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Da venerdi torna in TV il grande spettacolo del World Padel Tour con la ottava tappa del circuito più importante al mondo l’ Estrella Damm Las Rozas Open 2021

Dalle ore 9,30 di venerdi 23 luglio sarà possibile vedere le partite dei quarti di finale sui canali Sky Sport Tennis (canale 205 del satellitare) e Sky Sport Uno sia per la categoria maschile che quella femminile dell’ Estrella Damm Las Rozas Open 2021.
Sabato le semifinali e domenica le finali saranno trasmesse sempre integralmente su Sky Sport Tennis e  Sky Sport Uno.

Las Rozas Open : La programmazione live e gli orari

Venerdì 23 luglio (Sky Sport Tennis)

Ore 9,30: Quarti di finale maschili e femminili

Sabato 24 luglio (Sky Sport tennis)

Ore 10: Semifinali  femminile e maschile Ore 16: Semifinali  femminile e maschile

Domenica 25 Luglio (Sky Sport tennis)

Ore 10: Finale femminile e a seguire quella maschile

Le date dei prossimi tornei

Málaga Open – dal 2 all’8 agosto
Sardegna Open – dal 6 al 12 settembre
Lugo Open – dal 20 al 26 settembre
Menorca Open – dal 4 al 10 ottobre
Córdoba Open – dal 18 al 24 ottobre
Swedish Open – dall’ 8 al 14 novembre
México Open – dal 29 novembre al 5 dicembre

Master

Cascais Master – dal 30 agosto al 5 settembre
Barcelona Master – dal 13 al 19 settembre
Buenos Aires Master – dal 22 al 28 novembre

Master Final

Madrid Master Final- dal 16 al 19 dicembre

Buon padel a tutti

by Mr Padel Paddle

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Le due romane si aggiudicano il Fip Star sui campi da Padel del PalaSummer di Lecce e i 40 punti WPT superando le altre azzurre Stellato-Tommasi.

Sui campi del PalaSummer di Lecce in Piazza Palio – sei in totale nella struttura, di cui 5 indoor all’interno di una superficie completamente dotata di illuminazione, aperta sui lati e con sistema di ventilazione, e circondata da una tribuna della capienza di 1000 spettatori – è stato il Cuadro femminile a scegliere per primo – sabato – le sue regine (per via degli impegni nel World Padel Tour di alcune delle principali protagoniste).

In una giornata di “straordinari” a conquistare i preziosi 40 punti per il ranking mondiale in palio per le vincitrici sono state Chiara Pappacena (n.71 WPT) e Giorgia Marchetti (n.188), accreditate della seconda testa di serie: le due romane lo hanno fatto da dominatrici, rifilando un doppio “bagel” in semifinale alle spagnole Laura Albertì Castell (n.156) e Marta Perez Arias (n.98), numero 4 del seeding, e poi regolando 61 63 nel match clou le azzurre Valentina Tommasi (n.91) ed Emily Stellato (n.92), terza forza del tabellone, che avevano invece faticato per domare (63 57 62) Lorena Vano (n.111) al fianco della spagnola Alba Perez Momha (n.159), capaci di estromettere nel turno precedente le giovani spagnole Patricia Martinez Fortun (n.59 WPT), non ancora 20enne, e Carmen Castillon Gamez, classe 2002 (n.83), prime favorite.

Una bella iniezione di fiducia per Pappacena-Marchetti in vista delle sfide del World Tour dove si presentano per la prima volta insieme dopo che si sono divise recentemente le strade delle “sorelle d’Italia” (Pappacena-Sussarello).

Fonte: Gianluca Strocchi – Federtennis

 

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Le due romane si aggiudicano il Fip Star sui campi da Padel del PalaSummer di Lecce e i 40 punti WPT superando le altre azzurre Stellato-Tommasi.

Sui campi del PalaSummer di Lecce in Piazza Palio – sei in totale nella struttura, di cui 5 indoor all’interno di una superficie completamente dotata di illuminazione, aperta sui lati e con sistema di ventilazione, e circondata da una tribuna della capienza di 1000 spettatori – è stato il Cuadro femminile a scegliere per primo – sabato – le sue regine (per via degli impegni nel World Padel Tour di alcune delle principali protagoniste).

In una giornata di “straordinari” a conquistare i preziosi 40 punti per il ranking mondiale in palio per le vincitrici sono state Chiara Pappacena (n.71 WPT) e Giorgia Marchetti (n.188), accreditate della seconda testa di serie: le due romane lo hanno fatto da dominatrici, rifilando un doppio “bagel” in semifinale alle spagnole Laura Albertì Castell (n.156) e Marta Perez Arias (n.98), numero 4 del seeding, e poi regolando 61 63 nel match clou le azzurre Valentina Tommasi (n.91) ed Emily Stellato (n.92), terza forza del tabellone, che avevano invece faticato per domare (63 57 62) Lorena Vano (n.111) al fianco della spagnola Alba Perez Momha (n.159), capaci di estromettere nel turno precedente le giovani spagnole Patricia Martinez Fortun (n.59 WPT), non ancora 20enne, e Carmen Castillon Gamez, classe 2002 (n.83), prime favorite.

Una bella iniezione di fiducia per Pappacena-Marchetti in vista delle sfide del World Tour dove si presentano per la prima volta insieme dopo che si sono divise recentemente le strade delle “sorelle d’Italia” (Pappacena-Sussarello).

Fonte: Gianluca Strocchi – Federtennis

 

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Il World Padel Tour ce lo sta dimostrando continuamente: essere il miglior giocatore del mondo non sottintende in automatico anche essere la coppia numero 1.

Se stai seguendo infatti le competizioni professionistiche devi aver notato che, nonostante ci siano coppie create da giocatori che a livello individuale sono i migliori del momento, non sempre riescono a trasformare questo livello personale in un binomio vincente nei tornei.

Sono di questo un buon esempio Triay e Salazar. Hanno scelto alla fine dell’anno scorso di unire le forze per creare, sulla carta, la coppia da battere ma fin dall’inizio di questa stagione, hanno mostrato come non sempre riescano a tessere le loro strategie ai danni delle avversarie (anche se negli ultimi 2 tornei hanno alzato il tiro con una finale ed un torneo vinto). Certo restano la coppia da battere in campo femminile ma l’aspettativa creata dall’unione del loro altissimo potenziale era notevole.

Questo esempio come ci aiuta a livello amatoriale?

Abbiamo visto come è importante giocare con un compagno fisso per creare un percorso sportivo quando abbiamo aspirazioni specifiche (dilettarci in tornei, metterci alla prova in competizioni sempre più sfidanti per esempio), sapendo però alternare anche partite con partner diversi che ci aiutano a non fossilizzarci in un unico modo di giocare.

Ma come lo scelgo il mio compagno di gioco fisso o semi/fisso?

Beh, ci sono diversi parametri che ci aiutano a scegliere, sempre ricordandoci che non è detto che il migliore della piazza sia anche il miglior giocatore per la nostra squadra.
Intanto, è importante avere una buona consapevolezza di se stessi e dei propri mezzi. Dobbiamo sapere in cosa siamo forti, a livello di colpi ma anche di tipo di gioco (se più difensivi, di attacco o efficaci in entrambi) perché l’obiettivo principale di un binomio è poter fare quante cose più possibile e farle bene. Se ad esempio sono molto bravo in difesa ma carente con le palle alte e di attacco dalla rete, posso valutare il mio compagno dando preferenza a qualcuno che ha molto forti o buoni i colpi che invece a me mancano.
Se siamo consapevoli e onesti sui nostri mezzi, ci apriamo alla possibilità di trovare un compagno che come prima cosa completi il nostro arsenale. Certo, potrei trovarne uno che comunque è come me più performante in difesa che in attacco ma che ha più facilità di quanta ne ho io sulle palle alte.
Ciò detto, sappiamo che la strada da percorrere se si vuole crescere nel padel è quella della completezza personale, quindi dobbiamo mettere in conto di continuare ad allenarci e prendere lezioni per migliorare quei colpi che ci restano più ostici.

Un altro aspetto importante è l’obiettivo mio e del mio compagno. Se sto cercando un compagno di gioco per propormi anche nei tornei, è importante che ne trovi uno che come me aspira alla competizione e che ha la giusta fame di risultati perché essere allineati su dove vogliamo andare e arrivare è fondamentale per metterci sulla strada giusta.
Riesci a immaginare di metterti in torneo con l’idea di giocartela e vendere cara la pelle mentre il tuo compagno è  più della filosofia di giocare tanto per fare una partitella in simpatia?
Non che sia l’atteggiamento sbagliato, intendiamoci. Semplicemente la visione differente di entrambi porta inevitabilmente delle tensioni nella fase di gioco che difficilmente possono portare ai risultati sperati.
Valutato quindi le competenze tecniche/strategiche e gli obiettivi, resta importante anche dare un valore alla sintonia, intesa come sintonia caratteriale e sintonia di gioco.

La sintonia caratteriale

Quella caratteriale è apparentemente di più facile comprensione ma talvolta si approccia in modo superficiale. Il rapporto con il compagno di gioco è fondamentale perché  aldilà delle capacità e del gioco che si è in grado di mettere in campo, sono tanti i frangenti in cui la differenza in campo è data dal rapporto e dalla sintonia dei giocatori. Immagina i tie break, i punto de oro e tutte quelle situazioni di down (sotto di uno o più break ad esempio, o a seguito di una serie di qualche errore tuo o del compagno) dove conta la capacità personale di uscire da un loop negativo o farci uscire il compagno di gioco. Si vedono spesso, a livello professionale, partite che sembrano già scritte nel marmo cambiare completamente il risultato finale grazie alla capacità emotiva e relazionale dei giocatori in campo, a livello amatoriale è altrettanto importante. Questo vuol dire che dobbiamo trovarci bene anche nel nostro modo di comunicare e di usare il nostro linguaggio (anche non verbale). Se sei un sanguigno modello Paquito Navarro potrai mai trovarti bene con un compagno introverso e timido? Capace che quando tu vuoi spronarlo o caricarlo urlando o gesticolando tanto con il corpo, lo infastidisci invece che ottenere il risultato che pensi. “Essere allineati a 360 gradi” è un must (e se non lo siete, potete sempre lavorarci mettendovi d’accordo sulle linee comunicative da seguire… e vedere se va bene).

La sintonia di gioco

La sintonia di gioco intende invece la capacità di riuscire ad amalgamare i due modi di intendere il gioco e la capacità di riuscire a interpretare oltre al nostro anche il gioco del nostro compagno, riuscendo quindi a prevedere e muoverci in campo senza disperdere energie o posizioni. A livello amatoriale questa sintonia è particolarmente importante proprio perché abbiamo meno competenze tattico strategiche. Difatti è raro trovare giocatori amatoriali che giocano seguendo qualche schema studiato a tavolino, piuttosto si capisce quando due giocatori si intendono e riescono a “pensare con la stessa testa”.
Essere amici nella vita aiuta ad essere migliori in campo? Il mondo professionistico ci dimostra che l’amicizia non è caratteristica necessaria e anzi, arriva magari nel tempo passato fianco a fianco. È  più facile invece che per noi amatoriali rappresenti un grande limite. Un po’ anche per cultura, talvolta continuiamo a giocare con lo stesso compagno perché siamo amici nella vita, abbiamo magari iniziato insieme la nostra avventura nel padel e, chissà, temiamo il giudizio o abbiamo paura di perdere un legame che dura da anni. Quindi capita che ci rendiamo conto che con il nostro amico non performiamo come potremmo ma continuiamo a giocare con la stessa persona, per non ferire i suoi sentimenti e anche non prenderci la responsabilità di dire le cose come stanno.

Se sei in una situazione di questo tipo pensaci bene prima di andare avanti perché le frustrazioni reciproche e le inevitabili tensioni che si verranno a creare in campo in caso di errori e sconfitte rischieranno davvero di minare una bellissima amicizia fuori dalla gabbia!!

In ultimo, in generale, come stiamo vedendo nel World Padel Tour, ti consigliamo di non aver paura di buttarti nella mischia per cercare il tuo compagno di gioco ideale anche a più tentativi. A volte ti capiterà di pensare di aver trovato la quadra ma se i risultati non ti danno ragione, fermati e valuta se vi state muovendo nella giusta direzione. Se state facendo insomma tutto quanto è necessario fare per battervela sul campo. Se la risposta è si ma gli obiettivi restano troppo lontani, probabilmente è il caso per entrambi di trovare qualcun altro con cui giocare!

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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Il World Padel Tour ce lo sta dimostrando continuamente: essere il miglior giocatore del mondo non sottintende in automatico anche essere la coppia numero 1.

Se stai seguendo infatti le competizioni professionistiche devi aver notato che, nonostante ci siano coppie create da giocatori che a livello individuale sono i migliori del momento, non sempre riescono a trasformare questo livello personale in un binomio vincente nei tornei.

Sono di questo un buon esempio Triay e Salazar. Hanno scelto alla fine dell’anno scorso di unire le forze per creare, sulla carta, la coppia da battere ma fin dall’inizio di questa stagione, hanno mostrato come non sempre riescano a tessere le loro strategie ai danni delle avversarie (anche se negli ultimi 2 tornei hanno alzato il tiro con una finale ed un torneo vinto). Certo restano la coppia da battere in campo femminile ma l’aspettativa creata dall’unione del loro altissimo potenziale era notevole.

Questo esempio come ci aiuta a livello amatoriale?

Abbiamo visto come è importante giocare con un compagno fisso per creare un percorso sportivo quando abbiamo aspirazioni specifiche (dilettarci in tornei, metterci alla prova in competizioni sempre più sfidanti per esempio), sapendo però alternare anche partite con partner diversi che ci aiutano a non fossilizzarci in un unico modo di giocare.

Ma come lo scelgo il mio compagno di gioco fisso o semi/fisso?

Beh, ci sono diversi parametri che ci aiutano a scegliere, sempre ricordandoci che non è detto che il migliore della piazza sia anche il miglior giocatore per la nostra squadra.
Intanto, è importante avere una buona consapevolezza di se stessi e dei propri mezzi. Dobbiamo sapere in cosa siamo forti, a livello di colpi ma anche di tipo di gioco (se più difensivi, di attacco o efficaci in entrambi) perché l’obiettivo principale di un binomio è poter fare quante cose più possibile e farle bene. Se ad esempio sono molto bravo in difesa ma carente con le palle alte e di attacco dalla rete, posso valutare il mio compagno dando preferenza a qualcuno che ha molto forti o buoni i colpi che invece a me mancano.
Se siamo consapevoli e onesti sui nostri mezzi, ci apriamo alla possibilità di trovare un compagno che come prima cosa completi il nostro arsenale. Certo, potrei trovarne uno che comunque è come me più performante in difesa che in attacco ma che ha più facilità di quanta ne ho io sulle palle alte.
Ciò detto, sappiamo che la strada da percorrere se si vuole crescere nel padel è quella della completezza personale, quindi dobbiamo mettere in conto di continuare ad allenarci e prendere lezioni per migliorare quei colpi che ci restano più ostici.

Un altro aspetto importante è l’obiettivo mio e del mio compagno. Se sto cercando un compagno di gioco per propormi anche nei tornei, è importante che ne trovi uno che come me aspira alla competizione e che ha la giusta fame di risultati perché essere allineati su dove vogliamo andare e arrivare è fondamentale per metterci sulla strada giusta.
Riesci a immaginare di metterti in torneo con l’idea di giocartela e vendere cara la pelle mentre il tuo compagno è  più della filosofia di giocare tanto per fare una partitella in simpatia?
Non che sia l’atteggiamento sbagliato, intendiamoci. Semplicemente la visione differente di entrambi porta inevitabilmente delle tensioni nella fase di gioco che difficilmente possono portare ai risultati sperati.
Valutato quindi le competenze tecniche/strategiche e gli obiettivi, resta importante anche dare un valore alla sintonia, intesa come sintonia caratteriale e sintonia di gioco.

La sintonia caratteriale

Quella caratteriale è apparentemente di più facile comprensione ma talvolta si approccia in modo superficiale. Il rapporto con il compagno di gioco è fondamentale perché  aldilà delle capacità e del gioco che si è in grado di mettere in campo, sono tanti i frangenti in cui la differenza in campo è data dal rapporto e dalla sintonia dei giocatori. Immagina i tie break, i punto de oro e tutte quelle situazioni di down (sotto di uno o più break ad esempio, o a seguito di una serie di qualche errore tuo o del compagno) dove conta la capacità personale di uscire da un loop negativo o farci uscire il compagno di gioco. Si vedono spesso, a livello professionale, partite che sembrano già scritte nel marmo cambiare completamente il risultato finale grazie alla capacità emotiva e relazionale dei giocatori in campo, a livello amatoriale è altrettanto importante. Questo vuol dire che dobbiamo trovarci bene anche nel nostro modo di comunicare e di usare il nostro linguaggio (anche non verbale). Se sei un sanguigno modello Paquito Navarro potrai mai trovarti bene con un compagno introverso e timido? Capace che quando tu vuoi spronarlo o caricarlo urlando o gesticolando tanto con il corpo, lo infastidisci invece che ottenere il risultato che pensi. “Essere allineati a 360 gradi” è un must (e se non lo siete, potete sempre lavorarci mettendovi d’accordo sulle linee comunicative da seguire… e vedere se va bene).

La sintonia di gioco

La sintonia di gioco intende invece la capacità di riuscire ad amalgamare i due modi di intendere il gioco e la capacità di riuscire a interpretare oltre al nostro anche il gioco del nostro compagno, riuscendo quindi a prevedere e muoverci in campo senza disperdere energie o posizioni. A livello amatoriale questa sintonia è particolarmente importante proprio perché abbiamo meno competenze tattico strategiche. Difatti è raro trovare giocatori amatoriali che giocano seguendo qualche schema studiato a tavolino, piuttosto si capisce quando due giocatori si intendono e riescono a “pensare con la stessa testa”.
Essere amici nella vita aiuta ad essere migliori in campo? Il mondo professionistico ci dimostra che l’amicizia non è caratteristica necessaria e anzi, arriva magari nel tempo passato fianco a fianco. È  più facile invece che per noi amatoriali rappresenti un grande limite. Un po’ anche per cultura, talvolta continuiamo a giocare con lo stesso compagno perché siamo amici nella vita, abbiamo magari iniziato insieme la nostra avventura nel padel e, chissà, temiamo il giudizio o abbiamo paura di perdere un legame che dura da anni. Quindi capita che ci rendiamo conto che con il nostro amico non performiamo come potremmo ma continuiamo a giocare con la stessa persona, per non ferire i suoi sentimenti e anche non prenderci la responsabilità di dire le cose come stanno.

Se sei in una situazione di questo tipo pensaci bene prima di andare avanti perché le frustrazioni reciproche e le inevitabili tensioni che si verranno a creare in campo in caso di errori e sconfitte rischieranno davvero di minare una bellissima amicizia fuori dalla gabbia!!

In ultimo, in generale, come stiamo vedendo nel World Padel Tour, ti consigliamo di non aver paura di buttarti nella mischia per cercare il tuo compagno di gioco ideale anche a più tentativi. A volte ti capiterà di pensare di aver trovato la quadra ma se i risultati non ti danno ragione, fermati e valuta se vi state muovendo nella giusta direzione. Se state facendo insomma tutto quanto è necessario fare per battervela sul campo. Se la risposta è si ma gli obiettivi restano troppo lontani, probabilmente è il caso per entrambi di trovare qualcun altro con cui giocare!

Buon Padel a tutti

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Oggi vediamo come si fabbricano artigianalmente le racchette da Padel attraverso uno dei marchi più importanti al mondo:  Starvie

Il processo di fabbricazione delle racchette da Padel StarVie viene effettuato artigianalmente al 100% in Spagna nello stabilimento di proprietà sito a Azuqueca de Henares (Guadalajara) sin dal 2013.

La fabbrica StarVie apre i battenti nel 2013 nel Comune di Azuqueca de Henares, in Guadalajara. Dopo anni di investimenti in ricerca e sviluppo, l’azienda inizia a commercializzate le sue racchette in tutto il mondo. La crescita esponenziale a livello nazionale ed internazionale alla quale abbiamo assistito negli ultimi anni ha portato l’azienda a fare una scelta strategica per il 2022, ampliando la fabbrica con l’obiettivo di aumentare la produzione, poiché attualmente, a causa della grande domanda proveniente dal mercato e pur avendo raddoppiato la produzione rispetto al 2020, non era più in grado di soddisfare la domanda attuale.


Il valore aggiunto di StarVie è la progettazione e produzione delle racchette direttamente in Spagna. Questo presuppone un elevato grado di specializzazione degli operai della fabbrica, che vengono formati mediante programmi specifici nella produzione di racchette da Padel. Con personale altamente specializzato, si minimizzano gli errori e nello stesso tempo si aumenta il rendimento e la qualità delle racchette.

Clicca qui per vedere la collezione completa di racchette Starvie

UNA PRODUZIONE ARTIGIANALE DALLA A ALLA Z

L’azienda è coinvolta in tutto il processo di fabbricazione delle racchette; dalla scelta dei materiali e degli stampi, fino alla finitura totale della racchetta, che viene prodotta secondo un minuzioso processo artigianale, ad eccezione del taglio, che viene eseguito attraverso una macchina a controllo numerico.

Questo processo permette all’azienda di avere un controllo assoluto su tutta la catena di fabbricazione, così da evitare qualsiasi possibile errore, apportando in tempo reale anche eventuali migliorie al prodotto finale, per traguardare alla creazione di un prodotto di alto livello 100% Made in Spain.

TAPPA PER TAPPA IL PROCESSO DI FABBRICAZIONE DELLE RACCHETTE STARVIE

Il processo di fabbricazione delle racchette da Padel StarVie si sviluppa in 12 fasi principali

DISEGNO. In collaborazione con la fabbrica di Azuqueca de Henares, il progetto si sviluppa nella sede centrale di StarVie, che si trova al centro di Madrid. Qui si esaminano gli aspetti progettuali dei nuovi stampi fino ad arrivare all’estetica finale della racchetta. Un punto importante è il tempo dedicato alla l+D+i ed alla ricerca di nuovi materiali, nonchè a nuove forme di stampo, che siano in grado di migliorare tutti gli aspetti estetici, meccanici ed aerodinamici delle racchette.

TAGLIO. E’ questa la prima fase delicata, in cui i materiali, sotto forma di bobine o lastre, vengono tagliati secondo la forma dello stampo della racchetta da utilizzare. La gomma EVA e i tessuti di fibra di carbonio, basalto, alluminio o vetro vengono tra loro configurati, al fine di fornire differenti sensazioni di gioco, a seconda del modello da realizzare.

STAMPAGGIO. Durante questa fase i materiali precedentemente tagliati passano in questa area, dove un operatore li impregna con la resina epossidica, altro componente molto importante nel processo di fabbricazione. Una volta impregnati vengono collocati in uno stampo di alluminio e dopo un tempo prestabilito, vengono posizionati in un forno, per essere “cotti” ad una temperatura controllata. La racchetta è così ora pronta per i procedimenti successivi. Lo stampaggio rappresenta una delle fasi più importanti, in quanto determina sia la buona giocabilità che la buona riuscita della racchetta. Per controllare definitivamente il prodotto finale, si taglia una racchetta per verificare la qualità del lavoro di stampaggio.

PULITURA: E’ qui che inizia la fase estetica. Si toglie tutto il materiale in eccesso proveniente dallo stampaggio.

LAVAGGIO. Le racchette vengono lavate a mano con acqua e sapone e quindi si lasciano asciugare.

VERNICIATURA. Si ricoprono le racchette con materiale adesivo per poter passare lo strato di base della verniciatura, applicando o togliendo i vari adesivi fino a che non è terminato.

STAMPA. Si effettua nella cabina di pittura dove alla racchetta viene applicato un primo strato, per poi finalizzarla con quello definito.

MANIPOLAZIONE. Durante questo procedimento si coprono tutti i possibili difetti e le impurità, come i pori, della racchetta appena modellata.

PITTURA. Questa fase viene realizzata in una cabina dove si applica la pittura e la lacca. Ogni anno si scelgono colori e temi che possano incontrare i gusti degli utenti e le tendenze del mercato.

CALCIFICAZIONE: Si effettua utilizzando il decalcomanie ad acqua. L’obiettivo è creare modelli e disegni che richiamino in modo visivo l’ attenzione e siano allo stesso tempo accattivanti ed interessanti per il giocatore.

LAVORAZIONE. Si tratta dell’unico procedimento non manuale della fabbrica, realizzato mediante una macchina a controllo numerico. Ogni racchetta viene lavorata attraverso una mappatura diversa di fori, con l’obiettivo di favorire gli aspetti estetici e di ogni modello e la stessa maneggevolezza nel gioco.

FINITURA. Questa è l’ultima fase della filiera produttiva prima di considerare la racchetta davvero finita. Si posizionano manualmente il laccetto, il tappo sul manico ed il grip sull’impugnatura. Attualmente la fabbrica StarVie impiega a seconda del modello dai 10 ai 12 giorni per produrre un solo esemplare.

SOLO RACCHETTE PREMIUM

Grazie all’utilizzo di materiali certificati con le migliori specifiche tecniche, provenienti dai principali fabbricanti in Europa e in America, nonché i rigidi controlli interni sul processo dalla A alla Z, permettono a StarVie di offrire la massima garanzia su ogni singolo prodotto, garantendo un’alta qualità.

Gestione della qualità della fabbrica StarVie.

Dal 2017 l’azienda è dotata del certificato di qualità del sistema di gestione ambientale (ISO 14001:2015) e del sistema di controllo (ISO 9001:2015). Nel 2020 ha ottenuto il rinnovo per tre anni, ed è l’unica fabbrica di racchette da Padel che ne è in possesso.

Impegno ambientale

La StarVie è anche una azienda che guarda alla sostenibilità, utilizzando per il suo processo di fabbricazione energia pulita e rinnovabile, nel pieno rispetto dell’ambiente.


Clicca qui per vedere la collezione completa di racchette Starvie

Buon padel a tutti !

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Il processo di fabbricazione delle racchette da Padel StarVie viene effettuato artigianalmente al 100% in Spagna nello stabilimento di proprietà sito a Azuqueca de Henares (Guadalajara) sin dal 2013.

La fabbrica StarVie apre i battenti nel 2013 nel Comune di Azuqueca de Henares, in Guadalajara. Dopo anni di investimenti in ricerca e sviluppo, l’azienda inizia a commercializzate le sue racchette in tutto il mondo. La crescita esponenziale a livello nazionale ed internazionale alla quale abbiamo assistito negli ultimi anni ha portato l’azienda a fare una scelta strategica per il 2022, ampliando la fabbrica con l’obiettivo di aumentare la produzione, poiché attualmente, a causa della grande domanda proveniente dal mercato e pur avendo raddoppiato la produzione rispetto al 2020, non era più in grado di soddisfare la domanda attuale.


Il valore aggiunto di StarVie è la progettazione e produzione delle racchette direttamente in Spagna. Questo presuppone un elevato grado di specializzazione degli operai della fabbrica, che vengono formati mediante programmi specifici nella produzione di racchette da Padel. Con personale altamente specializzato, si minimizzano gli errori e nello stesso tempo si aumenta il rendimento e la qualità delle racchette.

Clicca qui per vedere la collezione completa di racchette Starvie

UNA PRODUZIONE ARTIGIANALE DALLA A ALLA Z

L’azienda è coinvolta in tutto il processo di fabbricazione delle racchette; dalla scelta dei materiali e degli stampi, fino alla finitura totale della racchetta, che viene prodotta secondo un minuzioso processo artigianale, ad eccezione del taglio, che viene eseguito attraverso una macchina a controllo numerico.

Questo processo permette all’azienda di avere un controllo assoluto su tutta la catena di fabbricazione, così da evitare qualsiasi possibile errore, apportando in tempo reale anche eventuali migliorie al prodotto finale, per traguardare alla creazione di un prodotto di alto livello 100% Made in Spain.

TAPPA PER TAPPA IL PROCESSO DI FABBRICAZIONE DELLE RACCHETTE STARVIE

Il processo di fabbricazione delle racchette da Padel StarVie si sviluppa in 12 fasi principali

DISEGNO. In collaborazione con la fabbrica di Azuqueca de Henares, il progetto si sviluppa nella sede centrale di StarVie, che si trova al centro di Madrid. Qui si esaminano gli aspetti progettuali dei nuovi stampi fino ad arrivare all’estetica finale della racchetta. Un punto importante è il tempo dedicato alla l+D+i ed alla ricerca di nuovi materiali, nonchè a nuove forme di stampo, che siano in grado di migliorare tutti gli aspetti estetici, meccanici ed aerodinamici delle racchette.

TAGLIO. E’ questa la prima fase delicata, in cui i materiali, sotto forma di bobine o lastre, vengono tagliati secondo la forma dello stampo della racchetta da utilizzare. La gomma EVA e i tessuti di fibra di carbonio, basalto, alluminio o vetro vengono tra loro configurati, al fine di fornire differenti sensazioni di gioco, a seconda del modello da realizzare.

STAMPAGGIO. Durante questa fase i materiali precedentemente tagliati passano in questa area, dove un operatore li impregna con la resina epossidica, altro componente molto importante nel processo di fabbricazione. Una volta impregnati vengono collocati in uno stampo di alluminio e dopo un tempo prestabilito, vengono posizionati in un forno, per essere “cotti” ad una temperatura controllata. La racchetta è così ora pronta per i procedimenti successivi. Lo stampaggio rappresenta una delle fasi più importanti, in quanto determina sia la buona giocabilità che la buona riuscita della racchetta. Per controllare definitivamente il prodotto finale, si taglia una racchetta per verificare la qualità del lavoro di stampaggio.

PULITURA: E’ qui che inizia la fase estetica. Si toglie tutto il materiale in eccesso proveniente dallo stampaggio.

LAVAGGIO. Le racchette vengono lavate a mano con acqua e sapone e quindi si lasciano asciugare.

VERNICIATURA. Si ricoprono le racchette con materiale adesivo per poter passare lo strato di base della verniciatura, applicando o togliendo i vari adesivi fino a che non è terminato.

STAMPA. Si effettua nella cabina di pittura dove alla racchetta viene applicato un primo strato, per poi finalizzarla con quello definito.

MANIPOLAZIONE. Durante questo procedimento si coprono tutti i possibili difetti e le impurità, come i pori, della racchetta appena modellata.

PITTURA. Questa fase viene realizzata in una cabina dove si applica la pittura e la lacca. Ogni anno si scelgono colori e temi che possano incontrare i gusti degli utenti e le tendenze del mercato.

CALCIFICAZIONE: Si effettua utilizzando il decalcomanie ad acqua. L’obiettivo è creare modelli e disegni che richiamino in modo visivo l’ attenzione e siano allo stesso tempo accattivanti ed interessanti per il giocatore.

LAVORAZIONE. Si tratta dell’unico procedimento non manuale della fabbrica, realizzato mediante una macchina a controllo numerico. Ogni racchetta viene lavorata attraverso una mappatura diversa di fori, con l’obiettivo di favorire gli aspetti estetici e di ogni modello e la stessa maneggevolezza nel gioco.

FINITURA. Questa è l’ultima fase della filiera produttiva prima di considerare la racchetta davvero finita. Si posizionano manualmente il laccetto, il tappo sul manico ed il grip sull’impugnatura. Attualmente la fabbrica StarVie impiega a seconda del modello dai 10 ai 12 giorni per produrre un solo esemplare.

SOLO RACCHETTE PREMIUM

Grazie all’utilizzo di materiali certificati con le migliori specifiche tecniche, provenienti dai principali fabbricanti in Europa e in America, nonché i rigidi controlli interni sul processo dalla A alla Z, permettono a StarVie di offrire la massima garanzia su ogni singolo prodotto, garantendo un’alta qualità.

Gestione della qualità della fabbrica StarVie.

Dal 2017 l’azienda è dotata del certificato di qualità del sistema di gestione ambientale (ISO 14001:2015) e del sistema di controllo (ISO 9001:2015). Nel 2020 ha ottenuto il rinnovo per tre anni, ed è l’unica fabbrica di racchette da Padel che ne è in possesso.

Impegno ambientale

La StarVie è anche una azienda che guarda alla sostenibilità, utilizzando per il suo processo di fabbricazione energia pulita e rinnovabile, nel pieno rispetto dell’ambiente.


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Racchette di classe : Starvie la nuova collezione 2021

 

 

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E’ Lecce ad ospitare da giovedì 15 a domenica 18 luglio una prova FIP Star maschile e femminile, con ben 10.200 euro di montepremi complessivo e soprattutto un gruzzoletto di 40 punti per il ranking in palio per le coppie vincitrici.

Sui campi del PalaSummer in Piazza Palio – sei in totale, di cui 5 indoor all’interno di una superficie completamente dotata di illuminazione, aperta sui lati e con sistema di ventilazione, e circondata da una tribuna della capienza di 1000 spettatori – si comincia dunque con le qualificazioni maschili, giovedì, che vedono impegnati 16 binomi a caccia dei 4 posti per il tabellone principale.

Scatta poi venerdì il Cuadro final, che vede come principali favoriti gli spagnoli Gonzalo Rubio Perez, numero 48 del ranking mondiale (da regolamento non possono partecipare a questa categoria di tornei i primi 35 del ranking WPT maschile e le prime 24 della classifica femminile), e Mario Del Castillo Marin (n.61 WPT), con seconda testa di serie il duo formato dall’iberico Raul Marcos Duran (n.84) e dall’italo-argentino Juan Manuel Restivo (n.78), vincitori in maggio del torneo FIP Rise a Catania.

Ai numeri 3 e 4 del seeding altri due binomi italo-ispanici, quelli composti da Pasquale De Ruvo e Cristian Hugo Gutierrez e da Michele Notarnicola e Ricardo Martinez Sanchez, quindi spazio agli atleti azzurri – numerosi dei quali reduci dalla rassegna continentale – comunque intenzionati a recitare un ruolo di rilievo: Simone Cremona e Marco Cassetta sono la quinta testa di serie, seguiti nell’ordine da Lorenzo Di Giovanni e Riccardo Sinicropi e dai romani Luca Mezzetti e Michele Bruno che tornano a fare coppia, con a completare il seeding Nicolò Cotto (recente trionfatore del FIP Rise a Porto Sant’Elpidio con German Tamame) in questo caso affiancato nella “gabbia” dallo spagnolo Carlos Perez Cabeza.

Il calendario dell’evento prevede per sabato quarti e semifinali, con le sfide decisive per assegnare il 1° Trofeo Città di Lecce in programma domenica.

Al via venerdì anche la competizione in rosa, che vede allineate sedici coppie: anche in questo tabellone da battere due spagnole, la non ancora 20enne Patricia Martinez Fortun (n.59 WPT) e Carmen Castillon Gamez, classe 2002 (n.83), che dovranno però fare i conti con il duo formato dalla numero uno d’Italia Chiara Pappacena (n.71) e dall’altra romana Giorgia Marchetti (n.188), con le azzurre Valentina Tommasi (n.91) ed Emily Stellato (n.92), che a fine maggio al Padel Club Riccione hanno rotto il ghiaccio a livello internazionale conquistando il FIP Rise Trofeo Plastile, e con le altre iberiche Laura Albertì Castell (n.156) e Marta Perez Arias (n.98), accreditate della quarta testa di serie.

Pronte a recitare il ruolo di outsider anche altre atlete che frequentano il circuito internazionale come Lorena Vano (n.111) al fianco della spagnola Alba Perez Momha (n.159), o le pugliesi Sara D’Ambrogio e Claudia Noemi Cascella.

Il tour organizzato dalla Federazione Internazionale Padel, presieduta da Luigi Carraro, riconfermato per il prossimo quadriennio olimpico, chiuderà il mese di luglio (dal 26 a domenica 1 agosto) con il torneo FIP Gold Sicilia maschile e femminile, in programma sui campi dell’Epipoli Padel di Siracusa e dotato di un montepremi complessivo di 20.000 euro e di ben 80 punti WPT per la coppia vincitrice.

Sarà l’occasione per vedere all’opera numerose stelle del World Padel Tour, considerando che da regolamento sono esclusi solo i primi 16 delle graduatorie mondiali maschili e femminili.

(fonte: Gianluca Strocchi –  federtennis.it)

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E’ Lecce ad ospitare da giovedì 15 a domenica 18 luglio una prova FIP Star maschile e femminile, con ben 10.200 euro di montepremi complessivo e soprattutto un gruzzoletto di 40 punti per il ranking in palio per le coppie vincitrici.

Sui campi del PalaSummer in Piazza Palio – sei in totale, di cui 5 indoor all’interno di una superficie completamente dotata di illuminazione, aperta sui lati e con sistema di ventilazione, e circondata da una tribuna della capienza di 1000 spettatori – si comincia dunque con le qualificazioni maschili, giovedì, che vedono impegnati 16 binomi a caccia dei 4 posti per il tabellone principale.

Scatta poi venerdì il Cuadro final, che vede come principali favoriti gli spagnoli Gonzalo Rubio Perez, numero 48 del ranking mondiale (da regolamento non possono partecipare a questa categoria di tornei i primi 35 del ranking WPT maschile e le prime 24 della classifica femminile), e Mario Del Castillo Marin (n.61 WPT), con seconda testa di serie il duo formato dall’iberico Raul Marcos Duran (n.84) e dall’italo-argentino Juan Manuel Restivo (n.78), vincitori in maggio del torneo FIP Rise a Catania.

Ai numeri 3 e 4 del seeding altri due binomi italo-ispanici, quelli composti da Pasquale De Ruvo e Cristian Hugo Gutierrez e da Michele Notarnicola e Ricardo Martinez Sanchez, quindi spazio agli atleti azzurri – numerosi dei quali reduci dalla rassegna continentale – comunque intenzionati a recitare un ruolo di rilievo: Simone Cremona e Marco Cassetta sono la quinta testa di serie, seguiti nell’ordine da Lorenzo Di Giovanni e Riccardo Sinicropi e dai romani Luca Mezzetti e Michele Bruno che tornano a fare coppia, con a completare il seeding Nicolò Cotto (recente trionfatore del FIP Rise a Porto Sant’Elpidio con German Tamame) in questo caso affiancato nella “gabbia” dallo spagnolo Carlos Perez Cabeza.

Il calendario dell’evento prevede per sabato quarti e semifinali, con le sfide decisive per assegnare il 1° Trofeo Città di Lecce in programma domenica.

Al via venerdì anche la competizione in rosa, che vede allineate sedici coppie: anche in questo tabellone da battere due spagnole, la non ancora 20enne Patricia Martinez Fortun (n.59 WPT) e Carmen Castillon Gamez, classe 2002 (n.83), che dovranno però fare i conti con il duo formato dalla numero uno d’Italia Chiara Pappacena (n.71) e dall’altra romana Giorgia Marchetti (n.188), con le azzurre Valentina Tommasi (n.91) ed Emily Stellato (n.92), che a fine maggio al Padel Club Riccione hanno rotto il ghiaccio a livello internazionale conquistando il FIP Rise Trofeo Plastile, e con le altre iberiche Laura Albertì Castell (n.156) e Marta Perez Arias (n.98), accreditate della quarta testa di serie.

Pronte a recitare il ruolo di outsider anche altre atlete che frequentano il circuito internazionale come Lorena Vano (n.111) al fianco della spagnola Alba Perez Momha (n.159), o le pugliesi Sara D’Ambrogio e Claudia Noemi Cascella.

Il tour organizzato dalla Federazione Internazionale Padel, presieduta da Luigi Carraro, riconfermato per il prossimo quadriennio olimpico, chiuderà il mese di luglio (dal 26 a domenica 1 agosto) con il torneo FIP Gold Sicilia maschile e femminile, in programma sui campi dell’Epipoli Padel di Siracusa e dotato di un montepremi complessivo di 20.000 euro e di ben 80 punti WPT per la coppia vincitrice.

Sarà l’occasione per vedere all’opera numerose stelle del World Padel Tour, considerando che da regolamento sono esclusi solo i primi 16 delle graduatorie mondiali maschili e femminili.

(fonte: Gianluca Strocchi –  federtennis.it)

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Lo abbiamo già scritto, aldilà delle capacità tecniche nel padel incide molto la capacità tattica e strategica della squadra per aggiudicarsi un match.
E questi due aspetti non riguardano solo la partita vera e propria.

Vediamo quindi 3 chiavi che ci auguriamo possano entrare nel vostro normale modo di fare ogni volta che vi apprestate a giocare una partita di padel !

RACCOLTA INFORMAZIONI

Una buona scelta tattica nasce anche dalla capacità di saper osservare e raccogliere informazioni da tutto ciò che incide nella partita, dagli avversari alle condizioni esterne (del campo, del meteo, degli avversari).
Il palleggiamento di riscaldamento serve sicuramente in termini fisici per aumentare la nostra regolarità, preparare il corpo ai movimenti tipici di questo sport ma ci permette anche e soprattutto di studiare i nostri avversari, per scegliere che strategia adottare in partita.
Il palleggio pre partita è considerato un riscaldamento “cortese”, serve per prendere contatto con la palla, con il campo e con i rivali e quindi è solitamente svolto in velocità media o media bassa. Si palleggia giocando sicuro, dandoci ritmo e volume di gioco.
Per raccogliere informazioni è necessario giocare diversi tipi di palle ed è buona cosa creare una routine da utilizzare sempre.
Va bene quindi il palleggio semplice, dritto e rovescio.
Delle palle semplici che sfruttano il doppio rimbalzo sui vetri. Vetro lungo e vetro corto e vetro corto e vetro lungo.
Se siamo in grado di farlo, possiamo aggiungere qualche effetto alla nostra palla.
Quindi torniamo al rimbalzo sulla parete di fondo ma con un po’ più di forza per farla tornare verso la rete.
Quindi portiamo l’avversario a rete e gli facciamo lavorare volee, l’ideale è due di diritto e due di rovescio, con maggiore continuità possibile. Qualche palla corta ai piedi e al corpo con qualche semplice complicazione in più.
Quando scaldiamo la nostra bandeja cerchiamo colpi semplici per vedere dove il nostro rivale posiziona la risposta.
L’idea è sempre quella di comprendere meglio l’avversario con i suoi pregi e difetti di colpi e dobbiamo osservare a 360 gradi cosa succede. Come sa muoversi in difesa, come gestisce i vetri, quanto è dinamico e veloce sui piedi, che forza e controllo sa imprimere ai suoi colpi, che effetti è in grado di imprimere. Pur mantenendo una forza “da crociera”, se abbiamo un buon controllo e riusciamo a sperimentare nello stesso scambio lunghezze, altezze e profondità diverse riusciamo a osservare la qualità dei colpi dell’avversario e la sua abilità e velocità di reazione.
È interessante, quando siamo noi sotto rete e chiediamo di scaldarci un po’ sulle palle alte, la capacità dell’avversario di servirci con precisione o meno. Se infatti non riesce facilmente a darci la palla che ci serve, sappiamo che non ha un buon controllo dei suoi colpi, è un’informazione importante.
È buona regola evitare commenti in questa fase di riscaldamento. “Calma non preoccuparti” detto con malizia o “non essere nervoso” sono giochetti che possono funzionare a minare lo stato d’animo dell’avversario ma… abbiamo bisogno di questo?
È evidente che la raccolta delle informazioni ci serve per confermare la strategia (se l’avevamo delineata) o per definirla, con il nostro compagno. Al termine del riscaldamento quindi è necessario confrontarsi con la reciproca raccolta dati per scegliere come si vuole procedere in partita.
Certo, potremmo accorgerci durante il gioco che la nostra strategia non è vincente perché in partita gli avversari non hanno confermato la nostra raccolta informazioni (ci sono giocatori che usano un profilo basso o sono più lenti a entrare in partita) ma nessun problema, ci si confronta e si modifica la strategia anche in corso d’opera, non si smette mai di raccogliere informazioni.

SCELTA DELLA PALLA O DEL CAMPO

A livello amatoriale o ci si gioca la prima palla o si fa “pari o dispari” per stabilire chi batte per primo.
Battere per primi ha un vantaggio non indifferente perché, in caso di partita equilibrata che non porta a break agli avversari, chi ha iniziato a battere si garantisce più facilmente di giocarsi il set al tiebreak (dal 5/5 si arriverebbe al 6/5 per la prima squadra che ha battuto e quindi o vince 7/5 o si giocano tutto al tiebreak).
In verità, come succede anche in altri sport, chi vince il sorteggio della battuta perde la possibilità di scegliere in che lato del campo giocare che deve esser scelto dalla coppia avversaria.
In questa scelta ci sta una parte tattica e strategica importante.
Sappiamo che se giochiamo outdoor, abbiamo gli elementi metereologici che fanno la differenza: sole, vento, nebbia, umidità (che potrebbe colpire più i vetri di un lato dell’altro) e anche le condizioni del campo possono essere diverse per più o meno sabbia, avvallamenti e condizioni generali.
Si cambia campo ad ogni somma di game dispari, di conseguenza è noto che al termine del primo game ci sarà il cambio.
È intelligente quindi scegliere il campo più scomodo o controproducente perché avremo la possibilità di giocare più game nel lato meno sfavorevole.
Vale anche per i campi indoor, per ragioni differenti. Gli sfondi (spesso i campi indoor sono messi in fila e da un lato vedi gli altri campi che creano difficoltà sulla profondità), le illuminazioni, varie interferenze che fanno parte dell’ambiente ma danno fastidio nelle fasi di gioco.
Va prestata attenzione anche al campo di gioco, capita che un lato sia più insabbiato o consumato, o conosciamo bene il circolo e conosciamo bene lo stato e quindi le insidie dei campi.

CELEBRAZIONE

Se hai visto qualche partita dei professionisti del padel, hai visto come chi più e chi meno, festeggiano. Certo non lo fanno con eccesso piuttosto usano il festeggiamento come leva motivazionale in fasi cruciali della partita. Il rispetto, nel padel come nello sport in generale, è importantissimo e lo si vede anche in questo aspetto.
Urlare dopo un punto combattuto ci da’ fiducia, ci aiuta a rimanere focalizzati e ci rafforza da un punto di vista psicologico.
Certo è che dobbiamo anche rimanere calmi quando sono i nostri avversari che festeggiano. Ancora meglio è, quando i nostri rivali hanno concluso un punto combattuto o hanno fatto un colpo particolarmente bello, efficace saper celebrare questo momento perché oltre che comportamento sportivo, può aiutarti a mantenere la tua concentrazione (lo si vede anche nelle partite WTP, in diversi frangenti vengono applauditi gli avversari per gesti particolarmente belli o complicati e riusciti).
È importante poter rimanere nel qui e ora, in questi casi è fondamentale non rimanere sul loro bel punto o sul nostro colpo mal riuscito che glielo ha regalato. Quello è il passato, è andato ma noi abbiamo ancora da giocarci la nostra partita.
All’inizio potrebbe non essere facile ma non demordere, la costanza di applicazione ti renderà più naturale fare tue queste chiavi importanti.

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

Fonte:  Padelstar

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