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Nata il 28 giugno 1992 a Mahon nell’isola di Minorca, La pluricampionessa Gemma Triay è da sempre una delle regine indiscusse di questo sport.
Attuale n.1 in coppia con l’argentina Delfi Brea e allenata da Seba Nerone, la fuoriclasse spagnola punta in alto anche per questa stagione, con le 2 vittorie e 4 finali messe già a segno quest’anno.
Si ritiene soddisfatta fino ad ora?
Si, sono contenta di come abbiamo iniziato, soprattutto per le sensazioni e per il lavoro che stiamo svolgendo come squadra. Ci sono sempre aspetti da migliorare, ma fa parte del gioco
Quali sono i suoi obiettivi?
L’obiettivo principale è continuare a crescere, competere al massimo livello e mantenere una regolarità durante tutto l’anno.
Le fa paura qualche coppia in particolare?
Più che parlare di paura, direi semplicemente che ci sono coppie molto forti e non devi mai rilassarti di fronte a nessuno.
Un parere sullo Star Point introdotto quest’anno?
Tutto ciò che viene proposto per migliorare lo spettacolo e far crescere lo sport merita di essere analizzato. È normale che quando ci sono dei cambiamenti ci siano dibattiti, opinioni diverse e un periodo di adattamento.
L’importante è ascoltare i giocatori, i tifosi e gli organizzatori per trovare sempre la soluzione migliore per tutti.
Una città in cui sogna di giocare?
Tra la mia gente. Giocare a Minorca una tappa di Premier sarebbe un sogno.
Ritiene che i punti nelle varie tipologie dei tornei dei circuiti Premier Padel e CUPRA FIP Tour, siano distribuiti in modo corretto?
Ci saranno sempre opinioni diverse su questo argomento. Forse bisognerebbe trovare un modo per limitare la partecipazione dei giocatori di punta ai tornei FIP, sia in base alla classifica, che al numero di tornei disputati, in modo da creare una struttura chiara, equa e che premi sia la costanza anche dei più giovani, che le prestazioni nei grandi tornei.
Quest’anno 25 tappe di Premier Padel e più di 230 tornei nel CUPRA FIP Tour. Non è troppo faticoso?
È positivo che ci siano così tanti tornei perché dimostra crescita e opportunità per molti giocatori. Allo stesso tempo, è importante prendersi cura anche della nostra salute fisica e mentale.

Il torneo con la migliore organizzazione?
Roland Garros è stata una esperienza davvero speciale per tutto ciò che rappresenta quel luogo. In generale il livello organizzativo sta crescendo molto e tutti gli eventi hanno uno standard di qualità sempre più elevato.
Ci parli della sua racchetta?
Gioco da diversi anni con la Bullpadel Elite, che mi da una grande sicurezza in partita. È una racchetta molto equilibrata, che mi dà controllo nei momenti importanti ma anche potenza quando ho bisogno di accelerare.
Fonte: Marco Oddino
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