Quest’invasione si verifica frequentemente quando il giocatore a rete o molto vicino a essa si appresta a ricevere una palla molto lenta e alta: un globo giocato male e finito molto corto e alto o una risposta non incisiva che per l’avversario rappresenta una buonissima occasione per chiudere il punto.
Solitamente in questi casi, il giocatore rischia spesso di lasciarsi ingolosire dalla facilità del colpo perdendo percezione del campo. È considerato fallo di invasione infatti ogni volta che il giocatore colpisce la palla prima che quest’ultima abbia completamente superato il campo di chi ha colpito, quindi è vietato da regolamento sporgersi nel campo avversario per colpire la palla, pena la perdita del punto.

REGOLA 14 comma 1 leggera G)
La risposta è buona se la palla, dopo il rimbalzo nel campo corretto, ritorna nel campo di chi l’ha colpita ed è colpita nel campo avversario, sempre a patto che il giocatore o qualunque parte del suo abbigliamento o la pala non abbiano toccato la rete, i pali di supporto o il campo avversario.

Se avete guardato qualche partita del WTP sapete di cosa stiamo parlando. Capita infatti spesso in queste partite, soprattutto maschili, di veder partire grandi smash con i giocatori in ricezione che fanno salti rocamboleschi per cercare di colpire, toccare, sfiorare la pallina prima che torni nel campo avversario che ha tirato la bordata.
Questo è l’unico caso in cui il giocatore può colpire la pallina al di là della propria metà campo, in qualsiasi modo gli riesce. Sempre a patto che nessuna parte del corpo, dell’abbigliamento e della pala vada a sfiorare rete, campo e paletti nell’esecuzione del colpo.
Esiste anche un’unica eccezione in cui i giocatori possono toccare i paletti che tengono la rete, ovvero in fase di entrata e uscita dalla gabbia per il recupero estremo di una palla.
Certo, a livello amatoriale è abbastanza raro vedere giocatori uscire dalla gabbia, un po’ per inesperienza ma anche per impossibilità spaziale di uscire in recupero della pallina (spesso nei circoli i campi sono adiacenti, non di rado le nostre palline invadono il campo vicino!!).
Aggiungiamo una considerazione personale che non è scritta nel regolamento ma troviamo essere una buona regola per mantenere il gioco il più armonioso possibile. Ogni qualvolta i giocatori non si trovano in accordo sull’esito di un punto a causa di un presunto fallo, la soluzione migliore è ripetere il punto, senza inutili discussioni che portano solo più nervosismo e discordia. Soprattutto quando si tratta di partite di allenamento o che non prevedono competizione ufficiale.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

fonti. Regole del padel 2020 * sito Federtennis  –Tenniscircus.com

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La tattica della Nevera (frigorifero) prevede di giocare esclusivamente o quasi su uno dei due avversari, lasciando che l’altro si raffreddi visto che è poco coinvolto nel gioco.

Continuiamo il nostro percorso del Padel mental Coaching in collaborazione con Cristina Molinari.

Quando i nostri avversari scelgono questa tattica, è fondamentale adottare un approccio mentale che ci aiuti a gestirla invece di subirla.

Normalmente se non prendiamo in mano la situazione in termini di atteggiamento mentale, rischiamo di innervosirci e di allearci con l’avversario invece di fare fronte comune con il nostro compagno. Nel peggiore dei casi il nervosismo diventa rabbia o sensazione di impotenza se siamo quelli che si stanno raffreddando.
Anche se questi stati d’animo sono del tutto comprensibili, è evidente che non siano utili visto che generano tensioni muscolari, spostamento del focus e spesso anche un dialogo interno che non ha nulla di costruttivo e produttivo: quindi come possiamo gestire la situazione?

1. Nessuno può tagliarci fuori dal gioco se noi non lo permettiamo.

Quando gli avversari concentrano le azioni sul nostro compagno, noi siamo liberi dalla pressione del gioco e possiamo supportarlo in diversi modi:
• aiutarlo sulla lettura dei colpi
• dargli indicazioni precise sulla posizione degli avversari quando fa un recupero dalla parete di fondo
• accompagnarlo nei movimenti mantenendo l’equilibrio del nostro binomio ed evitando di fermarci
• RESPIRARE: si hai letto bene, possiamo respirare con il diaframma abbassando il nostro ritmo cardiaco e come per magia anche il nostro compagno respirerà meglio (non ti chiedo di credermi, prova e vedrai di persona!)
In sostanza quello che facciamo in questo caso è trasformarci in “navigatore” per il nostro compagno aiutandolo così a reggere la pressione del gioco incalzante.

2. Presenza e Focus

Manteniamo il focus palla dopo palla, ricordandoci di coprire il campo seguendo il gioco: anche se non stiamo toccando palla da qualche azione, siamo responsabili della nostra posizione e del campo.

3. Occhio all’empatia

Spesso vedere il compagno in difficoltà genera in noi reazioni di esagerata empatia. Anche se l’empatia è una risorsa importante, va utilizzata con saggezza e controllo, per evitare che ci investa come un boomerang.
Empatizzare con la difficoltà del compagno ci porta ad innervosirci, a cercare di aiutarlo a tutti i costi (anche a costo di perdere la posizione) e qualche volta a perdere la pazienza e tutto questo non aiuta.
È sempre buona norma empatizzare con la persona e non con il problema: per cui massima attenzione a questo passaggio, che spesso ci porta a perdere la posizione prima e il punto dopo, vanificando la fatica del compagno stesso.

E parafrasando Dirty Dancing: nessuno può mettere un giocatore di padel in frigorifero!

Buon padel a tutti !

in collaborazione con Cristina Molinari – Padel Mental Coach

https://www.metodosmash.com/

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La tattica della Nevera (frigorifero) prevede di giocare esclusivamente o quasi su uno dei due avversari, lasciando che l’altro si raffreddi visto che è poco coinvolto nel gioco.

Continuiamo il nostro percorso del Padel mental Coaching in collaborazione con Cristina Molinari.

Quando i nostri avversari scelgono questa tattica, è fondamentale adottare un approccio mentale che ci aiuti a gestirla invece di subirla.

Normalmente se non prendiamo in mano la situazione in termini di atteggiamento mentale, rischiamo di innervosirci e di allearci con l’avversario invece di fare fronte comune con il nostro compagno. Nel peggiore dei casi il nervosismo diventa rabbia o sensazione di impotenza se siamo quelli che si stanno raffreddando.
Anche se questi stati d’animo sono del tutto comprensibili, è evidente che non siano utili visto che generano tensioni muscolari, spostamento del focus e spesso anche un dialogo interno che non ha nulla di costruttivo e produttivo: quindi come possiamo gestire la situazione?

1. Nessuno può tagliarci fuori dal gioco se noi non lo permettiamo.

Quando gli avversari concentrano le azioni sul nostro compagno, noi siamo liberi dalla pressione del gioco e possiamo supportarlo in diversi modi:
• aiutarlo sulla lettura dei colpi
• dargli indicazioni precise sulla posizione degli avversari quando fa un recupero dalla parete di fondo
• accompagnarlo nei movimenti mantenendo l’equilibrio del nostro binomio ed evitando di fermarci
• RESPIRARE: si hai letto bene, possiamo respirare con il diaframma abbassando il nostro ritmo cardiaco e come per magia anche il nostro compagno respirerà meglio (non ti chiedo di credermi, prova e vedrai di persona!)
In sostanza quello che facciamo in questo caso è trasformarci in “navigatore” per il nostro compagno aiutandolo così a reggere la pressione del gioco incalzante.

2. Presenza e Focus

Manteniamo il focus palla dopo palla, ricordandoci di coprire il campo seguendo il gioco: anche se non stiamo toccando palla da qualche azione, siamo responsabili della nostra posizione e del campo.

3. Occhio all’empatia

Spesso vedere il compagno in difficoltà genera in noi reazioni di esagerata empatia. Anche se l’empatia è una risorsa importante, va utilizzata con saggezza e controllo, per evitare che ci investa come un boomerang.
Empatizzare con la difficoltà del compagno ci porta ad innervosirci, a cercare di aiutarlo a tutti i costi (anche a costo di perdere la posizione) e qualche volta a perdere la pazienza e tutto questo non aiuta.
È sempre buona norma empatizzare con la persona e non con il problema: per cui massima attenzione a questo passaggio, che spesso ci porta a perdere la posizione prima e il punto dopo, vanificando la fatica del compagno stesso.

E parafrasando Dirty Dancing: nessuno può mettere un giocatore di padel in frigorifero!

Buon padel a tutti !

in collaborazione con Cristina Molinari – Padel Mental Coach

https://www.metodosmash.com/

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