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Di Nenno: La risalita ricomincia insieme a Paquito Mr Padel Paddle

Martín Di Nenno nasce a Ezeiza il 18 marzo 1997. Campione del mondo nel 2024 a Doha con la nazionale argentina, è considerato uno dei migliori giocatori di destra.

Attuale n.12 del ranking, ha iniziato la stagione con Momo Gonzalez, ma purtroppo non è andata come tutti speravamo, e così circa un mese fa è tornato a fare coppia con Paquito Navarro, con cui già in passato si era tolto molte soddisfazioni.

Un primo bilancio di questa metà stagione?

A dirti il vero non sono contento ed è evidente. Con Momo all’inizio avevamo altre ambizioni ed eravamo molto entusiasti, avendo dedicato al progetto molte ore, ma alla fine la morale è che abbiamo sempre faticato a tradurlo in risultati e così dopo l’ennesima delusione in Egitto abbiamo deciso di separarci.

Un parere sullo Star Point?

Mi piace a metà. Il “punto de oro” mi è sempre piaciuto, dato che aggiunge molto pathos al gioco, sia per il giocatore che per lo spettatore. Quello che non mi convince è la questione dei vantaggi che francamente è un po’ complicata da capire e da mettere in pratica. Pensate che anche durante gli allenamenti, capita che ci confondiamo e ogni tanto ci chiediamo se si tratti del vantaggio 1 oppure del 2 (ride).

Lo scorso anno Miami, quest’anno Londra e Pretoria. Che ne pensa di questa espansione in Premier?

Credo ci vorranno ancora molti anni. Per fortuna si continua a crescere, ma nei mercati più importanti non ha ancora fatto il suo ingresso come dovrebbe. Di una cosa però sono certo, tra qualche anno sarà uno sport straordinario e migliore di quello che è oggi.

C’è una città in cui sogna di giocare?

Ezeiza, dove sono nato, ma so che sarà molto difficile che ciò accada; tuttavia a Buenos Aires o in un’altra provincia argentina, giocare è sempre speciale per noi del posto.

Ritiene che i punti nelle varie tipologie dei tornei di Premier e CUPRA FIP Tour, siano equamente distribuiti?

A me non piace il sistema attuale. Credo che si possano apportare modifiche per migliorare questo aspetto. Anche se come detto, il padel sta crescendo e ci sono molte cose che si stanno sperimentando per capire cosa funzioni e cosa no. Oggi bisogna adattarsi a ciò che c’è e cercare di fare del nostro meglio. Speriamo che per il prossimo anno questo aspetto venga rivisto.

Quest’anno 25 tappe di Premier Padel e più di 230 tornei nel CUPRA FIP Tour. Non è troppo faticoso?

Con qualche torneo in meno sarebbe l’ideale, ma in ogni caso mi piace che ci siano sempre più tornei e che lo sport diventi sempre più internazionale. L’unico “lato negativo” è che i viaggi sono più lunghi, ma se vogliamo che il padel trovi presto la sua consacrazione globale, questo è lo sforzo che bisogna fare.

Quali rivelazioni vede per il 2026?

Mi piace Maxi Sánchez Blasco, spero che sia lui a emergere nel maschile. Mentre nel femminile adoro il modo di giocare di Martina Calvo.

Qual è stato il torneo di questa stagione con la migliore organizzazione?

Per ora credo Bruxelles, ogni anno è sempre più bello.

Ci parla della sua racchetta?

Gioco con la Bullpadel Xplo. È una racchetta fantastica, che spero di riuscire a sfruttare al meglio, dato che oltretutto, essendo una racchetta completa, quando perdo non posso dare di certo la colpa a lei (ride).

 

Buon padel a tutti

Fonte: Marco Oddino – Corriere dello sport

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