MrPadelPaddle

Abbiamo intervistato il noto influencer che ha ospitato Fernando Belasteguin nella sua villa per accelerare la riabilitazione del grande campione di Padel

Al Master di Valladolid Belasteguin sarà presente!

Reduce da uno infortunio muscolare del 29 maggio nella semifinale dell’Open di Santander il “Bela” è stato ospite per due settimane dal suo amico Gianluca Vacchi che gli ha messo a disposizione nella sua villa del bolognese macchinari tecnologicamente avanzati e una equipe medica qualificata per mettere in grado il campione di affrettare i tempi di recupero della lesione.
Abbiamo chiesto a Vacchi di raccontarci la sua passione per il padel e il suo rapporto con la star del padel.

Sei un grande appassionato di Padel quando è nata la tua passione per questo sport?
E’ una passione molto recente, ho iniziato poco più di due anni fa e mi sono letteralmente innamorato di questo sport. Nella mia vita ho praticato tanti sport come lo sci, il golf, il calcio ma il padel in assoluto è lo sport che mi ha coinvolto di più.

Cosa ti piace del padel al punto da farti costruire dei campi nella tua villa?
E’ uno sport che crea molta socialità, divertente che si può giocare subito anche tra persone alle prime armi nel palleggiare con una racchetta.
Ho fatto un palazzetto dello sport all’interno della mia residenza che ho dedicato a Fernando Belasteguin, infatti appena si entra vi è una grande targa intitolata a suo nome. Ho voluto fare un tributo a lui perché secondo me qualunque giocatore e appassionato di padel ha con lui un debito di riconoscenza per quello che ha fatto per questo sport.
Oltre al campo all’interno del palazzetto ne ho un altro all’aperto sempre nella mia residenza.

Sei amico del più grande giocatore della storia del padel Fernando Belasteguin quando l’hai conosciuto?
Mi è stato presentato da un amico che abbiamo in comune che è il presidente della Fip Luigi Carraro e ci siamo subito trovati perché condividiamo per lo sport gli stessi valori.
E’ nata una bella amicizia.

Cosa apprezzi di più di Fernando come giocatore e come uomo?
Di Fernando apprezzo che sia un uomo profondamente onesto e rispettoso di valori molto importanti. Dietro il grandissimo campione c’è un uomo che ha dei valori che gli hanno permesso di diventare quello che è.
Io, anche se lo conoscevo già, sono stato molto vicino in queste 2 settimane con lui vissute spalla a spalla e ho visto un uomo che ha una tenacia, una disciplina e una costanza nel metodo e nel desiderio di recuperare che poche volte ho riscontrato in atleti molto più giovani.
Sono stati 14 giorni dove abbiamo vissuto di fianco per 12/13 ore tra terapia e allenamento e dove abbiamo avuto modo di parlare molto.

Ti abbiamo visto anche  allenarlo in alcuni video su Instagram…
E si, ho provato a fare quello che potevo come palleggiatore, anche se sto migliorando giorno dopo giorno, mi alleno sempre due volte al di e ogni notte mi guardo su Youtube una partita dei tornei passati.
Abbiamo palleggiato soprattutto i primi giorni della riabilitazione ovviamente senza forzare anche perché era una lesione che prevedeva tempi di recupero di 5/6 settimane e l’abbiamo chiusa in 14 giorni.

Ma come è nata l’idea di invitarlo da te a fare la riabilitazione?
Quando lui si è fatto male l’ho lasciato in pace qualche ora per via dell’amarezza che gli si leggeva evidente nel viso e poi gli ho scritto di impulso che doveva venire qui da me a fare la riabilitazione. Gli ho detto che “con tutto quello che possiamo fare qui sono sicuro che riusciremo ad accorciare se non dimezzare i tempi di recupero.” Questa mia convinzione era dovuta al fatto ho provato molte tecnologie sulla mia pelle e mi sono sempre dotato di macchinari di qualità e un’ equipe medica sempre all’avanguardia. Ho avuto alla fine ragione perché lo si dava in forse per il torneo di Valencia dei primi di luglio e invece sarà già presente nel prossimo Master di Valladolid!.
Fernando ha avuto a disposizione una mia stanza dove dormire con i macchinari all’interno di essa, una vera e propria full immersion. Iniziavamo a lavorare dalle 6 e 45 del mattino fino alle 21 con una pausa pranzo.  Eravamo sempre concentrati sui miglioramenti che misuravano ogni tre giorni con una ecografia, che lasciavamo poco a tutto il resto e sempre tutto svolgevamo in contatto con l’equipe medico sportiva di Fernando.
Abbiamo fatto un mezzo miracolo e io sono rimasto veramente colpito dalla sua tenacità, non ha mollato un secondo! Ore, ore di allenamento a testa bassa per raggiungere e centrare l’obiettivo di giocare a Valladolid.

Buon padel a tutti!

by Mr Padel Paddle

in collaborazione con il Corriere dello Sport

 

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Abbiamo intervistato il noto influencer che ha ospitato Fernando Belasteguin nella sua villa per accelerare la riabilitazione del grande campione di Padel

Al Master di Valladolid Belasteguin sarà presente!

Reduce da uno infortunio muscolare del 29 maggio nella semifinale dell’Open di Santander il “Bela” è stato ospite per due settimane dal suo amico Gianluca Vacchi che gli ha messo a disposizione nella sua villa del bolognese macchinari tecnologicamente avanzati e una equipe medica qualificata per mettere in grado il campione di affrettare i tempi di recupero della lesione.
Abbiamo chiesto a Vacchi di raccontarci la sua passione per il padel e il suo rapporto con la star del padel.

Sei un grande appassionato di Padel quando è nata la tua passione per questo sport?
E’ una passione molto recente, ho iniziato poco più di due anni fa e mi sono letteralmente innamorato di questo sport. Nella mia vita ho praticato tanti sport come lo sci, il golf, il calcio ma il padel in assoluto è lo sport che mi ha coinvolto di più.

Cosa ti piace del padel al punto da farti costruire dei campi nella tua villa?
E’ uno sport che crea molta socialità, divertente che si può giocare subito anche tra persone alle prime armi nel palleggiare con una racchetta.
Ho fatto un palazzetto dello sport all’interno della mia residenza che ho dedicato a Fernando Belasteguin, infatti appena si entra vi è una grande targa intitolata a suo nome. Ho voluto fare un tributo a lui perché secondo me qualunque giocatore e appassionato di padel ha con lui un debito di riconoscenza per quello che ha fatto per questo sport.
Oltre al campo all’interno del palazzetto ne ho un altro all’aperto sempre nella mia residenza.

Sei amico del più grande giocatore della storia del padel Fernando Belasteguin quando l’hai conosciuto?
Mi è stato presentato da un amico che abbiamo in comune che è il presidente della Fip Luigi Carraro e ci siamo subito trovati perché condividiamo per lo sport gli stessi valori.
E’ nata una bella amicizia.

Cosa apprezzi di più di Fernando come giocatore e come uomo?
Di Fernando apprezzo che sia un uomo profondamente onesto e rispettoso di valori molto importanti. Dietro il grandissimo campione c’è un uomo che ha dei valori che gli hanno permesso di diventare quello che è.
Io, anche se lo conoscevo già, sono stato molto vicino in queste 2 settimane con lui vissute spalla a spalla e ho visto un uomo che ha una tenacia, una disciplina e una costanza nel metodo e nel desiderio di recuperare che poche volte ho riscontrato in atleti molto più giovani.
Sono stati 14 giorni dove abbiamo vissuto di fianco per 12/13 ore tra terapia e allenamento e dove abbiamo avuto modo di parlare molto.

Ti abbiamo visto anche  allenarlo in alcuni video su Instagram…
E si, ho provato a fare quello che potevo come palleggiatore, anche se sto migliorando giorno dopo giorno, mi alleno sempre due volte al di e ogni notte mi guardo su Youtube una partita dei tornei passati.
Abbiamo palleggiato soprattutto i primi giorni della riabilitazione ovviamente senza forzare anche perché era una lesione che prevedeva tempi di recupero di 5/6 settimane e l’abbiamo chiusa in 14 giorni.

Ma come è nata l’idea di invitarlo da te a fare la riabilitazione?
Quando lui si è fatto male l’ho lasciato in pace qualche ora per via dell’amarezza che gli si leggeva evidente nel viso e poi gli ho scritto di impulso che doveva venire qui da me a fare la riabilitazione. Gli ho detto che “con tutto quello che possiamo fare qui sono sicuro che riusciremo ad accorciare se non dimezzare i tempi di recupero.” Questa mia convinzione era dovuta al fatto ho provato molte tecnologie sulla mia pelle e mi sono sempre dotato di macchinari di qualità e un’ equipe medica sempre all’avanguardia. Ho avuto alla fine ragione perché lo si dava in forse per il torneo di Valencia dei primi di luglio e invece sarà già presente nel prossimo Master di Valladolid!.
Fernando ha avuto a disposizione una mia stanza dove dormire con i macchinari all’interno di essa, una vera e propria full immersion. Iniziavamo a lavorare dalle 6 e 45 del mattino fino alle 21 con una pausa pranzo.  Eravamo sempre concentrati sui miglioramenti che misuravano ogni tre giorni con una ecografia, che lasciavamo poco a tutto il resto e sempre tutto svolgevamo in contatto con l’equipe medico sportiva di Fernando.
Abbiamo fatto un mezzo miracolo e io sono rimasto veramente colpito dalla sua tenacità, non ha mollato un secondo! Ore, ore di allenamento a testa bassa per raggiungere e centrare l’obiettivo di giocare a Valladolid.

Buon padel a tutti!

by Mr Padel Paddle

in collaborazione con il Corriere dello Sport

 

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Abbiamo visto nel primo articolo tutti gli elementi di tattica che riguardano i giocatori, ora vogliamo vedere invece quelli che hanno a che vedere con l’ambiente.

Se avete giocato in circoli diversi tra loro, avete sicuramente notato quante differenze ci possono essere e come lo stesso gioco fatto nel vostro circolo può improvvisamente smettere di funzionare o essere meno efficace nel campo di un altro complesso.

Ci sono diversi aspetti che incidono sulla nostra scelta tattica, riferiti al campo. Vediamoli nel dettaglio.

COPERTO/ SCOPERTO

Non esiste un meglio o peggio, come sempre ci sono in entrambe le situazioni dei pro e dei contro. Il campo scoperto è favorevole per l’assenza del sole e del vento che sono variabili importanti ma può comportare svantaggi sui lob.
È importantissimo infatti fare fin dal riscaldamento una valutazione del proprio lob. Intanto va osservato il soffitto, talvolta ci sono delle strutture (specie nei capannoni) che presentano una finitura a scacchi con altezze variabili. Un lob potrebbe andare bene come incappare in una traversa più bassa.

Nello scoperto di contro, vento e sole la fanno da padroni. È fondamentale abituarsi a osservare la natura, le piante o eventuali bandiere poste nel circolo per verificare la presenza di vento, anche non fortissimo ma che al di sopra della gabbia più spostare la traiettoria della mia pallina. Così come è importante comprendere la direzione del vento perché cambia la scelta dei nostri colpi e della nostra strategia in campo a seconda che mi è favorevole/ sfavorevole o che mi tagli da destra a sinistra o viceversa il campo.

Se sono in vento favorevole ad esempio, posso spingere gli avversari a giocare più lob che hanno buone probabilità di finire corti nel mio campo con una buona altezza o addirittura, di non passare oltre la loro rete. Se invece o vento contro (favorevole agli avversari), posso forzare la mano, farli ribattere con forza in volee per farli finire più facilmente a vetro. Se non ho consapevolezza della direzione del vento, di contro, rischio di mandare a vetro moltissimi lob (se ho il vento favorevole) e di alzare fantastiche palle agli avversari (con vento sfavorevole).

Il sole è parimenti insidioso e posso scegliere di averlo come alleato o come nemico. Se sono consapevole di dove si trova il sole, posso ad esempio scegliere di usare un colpo piuttosto che un altro per evitare di accecarmi (se ho il sole alle mie spalle, devo saper come gestire una palla che finisce a vetro perché a seconda di come scelgo di colpirla posso trovarmi accecata). Se sono i miei avversari ad avere il sole contro, posso sfruttarlo con un gioco rapido e di maggiori cambi di direzione. Oppure posso giocare palle alte sapendo che per gli avversari sarà più difficile gestirle. Ad esempio, se i miei avversari sono una coppia mancino/destrorso e il sole si trova laterale al campo, saprò che per ognuno dei due giocatori c’è un lato del campo dove si trovano il sole in faccia sulle palle alte.. e visto che sono comodi entrambi a giocarle e ad essere offensivi, per ogni lato posso puntare su quello più scomodo.

ILLUMINAZIONE

Dopo aver letto delle difficoltà del sole, si potrebbe pensare che è molto meglio la luce artificiale ma purtroppo la verità è che anche quando ci troviamo sotto i fanali, possiamo avere grandi problemi di visibilità.
Dipende un po’ da come sono direzionate le luci ma ad oggi non abbiamo ancora trovato un campo che non dia fastidio in questo senso, quindi è un problema condiviso un po’ da tutti, chi più chi meno.
Con la luce artificiale infatti, ci si trova spesso e volentieri ad avvertire dei “buchi” visivi, perché rimaniamo abbagliati con una palla alta o perché il continuo adattarsi dell’occhio alla luce artificiale crea dei momenti di buio.
Può essere insidiosa con palle molto alte, con i lob alti e spioventi ad esempio e nel gioco a volo, di solito molto rapido.
In questi casi il consiglio è di entrare in campo con calma e senza avere fretta di essere subito incisivi. A volte è meglio iniziare con costruzione e colpi intelligenti, per ambientarci e permettere anche al nostro campo visivo di prendere le misure.

STRUTTURA DEL CAMPO

Recentemente abbiamo avuto l’opportunità di vedere le partite di serie A e nell’osservare un pre partita della squadra che poi ha vinto il campionato, abbiamo notato il preparatore tecnico fare un giro minuzioso del campo, di tutto il perimetro prima e dell’area di gioco poi.
Un fanatico?
In realtà, è una buona pratica tattica che ti permette di vedere e notare tutti quegli elementi che potrebbero variare il tuo gioco.
Ad esempio, il disegno della grata cambia completamente le opzioni di rimbalzo. Se a maglia larga o più stretta quindi rientra nei fattori determinanti che possono farti scegliere come giocare i tuoi colpi.
Ancora, verificare se in prossimità della struttura esterna ci sono imperfezioni, come sono congiunti i diversi elementi della parete tra loro e negli angoli. Potendo scegliere il punto in cui far colpire la pallina, infatti, il punto con le giunture e gli elementi che sostengono la struttura può portare maggiore imprevedibilità alle opzioni di rimbalzo, complicando la risposta dei nostri avversari.

PALLINE E CLIMA

Quando pensiamo all’efficacia dei colpi siamo più portati a valutare la pala, più o meno aggressiva. La verità è che il clima cambia profondamente la reazione della pallina ai nostri colpi.
In generale, ricorda sempre che più la pallina ha pressione, più rimbalza e più è veloce.
Più sei a livello del mare più la pressione di abbassa, più aumenta l’altitudine, più la pallina si alleggerisce.

Quando il clima è FREDDO, la pallina risulta più pesante.
Quando il clima è CALDO, la pallina è più leggera.
Quando c’è UMIDITÀ la pallina è più pesante.

E un po’ come per la matematica, dove ++=+ e +-=-, se stai giocando in pianura padana d’estate (caldo e umidità) è molto diverso da giocare in Puglia (caldo più secco).

In soldoni, conoscere la situazione climatica e quindi l’efficacia della pallina ti permette di sapere in anticipo se i tuoi smash saranno molto efficaci o se è meglio non tentarli proprio.
Il clima, sia esso caldo o freddo, aggiungono un fattore tattico perché sono condizioni che possono minare la resistenza, nostra e dei nostri avversari. C’è chi si trova bene a giocare con il freddo e chi sta meglio con il caldo, durante la partita sta a noi osservare cosa sta succedendo ai nostri avversari.
E, certo, sarebbe tatticamente opportuno aver anticipato le nostre possibili difficoltà legate al clima, con il giusto abbigliamento, idratazione e soluzioni anti fatica.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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L’ABC della Tattica: Fattori interni ed esterni alla coppia

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Abbiamo visto nel primo articolo tutti gli elementi di tattica che riguardano i giocatori, ora vogliamo vedere invece quelli che hanno a che vedere con l’ambiente.

Se avete giocato in circoli diversi tra loro, avete sicuramente notato quante differenze ci possono essere e come lo stesso gioco fatto nel vostro circolo può improvvisamente smettere di funzionare o essere meno efficace nel campo di un altro complesso.

Ci sono diversi aspetti che incidono sulla nostra scelta tattica, riferiti al campo. Vediamoli nel dettaglio.

COPERTO/ SCOPERTO

Non esiste un meglio o peggio, come sempre ci sono in entrambe le situazioni dei pro e dei contro. Il campo scoperto è favorevole per l’assenza del sole e del vento che sono variabili importanti ma può comportare svantaggi sui lob.
È importantissimo infatti fare fin dal riscaldamento una valutazione del proprio lob. Intanto va osservato il soffitto, talvolta ci sono delle strutture (specie nei capannoni) che presentano una finitura a scacchi con altezze variabili. Un lob potrebbe andare bene come incappare in una traversa più bassa.

Nello scoperto di contro, vento e sole la fanno da padroni. È fondamentale abituarsi a osservare la natura, le piante o eventuali bandiere poste nel circolo per verificare la presenza di vento, anche non fortissimo ma che al di sopra della gabbia più spostare la traiettoria della mia pallina. Così come è importante comprendere la direzione del vento perché cambia la scelta dei nostri colpi e della nostra strategia in campo a seconda che mi è favorevole/ sfavorevole o che mi tagli da destra a sinistra o viceversa il campo.

Se sono in vento favorevole ad esempio, posso spingere gli avversari a giocare più lob che hanno buone probabilità di finire corti nel mio campo con una buona altezza o addirittura, di non passare oltre la loro rete. Se invece ho vento contro (favorevole agli avversari), posso forzare la mano, farli ribattere con forza in volee per farli finire più facilmente a vetro. Se non ho consapevolezza della direzione del vento, di contro, rischio di mandare a vetro moltissimi lob (se ho il vento favorevole) e di alzare fantastiche palle agli avversari (con vento sfavorevole).

Il sole è parimenti insidioso e posso scegliere di averlo come alleato o come nemico. Se sono consapevole di dove si trova il sole, posso ad esempio scegliere di usare un colpo piuttosto che un altro per evitare di accecarmi (se ho il sole alle mie spalle, devo saper come gestire una palla che finisce a vetro perché a seconda di come scelgo di colpirla posso trovarmi accecata). Se sono i miei avversari ad avere il sole contro, posso sfruttarlo con un gioco rapido e di maggiori cambi di direzione. Oppure posso giocare palle alte sapendo che per gli avversari sarà più difficile gestirle. Ad esempio, se i miei avversari sono una coppia mancino/destrorso e il sole si trova laterale al campo, saprò che per ognuno dei due giocatori c’è un lato del campo dove si trovano il sole in faccia sulle palle alte.. e visto che sono comodi entrambi a giocarle e ad essere offensivi, per ogni lato posso puntare su quello più scomodo.

ILLUMINAZIONE

Dopo aver letto delle difficoltà del sole, si potrebbe pensare che è molto meglio la luce artificiale ma purtroppo la verità è che anche quando ci troviamo sotto i fanali, possiamo avere grandi problemi di visibilità.
Dipende un po’ da come sono direzionate le luci ma ad oggi non abbiamo ancora trovato un campo che non dia fastidio in questo senso, quindi è un problema condiviso un po’ da tutti, chi più chi meno.
Con la luce artificiale infatti, ci si trova spesso e volentieri ad avvertire dei “buchi” visivi, perché rimaniamo abbagliati con una palla alta o perché il continuo adattarsi dell’occhio alla luce artificiale crea dei momenti di buio.
Può essere insidiosa con palle molto alte, con i lob alti e spioventi ad esempio e nel gioco a volo, di solito molto rapido.
In questi casi il consiglio è di entrare in campo con calma e senza avere fretta di essere subito incisivi. A volte è meglio iniziare con costruzione e colpi intelligenti, per ambientarci e permettere anche al nostro campo visivo di prendere le misure.

STRUTTURA DEL CAMPO

Recentemente abbiamo avuto l’opportunità di vedere le partite di serie A e nell’osservare un pre partita della squadra che poi ha vinto il campionato, abbiamo notato il preparatore tecnico fare un giro minuzioso del campo, di tutto il perimetro prima e dell’area di gioco poi.
Un fanatico?
In realtà, è una buona pratica tattica che ti permette di vedere e notare tutti quegli elementi che potrebbero variare il tuo gioco.
Ad esempio, il disegno della grata cambia completamente le opzioni di rimbalzo. Se a maglia larga o più stretta quindi rientra nei fattori determinanti che possono farti scegliere come giocare i tuoi colpi.
Ancora, verificare se in prossimità della struttura esterna ci sono imperfezioni, come sono congiunti i diversi elementi della parete tra loro e negli angoli. Potendo scegliere il punto in cui far colpire la pallina, infatti, il punto con le giunture e gli elementi che sostengono la struttura può portare maggiore imprevedibilità alle opzioni di rimbalzo, complicando la risposta dei nostri avversari.

PALLINE E CLIMA

Quando pensiamo all’efficacia dei colpi siamo più portati a valutare la pala, più o meno aggressiva. La verità è che il clima cambia profondamente la reazione della pallina ai nostri colpi.
In generale, ricorda sempre che più la pallina ha pressione, più rimbalza e più è veloce.
Più sei a livello del mare più la pressione di abbassa, più aumenta l’altitudine, più la pallina si alleggerisce.

Quando il clima è FREDDO, la pallina risulta più pesante.
Quando il clima è CALDO, la pallina è più leggera.
Quando c’è UMIDITÀ la pallina è più pesante.

E un po’ come per la matematica, dove ++=+ e +-=-, se stai giocando in pianura padana d’estate (caldo e umidità) è molto diverso da giocare in Puglia (caldo più secco).

In soldoni, conoscere la situazione climatica e quindi l’efficacia della pallina ti permette di sapere in anticipo se i tuoi smash saranno molto efficaci o se è meglio non tentarli proprio.
Il clima, sia esso caldo o freddo, aggiungono un fattore tattico perché sono condizioni che possono minare la resistenza, nostra e dei nostri avversari. C’è chi si trova bene a giocare con il freddo e chi sta meglio con il caldo, durante la partita sta a noi osservare cosa sta succedendo ai nostri avversari.
E, certo, sarebbe tatticamente opportuno aver anticipato le nostre possibili difficoltà legate al clima, con il giusto abbigliamento, idratazione e soluzioni anti fatica.

Buon Padel a tutti

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L’ABC della Tattica: Fattori interni ed esterni alla coppia

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Franco Stupaczuk, 25 anni argentino della provincia del Chaco, n°6 nel ranking WPT, è già da anni ai vertici mondiali del padel e vincitore di 5 tornei del World Padel Tour.

Giocatore di sinistra, famoso per la sua potenza e per il suo colpo preferito lo smash in sospensione sin da giovanissimo è stato considerato uno delle star del World padel Tour.

Già nel 2015 Stupaczuk in compagnia con Martin Di Nenno e poi di Jardim ha incominciato a scalare le gerarchie mondiali anche se con molti alti e bassi tra il 2017 e il 2019.
Nel 2020 l’essere in coppia con uno dei giocatori di destra più forti della storia, Sanyo Gutierrez, gli ha permesso di acquisire regolarità e costanza rendendolo un giocatore più maturo ad affrontare tutte le partite. Ha iniziato la 9° edizione del WPT 2021 alla grande raggiungendo subito ottimi risultati come due finali consecutive a Madrid ed Alicante  in coppia con il suo nuovo compagno spagnolo Alex Ruiz.

Conosciamolo meglio:

Com’è nato il tuo amore per questo sport? Ne hai anche praticati altri?

Mi piace lo sport, ne ho praticato molti altri come calcio, pallavolo, pallamano, basket, in pratica mi piaceva lo sport in quanto tale perché avevo molte energie. Ho iniziato a praticare padel perché tutta la mia famiglia lo faceva ed è lì che è nato il mio amore per questo sport. Era inevitabile.

Quando ti sei reso conto che potevi diventare uno dei migliori giocatori al mondo?

Credo che sia una conseguenza dei tornei e dei titoli che si vincono. Fin da piccolo ho ottenuto ottimi risultati e la mia rilevanza in ambito sportivo cresceva sempre di più.
Chi ti conosce vede le tue potenzialità e ti stimola a lottare per realizzarle. Questo mi ha sempre aiutato a credere di più in me stesso e continuare a gareggiare ai massimi livelli.

Come sono i tuoi allenamenti?

Mi alleno dal lunedì al venerdì, sia in palestra e sia in campo. In genere mi alleno 4 ore al giorno e anche nel fine settimana mi piace fare qualcosa, dato che ho allestito una specie di palestra casalinga.

Hai giocato con grandi campioni come Jardín, Di Nenno, Cristián Gutiérrez, Díaz, Sanyo… cosa ti piace di più di ciascuno di loro?

Ognuno ha una visione diversa del padel e questo è un aspetto positivo perché ti consente di acquisire nuove informazioni e diverse letture di gioco sui tuoi avversari. Giocare con loro è stata un’esperienza unica, che mi ha consentito di crescere molto come giocatore.

Qual è il tuo colpo preferito e quale invece devi migliorare?

C’è tanto da migliorare, lo dico sempre. Ogni allenamento è sempre una nuova occasione di apprendimento per me. Forse quello che mi piace di più è il salto con tiro in sospensione perché mi viene naturale, proprio come lo smash o il controbalzo di rovescio.

Cosa ti piace di più della tua StarVie Raptor?

A dire il vero mi piace tutto della mia Raptor. La forma, la texture rugosa, l’aspetto e il controllo che riesco a ottenere usandola. Forse dei 3 modelli che ho avuto, quella che mi piace di più è la Raptor del 2021.

Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

Ho un canale su Twitch (stupapel) e nel mio tempo libero gioco in diretta a uno sparatuttto chiamato Free Fire, con i miei follower o i miei amici. Mi piace andare a pesca e godermi un po’ di pace.

È vero che sei un appassionato del film “Il signore degli anelli”? 

Sì, decisamente. Gli sono molto affezionato, così come all’anime “Naruto”. Ho tutti i DVD perché mi piace riguardarli.

Quali sono le coppie che consideri favorite e i possibili outsider?

Oggi la top 8 della classifica ufficiale è molto ben bilanciata. Mi piace molto la coppia Stupa-Ruiz, ah ah ah…spero che insieme possano arrivare ai massimi livelli.

Con Alex Ruiz hai portato a casa due finali nelle prime due tappe. Ci speravate o è stata una piacevole sorpresa? 

Siamo sempre pronti a qualunque risultato. Per me non è stata una sorpresa, se siamo arrivati in vetta c’è un motivo. Credo che possiamo aspirare a grandi cose.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione? 

E’ sempre lo stesso, arrivare in vetta alla classifica come professionista.

Cosa pensi della crescita del padel in Italia e ti piacerebbe venire a giocare nel campionato di serie A come giocatore straniero di qualche squadra?

Ho avuto dei contatti per venire a giocare in Italia ma non si sono concretizzati. Ovviamente mi piacerebbe.
Per quanto riguarda il successo in Italia, non è nulla di nuovo, crescerà ancora; negli italiani vedo molto una assomigliano con agli argentini… tanta passione e gioco di squadra, speriamo anche in altre tappe del WPT oltre la Sardegna.

Di tutti i titoli che hai vinto, qual è stato il più importante per te? 

Forse il WPT che ho vinto a Mijas nel 2017, perché è stato il primo. Mi sono sentito molto sicuro per tutto il torneo e ho conseguito il premio MVP. È stato il mix perfetto e mi è rimasto nel cuore. Mi ha fatto ricordare da dove ho iniziato a lavorare per ottenere questo risultato.

Una volta terminata la tua carriera professionale, cosa intendi fare? Rimarrai nel mondo padel?

A dire il vero non so se voglio rimanere legato al padel quando mi ritirerò. Mi piacerebbe godermi un po’ di più la mia famiglia, che vive in Argentina, e recuperare tutto il tempo passato senza di loro, che è il prezzo da pagare per stare ai massimi livelli del padel mondiale.

by Mr Padel Paddle

in collaborazione con il Corriere dello Sport

 

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Franco Stupaczuk, 25 anni argentino della provincia del Chaco, n°6 nel ranking WPT, è già da anni ai vertici mondiali del padel e vincitore di 5 tornei del World Padel Tour.

Giocatore di sinistra, famoso per la sua potenza e per il suo colpo preferito lo smash in sospensione sin da giovanissimo è stato considerato uno delle star del World padel Tour.

Già nel 2015 Stupaczuk in compagnia con Martin Di Nenno e poi di Jardim ha incominciato a scalare le gerarchie mondiali anche se con molti alti e bassi tra il 2017 e il 2019.
Nel 2020 l’essere in coppia con uno dei giocatori di destra più forti della storia, Sanyo Gutierrez, gli ha permesso di acquisire regolarità e costanza rendendolo un giocatore più maturo ad affrontare tutte le partite. Ha iniziato la 9° edizione del WPT 2021 alla grande raggiungendo subito ottimi risultati come due finali consecutive a Madrid ed Alicante  in coppia con il suo nuovo compagno spagnolo Alex Ruiz.

Conosciamolo meglio:

Com’è nato il tuo amore per questo sport? Ne hai anche praticati altri?

Mi piace lo sport, ne ho praticato molti altri come calcio, pallavolo, pallamano, basket, in pratica mi piaceva lo sport in quanto tale perché avevo molte energie. Ho iniziato a praticare padel perché tutta la mia famiglia lo faceva ed è lì che è nato il mio amore per questo sport. Era inevitabile.

Quando ti sei reso conto che potevi diventare uno dei migliori giocatori al mondo?

Credo che sia una conseguenza dei tornei e dei titoli che si vincono. Fin da piccolo ho ottenuto ottimi risultati e la mia rilevanza in ambito sportivo cresceva sempre di più.
Chi ti conosce vede le tue potenzialità e ti stimola a lottare per realizzarle. Questo mi ha sempre aiutato a credere di più in me stesso e continuare a gareggiare ai massimi livelli.

Come sono i tuoi allenamenti?

Mi alleno dal lunedì al venerdì, sia in palestra e sia in campo. In genere mi alleno 4 ore al giorno e anche nel fine settimana mi piace fare qualcosa, dato che ho allestito una specie di palestra casalinga.

Hai giocato con grandi campioni come Jardín, Di Nenno, Cristián Gutiérrez, Díaz, Sanyo… cosa ti piace di più di ciascuno di loro?

Ognuno ha una visione diversa del padel e questo è un aspetto positivo perché ti consente di acquisire nuove informazioni e diverse letture di gioco sui tuoi avversari. Giocare con loro è stata un’esperienza unica, che mi ha consentito di crescere molto come giocatore.

Qual è il tuo colpo preferito e quale invece devi migliorare?

C’è tanto da migliorare, lo dico sempre. Ogni allenamento è sempre una nuova occasione di apprendimento per me. Forse quello che mi piace di più è il salto con tiro in sospensione perché mi viene naturale, proprio come lo smash o il controbalzo di rovescio.

Cosa ti piace di più della tua StarVie Raptor?

A dire il vero mi piace tutto della mia Raptor. La forma, la texture rugosa, l’aspetto e il controllo che riesco a ottenere usandola. Forse dei 3 modelli che ho avuto, quella che mi piace di più è la Raptor del 2021.

Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

Ho un canale su Twitch (stupapel) e nel mio tempo libero gioco in diretta a uno sparatuttto chiamato Free Fire, con i miei follower o i miei amici. Mi piace andare a pesca e godermi un po’ di pace.

È vero che sei un appassionato del film “Il signore degli anelli”? 

Sì, decisamente. Gli sono molto affezionato, così come all’anime “Naruto”. Ho tutti i DVD perché mi piace riguardarli.

Quali sono le coppie che consideri favorite e i possibili outsider?

Oggi la top 8 della classifica ufficiale è molto ben bilanciata. Mi piace molto la coppia Stupa-Ruiz, ah ah ah…spero che insieme possano arrivare ai massimi livelli.

Con Alex Ruiz hai portato a casa due finali nelle prime due tappe. Ci speravate o è stata una piacevole sorpresa? 

Siamo sempre pronti a qualunque risultato. Per me non è stata una sorpresa, se siamo arrivati in vetta c’è un motivo. Credo che possiamo aspirare a grandi cose.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione? 

E’ sempre lo stesso, arrivare in vetta alla classifica come professionista.

Cosa pensi della crescita del padel in Italia e ti piacerebbe venire a giocare nel campionato di serie A come giocatore straniero di qualche squadra?

Ho avuto dei contatti per venire a giocare in Italia ma non si sono concretizzati. Ovviamente mi piacerebbe.
Per quanto riguarda il successo in Italia, non è nulla di nuovo, crescerà ancora; negli italiani vedo molto una assomigliano con agli argentini… tanta passione e gioco di squadra, speriamo anche in altre tappe del WPT oltre la Sardegna.

Di tutti i titoli che hai vinto, qual è stato il più importante per te? 

Forse il WPT che ho vinto a Mijas nel 2017, perché è stato il primo. Mi sono sentito molto sicuro per tutto il torneo e ho conseguito il premio MVP. È stato il mix perfetto e mi è rimasto nel cuore. Mi ha fatto ricordare da dove ho iniziato a lavorare per ottenere questo risultato.

Una volta terminata la tua carriera professionale, cosa intendi fare? Rimarrai nel mondo padel?

A dire il vero non so se voglio rimanere legato al padel quando mi ritirerò. Mi piacerebbe godermi un po’ di più la mia famiglia, che vive in Argentina, e recuperare tutto il tempo passato senza di loro, che è il prezzo da pagare per stare ai massimi livelli del padel mondiale.

by Mr Padel Paddle

in collaborazione con il Corriere dello Sport

 

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E’ stato aggiornato il ranking World Padel Tour dopo la quinta tappa del circuito e nella categoria femminile abbiamo una grande notizia!

Vi sono ben 7 italiane tra le prime 100 giocatrici che significa a livello di nazioni essere il terzo paese al mondo con più atleti in classifica nella Top 100

La classifica è ovviamente dominata dalla Spagna con 76 atlete, al secondo posto l’Argentina con 8 e al terzo posto l’Italia con ben 7 (compresa l’italo spagnola Claudia Jensen).
Seguono Francia e Uruguay con 3 , Portogallo 2 e Brasile una.

Ecco le posizioni delle italiane nel ranking aggiornato dopo le ottime prestazioni del master di marbella di diverse nostre atlete:

Ranking atlete italiane WPT (aggiornamento 15/06)

52 Claudia Jensen
62 Chiara Pappacena
63 Giulia Sussarello
71 Carolina Orsi
81 Carlotta Casali
97 Valentina Tommasi
100 Emily Stellato

 

Inoltre abbiamo al 110 posto Lorena Vano e al 120esimo Erika Zanchetta.

Buon padel a tutti

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E’ stato aggiornato il ranking World Padel Tour dopo la quinta tappa del circuito e nella categoria femminile abbiamo una grande notizia!

Vi sono ben 7 italiane tra le prime 100 giocatrici che significa a livello di nazioni essere il terzo paese al mondo con più atleti in classifica nella Top 100

La classifica è ovviamente dominata dalla Spagna con 76 atlete, al secondo posto l’Argentina con 8 e al terzo posto l’Italia con ben 7 (compresa l’italo spagnola Claudia Jensen).
Seguono Francia e Uruguay con 3 , Portogallo 2 e Brasile una.

Ecco le posizioni delle italiane nel ranking aggiornato dopo le ottime prestazioni del Master di Marbella di diverse nostre atlete:

Ranking atlete italiane WPT (aggiornamento 15/06)

52 Claudia Jensen
62 Chiara Pappacena
63 Giulia Sussarello
71 Carolina Orsi
81 Carlotta Casali
97 Valentina Tommasi
100 Emily Stellato

 

Inoltre abbiamo al 110 posto Lorena Vano e al 120esimo Erika Zanchetta.

Buon padel a tutti

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Franco Stupaczuk, 25 anni argentino della provincia del Chaco, n°6 nel ranking WPT, è già da anni ai vertici mondiali del padel e vincitore di 5 tornei del World Padel Tour.

Giocatore di sinistra, famoso per la sua potenza e per il suo colpo preferito lo smash in sospensione sin da giovanissimo è stato considerato uno delle star del World padel Tour.

Già nel 2015 Stupaczuk in compagnia con Martin Di Nenno e poi di Jardim ha incominciato a scalare le gerarchie mondiali anche se con molti alti e bassi tra il 2017 e il 2019.
Nel 2020 l’essere in coppia con uno dei giocatori di destra più forti della storia, Sanyo Gutierrez, gli ha permesso di acquisire regolarità e costanza rendendolo un giocatore più maturo ad affrontare tutte le partite. Ha iniziato la 9° edizione del WPT 2021 alla grande raggiungendo subito ottimi risultati come due finali consecutive a Madrid ed Alicante  in coppia con il suo nuovo compagno spagnolo Alex Ruiz.

Conosciamolo meglio:

Com’è nato il tuo amore per questo sport? Ne hai anche praticati altri?

Mi piace lo sport, ne ho praticato molti altri come calcio, pallavolo, pallamano, basket, in pratica mi piaceva lo sport in quanto tale perché avevo molte energie. Ho iniziato a praticare padel perché tutta la mia famiglia lo faceva ed è lì che è nato il mio amore per questo sport. Era inevitabile.

Quando ti sei reso conto che potevi diventare uno dei migliori giocatori al mondo?

Credo che sia una conseguenza dei tornei e dei titoli che si vincono. Fin da piccolo ho ottenuto ottimi risultati e la mia rilevanza in ambito sportivo cresceva sempre di più.
Chi ti conosce vede le tue potenzialità e ti stimola a lottare per realizzarle. Questo mi ha sempre aiutato a credere di più in me stesso e continuare a gareggiare ai massimi livelli.

Come sono i tuoi allenamenti?

Mi alleno dal lunedì al venerdì, sia in palestra e sia in campo. In genere mi alleno 4 ore al giorno e anche nel fine settimana mi piace fare qualcosa, dato che ho allestito una specie di palestra casalinga.

Hai giocato con grandi campioni come Jardín, Di Nenno, Cristián Gutiérrez, Díaz, Sanyo… cosa ti piace di più di ciascuno di loro?

Ognuno ha una visione diversa del padel e questo è un aspetto positivo perché ti consente di acquisire nuove informazioni e diverse letture di gioco sui tuoi avversari. Giocare con loro è stata un’esperienza unica, che mi ha consentito di crescere molto come giocatore.

Qual è il tuo colpo preferito e quale invece devi migliorare?

C’è tanto da migliorare, lo dico sempre. Ogni allenamento è sempre una nuova occasione di apprendimento per me. Forse quello che mi piace di più è il salto con tiro in sospensione perché mi viene naturale, proprio come lo smash o il controbalzo di rovescio.

Cosa ti piace di più della tua StarVie Raptor?

A dire il vero mi piace tutto della mia Raptor. La forma, la texture rugosa, l’aspetto e il controllo che riesco a ottenere usandola. Forse dei 3 modelli che ho avuto, quella che mi piace di più è la Raptor del 2021.

Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

Ho un canale su Twitch (stupapel) e nel mio tempo libero gioco in diretta a uno sparatuttto chiamato Free Fire, con i miei follower o i miei amici. Mi piace andare a pesca e godermi un po’ di pace.

È vero che sei un appassionato del film “Il signore degli anelli”? 

Sì, decisamente. Gli sono molto affezionato, così come all’anime “Naruto”. Ho tutti i DVD perché mi piace riguardarli.

Quali sono le coppie che consideri favorite e i possibili outsider?

Oggi la top 8 della classifica ufficiale è molto ben bilanciata. Mi piace molto la coppia Stupa-Ruiz, ah ah ah…spero che insieme possano arrivare ai massimi livelli.

Con Alex Ruiz hai portato a casa due finali nelle prime due tappe. Ci speravate o è stata una piacevole sorpresa? 

Siamo sempre pronti a qualunque risultato. Per me non è stata una sorpresa, se siamo arrivati in vetta c’è un motivo. Credo che possiamo aspirare a grandi cose.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione? 

E’ sempre lo stesso, arrivare in vetta alla classifica come professionista.

Cosa pensi della crescita del padel in Italia e ti piacerebbe venire a giocare nel campionato di serie A come giocatore straniero di qualche squadra?

Ho avuto dei contatti per venire a giocare in Italia ma non si sono concretizzati. Ovviamente mi piacerebbe.
Per quanto riguarda il successo in Italia, non è nulla di nuovo, crescerà ancora; negli italiani vedo molto una assomigliano con agli argentini… tanta passione e gioco di squadra, speriamo anche in altre tappe del WPT oltre la Sardegna.

Di tutti i titoli che hai vinto, qual è stato il più importante per te? 

Forse il WPT che ho vinto a Mijas nel 2017, perché è stato il primo. Mi sono sentito molto sicuro per tutto il torneo e ho conseguito il premio MVP. È stato il mix perfetto e mi è rimasto nel cuore. Mi ha fatto ricordare da dove ho iniziato a lavorare per ottenere questo risultato.

Una volta terminata la tua carriera professionale, cosa intendi fare? Rimarrai nel mondo padel?

A dire il vero non so se voglio rimanere legato al padel quando mi ritirerò. Mi piacerebbe godermi un po’ di più la mia famiglia, che vive in Argentina, e recuperare tutto il tempo passato senza di loro, che è il prezzo da pagare per stare ai massimi livelli del padel mondiale.

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in collaborazione con il Corriere dello Sport

 

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Mapi Sanchez Alayeto, giocatrice all’11esimo posto del ranking WPT ha comunicato di soffrire di sclerosi multipla recidivante-remittente.

La giocatrice che presto festeggerà il suo 37esimo compleanno ha spiegato sul suo account Instagram per quale motivo era stata assente all’Alicante Open.
Nonostante la malattia, dovrebbe continuare a giocare al fianco della sua gemella Majo nel WPT.

L’annuncio di Mapi Sánchez Alayeto attraverso il suo account Instagram personale, che soffre di sclerosi, ha sorpreso il padel professionistico.

Come molti di voi sanno, non ho partecipato nel WPT di Alicante per problemi di salute. Dopo aver fatto tutti i test corrispondenti ho già i risultati e la diagnosi definitiva: recidiva remittente della sclerosi multipla “ (RRMS), informa la giocatrice.

E ha concluso: “Questa è una malattia imprevedibile e, indipendentemente da quello che succederà, quello che vi assicuro è che non ci sarà mai una mancanza di volontà, sforzo, sacrificio, perseveranza e quell’energia atomika (sono conosciuti come la coppia Atomika) che ci caratterizza!! Volevo solo informarvi della mia nuova realtà, come siete sempre lì, che apprezzo in anticipo. Grazie sempre per il vostro sostegno incondizionato!”.

Le Alayeto sono la coppia più forte nella storia del World padel Tour categoria femminile.
Sono state per ben 4 volte campionesse del circuito professionistico (2014-2015-2017-2018), hanno vinto 32 tornei del WPT e hanno anche il recordi di 30 match consecutivi vinti.
Hanno reso il padel femminile più aggressivo e atletico e diverse coppie di oggi si ispirano e studiano il modo di giocare di queste due campionesse del Padel.

In bocca al lupo Mapi , noi appassionati siamo tutti con te !

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