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FIP Euro Padel Cup: Italia maschile e femminile per il terzo posto Mr Padel Paddle
L’Italia maschile e femminile si giocheranno entrambe il terzo posto domenica, uomini contro l’Olanda e donne contro il Belgio, si parte dalle ore 10
FIP Euro Padel Cup, Italia ko col Portogallo: domani con l’Olanda la finale per il bronzo
L’idea che potesse essere un pomeriggio di un giorno da eroi, l’Italia l’ha accarezzata lungo tutta la prima partita con i portoghesi. Flavio Abbate e Alvaro Montiel – europeo strepitoso il loro, due esordienti camuffati da veterani – decisivi nel girone con tre vittorie si tre, hanno duellato punto a punto con i portoghesi Araujo e Graca, giocando un padel fantastico nel primo set vinto 6-4 per poi camminare sul filo insieme ai loro avversari. Tensione sportiva al massimo livello, pur con fair play, anche perchè questa è una sorta di sentitissima rivincita per gli azzurri, battuti al Mondiale di Doha nella finale per il 3° posto dopo aver conquistato una storica semifinale. Quel bronzo sfuggito è la miccia di una sana rivalità che in campo si è snodata tra le urla di Montiel e Abbate e quelle dei due Pedro, Araujo e Graca.
Va detto che i portoghesi sono rimasti a testa bassa e concentrati nel secondo set, pur con qualche gesto di stizza di Araujo, in alcuni cambi di campo. Il secondo set, affilatissimo, è filato via fino al break decisivo sul 3-3, che ha poi determinato il 3-6 del secondo set.
Nel terzo e ultimo set, l’equilibrio alternato a momenti che parevano decisivi da una parte e dall’altra, ha tenuto col fiato sospeso tifosi e le due panchine. Sul 4-4 e i portoghesi piazzano il break con un punto che dire fortunato è poco: sul 30-40 nastro e palla che muore. 5-4 Portogallo e baratro che sembra spalancarsi sui destini di Flavio e Alvarito. E invece i ragazzi in azzurro vanno di prepotenza e si prendono il controbreak. Così’ si arriva al tie break e l’incubo è dietro l’angolo: parziale di 0-4, poi 1-6 e dopo un tentativo di rimonta il Portogallo chiude sul 7-6 il terzo e decisivo set.
C’è un aspetto che la dice lunga su questo match e arriva dalle statistiche: i due azzurri hanno score migliori nel totale punti conquistati (51% vs 49), nei punti vinti con prima palla di servizio e seconda (76 e 71 contro 67 e 63).
Anche nella risposta al servizio l’Italia ha vinto il 33% dei punti contro il 24% dei portoghesi. E allora cos’è mancato? I portoghesi hanno trasformato il 67% delle palle break, gli italiani il 17%. Dato che ha il suo peso naturalmente.
Perso questo match con gli azzurri migliori e due avversari giocabili, le speranze di centrare la finale e confermarsi vicecampioni d’Europa, si sono ridotte al lumicino. Troppo forti i fratelli Deus per la coppia Cremona-Graziotti, che pure aveva vissuto una grande giornata contro la Francia.
Opposta però a una coppia quotata come quella portoghese, la differenza di tasso tecnico e agonistico ha indirizzato il match, sebbene gli azzurri non abbiano giocato il loro miglior padel nel primo set.
E così, con il punteggio di 6-1 6-4 il Portogallo si è regalato la seconda finale europea dopo quella del 2017 a Estoril, in casa, sempre contro la Spagna, L’Italia si gioca invece la chance di tornare a casa con il bronzo al collo, nella finale per il 3° posto contro l’Olanda, già affrontata e superata nel girone, e ieri superata dalla favoritissima Spagna nell’altra semifinale.

FIP Euro Padel CUP, semifinale donne: Spagna troppo forte per l’Italia
Ora si gioca per il bronzo con il Belgio
La grinta è sempre la stessa, ma la sconfitta di ieri con la Francia nella FIP Euro Padel Cup è di quelle che non può non aver lasciato il segno. Sui volti dell’Italpadel femminile di Marcela Ferrari la voglia di fare bella figura con la Spagna e magari giocarsela in qualche modo, lo si vede chiaramente. Così come non sfugge però, quella luce negli occhi di chi sa che, sicuro, contro la Francia si poteva fare eccome.
Lo sport però è questo e non c’è tempo per recriminare, anche se echeggiano ancora le parole di Ferrari pochi secondi dopo la bruciante sconfitta di Pappacena-Sussarello nel match decisivo con le francesi: “Siamo una famiglia, vinciamo da famiglia e perdiamo nello stesso modo. Io sono orgogliosa di tutte voi, perché so quanto tenete a questa maglia, quanti sacrifici fate per essere qui e lo sa anche chi vi ha visto giocare, perché date sempre tutto quello che avete, fino all’ultima goccia di energia”.
Parole che rendono perfettamente il senso d’appartenenza di queste ragazze che domani si giocheranno il bronzo con il Belgio nella finale per il 3° posto e che hanno dato lustro all’azzurro sia a livello europeo che mondiale.
Sul fatto che non si molli mai di un centimetro, lo hanno provato proprio contro la Spagna nella semifinale di oggi a La Linea de la Concepcion. Dopo il ko con la Francia un minimo di cedimento a livello mentale poteva starci, ma non per la ‘famiglia’ azzurra.
E allora, l’Italdonne ci ha provato a sbarrare la strada alle spagnole dando il massimo e anche di più al cospetto delle più forti del torneo e del mondo.
Nella prima sfida ci hanno provato Giulia Sussarello ed Emily Stellato a mettere in salita il match di Andrea Ustero e Ale Alonso, ma aprire un varco nelle certezze spagnole è stato praticamente impossibile, con un punteggio finale di 6-1 6-3 che forse non rispecchia l’impegno delle italiane, ma certamente la forza delle ragazze guidate da Iciar Montes.
Nel secondo match, la sensazione che Giulia Dal Pozzo e Giorgia Marchetti – grande Europeo fin qui, il loro – potessero dire la loro contro Lucia Sainz-Martina Calvo ha trovato conferma nel secondo set. Dopo aver perso il primo con un netto 6-1, le ragazze italiane hanno rimontato nel secondo set da 3-5 fino al tie break, nel quale si sono portate avanti sul 2 a 0.
Qui, le compagne di squadra di Marchetti-Dal Pozzo. Orsi, Pappacena, Casali e tutte le altre hanno aumentato ancora di più il tifo, con l’idea non più proibita di fare uno scherzetto senza dolcetto alle spagnole.
Un’idea che è poi svanita fino al 7-3 al tie break, senza però cancellare la prestazione nel secondo set di G&G, Giorgia e Giulia, che hanno dimostrato di essere una gran coppia, chissà, anche per qualche torneo nel circuito FIP.

Di nuovo in finale, sempre contro la Spagna, quattro anni dopo quella di Marbella nel 2021. La squadra femminile francese festeggia il raggiungimento delle Final 8 della FIP Euro Padel Cup e prenota un posto per la “sfida impossibile” contro una Roja che finora è stata inarrestabile ed è la chiara favorita per il titolo di sabato.
La gioia delle Bleues è inarrestabile dopo la vittoria sul Belgio — la grande sorpresa di questa edizione — perché garantisce un risultato migliore rispetto al 2024, quando la squadra si fermò in semifinale per poi vincere la medaglia di bronzo.
La mattinata a La Linea de la Concepcion è iniziata con il dominio totale di Carla Touly e Lea Godallier, che hanno schiacciato Michelle Van Mol e Laura Bernard con un doppio 6-0. Il secondo match è stato più equilibrato: all’inizio, Alix Collombon e Jessica Ginier sono state messe in difficoltà da Helena Wyckaert e An-Sophie Mestach. Sotto di un break sul 4-2, la coppia francese ha alzato il livello e ha ribaltato la situazione per aggiudicarsi il primo set 7-5, prima di dominare il secondo 6-1.
“Il nostro primo obiettivo era quello di arrivare in semifinale, e ora siamo in finale contro la Spagna, in un’edizione che si svolge in Spagna. Siamo così felici”, ha detto Alix Collombon, numero 27 del ranking FIP e giocatrice simbolo di questa squadra francese. “È difficile descrivere la nostra eccitazione sapendo che domani giocheremo contro giocatori così straordinari. Sarà sicuramente molto dura, con talenti e campioni di quel livello.
Partiamo da outsider e il nostro obiettivo principale è quello di goderci il momento e l’opportunità di giocare contro di loro. Magari il nostro obiettivo non sarà quello di vincere, perché è davvero molto difficile, ma non abbiamo nulla da perdere, e giocheremo dando tutto”.
Collombon ha parlato anche della svolta del torneo: “Penso alla partita di ieri contro l’Italia. La mentalità della squadra era fantastica, eravamo molto concentrati e credevamo in noi stessi. E’ stata una partita molto dura, come sempre contro avversari forti come gli italiani. Ogni giocatore è stato decisivo e penso che quello sia stato il momento chiave del nostro torneo”.

