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Come mantenere alta l’attenzione anche nelle partite giocate contro un livello nettamente inferiore al nostro?

Lo so, probabilmente stai pensando che nelle partite molto squilibrate non è che ci sia bisogno di chissà che attenzione ma siamo sicuri che ti è capitato di giocare con una coppia avversaria davvero poco temibile, trovandoti a gestire un risultato e una performance molto sotto tono rispetto a quello che avresti potuto fare.

Prima o poi capita a tutti.
Magari è una coppia che hai visto giocare o con cui ti sei già scontrato vincendo a mani basse, sai che non sono al tuo livello e nella partita successiva, entri in campo già sapendo che vincerete senza sforzo… e poi ti ritrovi a rincorrere un risultato che sulla carta era già tuo.

Lo vediamo spesso, in tutte le discipline sportive, di squadre nettamente inferiori che portano a casa il risultato della vita contro la squadra più blasonata o con tutti i pronostici a stra favore.
Questo solitamente succede per un gioco di sbilanciamento tra le due squadre: da una parte, un’eccessiva rilassatezza, troppa fiducia nei propri mezzi che fa entrare in campo senza la giusta fame e motivazione. Dall’altra, la squadra meno favorita (se non già data per persa), che scontrandosi contro qualcuno più forte ha la possibilità di fare il colpaccio del secolo. Quindi entra in campo centrata, con grande motivazione e determinazione, estrema lucidità.

La capacità tecnica lo sappiamo, conta… ma se chi ha più capacità non entra in campo centrato, rischia sempre di giocare una partita in salita.
E per carità, se succede in una partita di circolo… un po’ brucia ma alla fine ce la facciamo passare in fretta, ci raccontiamo qualche valido motivo per cui la nostra performance è stata tanto sotto tono rispetto al nostro potenziale e amen.
Purtroppo questo succede frequentemente però anche nelle partite che contano, a cui teniamo di più, come tornei e campionati… e lì la scocciatura sale a mille, portandoci magari anche a metterci in dubbio.

Cosa fare quindi per evitare di entrare in campo prendendo sotto gamba gli avversari?

Il suggerimento più ovvio è di non dare gli avversari per scontati, anche se li abbiamo battuti mille volte ma certo, non è mica semplice.
Una buona strategia che noi usiamo e ci permette di tenere lucidità in campo anche quando dall’altro lato il livello non è come il nostro, è di sperimentarci nei colpi che ci portano risultato ma in partite concitate usiamo meno.
Avere a mente quindi che è una partita di allenamento dove andiamo ad allenare qualche colpo specifico è un ottimo modo per rimanere agganciati alla partita e giocare al nostro meglio.
Questa semplice accortezza manterrà vivo il gioco in campo, se gli avversari si sono caricati per la partita sapendo di giocare contro qualcuno più forte di loro, ne usciranno degli scambi esaltanti e la partita sarà più che piacevole per entrambi i lati del campo.
Probabilmente generando anche un risultato sorprendente, felice per i favoriti con ogni probabilità, ma meno scontato e duro per gli avversari.

Sai che a noi piace darti consigli con questi articoli e anche questa volta non mancheremo. Anela sempre a organizzare partite con persone di livello superiore al tuo, oltre che simile ma abituati anche a giocare con chi gioca nettamente peggio di te perché ti abitua a gestire la tua capacità di rimanere presente in campo e sempre al tuo meglio.
Se vuoi è anche un suggerimento karmico… renderti disponibile con chi è meno bravo (dando a qualcuno quindi la possibilità di crescere e imparare qualcosa da te) probabilmente ti aprirà le porte a partite dove qualcun altro farà lo stesso con te.

E sfrutta tornei e campionati di questa stagione perché anche quando esistono le categorie che riuniscono giocatori di pari livello (a livello amatoriale succede più nel maschile che nel femminile per ora), troverai comunque chi è più avanti e chi è più indietro di te!!

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

Ispirato da https://padeladdict.com/como-jugar-ante-rivales-de-menos-nivel/

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Il Fair play nel padel esiste?

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Dopo la finale degli Europei di calcio si è parlato molto del fair play e dell’atteggiamento sportivo… ma esiste anche nel padel?

Abbiamo scritto nei mesi scorsi alcuni post di specifica sul regolamento che appunto, riporta anche diverse regole di “buona condotta” che, quando non osservate comportano penalità più o meno gravi.

Esiste poi anche un codice non scritto che, soprattutto in ambito amatoriale, è spesso messo a dura prova.

Le contestazioni

Può capitare in campo di non trovarsi in accordo sull’esito di una pallina e in partite amatoriali non esiste un giudice di gara che possa dire la sua.
In caso di disaccordo, laddove non c’è modo di trovare una lettura che vada bene a tutti, il fair play indica che è meglio ripetere il punto, senza lotte intestine a chi ha più ragione.
Nella stessa situazione, se ci sono spettatori esterni alla gabbia, non dovrebbero mai entrare nel merito e dovrebbero lasciare gestire la situazione ai quattro giocatori interessati.

Il comportamento degli spettatori

Sempre in caso di spettatori, questi ultimi non dovrebbero mai commentare durante il gioco (un “no” o un “fuori” perché ci è parsa una battuta lunga non è affare che ci riguarda se non siamo noi in campo).
Anche i “suggerimenti” su come muoversi, sulla strategia o i commenti sugli errori dei giocatori sarebbe bene lasciarli per sé.
Anche da regolamento, i coach non possono parlare con i loro giocatori al di fuori dei 90’ di pausa tra i cambi campo, figurarsi a livello amatoriale.
È evidente che, nel primo caso si tratta di una situazione di disturbo, nel secondo lo è altrettanto in modo diverso.
Di solito infatti chi si permette di dare suggerimenti, consigli o critiche, lo fa con le persone per cui tifa ma queste informazioni sono fonte di disturbo continuo.
Addirittura le critiche possono portare il giocatore a vivere la partita nello stress e nel sentirsi non adeguato al gioco.

Chiedere scusa

Spesso viene criticato il chiedere “scusa” quando la palla fa un net che rende imprendibile il colpo per l’avversario o anche quando si colpisce il colpo avversario.
Sono entrambe situazioni previste dalle regole del gioco quindi di fatto non stiamo traendo un vantaggio sleale però il gesto del chiedere “scusa” rende meno personale il gesto, aiuta a viverlo come una dinamica del gioco e non una presa di posizione verso l’avversario.
Perché è evidente che non sono dispiaciuto di aver fatto un colpo che, dopo aver corso sulla rete è caduta filo filo nel campo avversario, è vero anche che non è un colpo che scelgo appositamente di fare… di solito è una botta di… fortuna!!

Raccogliere le palline agli avversari!

Quando cambiamo il turno di battuta o quando la pallina resta nel nostro campo ma stanno battendo gli avversari è una buona abitudine agevolare il gioco avversario nel passare le palline o nel non intralciare ad esempio la seconda battuta quando hanno già la seconda pallina. Ognuno di noi ha abitudini diverse, è buona regola che il battitore abbia sempre due palline per poter ripetere velocemente la seconda se necessario ma a livello amatoriale ognuno fa a modo proprio. Osservare questa abitudine per saper gestire le palline in modo fluente è un modo, una piccola attenzione per mantenere un buon clima in campo.

Gratificare l’avversario che ha fatto un bel colpo.

Lo fanno anche i giocatori professionisti, a maggior ragione dovremmo poterlo saper fare anche noi! È davvero importante saper riconoscere la bravura o la buona riuscita di un colpo quando lo vediamo fare a qualcun altro. Ci mette nella predisposizione di imparare da ciò che vediamo ed è davvero bello poter giocare con qualcuno che ci riconosce dei meriti. Fa piacere, è innegabile!

Come ultima considerazione, aggiungiamo che nelle partite di circolo nessuno scommette casa, al massimo una birretta… quando si accendono gli animi in campo è sportivo ricordarsi anche questo piccolo ma fondamentale dettaglio!!

Buon padel a tutti !

by Roberta Lozza

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Abbiamo scritto nei mesi scorsi alcuni post di specifica sul regolamento che appunto, riporta anche diverse regole di “buona condotta” che, quando non osservate comportano penalità più o meno gravi.

Esiste poi anche un codice non scritto che, soprattutto in ambito amatoriale, è spesso messo a dura prova.

Le contestazioni

Può capitare in campo di non trovarsi in accordo sull’esito di una pallina e in partite amatoriali non esiste un giudice di gara che possa dire la sua.
In caso di disaccordo, laddove non c’è modo di trovare una lettura che vada bene a tutti, il fair play indica che è meglio ripetere il punto, senza lotte intestine a chi ha più ragione.
Nella stessa situazione, se ci sono spettatori esterni alla gabbia, non dovrebbero mai entrare nel merito e dovrebbero lasciare gestire la situazione ai quattro giocatori interessati.

Il comportamento degli spettatori

Sempre in caso di spettatori, questi ultimi non dovrebbero mai commentare durante il gioco (un “no” o un “fuori” perché ci è parsa una battuta lunga non è affare che ci riguarda se non siamo noi in campo).
Anche i “suggerimenti” su come muoversi, sulla strategia o i commenti sugli errori dei giocatori sarebbe bene lasciarli per sé.
Anche da regolamento, i coach non possono parlare con i loro giocatori al di fuori dei 90’ di pausa tra i cambi campo, figurarsi a livello amatoriale.
È evidente che, nel primo caso si tratta di una situazione di disturbo, nel secondo lo è altrettanto in modo diverso.
Di solito infatti chi si permette di dare suggerimenti, consigli o critiche, lo fa con le persone per cui tifa ma queste informazioni sono fonte di disturbo continuo.
Addirittura le critiche possono portare il giocatore a vivere la partita nello stress e nel sentirsi non adeguato al gioco.

Chiedere scusa

Spesso viene criticato il chiedere “scusa” quando la palla fa un net che rende imprendibile il colpo per l’avversario o anche quando si colpisce il colpo avversario.
Sono entrambe situazioni previste dalle regole del gioco quindi di fatto non stiamo traendo un vantaggio sleale però il gesto del chiedere “scusa” rende meno personale il gesto, aiuta a viverlo come una dinamica del gioco e non una presa di posizione verso l’avversario.
Perché è evidente che non sono dispiaciuto di aver fatto un colpo che, dopo aver corso sulla rete è caduta filo filo nel campo avversario, è vero anche che non è un colpo che scelgo appositamente di fare… di solito è una botta di… fortuna!!

Raccogliere le palline agli avversari!

Quando cambiamo il turno di battuta o quando la pallina resta nel nostro campo ma stanno battendo gli avversari è una buona abitudine agevolare il gioco avversario nel passare le palline o nel non intralciare ad esempio la seconda battuta quando hanno già la seconda pallina. Ognuno di noi ha abitudini diverse, è buona regola che il battitore abbia sempre due palline per poter ripetere velocemente la seconda se necessario ma a livello amatoriale ognuno fa a modo proprio. Osservare questa abitudine per saper gestire le palline in modo fluente è un modo, una piccola attenzione per mantenere un buon clima in campo.

Gratificare l’avversario che ha fatto un bel colpo.

Lo fanno anche i giocatori professionisti, a maggior ragione dovremmo poterlo saper fare anche noi! È davvero importante saper riconoscere la bravura o la buona riuscita di un colpo quando lo vediamo fare a qualcun altro. Ci mette nella predisposizione di imparare da ciò che vediamo ed è davvero bello poter giocare con qualcuno che ci riconosce dei meriti. Fa piacere, è innegabile!

Come ultima considerazione, aggiungiamo che nelle partite di circolo nessuno scommette casa, al massimo una birretta… quando si accendono gli animi in campo è sportivo ricordarsi anche questo piccolo ma fondamentale dettaglio!!

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Domani inizia la quinta edizione dei Campionati assoluti outdoor al Sun Padel di Riccione, sede dove si sono disputate tutte le precedenti edizioni.

Vi è stato un vero boom di iscrizioni con 131 coppie iscritte di cui 93 maschili e 38 femminili (l’anno scorso erano state 103 coppie comprese anche le coppie della categoria misto che quest’anno è stato cancellato).

La storia degli Assoluti italiani di Padel
Il primo campionato assoluto italiano a cura della Federtennis si è disputato nel novembre 2015 al Padel Club Laurentina di Roma. Si disputò in versione indoor (stesso discorso nel 2016, sempre al coperto presso lo stesso club romano). Dal 2017 oltre agli Assoluti indoor, che si disputano ogni anno nel tardo autunno, è nata anche la versione outdoor che si disputa sempre a fine agosto e ha visto come sede sempre il Sun Padel di Riccione. Se andiamo indietro nella storia del padel italiano il primo campione italiano fu nel 1992 il milanese Gianluca Baldi (era però un campionato a punti non un torneo unico e non vi era la categoria femminile) che vinse il titolo quando esisteva la Federazione italiana Gioco Paddle che si sciolse successivamente nella FIT.

L’Albo d’oro
Per la categoria femminile Giulia Sussarello ha vinto tutte e 4 le edizioni (nel 2017 con la Sara d’Ambrogio e le ultime 3 con Chiara Pappacena).
Nel maschile è Simone Cremona che vanta più titoli di tutti ben 3 (2017-2018 con Denny Cattaneo e 2020 con Marcelo Capitani), nel 2019 vinse la coppia Michele Bruno e Luca Mezzetti.
Nel misto, che da quest’anno è stato cancellato vinsero nel 2017 la coppia Pappacena-Fanti poi per 2 anni consecutivi Sussarello-Cremona e l’ultima coppia a vincerlo è stata Stellato-Di Giovanni.

Favorite e favoriti
Quest’anno si è sciolta la coppia femminile che da 3 anni dominava in Italia, Giulia Sussarello e Chiara Pappacena. Il titolo sarà conteso dalla coppia Carolina Orsi (l’italiana con il ranking Wpt più alto 61esimo posto) con Giulia Sussarello che punta al suo 5° titolo consecutivo, Chiara Pappacena e Giorgia Marchetti (vincitrici del Fip Star di lecce e dei 2 primi slam disputati), dalla coppia collaudata Stellato-Tommasi e come outsider il binomio formato da Erika Zanchetta e l’ex grande campionessa del tennis italiano Roberta Vinci.
Lato maschile la coppia da battere sono i vincitori dell’anno scorso Marcelo Capitani e Simone Cremona ma dovranno fare attenzione al binomio Michele Bruno e Juan Restivo l’italo-argentino n°75 del ranking Wpt.
Altre coppie che lotteranno per il titolo sono quelle formate da Lorenzo Di Giovanni e Riccardo Sinicropi, Niccolo Cotto e German Tamame, Alessandro Tinti e Luca Mezzetti, Cattaneo-Cassetta e come outsider le coppie Angilella-Capra (n°13 al mondo!) e Guerra Britos.

Per conoscere i Tabelloni maschile e femminile linka qui sotto:

Tabelloni Assoluti Italiani Federtennis

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Le campionesse e i Campioni degli Assoluti 2020

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Vi è stato un vero boom di iscrizioni con 131 coppie iscritte di cui 93 maschili e 38 femminili (l’anno scorso erano state 103 coppie comprese anche le coppie della categoria misto che quest’anno è stato cancellato).

La storia degli Assoluti italiani di Padel
Il primo campionato assoluto italiano a cura della Federtennis si è disputato nel novembre 2015 al Padel Club Laurentina di Roma. Si disputò in versione indoor (stesso discorso nel 2016, sempre al coperto presso lo stesso club romano). Dal 2017 oltre agli Assoluti indoor, che si disputano ogni anno nel tardo autunno, è nata anche la versione outdoor che si disputa sempre a fine agosto e ha visto come sede sempre il Sun Padel di Riccione. Se andiamo indietro nella storia del padel italiano il primo campione italiano fu nel 1992 il milanese Gianluca Baldi (era però un campionato a punti non un torneo unico e non vi era la categoria femminile) che vinse il titolo quando esisteva la Federazione italiana Gioco Paddle che si sciolse successivamente nella FIT.

L’Albo d’oro
Per la categoria femminile Giulia Sussarello ha vinto tutte e 4 le edizioni (nel 2017 con la Sara d’Ambrogio e le ultime 3 con Chiara Pappacena).
Nel maschile è Simone Cremona che vanta più titoli di tutti ben 3 (2017-2018 con Denny Cattaneo e 2020 con Marcelo Capitani), nel 2019 vinse la coppia Michele Bruno e Luca Mezzetti.
Nel misto, che da quest’anno è stato cancellato vinsero nel 2017 la coppia Pappacena-Fanti poi per 2 anni consecutivi Sussarello-Cremona e l’ultima coppia a vincerlo è stata Stellato-Di Giovanni.

Favorite e favoriti
Quest’anno si è sciolta la coppia femminile che da 3 anni dominava in Italia, Giulia Sussarello e Chiara Pappacena. Il titolo sarà conteso dalla coppia Carolina Orsi (l’italiana con il ranking Wpt più alto 61esimo posto) con Giulia Sussarello che punta al suo 5° titolo consecutivo, Chiara Pappacena e Giorgia Marchetti (vincitrici del Fip Star di lecce e dei 2 primi slam disputati), dalla coppia collaudata Stellato-Tommasi e come outsider il binomio formato da Erika Zanchetta e l’ex grande campionessa del tennis italiano Roberta Vinci.
Lato maschile la coppia da battere sono i vincitori dell’anno scorso Marcelo Capitani e Simone Cremona ma dovranno fare attenzione al binomio Michele Bruno e Juan Restivo l’italo-argentino n°75 del ranking Wpt.
Altre coppie che lotteranno per il titolo sono quelle formate da Lorenzo Di Giovanni e Riccardo Sinicropi, Niccolo Cotto e German Tamame, Alessandro Tinti e Luca Mezzetti, Cattaneo-Cassetta e come outsider le coppie Angilella-Capra (n°13 al mondo!) e Guerra Britos.

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Dopo che gli atleti hanno rifiutato la prima offerta del WPT di rinnovare l’attuale contratto esclusivo, secondo il quotidiano sportivo argentino Olé, vi è una proposta di creare per i giocatori un proprio circuito insieme all’imprenditore argentino Lisandro Borges

Nel bel mezzo di giorni senza attività del World Padel Tour a causa di una sosta programmata di tre settimane prima del Master di Cascais (Portogallo), il circuito di padel professionistico ha trasferito i suoi “rumors” alle scrivanie.

È che, come confermato da Olé, dieci giorni fa il board del World Padel Tour ha presentato ai migliori giocatori classificati una proposta iniziale per rinnovare i loro contratti di esclusiva per altri cinque anni: quello attuale scade il 31 dicembre 2023, quindi il ‘nuovo contratto’ avrebbe un periodo di validità fino alla fine del 2028. Tuttavia, la risposta degli atleti è stata unanime: offerta respinta.
Perché vi è una corsa del World Padel Tour per rinnovarsi se ci sono ancora due anni e mezzo?
La società Estrella Damm, responsabile del circuito professionale, ha consentito lo scorso maggio l’ingresso come azionista di minoranza di Rucio Investments, gruppo imprenditoriale con oltre 30 anni di esperienza nel settore sportivo.
L’intenzione di questo ‘rafforzamento’ è, come spiegato nel comunicato ufficiale, accelerare lo sviluppo e l’espansione dello sport, cioè vendere i suoi tornei a paesi con una valuta forte. Qualcosa che, ovviamente, non è possibile eseguire senza aver garantito la continuità dei protagonisti oltre il 2023.

2023 E 2018, DUE DIVERSI SCENARI E UNA PROPOSTA SUL TAVOLO

Oggi il quadro è diverso dal 2018, anno in cui il World Padel Tour e i giocatori hanno dovuto sedersi per negoziare per la prima volta un rinnovo di contratto. Le ragioni – che sono molte – potrebbero essere riassunte in tre punti:

Il primo ha a che fare con gli atleti: dall’unità nasce la forza. Che questa prima proposta sia arrivata in questo momento non è un caso: per la prima volta, i talenti del padel stanno costituendo un’Associazione giocatori, a cui dovrebbero iscriversi tra gli 80 e i 90 dei 100 migliori posti in classifica.
World Padel Tour sa che la creazione di questa Associazione è inevitabile, ma chiedo che abbiano il 75% dei membri registrati per dare loro il soprannome di rappresentatività. Gli specialisti stanno finalizzando i dettagli legali e potrebbe vedere la luce a settembre. Ecco perché il problema di questa prima proposta: non è lo stesso farlo mano nella mano che con un gruppo unificato.

Il secondo è dovuto alla crescita esponenziale dello sport negli ultimi anni. Le vendite di prodotti legati al padel sono aumentate drasticamente (pale, abbigliamento, campi, ecc.), ma hanno anche aumentato il consumo del gioco stesso. Il conto è semplice: ci sono più soldi nell’ambiente, quindi gli atleti – a ragione – vogliono che si riflettano anche nei loro guadagni.

Il terzo, e forse più decisivo, deriva dal secondo: attualmente ci sono fondi di investimento interessati ad assumersi la responsabilità di comandare il circuito professionale della pagaia. E non sono “castelli nell’aria” ma ci sono nomi forti. Il primo a proporre una proposta è stato l’argentino Lisandro Borges,imprenditore del settore e CEO del Master Padel di Buenos Aires dal 2016.
Le condizioni che offre ai giocatori sono allettanti: consiste nel dare il 50% del circuito agli atleti più un fondo pensione dopo il pensionamento e le date di calendario che saranno vendute agli organizzatori, come accade nell’ATP. “Presenterò una proposta in cui i giocatori possiedono metà del circuito e i loro profitti”, ha confessato Borges a Olé. Ha aggiunto:“È un progetto il cui scopo è che il circuito sia per tutti e per tutti”.

Va notato che la situazione non è la stessa con quella vissuta nel 2018 con il monegasco Fabrice Pastor, che in un primo momento è stato partner del WPT ma in seguito ha rotto i legami e ha creato l’APT, che non ha prosperato per motivi che lui stesso ha spiegato in un’intervista a questo mezzo (NdR: APT Padel Tour, l’attuale circuito Pastore, è nato nel gennaio 2020).
Indipendentemente dal “no” iniziale, questa storia continuerà. Anche i giocatori e il World Padel Tour hanno una stagione davanti, alla quale deve ancora essere giocata più della metà del calendario. Ma quello che è diventato chiaro è che, come è successo nel 2018, le partite non si giocano più solo in campo…

Buon padel a tutti!

by Mr Padel Paddle

fonte: Olé (ole.com.ar)

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Dopo che gli atleti hanno rifiutato la prima offerta del WPT di rinnovare l’attuale contratto esclusivo, secondo il quotidiano sportivo argentino Olé, vi è una proposta di creare per i giocatori un proprio circuito insieme all’imprenditore argentino Lisandro Borges

Nel bel mezzo di giorni senza attività del World Padel Tour a causa di una sosta programmata di tre settimane prima del Master di Cascais (Portogallo), il circuito di padel professionistico ha trasferito i suoi “rumors” alle scrivanie.

È che, come confermato da Olé, dieci giorni fa il board del World Padel Tour ha presentato ai migliori giocatori classificati una proposta iniziale per rinnovare i loro contratti di esclusiva per altri cinque anni: quello attuale scade il 31 dicembre 2023, quindi il ‘nuovo contratto’ avrebbe un periodo di validità fino alla fine del 2028. Tuttavia, la risposta degli atleti è stata unanime: offerta respinta.
Perché vi è una corsa del World Padel Tour per rinnovarsi se ci sono ancora due anni e mezzo?
La società Estrella Damm, responsabile del circuito professionale, ha consentito lo scorso maggio l’ingresso come azionista di minoranza di Rucio Investments, gruppo imprenditoriale con oltre 30 anni di esperienza nel settore sportivo.
L’intenzione di questo ‘rafforzamento’ è, come spiegato nel comunicato ufficiale, accelerare lo sviluppo e l’espansione dello sport, cioè vendere i suoi tornei a paesi con una valuta forte. Qualcosa che, ovviamente, non è possibile eseguire senza aver garantito la continuità dei protagonisti oltre il 2023.

2023 E 2018, DUE DIVERSI SCENARI E UNA PROPOSTA SUL TAVOLO

Oggi il quadro è diverso dal 2018, anno in cui il World Padel Tour e i giocatori hanno dovuto sedersi per negoziare per la prima volta un rinnovo di contratto. Le ragioni – che sono molte – potrebbero essere riassunte in tre punti:

Il primo ha a che fare con gli atleti: dall’unità nasce la forza. Che questa prima proposta sia arrivata in questo momento non è un caso: per la prima volta, i talenti del padel stanno costituendo un’Associazione giocatori, a cui dovrebbero iscriversi tra gli 80 e i 90 dei 100 migliori posti in classifica.
World Padel Tour sa che la creazione di questa Associazione è inevitabile, ma chiedo che abbiano il 75% dei membri registrati per dare loro il soprannome di rappresentatività. Gli specialisti stanno finalizzando i dettagli legali e potrebbe vedere la luce a settembre. Ecco perché il problema di questa prima proposta: non è lo stesso farlo mano nella mano che con un gruppo unificato.

Il secondo è dovuto alla crescita esponenziale dello sport negli ultimi anni. Le vendite di prodotti legati al padel sono aumentate drasticamente (pale, abbigliamento, campi, ecc.), ma hanno anche aumentato il consumo del gioco stesso. Il conto è semplice: ci sono più soldi nell’ambiente, quindi gli atleti – a ragione – vogliono che si riflettano anche nei loro guadagni.

Il terzo, e forse più decisivo, deriva dal secondo: attualmente ci sono fondi di investimento interessati ad assumersi la responsabilità di comandare il circuito professionale della pagaia. E non sono “castelli nell’aria” ma ci sono nomi forti. Il primo a proporre una proposta è stato l’argentino Lisandro Borges,imprenditore del settore e CEO del Master Padel di Buenos Aires dal 2016.
Le condizioni che offre ai giocatori sono allettanti: consiste nel dare il 50% del circuito agli atleti più un fondo pensione dopo il pensionamento e le date di calendario che saranno vendute agli organizzatori, come accade nell’ATP. “Presenterò una proposta in cui i giocatori possiedono metà del circuito e i loro profitti”, ha confessato Borges a Olé. Ha aggiunto:“È un progetto il cui scopo è che il circuito sia per tutti e per tutti”.

Va notato che la situazione non è la stessa con quella vissuta nel 2018 con il monegasco Fabrice Pastor, che in un primo momento è stato partner del WPT ma in seguito ha rotto i legami e ha creato l’APT, che non ha prosperato per motivi che lui stesso ha spiegato in un’intervista a questo mezzo (NdR: APT Padel Tour, l’attuale circuito Pastore, è nato nel gennaio 2020).
Indipendentemente dal “no” iniziale, questa storia continuerà. Anche i giocatori e il World Padel Tour hanno una stagione davanti, alla quale deve ancora essere giocata più della metà del calendario. Ma quello che è diventato chiaro è che, come è successo nel 2018, le partite non si giocano più solo in campo…

Buon padel a tutti!

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fonte: Olé (ole.com.ar)

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A tre mesi dai Mondiali, l’Italia è la terza forza nel padel femminile per numero di giocatrici e punti conquistati

Dal 15 al 20 novembre si terrà la XV edizione dei Campionati del Mondo, posticipati a quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria del 2020. L’Italia femminile si presenta a questa sfida, al momento, come terza nazione dietro la lontanissima Spagna e l’Argentina sia come numero di giocatrici presenti nella Top 100, sia per la somma dei punti conquistati dalle stesse.

Le italiane

Nelle Top 100 del ranking del World Padel Tour – la cui classifica dopo l’accordo del 2019 ha valenza anche per la Federazione Internazionale di Padel – figurano ben 8 italiane (compresa anche l’italo-spagnola Claudia Jensen al 38esimo posto), insime all’Argentina sempre con 8 atlete e la Spagna con ben 73 giocatrici! Dietro le azzurre ci sono il Portogallo e la Francia con 4, seguita dal Brasile e l’Uruguay con due. Ci sono altre 5 atlete azzurre posizionate tra il 100esimo e il 150esimo posto con la Marchetti che “scalpita” per entrare nelle Top 100. La prima italiana del ranking, a esclusione della Jensen che a oggi non partecipa alle competizioni internazionali con l’Italia, è Carolina Orsi al 61esimo posto; poi Chiara Pappacena (n°66), Giulia Sussarello (n°70), Carlotta Casali (n°82), Valentina Tommasi (n°87), Emily Stellato (n°88) e Lorena Vano (n°100).

Il divario con la Spagna

Primeggiano le spagnole con un distacco abissale (quasi 150.000 punti) seguite dalle argentine (13.600) e dalle italiane (3.980). Basta pensare che anche sommando i punteggi ottenuti dalle prime 150 giocatrici del ranking, la classifica non cambierebbe. Se dovessimo escludere la Jensen dalla nostra classifica punti, il Portogallo scavalcherebbe l’Italia (dovuto al ranking delle forti giocatrici Sofia Araujo n°19 e Ana Caterina Noguiera n°27) e la Francia ci sarebbe a ridosso con due giocatrici in evidenza come Alix Collombon (n°27) e Lea Godallier (n°41). La classifica a punteggio ci permette anche di capire la reale differenza dell’Argentina rispetto all’Italia, la quale non emergerebbe prendendo come paragone solo il numero di atlete presenti nelle Top 100. L’Albiceleste presenta giocatrici come Del Brea (n°8), Aranzazu Osorio (n°13) e Julieta Bidahorria (n°34) di un livello decisamente superiore rispetto alle nostre.

Obiettivi

L’obiettivo della Nazionale italiana sarà quello di provare a migliorare il 4° posto ottenuto in Paraguay nel 2018, quando fu sconfitta dal Portogallo nella finale per il 3° e 4° posto (vinse la Spagna in finale con l’Argentina). Per salire sul terzo gradino del podio (Spagna e Argentina sono ancora troppo lontane) l’avversaria da battere sarà la Francia, che ci ha sconfitto alla finale degli Europei 2019 e terza classificata avanti a noi anche agli Europei di Marbella di luglio (frutto anche di un sorteggio sfavorevole per le azzurre che hanno incontrato le spagnole in semifinale), e poi il Portogallo, nazione che non ha partecipato alle ultime due edizioni degli Europei.

Buon Padel a tutti !

by Mr Padel Paddle

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Europei positivi per l’Italia del Padel

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A tre mesi dai Mondiali, l’Italia è la terza forza nel padel femminile per numero di giocatrici e punti conquistati

Dal 15 al 20 novembre si terrà la XV edizione dei Campionati del Mondo, posticipati a quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria del 2020. L’Italia femminile si presenta a questa sfida, al momento, come terza nazione dietro la lontanissima Spagna e l’Argentina sia come numero di giocatrici presenti nella Top 100, sia per la somma dei punti conquistati dalle stesse.

Le italiane

Nelle Top 100 del ranking del World Padel Tour – la cui classifica dopo l’accordo del 2019 ha valenza anche per la Federazione Internazionale di Padel – figurano ben 8 italiane (compresa anche l’italo-spagnola Claudia Jensen al 38esimo posto), insime all’Argentina sempre con 8 atlete e la Spagna con ben 73 giocatrici! Dietro le azzurre ci sono il Portogallo e la Francia con 4, seguita dal Brasile e l’Uruguay con due. Ci sono altre 5 atlete azzurre posizionate tra il 100esimo e il 150esimo posto con la Marchetti che “scalpita” per entrare nelle Top 100. La prima italiana del ranking, a esclusione della Jensen che a oggi non partecipa alle competizioni internazionali con l’Italia, è Carolina Orsi al 61esimo posto; poi Chiara Pappacena (n°66), Giulia Sussarello (n°70), Carlotta Casali (n°82), Valentina Tommasi (n°87), Emily Stellato (n°88) e Lorena Vano (n°100).

Il divario con la Spagna

Primeggiano le spagnole con un distacco abissale (quasi 150.000 punti) seguite dalle argentine (13.600) e dalle italiane (3.980). Basta pensare che anche sommando i punteggi ottenuti dalle prime 150 giocatrici del ranking, la classifica non cambierebbe. Se dovessimo escludere la Jensen dalla nostra classifica punti, il Portogallo scavalcherebbe l’Italia (dovuto al ranking delle forti giocatrici Sofia Araujo n°19 e Ana Caterina Noguiera n°27) e la Francia ci sarebbe a ridosso con due giocatrici in evidenza come Alix Collombon (n°27) e Lea Godallier (n°41). La classifica a punteggio ci permette anche di capire la reale differenza dell’Argentina rispetto all’Italia, la quale non emergerebbe prendendo come paragone solo il numero di atlete presenti nelle Top 100. L’Albiceleste presenta giocatrici come Del Brea (n°8), Aranzazu Osorio (n°13) e Julieta Bidahorria (n°34) di un livello decisamente superiore rispetto alle nostre.

Obiettivi

L’obiettivo della Nazionale italiana sarà quello di provare a migliorare il 4° posto ottenuto in Paraguay nel 2018, quando fu sconfitta dal Portogallo nella finale per il 3° e 4° posto (vinse la Spagna in finale con l’Argentina). Per salire sul terzo gradino del podio (Spagna e Argentina sono ancora troppo lontane) l’avversaria da battere sarà la Francia, che ci ha sconfitto alla finale degli Europei 2019 e terza classificata avanti a noi anche agli Europei di Marbella di luglio (frutto anche di un sorteggio sfavorevole per le azzurre che hanno incontrato le spagnole in semifinale), e poi il Portogallo, nazione che non ha partecipato alle ultime due edizioni degli Europei.

Buon Padel a tutti !

by Mr Padel Paddle

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Abbiamo scritto della racchetta tonda e di quella a goccia, chiudiamo la serie con le specifiche della pala a diamante

Come abbiamo scritto nel precedente articolo, riportiamo alcune informazioni generiche, che valgono per ogni forma.

Per la tua scelta è bene sapere che:

1) La fibra di vetro è più morbida, flessibile e permette maggiore uscita di palla del carbonio che però risulta più resistente e con impatto più duro.
2) La schiuma FOAM offre più controllo e permette di usare meno forza per far uscire palle veloci ma dura meno della schiuma EVA che è migliore per i colpi con effetto e ha più resistenza. È però più difficile da gestire, meglio se sei di livello avanzato.
3) Il peso è importante. Una pala più leggera all’inizio ti aiuta a migliorare il controllo di palla ma può provocare problemi a tendini e articolazioni del braccio. Pala leggera implica uso di più forza per dare velocità alla palla e in conseguenza porta più usura del braccio.
4) Lo spessore è variabile di pala in pala, più spessore corrisponde a più velocità di uscita della pallina.
5) Prediligi pale più morbide se hai problemi di epicondilite e infiammazioni varie, sceglie quelle più dure se vuoi più potenza e controllo.
6) Non farti incantare dalle pale più famose, più firmate o costose. Assicurati di acquistare pale corrette per il tuo livello perché più sono ricercate, più sono delicate e pensate per padelisti che sanno gestire anche gli spazi e… gli scontri. Una pala entry level è pensata anche per subire meglio colpi contro vetri, grate o altre pale.
7) L’aggiunta di paracolpi in testa, overgrip e hesacore variano il baricentro della pala, quindi permettono di giocare con un bilanciamento sfalsato rispetto alla forma scelta. Una pala tonda con pesi o paracolpi in testa la renderanno più potente, una diamante con un hesacore potrebbe abbassare il bilanciamento più verso il centro.

Le caratteristiche della racchetta a diamante

Questa pala si caratterizza per un bilanciamento “alto” ovvero il suo baricentro si avvicina alla testa della pala. Questa caratteristica rende la pala a diamante la scelta ideale per chi predilige la potenza e il gioco di attacco ma rende anche la pala più difficile da manovrare regalando però molta più spinta nei colpi.

Il suo punto di impatto è quello più difficile da gestire. È centrale e non più grande di una palla da ping pong quindi richiede molta precisione nella gestione del colpo. Più si vanno ad aggiungere altre caratteristiche di “sofisticazione” più diventa una pala di difficile gestione che richiede l’uso di un giocatore esperto e capace.
Per sua natura, perdona molto poco anche se la grande spinta data dal bilanciamento alto regala belle soddisfazioni a chi ama giocare dall’alto e in attacco sotto rete.

Non è la pala adatta a chi sta iniziando per quanto abbiamo scritto finora e potrebbe non essere la scelta migliore anche per chi soffre di epicondilite o di infiammazioni tendinee al braccio.
Va anche sempre ricordato che la potenza senza controllo, come diceva una famosa pubblicità, non è nulla e quindi è bene scegliere questa forma con cognizione di causa… magari avendone provate in campo prima di acquistarle.

A prescindere che si giochi a destra o a sinistra, è la pala scelta da giocatori di attacco anche se, come abbiamo già specificato, l’utilizzo di hesacore, paracolpi e overgrip possono variare sensibilmente il bilanciamento della pala. Può quindi essere una scelta per avere la potenza della diamante ma con una miglior maneggevolezza. Quello che non è possibile cambiare in nessun caso è il punto di impatto, che richiederà sempre buona anzi ottima precisione.

Talvolta si può fare l’errore di scegliere la pala più per l’impressione che sia più “cool” delle altre, è un po’ come le false etichette che gravitano sul giocatore di destra o di sinistra. Ecco quindi che la pala diamante sembra essere più appetibile della tonda.. come se potesse renderci più bravi.
La verità è che la pala è l’accessorio e alleato più importante a sviluppare il nostro potenziale e le nostre capacità nel padel e va quindi scelta in base alle nostre caratteristiche, di gioco come anche fisiche.

Ci auguriamo che questa serie di articoli ti ha aiutato ad avere qualche informazioni in più per scegliere con sempre maggior chiarezza la pala da cui farti accompagnare in campo!

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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