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A Padel ormai ci giocano davvero tutti e, appoggiandoti negli stessi circoli, ti sarà capitato spesso di giocare con avversari che conosci e di cui conosci anche i colpi, la crescita nel tempo e quindi anche le debolezze.

Sono partite sempre interessanti perché la conoscenza reciproca aumenta la sfida e la competizione, rendendo possibile per entrambe le parti un facile accesso ai colpi più deboli dell’avversario fin dai primissimi scambi.

Ma quando ci troviamo di fronte una coppia che non conosciamo? O meglio ancora, quando la coppia sconosciuta la incrociamo durante un torneo o campionato
(e quindi anche il nostro senso competitivo è più alto del solito)?

Esiste un modo per avvantaggiarsi sull’avversario?

Secondo Manu Martin, allenatore Bullpadel e di diversi giocatori del WPT  i fattori da considerare per un’attenta valutazione dei tuoi rivali nel padel sono quattro:

Tecnica, Tattica, Allenamento fisico, Forza psicologica

Non esiste una classifica di importanza tra questi aspetti perché ogni partita è a sé stante e ognuno di noi mixa questi aspetti in modo diverso.

Intanto, è bene che tu sappia che un buon momento per iniziare ad analizzare il livello del tuo avversario è nella fase di riscaldamento, negli scambi che precedono la partita vera e propria.
Vediamo qualche indicazione utile.

ALLENAMENTO FISICO

Partiamo ad esempio dall’ultimo fattore evidenziato da Martin e immagina di trovarti a giocare a padel con un rivale che si muove poco in campo e ha poca resistenza fisica. Il peso di questo aspetto varia molto se il tuo rivale è molto abile tecnicamente e tatticamente. In questo caso infatti, la carenza fisica sarà facilmente ovviata da un’ottima lettura del gioco che gli permette di anticipare i movimenti con minor sforzo e la tecnica efficace lo porterà a sbagliare poco.

Dall’altra parte, una carenza tattica richiede un più alto dispendio di energia perché una lettura poco chiara delle dinamiche di gioco porterà il giocatore a muoversi e correggersi molto di più e quindi un buon allenamento fisico diventa necessario per restare in partita.
In generale, un buon programma di allenamento fisico ti permette di tenere meglio il ritmo di qualsiasi partita e di preservarti il più possibile da scomodi infortuni.

TECNICA

Un buon inizio di valutazione riguarda i colpi che l’avversario fa e il come li fa.

Osserverai quindi:
– come fa il diritto e il rovescio
– Come risponde in volee dritta e rovescia
– Come fa il lob/ globo
– Come risponde sulla parete di fondo
– Come risponde sulla parete laterale
– Come esce di parete (solo in lob o anche con uscita dall’alto)
– Come attacca le palle nel riscaldamento sotto rete

Testare i diversi colpi sul tuo avversario ti permette di fare una valutazione complessiva e, cosa più importante, ti aiuta a scoprire i colpi dove è meno performante o proprio in difficoltà che quindi potrai provare a riproporre durante la partita.

TATTICA

In questo caso, più nelle prime fasi della partita osservi il comportamento dell’avversario nello spazio della gabbia.
Osservi la scelta dei suoi colpi a fondo campo (quando attacca o difende) e sotto rete (quando attacca o difende) come anche la sua capacità di lettura e reazione sul cambio di gioco e la reazione nello spostarsi a fondo campo o sotto rete nell’evoluzione della partita.
È una lettura costante nella partita che ti permette anche di capire quando l’avversario inizia a essere meno fresco sugli scambi e sugli spostamenti nello spazio.
È la valutazione che può portare te e il tuo compagno a concentrare il gioco su un avversario più che l’altro, la famosa Nevera (il frigorifero), per stancarlo di più o per innervosire, annoiare l’altro giocatore e sicuramente sono tutte considerazioni che vi serviranno alla successiva occasione di scontro.

FORZA PSICOLOGICA

Certo non ti è chiesto di diventare psicologo ma un attento osservatore si.
Le domande che ti aiutano ad allenare la tua capacità d’osservazione sono “ Come gareggia il mio rivale?”, o anche “come reagisce nei momenti difficili?”.
Durante il riscaldamento potrai osservare poco in questo senso ma ti sarà utile notare il binomio nel suo insieme, come interagiscono tra loro, quanto e se si conoscono, in che rapporti sono (giocare con avversari imparentati ad esempio, spesso e volentieri è un fattore di grande vantaggio per te), il loro affiatamento.
In generale la forza psicologica degli avversari la noti durante la partita nelle situazioni più stressorie.
Durante lo svantaggio, nei punti decisivi, al tie break, al killer point quando lo usi, al termine di scambi intensi (spesso infatti, in questi casi, fa il punto chi ha più sangue freddo e calma mentale).

La forza psicologica la puoi anche svelare grazie a quello che gli avversari si dicono tra loro e dicono a loro stessi durante il match: i nostri dialoghi dicono tantissimo di come ci sentiamo in quel frangente e cogliere un momento di sfiducia ti può far scegliere una strategia ancora più stressoria.

Ovviamente anche tu puoi essere oggetto di questa analisi da parte dei tuoi avversari e questo rende ancora più avvincente questo gioco, ti permette di agire in strategia nella strategia.

Scommetto che ti è capitato di mantenere un profilo basso durante il riscaldamento per non dare troppo nell’occhio, vero?

E forse ti è capitato anche di pensare, durante il riscaldamento, che sarebbe stata una partita facile facile per trovarti dopo 90’ con una partita persa :).. ahhhh, la bellezza del padel, a volte può sembrare un gioco più evoluto dei racchettoni ma in verità ha una complessità comune agli scacchi.

Manu Martin ha realizzato anche un interessante video dove analizza in modo molto specifico e quasi scientifico le valutazioni che puoi dare al gioco avversario, se vuoi approfondire e conosci lo spagnolo, ti consigliamo di dare un’occhiata a questo link:



Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

fonti : Padel Addict

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